RETTIFICA - "ALIEN VERSUS PREDATOR", AVVOCATI DI RAOUL BOVA VERSUS DAGOSPIA: "IL FILM NON E' UN FLOP, NESSUNA CRITICA È STATA MOSSA A BOVA."

Riceviamo e pubblichiamo:


"La notizia, riportata da Dagospia, che Alien vs Predator, è un flop è smentita dai dati del box office, disponibili anche su Internet.

Il film, infatti, ha incassato, nel primo week end di programmazione, più di "The Terminal" di "Fahreneit 9/11", "Kill Bill 1" e "Kill Bill2"; "Charlie's Angels Full Throttle"; "Alla fine arriva Polly"; "The Manchurian candidate"; "La moglie perfetta"; "Starsky & Hutch".

Sempre nel primo week end di uscita nelle sale, ha incassato più del diretto concorrente "Collateral"; Costato 60 milioni di dollari, ha già guadagnato 85,8 milioni di dollari, in sole 4 settimane di programmazione solo negli USA, a Taiwan e in Thailandia.

Incasso destinato ad aumentare vertiginosamente, considerato il mercato mondiale, i diritti televisivi e l'home video. Nessuna critica, poi, è stata mossa a Raoul Bova, molto stimato sul territorio statunitense.

Dagospia, quindi, ha riportato dati non veri e li ha poi letti in maniera volutamente distorta.
Avv. Annamaria Bernardini de Pace
Avv. Alessandro Simeone

(L'avv. Bernardini De Pace si diverte in costa Azzurra alla festa di Massimo Gatti con il Principe Carlo Giovannelli)



RISPOSTA DI DAGOSPIA

Gentili Avvocati, pubblichiamo la rettifica inviataci ma la vostra richiesta di eliminare l'articolo dal sito ci sembra francamente ingiustificata.

I dati, tratti dal sito americano www.imdb.com, bibbia degli addetti ai lavori, confermano un costo stimato del film di 65 milioni di dollari (al quale però vanno aggiunti i costi per la promozione che, è noto, si misurano in milioni di dollari).
E se è vero che nella prima settimana di programmazione gli incassi di "Alien vs Predator" sono stati più che buoni, il film è rapidamente calato al botteghino - anche a causa delle cattive recensioni, come quella che alleghiamo del "New York Times".

Infatti, l'ottimo primo posto del primo weekend (13/15 agosto), come la stessa diffida nota, è diventato quarto nel successivo (20/22 agosto) e poi settimo (27/29 agosto), per poi uscire dalla top ten.
Questo sarebbe un "blockbuster", un successone?

È chiaro peraltro che si fa riferimento al solo mercato americano, senza contare gli incassi di Filippine o Taiwan. È noto che a Hollywood, per giudicare il trionfo o il tonfo di una pellicola si fa riferimento ai dati interni, che normalmente determinano ben più della metà dell'incasso generale.



Il caso citato di "Collateral" è illuminante: pur avendo incassato meno di "Alien" nel primo weekend, il film con Cruise ha tenuto di più nel corso del mese, e oggi sfiora i 90 milioni di dollari di incasso, essendo ancora proiettato in oltre 2000 schermi negli Stati Uniti ("Alien contro Predator" è sceso da 3.400 a 1.944 sale).

Le altre pellicole citate nella diffida ("The Terminal" di "Fahreneit 9/11", "Kill Bill 1" e "Kill Bill2"; "Charlie's Angels Full Throttle"; "Alla fine arriva Polly"; "The Manchurian candidate"; "La moglie perfetta"; "Starsky & Hutch"), all'epoca del debutto di "Alies vs.Predator" avevano sul botteghino già qualche settimana di programmazione.

È evidente che "Alien contro Predator" incasserà più di quanto è costato. Ma questo non ne fa un successo. Quelle che contano sono le aspettative di guadagno.

Per quanto riguarda le critiche negative, l'assenza di riferimenti all'interpretazione di Raul Bova (qui di seguito pubblichiamo la recensione dell'autorevole "New York Times") e il ritenere gli attori come "mandria" in un film che vive dello scontro di due bestie virtuali, ci porta al punto centrale della controversia.

