ECONOMY - SIAE, I COSTI DI GESTIONE SONO FUORI CONTROLLO, POLTRONISSIMA D'AUTORE AD ANGELO DELLA VALLE - ADR, DOPO ROMITI ARRIVA DI GIOVANNI - BIASI RIMANDA AL 2005 LA PARTITA PER LE GENERALI - CONDONO, 21 MILIARDI: PIENO TOMBALE PER TREMONTI.


Da Economy

1 - PER L'AFFITTO LITIGI IN LAGUNA
Per 26 lunghi anni il Comune di Venezia ha occupato «abusivamente» i locali della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici. Dopo l'ingiunzione del '93, snobbata dall'ex sindaco Massimo Cacciari e dal successore Paolo Costa, ora è arrivato il conto: 1,269 milioni. E il Comune che fa? Chiama in tribunale il ministero della Difesa, Consap e Demanio (proprietario dei locali in questione) per aver ignorato la prelazione di Ca' Farsetti nella privatizzazione dei beni. Ceduti alla B&B Invest di Pesaro per 2,166 milioni. (A.C.)

2 - SIAE - I COSTI DI GESTIONE SONO FUORI CONTROLLO - POLTRONISSIMA D'AUTORE
Tramontata la candidatura dell'ex direttore generale della Rai Pier Luigi Celli, considerato troppo vicino ai Ds, si profila una soluzione interna per la poltrona più calda della Siae, la potente Società italiana degli autori ed editori. Il nome più accreditato alla direzione è quello di Angelo Della Valle, 58 anni, un manager che conosce la macchina e che sa mediare tra le molte anime presenti in Siae. A cominciare da quella rappresentata dal presidente dell'ente, Franco Migliacci, che ora deve abbattere i costi. Come le retribuzioni di consiglieri, sindaci e revisori, lievitate a 1,7 milioni di euro. O le consulenze: per esempio quella da 40 mila euro per il bollettino aziendale e quella per lo statuto pagata 70 mila euro all'avvocato Renato Recca. Ma c'è anche il nodo degli investimenti, come quello in bond svizzeri da 200 miliardi di vecchie lire curato dalla Lehman Brothers presso il Crédit Suisse. Operazione proposta dal consigliere Siae Diego Cugia di Sant'Orsola, cugino di primo grado di Terenzio Cugia di Sant'Orsola, executive director di Lehman. (F.R.)



3 - BIASI RIMANDA AL 2005 LA PARTITA PER LE GENERALI
Perché Paolo Biasi, presidente della Fondazione Cariverona, è diventato favorevole al mandato triennale per i vertici di Generali, mettendo il suo 2,01% del capitale al servizio del cambio di statuto della compagnia all'assemblea di sabato 24 aprile? Perché, in base ai nuovi accordi tra i soci forti, nell'aprile del 2005 Antoine Bernheim offrirà le dimissioni per limiti d'età (80 anni). La partita con il presidente francese, quindi, è solo rinviata di un anno. A quel punto, però, bisognerà vedere se il board della compagnia accoglierà le dimissioni o, invece, come sostiene un banchiere, «pregherà Bernheim di rimanere in carica», prendendo in contropiede Biasi e le sue ambizioni presidenziali.

4 - ADR, DOPO ROMITI ARRIVA DI GIOVANNI
Quando Pier Giorgio Romiti si dimise da Aeroporti di Roma, lo scorso 29 ottobre, il suo successore sembrava dover essere Enrico Casini, arrivato ad AdR da Blu all'inizio del 2003, ma poi clamorosamente silurato con un'intervista al quotidiano la Repubblica dallo stesso Romiti. Finora le deleghe sono rimaste in mano al vicepresidente di AdR Paolo Savona e al presidente Achille Colombo, sostituito da Federico Falck in gennaio. Adesso, dopo sei mesi di vuoto, è stato nominato il nuovo amministratore delegato. È Francesco Di Giovanni, milanese di 47 anni, un passato al vertice di società del gruppo Shell e Montedison, che assumerà l'incarico dal 2 maggio. Per AdR, Di Giovanni lascia la direzione generale di Acegas Aps, la multiutility di Trieste e Padova.

5 - CONDONO - 21 MILIARDI - PIENO TOMBALE PER TREMONTI
Ci si aspettava una pioggia di soldi. È arrivato un diluvio. È di 21 miliardi di euro il bilancio del condono fiscale voluto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, 13 in più di quelli preventivati dal governo. I contribuenti hanno gradito il condono tombale, che ha fruttato 13 miliardi, il 30% dei quali solo in Lombardia. Un gettito di 2 miliardi è stato garantito dal concordato per gli anni pregressi e la «integrativa semplice » ha portato in cassa 1,5 miliardi. Dal contenzioso sono arrivati 3 miliardi. Tra scudo fiscale, scritture contabili, omessi versamenti e definizioni agevolate poi sono stati incassati 1,5 miliardi, mentre un vero flop si è rivelato il condono per il canone tivù: appena 1 milione.
(C.P.)


Dagospia 23 Aprile 2004