PERCHE' VITTORIO COLAO SBARCHERA' IN VIA SOLFERINO
DISSIDI CON IL VERTICE VODAFONE E STOCK-OPTION IN SCADENZA
UNA SCELTA TARGATA BANCA INTESA - UNA VITA DA PRIMO DELLA CLASSE

''Perche', e' stato assunto? La domanda e' veramente sbagliata''. Cosi' Cesare Romiti - riporta l'Ansa - ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se fosse vero che Vittorio Colao, da molti indicato come nuovo numero uno di Rcs, si fosse dimesso dalla carica di amministratore delegato di Vodafone. Alla domanda se ci fossero indicazioni sull'amministratore delegato della nuova Rcs, Romiti, a margine della relazione Antitrust, ha risposto: ''No''.

Chi prova a chiamare Vittorio Colao, il suo cellulare fa un suono americano o inglese. Questo vuol dire che mentre qui ci s'interroga su cosa deciderà, lui se ne sta in giro a occuparsi della Vodafone. Per quanto nessuna Rcs gli possa far avere i redditi del colosso britannico della telefonia, ne ha piena l'anima di fare il pacco postale, sempre su e giù dagli aerei, a colpi di jet lag. Ha due bambini piccoli e forse avrà voglia di potergli dare un'occhiata mentre crescono.

Ma la vera molla che sospinge Colao a tornare a casa (ieri avrebbe sciolto la riserva) è un'altra, del tutto professionale: la sua ambizione è entrata in collisione con il vertice della Vodafone. E' stanco di occuparsi solo delle attività sudeuropee del gruppo. La sua richiesta di ottenere maggior potere è stata elusa. Quindi, una volta incassate le stock-option in scadenza a fine giugno, l'Rcs annuncerà l'arrivo di Colao come nuovo amministratore delegato al posto di Maurizio Romiti. Fino al primo luglio, tacere è meglio.

Una scelta targata Banca Intesa, azionista Rcs. Il quarantaduenne Colao, infatti, è bresciano come il presidente Nanni Bazoli. E per un anno ha assistito l'amministratore delegato Corrado Passera, durante la battaglia di Segrate, nelle file di Carlo De Benedetti, contro Berlusconi per la conquista della Mondadori.

Chi si lamenta è invece Tronchetti. Il piano originario prevedeva Paolo Dal Pino a via Solferino e il potente direttore generale della Tim Mauro Sentinelli (colui che si inventò le schede pre-pagate) in Sudamerica (al posto di Dal Pino). Adesso Colao avrà una bella gatta da pelare perché un condominio rissoso come Rcs non esiste in nessuna azienda del mondo - nessun grande quotidiano ha una dozzina di padroni che alzano la cornetta e rompono per un articolo o per un titolo.



Ma Colao è il classico primo della classe. Fin da piccolo eccelleva in tutto, non giocava al dottore, non si sbucciava le ginocchia spintonandosi con gli altri ragazzini, ma era bravo e diligente nello sport, all'asilo e poi a scuola. Madre bresciana assai intellettuale, padre meridionale ex ufficiale dell'esercito, ha studiato a Milano, e passato estati e week end a Desenzano sul lago di Garda.

Infaticabile surfista, educato come una volta da una madre ultra severa (mai sentito pronunciare una parolaccia, mai visto sperperare i soldi che pure guadagna a palate, riguardoso, cortese, riservatissimo), è il classico cui potresti affidare la sorellina bonazza e disinibita senza che lui ne approfitti.

Un unico matrimonio con la fidanzata di sempre (che lavora al Touring Club), fisico atletico, molto alto, occhio azzurrognolo e capello biondastro, è belloccio ma di una belloccità innocua, poco erotica ma durevole nel tempo. Uno di quelli che fanno un figurone dai 55 anni in su, quando le donne cominciano a saltargli addosso. Vedremo come reagirà.

Per nulla mondano, frequentatore degli amici d'infanzia, ha un fratello più giovane di un paio d'anni, architetto, che lavora nello studio Gregotti di Milano.


Dagospia 22 Giugno 2004