DAGO & FILO - DESTRA O SINISTRA, LA MODA E' STRONZA - "ELLE" SENZA DANIELLE, C'E' DANDA - VALENTINO, VANITY GAY - DONATELLA, VANITY COCA - FERRETTI DI RIVOMBROSA - ANCORA UN PO' E GIGLI SI FARÀ CAUSA DA SOLO.

Da Prima Comunicazione (www.primaonline.it)


1 - ADIEU, DANIELLE... - Pensioni: basta poco, un niente, il battito d'ala di una farfalla, un compleanno, un raggiungimento di limiti d'età, un sentito dire che "quella va in pensione" che le ragazze della moda, smaniose di cambiare-avanzare-combattere, vanno in confusione e non capiscono più niente.

A luglio, mese pigro e stanco, qualcuno dallo sconfinato squallore della Bicocca - quel quartiere di Milano dove c'è quel brutto teatro che ha sostituito La Scala e c'è anche la sede di Hachette - ha fatto arrivare in città (a Milano) la notizia - che doveva essere riservatissima - che Daniela Giussani, direttrice di Elle Italia, va in pensione.

Quando? Come? Perché? (Anche "perché" hanno avuto il coraggio di chiedere, come se non fosse normale che una, a una certa età, decide di andare in pensione: non sono mica tutte come la Carla Vanni...). Insomma, si è scatenato l'inferno. Chi va al suo posto? E chi andrà, chi si porterà? (espressioni testuali).

Le voci da scatenate sono diventate incontrollate. C'è chi si rode e chi spera. E chi si muove addirittura con telefonate a Parigi e chi, invece, mette in giro la voce che la prescelta sarà lei. Altre si divertono a inventare coppie di direttore e condirettore, di nuove caperedattore della moda, di uscite e di entrate. Insomma, un inferno di autocandidature, tutte utili a ricontrattare stipendi e posizioni con editori creduloni.

Poi, qualcuno maligno e meglio informato, comincia a spargere panico e dice che in verità la Giussani lascia la direzione ma resta comunque direttore editoriale. E allora gli animi si raffreddano: questo vuol dire che la sua parola sulla scelta della nuova direttora la metterà. E allora é 'è qualcuna che si sente già fuorigioco.

Ad agosto, la favola metropolitana dice che qualcuna non è partita per le ferie nella speranza che, mentre tutte sono a Bali o sulle isole greche, a Milano succeda il fattaccio. Come in effetti è successo. Senza badare alle voci che dicono che la Giussani prima si mangia il panettone e poi riscuote la liquidazione. E c'è infine chi, come la Danda Santini, zitta zitta tesse la trama. E da piazza Castello trasloca alla Bicocca. Con in testa il previsto cappello modello Giussani.

2 - VERY VALENTINO - Sui giornali di luglio c'è stato un gran parlare della relazione tra Valentino e Giancarlo Giammetti. Qualcuno ha scritto anche che Valentino e Giammetti hanno fatto l'outing (che poi si deve dire coming out). Io non so quanti anni abbiano le giornaliste e i giornalisti che hanno scritto tutti quegli articoli (che, guarda caso, sono usciti mentre c'era la sfilata di haute couture di Valentino a Parigi), ma è possibile che non avessero mai sentito dire prima che Valentino e Giammetti erano compagni di vita e soci d'affari e adesso sono amici e soci? (Che poi, la cosa è molto bella e non è l'unica).

Tutto è nato dal servizio "So Very Valentino" di 16 (sedici) pagine sul numero di agosto (che però era già nelle edicole a luglio e fotocopiato alla conferenza stampa parigina dello stilista) del meraviglioso "Vanity Fair" di quel fantastico Graydon Carter (per la cronaca, sullo stesso numero c'era un suo mirabolante editoriale anti Bush che nessuno ha citato).

