mauro moretti strage di viareggio

“AFFRONTERÒ LA PRIGIONE, MA È STATA FERITA LA CERTEZZA DEL DIRITTO” – MAURO MORETTI SI COSTITUISCE IN CARCERE E FA LA VITTIMA. L’EX AD DI FERROVIE DELLO STATO DOVRÀ SCONTARE 5 ANNI. DOPO LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE, CHE HA RESO DEFINITIVA LA CONDANNA PER LA STRAGE DI VIAREGGIO DEL 29 GIUGNO 2009 CHE PROVOCÒ 32 MORTI, TRA CUI TRE BAMBINI – I GIUDICI HANNO CERTIFICATO LA LUNGA SERIE DI OMISSIONI ALLA BASE DELL’INCIDENTE – LA PARABOLA DEL SINDACALISTA DIVENTATO UN SUPER-MANAGER, FINO ALLA ROVINA GIUDIZIARIA. QUANDO LIQUIDÒ LA STRAGE COME “UNO SPIACEVOLISSIMO INCIDENTE”

1 – STRAGE DI VIAREGGIO, MORETTI SI È COSTITUITO IN CARCERE

mauro moretti

(ANSA) - ROMA, 26 GIU - Dopo la decisione della Cassazione, che ha reso definitiva la condanna a 5 anni per la strage di Viareggio, Mauro Moretti è in carcere. L'ex Ad di Fs e Rfi si è costituito nella serata di ieri.

 

2 - CONFERMATE LE CONDANNE PER LA STRAGE DI VIAREGGIO MORETTI ANDRÀ IN CARCERE

Estratto dell’articolo di Luca Serranò per “la Repubblica”

 

La notte del 29 giugno del 2009 un intero quartiere di Viareggio, il Terminetto, fu sfigurato dall’esplosione di un treno merci carico di gpl, deragliato poco distante dalla stazione. Trentadue morti, tra cui tre bambini, una lunghissima serie di feriti. E centinaia di famiglie stravolte. Ieri, a pochi giorni dal diciassettesimo anniversario, l’epilogo giudiziario. Che certifica la lunga serie di omissioni alla base dell’incidente.

 

STRAGE VIAREGGIO 19

La Cassazione ha infatti rigettato i ricorsi delle difese dei 12 imputati e confermato quanto stabilito dall’appello ter: per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Rfi e di Fs, condannato a cinque anni, si sono così aperte le porte del carcere.

 

Quattro anni, 2 mesi e 20 giorni per l’ex amministratore delegato di Rfi Michele Mario Elia, pene tra i due anni e 10 mesi e i 6 anni per le altre persone finite alla sbarra, ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del treno deragliato e poi esploso.

 

mauro moretti

«Sono indignata da questo risultato, che trovo vergognoso per la giustizia italiana — commenta l’avvocata Ambra Giovene, che assiste Moretti — Aspettiamo l’ordine di esecuzione, poi si costituirà. […]».

 

Quella notte, a Viareggio, il treno merci deragliò alle 23.49; ci fu una fuoruscita di gas, poi una devastante esplosione che non lasciò scampo alle 32 vittime. Un dramma indelebile per un’intera comunità, seguito da una estenuante battaglia giudiziaria durante la quale non sono mancate polemiche anche veementi (come per la prescrizione scattata per l’accusa di omicidio colposo) da parte degli stessi familiari delle vittime.

 

mauro moretti foto mezzelani gmt 40

[…]  Giovene aveva chiesto di rideterminare la pena al ribasso, allontanando così lo spettro del carcere, ma la Corte ha respinto questo e anche gli altri ricorsi, mettendo la parola fine. La strage, dunque, non fu una tragica fatalità ma la conseguenza di omissioni ed errate valutazioni.

 

A innescare il disastro, il cedimento di un asse del convoglio, provocato da corrosione. Sarebbe bastata una adeguata manutenzione per intercettare il pericolo.

 

Nelle motivazioni dell’appello ter, infine, i giudici avevano spiegato i criteri seguiti nella rideterminazione delle pene, soffermandosi sul peso attribuito alle attenuanti generiche riconosciute agli imputati. […]

 

3 - L’ULTIMO SFOGO DEL MANAGER “AFFRONTERÒ LA PRIGIONE FERITA LA CERTEZZA DEL DIRITTO”

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

STRAGE VIAREGGIO 7

«Vado in carcere, ma la certezza del diritto è colpita». Finisce così e Mauro Moretti parla a tarda sera, dopo la sentenza della Cassazione, e ripercorre la sua vicenda dopo la strage di Viareggio: «Sono stato rinviato a giudizio per cinque accuse di infrazioni di norme di legge. Per queste sono stato assolto.

