bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

DAGOREPORT

NICOLA FRATOIANNI, GIUSEPPE CONTE, ELLY SCHLEIN, ANGELO BONELLI

Il cataclisma Vannacci, la Lega in caduta libera, Fratelli d’Italia destabilizzata dalle lotte di potere dei suoi "colonnelli" (Donzelli, Lollobrigida, Fazzolari, La Russa, Mantovano), Forza Italia sempre più in crisi di identità, tra Berlusconi e Tajani...

 

Come saggiamente detto da Luigi Zanda, la situazione è questa: l'Armata Branca-Meloni è pronta a perdere le elezioni 2027, ma il Campolargo non è pronto a vincerle.

 

Popolato da leader senza leadership, che hanno sostituito la cultura politica, con la cultura del narcisismo, i centro-sinistrati si stanno incartando in una spirale di odi reciproci, vecchie rivendicazioni, nuove megalomanie.

 

renzi schlein

Una mezza svolta è arrivata con il “patto dei carciofi” che ha immortalato Elly Schlein, Giuseppe Conte e l’inseparabile coppia AVS Bonelli & Fratoianni, attovagliati all’Osteria Costanza.

 

L’obiettivo del quartetto era dimostrare intanto l’unità di intenti dei tre maggiori partiti dell'opposizione e la decisione di preparare un programma di governo da lanciare all'inizio di luglio.

 

L’assenza della "gamba centrista" occupa da ieri i commenti di tutti i commentatori. Soprattutto quella di Matteonzo Renzi, che ha fatto tanto rosicare di gioia il Churchill dei Parioli, Carletto Calenda, ("Renzi è sotto al tavolo?"), che invece dovrebbe preoccuparsi di come superare la soglia del 3 per cento per non far finire la sua "Azione" ai giardinetti.

 

Naturalmente il mancato invito allo Statista di Rignano era stato pre-annunciato da Elly Schlein e pre-discusso con il demiurgo del partito centrista, Goffredo Bettini. Come del resto, anche quella degli altri esponenti alla ricerca del centro di gravità permanente da affiancare alla triade sinistrata Pd-Avs-M5s: i civici di Onorato, i cattolici di Ruffini, gli europeisti di Magi, i socialisti di Maraio.

 

Il perché del centro-tavola vuoto lo spiega lineare Angelo Bonelli al "Foglio": “Se c’era Renzi, si infastidiva Onorato, se c’era Onorato si irritava Ruffini, ma se c’era Ruffini ci rimaneva male Enzo Maraio, perché voi lo dimenticate ma c’è anche Maraio, del Psi. Il centro deve fare sintesi e presto”.

 

 

Aggiunge “Repubblica”: “Il poker progressista che rappresenta il nocciolo duro dell'alleanza si è incontrato in formato ristretto. Scelta imposta da Giuseppe Conte, ma subito sposata dal duo di Avs. Afflitti dal medesimo problema: far digerire ai rispettivi elettorati, rossoverde ed ex grillino, un patto allargato a Matteo Renzi e annessi. Un processo che ha bisogno di tempo”.

ONORATO CONTE BETTINI SCHLEIN

 

Visto che nessuno sa quando se si andrà a votare (anticipatamente ad aprile 2027 o alle scadenza della legislatura di ottobre?), intanto è andato in scena il primo tempo del Campolargo.

 

Dopodiché, in autunno, scenderà in campo quella "terza gamba", la fatidica ''Casa Riformista'' proposta da Bettini, che dovrà riunire sotto lo stesso tetto le varie anime centriste e moderate, dando così una chance ai tanti  elettori che non ci pensano proprio di votare i sinistrati Conte, Elly e Bonelli (di quel 50% che preferisce disertare le urne, gran parte votava un dì centro-sinistra).

romano prodi elly schlein

 

E arriviamo al punto dolente del Campolargo: Matteo Renzi. La sua eccessiva abilità manovriera e capacità comunicativa (forse è l'unico che può vincere un duello televisivo contro il populismo dialettico di Giorgia Meloni), è un rospo duro da “digerire” per tutti i leader e aspiranti leader, ma lo è in modo particolare per Giuseppe Conte.

 

Non solo perché gli ha sempre addebitato la fine del suo secondo governo, ma soprattutto perché sta doppiamente sul cazzo alla galassia pentastellata e al suo ''ideologo'' Marco Travaglio.