Il servizio racconta tante cose della vita di Valentino e di Giammetti. A raccontarle è però Giammetti in un testo lungo lungo interrotto da tante foto che riguardano anche il resto della grande famiglia allargata di Valentino (dove si comprendono gli amici e i figli degli amici e le mogli degli amici che conservano consulenze dorate anche acquisizioni dopo acquisizioni).

Ora, a me il servizio è piaciuto, ma la notizia sbandierata su tutti i quotidiani italiani qual è? Non so, non sono riuscita a trovarla. L'unica notizia vera che c'era su quel servizio di "Vanily Fair" non l'ha riportata nessuno, ed è bell'evidente proprio sulla foto di apertura dove l'unico stilista italiano che sa cosa è il glamour posa, come un nonno affettuoso, con i due figlioletti di Carlos Souza, un suo caro amico.

3 - FORZA DONATELLA - Mi dispiace. A me dispiace veramente. Di fronte alle tragedie personali e di famiglia tutti dovrebbero fare un passo indietro. Quello che i giornali hanno fatto a Donatella Versace a luglio è stato brutto. Anche se lei, diciamolo pure, tanto buona non è e spesso le critiche se le tira addosso.

Io non dico di non dare la notizia, che come al solito è stata ripresa da un giornale straniero, ma perché tutti quei commenti e quei paragoni con le modelle che hanno fatto la stessa cura disintossicante? No, non è stato bello. Adesso, sulla passerella del due ottobre, Donatella la vogliamo vedere libera e bella. E con quel passo trionfale e quel gesto vittorioso da rockstar che solo lei sa fare.

4 - DONATELLA SEQUEL - Quasi per riparare a questa brutta aggressione estiva, Natalia Aspesi su Repubblica del 1°settembre descrive Donatella come una donna e mamma buona e brava che ha sacrificato la famiglia per il lavoro e che ha dovuto sopportare di tutto: la morte del fratello Gianni, la malattia della figlia, l'abbandono del marito e soprattutto il paragone con il fratello genio mentre lei, anche se "si rivelò alla fine una modella di classe", è solo, sempre secondo la Aspesi, coraggiosa e volenterosa.



E ora, anche la decisione della figlia, erede dello zio e maggiore azionista dell'azienda, che nomina un amministratore delegato esterno alla famiglia. Vabbè... Ne abbiamo sopportate tante, ora sopportiamo anche questa beatificazione. A parte che semmai il manager è stato imposto dalle banche, io mi chiedo: non era meglio che Donatella, prima di precipitare in questa disperazione, si fosse affidata nelle mani di Domenico De Sole e di Tom Ford anziché cadere tra le mani di uno che ha lavorato all'Ittierre di Perna prima e da Fendi dopo senza lasciare nostalgie a chi ci è rimasto?

Sì, va bene, è vero che i Versace Giancarlo Di Risio lo conoscono bene per aver lavorato con lui proprio all'epoca di Ittierre, ma vuoi mettere?

5 - VIVA LE SIGNORE - Quest'inverno sulle pagine di pubblicità vanno di moda le signore. Signore per vero, per finta, per posa; con una sola di queste qualità o con tutte e tre insieme. E per questo, anche eccessive e spregiudicate. Quelle di Versace, per esempio, sembrano fotografate come vent'anni fa da Richard Avedon; alcune (perché altre sono l'opposto) di Dolce&Gabbana hanno addirittura la veletta e sono sdraiate sui divani Chesterfield o sono sedute su una poltrona come quella di El Sander; quella di Saint Laurent ha perfino troppe orchidee di fianco e signorili, composte e intelligenti sono anche quelle di Prada, per non dire di quelle di Bottega Veneta tutte borsette e scarpette intonate e gambe accavallate strette sul divano.

Che chic. Si sa, quando va una cosa, la fanno tutti. Ma non Alberta Ferretti che, andando in controtendenza, ha offeso i pasionari dell'immagine trasformando Elisa di Rivombrosa in una pazza arruffata.