 

Ma nel corso del processo è sorta una nuova accusa sulla quale è stata costruita una condanna che dice che non basta rispettare norme e leggi nazionali ed europee ma hanno scritto che bisogna rispettare il "neminem laedere" (non danneggiare nessuno, ndr), cioè in questo caso derogare quelle leggi».

 

strage viareggio7

Non è solo una questione tecnica, dice ancora Moretti, perché «questo vuol dire mettere in crisi la certezza del diritto, nessuno sa come deve comportarsi nonostante esistano le norme».

 

E, peggio, sostiene, anche la sua vicenda non è servita a nulla: «Quelle norme che avrei dovuto violare e che ho rispettato non sono state mai modificate a tutt'oggi nemmeno dopo questa tragedia».

 

Finisce così e non è ancora finita: nelle prossime ore, appena riceverà l'ordine di esecuzione, l'ex ad delle Ferrovie ha già deciso e annunciato che si presenterà in carcere per scontare quei cinque anni che da ieri sono una condanna definitiva.

 

strage viareggio13

Finisce mentre mancano solo quattro giorni al diciassettesimo anniversario — era il 29 giugno 2009 — della strage di Viareggio. […]

 

Binari e potere, decisioni e responsabilità, una storia a trazione diesel, questa di Moretti, e un'ascesa che pareva inarrestabile. Fino alla rovina giudiziaria.

 

Lui – nato a Rimini, la laurea in ingegneria elettrotecnica a Bologna nel 1977 – entra subito dopo in azienda e con le Fs stringe un patto per la vita. Studia da dirigente, ma pratica – anche – da sindacalista: nove anni dopo il suo ingresso in azienda è già nella segreteria nazionale della Cgil trasporti.

 

Quando, nel 2001, diventa prima amministratore delegato di rete Ferroviaria Italiana – la società che governa l'infrastruttura – e poi nel 2006 prende la guida tutte le Fs, quell'esperienza sindacale rimane parte del suo marchio di fabbrica.

 

MAURO MORETTI

Colpisce, certo, vedere chi rappresentava i lavoratori che adesso tratta con loro, messo in quel posto dal governo Prodi; ma colpisce anche come Moretti sia in grado di utilizzare quella sua esperienza passata per controllare e dirigere l'intera struttura imprimendo una spinta e mantenendo una tensione che gli provoca molti nemici – "Cesare", il soprannome favorito dagli antipatizzanti – ma almeno altrettanti estimatori, per i quali il cesarismo è semplicemente leadership.

Sono gli anni del risanamento, dell'Alta velocità, della trasformazione del vecchio gruppo pubblico in un'impresa che rivendica efficienza. Moretti ne diventa il volto ruvido. Non cerca simpatia.

 

Anzi alle volte espone il fianco, come nel 2014, quando di fronte a una delle tante "spendig review" annunciate, dichiara che i suoi 850 mila euro annui sono ben meno dello stipendio dell'omologo tedesco e fa capire che in caso di tagli è pronto ad andarsene.

 

strage viareggio12

 Se ne andrà davvero, ma perché quello stesso 2014, dopo otto lunghi anni alla guida delle Ferrovie, il governo Renzi lo sposta a Finmeccanica […]

 

Ma intanto c'è già stata quella notte del 2009, Viareggio. Adesso, la sentenza finale ribadisce che la responsabilità di Moretti stava nel dovere del vertice di organizzare un sistema capace di governare un rischio grave, con un'interpretazione che lui contesta.

 

C'è poi una frase che gli è rimasta addosso come una macchia: «uno spiacevolissimo incidente». La pronunciò mesi dopo la tragedia, parlando di Viareggio, e la città si indignò. Moretti sostenne poi di essere stato frainteso e la sua legale, Ambra Giovene, ricorda che davanti alla Corte d'appello di Firenze fece «una dichiarazione di scuse pubblica».

 

mauro moretti (2)

Non è servito, evidentemente, nel conteggio delle attenuanti. Così come non è servita la sua rinuncia alla prescrizione nel primo appello, seguita invece dalla decisione di non rinunciare alla prescrizione per il reato di omicidio colposo nell'appello bis.

strage viareggio10strage viareggio11

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...