ARRESTATE I PADRONI / 5 - SPAVENTA, EX PRESIDENTE CONSOB: L'AUTORITA' DI CONTROLLO DEI MERCATI NON PUO' ESAMINARE I CONTI DI TUTTE LE SOCIETA'
Luigi Spaventa per il Corriere della Sera
In Inghilterra la vigilanza sull'intero settore dei servizi finanziari, e su tutti i soggetti che vi operano, è affidata a un'unica autorità (la Fsa).
Negli Stati Uniti, al contrario, la frammentazione è massima: un'autorità, la Sec, sovrintende al mercato azionario; un'altra a quello dei derivati; tre sorvegliano le banche; sulle assicurazioni non esiste un unico controllore federale.
In Europa, molti Paesi, fra cui la Germania, ma non la Francia, hanno riprodotto il modello inglese o vi si sono avvicinati. In Italia coesistono una distinzione per settore, con assicurazioni e fondi pensione affidati ad autorità separate, e una per finalità: nella vigilanza sugli intermediari «la Banca d'Italia è competente per quanto riguarda il contenimento del rischio e la stabilità patrimoniale» e la Consob «per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza dei comportamenti» (pur se la distinzione soffre di eccezioni e dà luogo a intersezioni o sovrapposizioni). Il dibattito sui meriti relativi dei diversi modelli - quello a una testa e quello a due o più teste - non è risolto e assume connotazioni diverse nei diversi ambienti istituzionali.
E' però difficile ravvisare una relazione fra quel dibattito e le fattispecie criminose che il caso Parmalat ogni giorno disvela. Ovunque, la verifica della «regolare tenuta della contabilità sociale», della «corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili», della corrispondenza dei bilanci «alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti» è affidata alle società di revisione autorizzate.
L'autorità di controllo vigila quasi ovunque (ma non negli Stati Uniti sino a poco tempo fa) sui revisori, sanzionandoli quando ravvisi gravi irregolarità; può impugnare il bilancio in sede civile o denunciare gli amministratori in sede penale (anche su segnalazione dei revisori) per mancata conformità alle norme o falsità di comunicazioni; ancor prima, può intraprendere opportune iniziative istruttorie (come quelle assunte recentemente da Consob, che hanno fatto scoprire l'inesistenza di un deposito presso una banca americana iscritto in bilancio).
Sono questi, tuttavia, rimedi estremi, che intervengono quando già il guasto è avvenuto. Né in Italia né altrove, infatti, l'autorità di controllo dei mercati può riesaminare ab imis i conti di tutte le società, avocando per ciascuna tutta la documentazione sottesa al bilancio per esaminarne la congruenza contabile e addirittura la veridicità.
Come hanno mostrato gli scandali societari americani ed europei, questa obiettiva impossibilità pregiudica la tempestività degli interventi, soprattutto quando la finanza delle società è dispersa per il mondo. Per porvi rimedio, gli Stati Uniti e la Germania hanno assunto opportune iniziative.
Negli Stati Uniti si è creato un apposito organismo, non pubblico, ma controllato dalla Sec e con membri da questa nominati, che si occupa esclusivamente della vigilanza sull'attività delle società di revisione: con finalità ampie e con poteri incisivi, stabilisce i criteri di revisione e soprattutto esercita una verifica di qualità continua sul lavoro dei revisori. In Germania, un organismo simile condurrà controlli per campione sui bilanci di circa 1000 società. In entrambi i casi, la specializzazione della funzione consentirà una vigilanza contabile preventiva, e al tempo stesso più completa e penetrante di quella che possono svolgere le autorità di vigilanza dei mercati, oberate da una pluralità di compiti.
Sono iniziative interessanti, e compatibili con qualsiasi modello (monocefalo o pluricefalo) di vigilanza. Discutendosi di riforme urgenti, sarebbe opportuno considerarle.
Dagospia.com 30 Dicembre 2003
In Inghilterra la vigilanza sull'intero settore dei servizi finanziari, e su tutti i soggetti che vi operano, è affidata a un'unica autorità (la Fsa).
Negli Stati Uniti, al contrario, la frammentazione è massima: un'autorità, la Sec, sovrintende al mercato azionario; un'altra a quello dei derivati; tre sorvegliano le banche; sulle assicurazioni non esiste un unico controllore federale.
In Europa, molti Paesi, fra cui la Germania, ma non la Francia, hanno riprodotto il modello inglese o vi si sono avvicinati. In Italia coesistono una distinzione per settore, con assicurazioni e fondi pensione affidati ad autorità separate, e una per finalità: nella vigilanza sugli intermediari «la Banca d'Italia è competente per quanto riguarda il contenimento del rischio e la stabilità patrimoniale» e la Consob «per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza dei comportamenti» (pur se la distinzione soffre di eccezioni e dà luogo a intersezioni o sovrapposizioni). Il dibattito sui meriti relativi dei diversi modelli - quello a una testa e quello a due o più teste - non è risolto e assume connotazioni diverse nei diversi ambienti istituzionali.
E' però difficile ravvisare una relazione fra quel dibattito e le fattispecie criminose che il caso Parmalat ogni giorno disvela. Ovunque, la verifica della «regolare tenuta della contabilità sociale», della «corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili», della corrispondenza dei bilanci «alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti» è affidata alle società di revisione autorizzate.
L'autorità di controllo vigila quasi ovunque (ma non negli Stati Uniti sino a poco tempo fa) sui revisori, sanzionandoli quando ravvisi gravi irregolarità; può impugnare il bilancio in sede civile o denunciare gli amministratori in sede penale (anche su segnalazione dei revisori) per mancata conformità alle norme o falsità di comunicazioni; ancor prima, può intraprendere opportune iniziative istruttorie (come quelle assunte recentemente da Consob, che hanno fatto scoprire l'inesistenza di un deposito presso una banca americana iscritto in bilancio).
Sono questi, tuttavia, rimedi estremi, che intervengono quando già il guasto è avvenuto. Né in Italia né altrove, infatti, l'autorità di controllo dei mercati può riesaminare ab imis i conti di tutte le società, avocando per ciascuna tutta la documentazione sottesa al bilancio per esaminarne la congruenza contabile e addirittura la veridicità.
Come hanno mostrato gli scandali societari americani ed europei, questa obiettiva impossibilità pregiudica la tempestività degli interventi, soprattutto quando la finanza delle società è dispersa per il mondo. Per porvi rimedio, gli Stati Uniti e la Germania hanno assunto opportune iniziative.
Negli Stati Uniti si è creato un apposito organismo, non pubblico, ma controllato dalla Sec e con membri da questa nominati, che si occupa esclusivamente della vigilanza sull'attività delle società di revisione: con finalità ampie e con poteri incisivi, stabilisce i criteri di revisione e soprattutto esercita una verifica di qualità continua sul lavoro dei revisori. In Germania, un organismo simile condurrà controlli per campione sui bilanci di circa 1000 società. In entrambi i casi, la specializzazione della funzione consentirà una vigilanza contabile preventiva, e al tempo stesso più completa e penetrante di quella che possono svolgere le autorità di vigilanza dei mercati, oberate da una pluralità di compiti.
Sono iniziative interessanti, e compatibili con qualsiasi modello (monocefalo o pluricefalo) di vigilanza. Discutendosi di riforme urgenti, sarebbe opportuno considerarle.
Dagospia.com 30 Dicembre 2003