6 - CHANEL POUR HOMME - Karl Lagerfeld, che una ne pensa e cento ne fa, ha tolto il velo sul mistero della sua collezione per i grandi magazzini H&M. Ma nessuno ha detto "ahhh!". E allora il Kaiser, come lo chiamano, ha fatto un'altra prodezza: ha realizzato una piccola collezione Chanel per uomo. Per uomo? Sì, cioè ha usato i tessuti di Mademoiselle per fare pantaloni e giacche maschili. Maschili? Sarà, ma a me quei fotomodelli ragazzini vestiti così mi sono sembrati tante signorine.

7 - DESTRA E SINISTRA - Chissà perché è tornato di moda questo tema, se la moda è di destra o di sinistra. A me, che non sono tanto appassionata, fa un po' pasionaria di lusso. Comunque, poi ho letto quello che ha scritto Michele Ciavarella su "Il manifesto": "Guardata da sempre con sospetto dalla destra perché trasgressiva, vista con diffidenza dalla sinistra perché fabbrica prodotti d'élite, la moda con la politica in realtà c'entra molto (...)", e ho riflettuto un po'.

In più, una settimana dopo, come in un minuetto, Miuccia Prada ha fatto eco e rispondendo a una domanda di Raffaella Finzi ha detto su "Panorama": "L'approccio degli intellettuali italiani alla moda è ancora moralistico, ideologico. Anche a sinistra".

E la cosa mi ha fatto pensare: come fa la moda a essere così stronza che dà fastidio a tutti? (Qualcosa mi fa pensare, anche e però, che 'Mi' e 'Mi' si parlano molto. O si scrivono?). Più tardi, anche la Giusi Ferré ha voluto entrare più o meno nell'argomento e, in una lettera a "Cara Fiorenza" su "Io Donna", intitolata "Quando il look è un gesto di libertà", ha scritto: "Tutte, da bambine, abbiamo sognato un paio di scarpe rosse e, diventate adulte, siamo corse all'appuntamento con le nostre décolleté color fiamma. A Teheran, oggi, per questo dolce piacere davanti a noi si spalancherebbero le porte della prigione". "Cara Fiorenza" Vallino, anche se non è Khomeini, come sempre non ha risposto. E allora io ho pensato che se la moda sia di destra o di sinistra non gliene frega niente a nessuno.

8 - DICONO.
1) Dicono che Giorgio Armani abbia tolto tutta la pubblicità sul "New York Times" perché la giornalista ha scritto una critica per niente lusinghiera sulle sue ultime sfilate. Dicono che così facendo Giorgio Armani potrebbe risparmiarsi un bel po' di soldi di pubblicità se tutte le giornaliste scrivessero quello che pensano veramente delle sue ultime sfilate.

2) Dicono quelli che sono stati in vacanza a Ibiza che Alberta Ferretti c'è andata apposta per partecipare alla festa che il ricco Paco Diaz ha dato per le Stars of American Ballet al ristorante Las Dos Lunas, dove c'era anche, come sempre quando c'è la Ferretti, il giornalista Gianluca Lo Vetro. Però, i ballerini dell'American Ballet erano tutti al tavolo della Paola Fendi.

3) Dicono quelli che hanno fatto le vacanze a Bali che la coppia composta da Beppe Modenese e Mariuccia Mandelli sembrasse più giovane di quella formata da Paola Barale, Raz Degan e Scialpi.

4) Dicono quelli che hanno fatto le vacanze a Paros che quest'anno si stava benissimo: quelli della moda erano tutti da un'altra parte. O se c'erano rimanevano chiusi in casa.

5) Dicono che Romeo Gigli abbia fatto causa all'azienda che l'ha venduto e a quella che l'ha comprato. Dico io che ancora un po' e Gigli farà come la Fallaci: lei si fa le domande e si dà anche le risposte, lui si farà causa da solo.


Dagospia 21 Settembre 2004