IL GRANDE ZAC COLPISCE ANCORA: FUORI CONTRI DALLA RAI
La storiella che andiamo a raccontare vede ancora protagonista il Grande Zac, alias Roberto Zaccaria, presidente bomber di casa Rai. Dopo aver duellato con Maurizio Beretta, sul caso "Domenica in" (vedi Dagospia in data 8 maggio), trascinato in tribunale e rinviato a giudizio "Striscia la notizia" per "furto d'immagini" (Ricci come avvocato vuole un semiologo, Umberto Eco), ora tocca ad Alberto Contri, consigliere d'opposizione della Rai.
Tutta colpa di RAINOI - una curiosa (o masochistica?) associazione che raccoglie 800 dipendenti di viale Mazzini che intendono destinare in tutto o in parte la liquidazione all'acquisto di azioni Rai una volta disponibili sul mercato. Ebbene, tali signori decidono di sposare la concezione di servizio pubblico di Contri - acerrimo nemico del privatismo di Celli - e chiedono di incontrarlo in un dibattito pubblico.
Il consigliere accetta e oggi alle ore 12 nella sala A di viale Mazzini doveva avvenire una conferenza dal titolo impegnativo anzichenò "Il bello, il giusto, il vero, nel mestiere di comunicare". Roba da far saltare le coronarie a Popper. Ma al Grande Zac non confà che tutto ciò avvenga nel building della Rai. Scrive al direttore generale Cappon che trattasi di "un'iniziativa personale, impropria". In breve, Zac sente puzza di politica berlusconiana.
Cappon incontra Contri e, visto l'imbarazzo del direttore generale, Contri di togliere la castagna bollente affittando a proprie spese il vicino teatro Manzoni. E il consigliere "sfollato" si lamenta soprattutto del fatto che i dipendenti debbono lasciare il posto di lavoro e chiedere un permesso per partecipare alla conferenza per non correre il rischio di essere segnalati come assenti ingiustificati. "Ha fatto di tutto per impedire questa conferenza", stigmatizza Alberto Contri. E aggiunge: "Zaccaria si muove come un sovrano assoluto". Questa è la campagna elettorale, bellezza...
Copyright Dagospia.com 10 Maggio 2001
Tutta colpa di RAINOI - una curiosa (o masochistica?) associazione che raccoglie 800 dipendenti di viale Mazzini che intendono destinare in tutto o in parte la liquidazione all'acquisto di azioni Rai una volta disponibili sul mercato. Ebbene, tali signori decidono di sposare la concezione di servizio pubblico di Contri - acerrimo nemico del privatismo di Celli - e chiedono di incontrarlo in un dibattito pubblico.
Il consigliere accetta e oggi alle ore 12 nella sala A di viale Mazzini doveva avvenire una conferenza dal titolo impegnativo anzichenò "Il bello, il giusto, il vero, nel mestiere di comunicare". Roba da far saltare le coronarie a Popper. Ma al Grande Zac non confà che tutto ciò avvenga nel building della Rai. Scrive al direttore generale Cappon che trattasi di "un'iniziativa personale, impropria". In breve, Zac sente puzza di politica berlusconiana.
Cappon incontra Contri e, visto l'imbarazzo del direttore generale, Contri di togliere la castagna bollente affittando a proprie spese il vicino teatro Manzoni. E il consigliere "sfollato" si lamenta soprattutto del fatto che i dipendenti debbono lasciare il posto di lavoro e chiedere un permesso per partecipare alla conferenza per non correre il rischio di essere segnalati come assenti ingiustificati. "Ha fatto di tutto per impedire questa conferenza", stigmatizza Alberto Contri. E aggiunge: "Zaccaria si muove come un sovrano assoluto". Questa è la campagna elettorale, bellezza...
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