L'OCCHIO DI OLGHINA - VENEZIA SEGRETA: IL GHEDDAFINO IMPAZZITO PER NICOLE KIDMAN, BRILLOCCO IN REGALO SUBITO RIFIUTATO E FUGONE DELLA DIVA - CARE LJUBE RIZZOLI, LE DONNE NON SONO IN VENDITA.

Olghina di Robilant per Dagospia


Notizia dell'ultima ora su Venezia. Una vicenda vera. E' andata così:
Il figlio di Gheddafi (non ricordo il nome.) se ne stava a trastullarsi al sole nel giardino di Cipriani, sorbendo forse un'aranciata perché la sua religione vieta l'alcool, quando, all'improvviso, ha visto Nicole Kidman che scendeva in quel medesimo giardino con amici per sorbirsi un cocktail.

(Nicole Kidman)


Gheddafi l'ha fissata a lungo stralunato ed ha perso la testa. Colpo di fulmine: ha chiesto ed ottenuto di farsi presentare; due parole: "piacere, lei è bellissima" un baciamano ed è letteralmente impazzito. E' subito corso, a perdifiato pare, a Venezia in una gioielleria, presumo Codognato o Missiaglia, ha acquistato il gioiello più costoso e vistoso che poteva trovare e l'ha spedito alla Kidman, residente come lui nel prestigioso albergo.

Non so cos'abbia scritto nel cartoncino annesso al 'regalo'. So di certo che quando la Kidman, rientrata dalle fatiche del Lido, le interviste ed il film, ha trovato l'omaggio' si è spaventata a morte. Non solo non ha risposto ma ha preso quel che si dice un fugone immediato depositando il gioiello dal concierge con preghiera di restituirlo al mittente ed ha lasciato la laguna su due piedi. Dicono: "Una fuga in piena regola, era terrorizzata. Non le era mai capitato un caso simile e non capendo la mentalità araba l'ha soltanto presa come un insulto e perfino una sfida o minaccia."

Il racconto mi provoca una incontenibile risata per una semplice ragione: lo stesso mi capitò al Lido con il re Faruk negli anni '50. Allora si trattò per me di un orologio prezioso appunto di Codognato. Avevo rovinato il mio entrando in acqua con l'orologio al polso e Faruk, vedendomi in lacrime, aveva ordinato ad un suo dipendente di avvicinarmi e dirmi che un suo orefice di fiducia avrebbe aggiustato il mio orologio.

Credetti a quel tizio e consegnai l'orologio guasto solo per vedermi poi 'donare' un oggetto tempestato di diamanti della gioielleria più prestigiosa della città. A suo tempo feci una scenata alla Anna Magnani chiedendo mi fosse immediatamente restituito il mio vecchio orologio rotto e gettai in faccia al re Faruk il suo 'dono'.

(Anna Magnani)


Faruk era disteso sulla sdraia di un capanno poco distante da quello dei miei genitori. Non capì assolutamente il mio sfogo e la mia ira. Ecco, è necessario capire la mentalità araba. Oggi soprattutto. Nei giorni seguenti mi calmai ed ottenni addirittura di fare amicizia con Faruk. Gli spiegai che non si fa così. Non capì di nuovo perché poi decise di regalarmi un suo yacht! Allo stesso modo tra l'altro.



Rifiutai nuovamente ma con più garbo. Gli arabi purtroppo hanno questa deformazione tradizionale, genetica, insita ed irreversibile per la quale credono che tutte le donne, indistintamente, siano acquistabili. Fanno gaffes tremende con mogli di capi di Stato e perfino con Altezze Reali. So di una gaffe fatta dal più alto dignitario della Corte marocchina con Jaqueline Kennedy quando lei visitò il Marocco. Dopo aver rifiutato, disgustata, un vistoso gioiello si vide regalare, come scusa conseguente a spiegazione avvenuta, uno splendido cavallo arabo che invece accettò e si portò negli USA. E la Kennedy non era certo insensibile al potere ed al denaro, o non sarebbe diventata signora Onassis.

(Jacqeline Kennedy)


Sbagliato il modo tempestoso e diretto dell'uomo arabo. Prendono le scorciatoie, loro, e le conseguenze dei loro gesti non servono però a far loro capire che in Occidente una donna che si rispetti, o che rispetti se stessa, non si vende. Non così almeno. (Siamo ancora in vendita, con matrimoni combinati, per un buon partito da sposare comunque sia..) Dovremmo noi, donne occidentali, essere più precise e ferme nel dare indicazioni esatte sull'etica.

Non lo siamo ahinoi! Finché le Ljuba Rosa Rizzoli insistono nel narrare le loro prodezze trascorse conquistando nababbi come Kashoggi e nel ricevere 'brilli' e gioielli quasi fossero medaglie al merito, e molte altre andrebbero citate insieme a Ljuba, sono giustificati i Gheddafi ed i Faruk che anticipano così il pagamento per favori che esigono. Ovvio; è un insulto! Non è assolutamente un omaggio alla nostra beltà, accidenti!

Anticamente nelle buone famiglie si definivano le signore che collezionavano regali e gioielli delle 'demi-mondaines' per non dire la parolaccia 'p... d'alto bordo'. Oggi la distinzione non c'è più e quelle lì si vantano addirittura, raccontano, si gonfiano e sono tronfie nel dirci di quando ricevettero questo o quel brillocco/gioiello come avessero ricevuto un Oscar. Al polo opposto Nicole Kidman e con lei, fortunatamente, una maggioranza.

Eppure il giovane Gheddafi, che gioca al calcio qui, ha avuto tutto il tempo di capire come funziona l'approccio occidentale. Nix! Forse legge troppe cronachette rosa o ascolta troppo Renato Zero (Mi vendooo..). Forse la vera integrazione va costruita partendo dalle radici e da molte discriminazioni che non sono antidemocratiche ma necessarie distinzioni. Un pizzico di sano femminismo non farebbe male anche alle signore Rizzoli ed alle loro amiche.


Dagospia 10 Settembre 2004