 

giuseppe conte marco travaglio

Ieri il suo editoriale sul "Fatto quotidiano" era pesante come una lapide per colui che doveva rottamare la politica de' noantri e oggi vuole occupare la Casa Riformista. 

 

Travaglio paragona Renzi a un parassita: “vive a spese degli altri esseri viventi (ospiti), traendone nutrimento e protezione e arrecando loro un danno biologico. Infatti cambia continuamente ospite: il Pd, Iv, la fantomatica Casa Riformista e le liste civiche dei sindaci e presidenti di regione in cui s’imbuca alle Amministrative (se quelli vincono, si appropria dei loro voti; se perdono, lui non c’entra)”.

silvia salis matteo renzi

 

L'ex Avvocato del Popolo è ben consapevole di essere il presidente di un movimento che non ha mai avuto ideologie, idee o ideali, sostituiti dal populismo grillino del "vaffa contro tutti"; quindi il 13% che i sondaggi accredino a 5Stelle è una galassia volatile e umorale e tanto vendi-cattiva.

 

Conte sa che basta un passo falso sul crinale Renzi per ritrovarsi travolto da una svolta "pasionaria" e anti-sistema, magari capeggiata dal masaniello filo-putiniano Alessandro Di Battista che ha già annunciato che si presenterà alle politiche in modalità "Vannacci a 5 stelle".

 

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE - FOTO LAPRESSE

Essì, perdere la leadership del partito fondato da Grillo e Casaleggio, con l'aria che tira, basta un incauto invito a pranzo con selfie a un tipino detestato come la peste dalla base del movimento, come Matteonzo.

 

Benché gonfia di ambizione come un bignè, anche la segretaria del Nazareno è ben consapevole che Renzi non si può lasciarlo fuori.

 

Non tanto per i (pochi) voti rimasti a Italia Viva che l’ex premier può portare in dote alla coalizione, quanto piuttosto perché nessuno vuole avercelo contro. Se c’è una cosa in cui è bravo il senatore semplice di Rignano è manovrare, destabilizzare, giostrare le partite di Palazzo.

 

roberto gualtieri - stefano bonaccini - giuseppe conte - enrico gasbarra - goffredo bettini

Lo stesso Romano Prodi, che pure non è certo un fan dell’ex sindaco di Firenze (a cui addebita la fallita salita al Quirinale), nel lungo incontro di sabato scorso, a Bologna, con Elly Schlein, ha detto chiaro alla segretaria multigender: “Devi tenere dentro Renzi”. E la leader con tre passaporti e una fidanzata ha risposto: sono d'accordo. 

 

Eppure la ''Questione Renzi'' sembrava risolta con i sondaggi che davano in coma Italia Viva: oltre il 2%  non dà segni di vita.

 

Dati che spinsero l'ex premier a un inaspettato atto di umiltà annunciando di fare un passo indietro: ho già dato come leader e ora il mio ruolo sarà quello di "senatore semplice di Rignano". Avanti, un altro!

 

renzi conte schlein

Ma l'''Altro'' di Renzi si è materializzato poco dopo nella sensuale silhouette, fresca di boccoluta messinpiega e sopracciglie ben disegnate di Silvia Salis, che dal lancio del martello è stata lanciata dal Matteonzo nel ruolo di leader del futuro partito di centro, ricevendo un "no" in coro dai vari Onorato e Ruffini.

 

La stessa sindaca di Genova, montata come panna dai giornali, e con l'ambizione cotonata dalle ospitate tv, si era pure messa in testa di dover essere il federatore di tutta la coalizione, e non soltanto della Casa Riformista…

 

L'unica via che ha Renzi di entrare nella coalizione, e di essere rieletto in parlamento in compagnia dei suoi cari Boschi e Bonifazi, è una e una sola: mantenere la promessa di disinnescare il suo protagonismo, mantenere un profilo basso e di non disturbare il conducente, mettendosi al servizio dell'obiettivo primario del Campolargo: mandare a casa Giorgia Meloni per non ritrovarsi poi nel 2029 un mal-destro al posto di Sergio Mattarella. 

 

 

 

GIUSEPPE CONTE COME JEP GAMBARDELLA - MEME BY EMILIANO CARLI

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

ernesto maria ruffini

silvia salis - conferenza stampa

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