Il pezzo non vuole essere in alcun modo lesivo nei confronti dell'attore (fermo restando lo spirito irriverente di Dagospia), ma sottolineare la tendenza tutta italiana e assai provinciale a vedere riconoscimenti internazionali dove non ce ne sono (la traduzione della recensione del "New York Times" è testuale e "Bestiame" - riferito a un film di creature animali, Alien e Predator - è la traduzione del termine "Cattle" che si può trovare in qualunque vocabolario), e descrivere carriere hollywoodiane, che noi auguriamo a Raoul di cuore, ma che sono tutte ancora da costruire.


THE HUMANS DON'T HAVE MUCH TO DO IN "ALIEN VS. PREDATOR"
Recensione di Dave Kehr, da The New York Times

Set in a Jules Verne world beneath the earth's surface in an incalculably ancient pyramid buried 2,000 feet beneath the Antarctic ice cap, Paul W.H. Anderson's film imagines an apocalyptic conflict between two of 20th-Century Fox's franchise monsters, on loan from "Alien" (1979) and "Predator" (1986). The humans don't have much to do in "Alien vs. Predator" but put the plot in motion and stand back to watch it work, a precarious position that eventually claims most of them. Though Mr. Anderson does have an idea for creating a rooting interest, it's too far-fetched even for fantasy, and the film turns into a cold but occasionally impressive special-effects extravaganza.

Traduzione:
Ambientato in un mondo sotterraneo alla Jules Verne, in una piramide antichissima sepolta 2 mila piedi sotto la calotta antartica, il film di Paul W.H. Anderson immagina un apocalittico conflitto prendendo in affitto due dei mostri della 20th-Century Fox di maggiore successo: "Alien" (1979) e "Predator" (1986). Nel film gli umani non fanno molto più che mettere in moto la trama e vederla svolgere. Una posizione precaria che per la maggior parte di loro si conclude con una cruenta uscita di scena. E sebbene il signor Anderson dimostri di saper tenere l'attenzione dello spettatore, alla fine tutto è troppo inverosimile anche per un film di fantascienza. Il risultato è un freddo ma a volte impressionante spettacolo di effetti speciali.

E un lettore scrive al New York Times:
(.) The pitiful humans are appropriately "cattle" except mainly for the resolute Ripley character, Alexa Woods (played by Sanaa Lathan).

NESSUNA PREVIEW PER LA STAMPA: "LA FOX ERA SICURA CHE 'ALIEN VS. PREDATOR' SAREBBE STATO STRONCATO"
Da www.imdb.com

Per il secondo weekend di fila, il film destinato a dominare gli incassi al botteghino non sarà mostrato in anteprima ai critici. Warner Bros. ha deciso di non sottoporre il prequel de "L'Esorcista", "The Exorcist: The Beginning", alle recensioni del primo giorno, che lo studio prevede sarebbero state quasi tutte negative. La Fox aveva fatto la stessa cosa una settimana fa con "Alien vs. Predator", che alla fine è andato meglio delle previsioni. A proposito della decisione degli studios di non far vedere i film ai giornalisti, il critico del "New York Daily News" Jack Mathews ha scritto oggi (mercoledì): "La decisione di non proiettare il film in anteprima è sempre un indicazione di come gli studios pensano che il loro prodotto verrà recensito. La Fox era sicura che 'Alien vs. Predator' sarebbe stato stroncato. Gli spettatori che non vedono l'ora di andare a vedere 'L'Esorcista' sono avvisati.".

For the second weekend in a row, the film regarded as most likely to win the box office crown will not be screened for critics. Warner Bros. has decided not to subject the prequel The Exorcist: The Beginning to first-day reviews, which the studio apparently felt were likely to be overwhelmingly negative. Fox did the same last week with Alien Vs. Predator, which, as it turned out, exceeded box-office predictions. Reporting on the studios' decision to dispense with screenings for critics for the two films, New York Daily News movie critic Jack Mathews observed today (Wednesday): "The decision not to have advance screenings is invariably a reflection of how the studios feel their movies will be reviewed, and Fox was dead-on in assuming AvP would get slammed. Moviegoers eager to see the prequel to The Exorcist are hereby warned."





Dagospia 11 Settembre 2004