marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

DAGOREPORT

DONALD TRUMP

Il 2026 si è aperto col botto a Caracas, si potrebbe chiudere con il botto di Trump a Washington. A novembre i cittadini degli Stati Uniti votano per le elezioni di metà mandato, che storicamente sono un massacro per il presidente in carica.

 

Quasi sempre, il partito del “commander-in-chief” perde la maggioranza, tranne casi eccezionali: successe nel 2002 con George W. Bush, grazie all’onda emotiva dell’attentato alle Torri gemelle; successe parzialmente nel 1998, quando il partito democratico tecnicamente non vinse (i repubblicani presero più voti), ma guadagnò cinque seggi.

 

A trainare il partito dell’allore presidente, Bill Clinton, fu la sua popolarità (veleggiava, grazie al boom economico, a vette del 60% di consenso), e, al contempo, l’avversione degli americani per la procedura di impeachment portata avanti dai repubblicani sul caso Lewinsky.

 

donald trump in versione monica lewinksy con bill clinton

Come scrive Ed Kilgore su “The Intelligencer”, la sezione politica del “New York Magazine”, “i repubblicani erano ansiosi di mettere Clinton sotto impeachment entrando nelle midterm del 1998, e lo furono anche dopo”. Memore di quella tornata elettorale (fu la prima volta in cui il partito del presidente in camera guadagnò seggi dai tempi del New Deal), Trump ha provato a motivare i deputati repubblicani usando quella leva.

 

Lo ha fatto con un discorso piuttosto ruvido, martedì, al Kennedy center (ribattezzato da lui Kennedy-Trump center): “Dobbiamo vincere le elezioni di Midterm, perché se non le vinciamo, troveranno un motivo per mettermi sotto impeachment".

 

immagine fake di trump arrestato

Un tentativo di convincere i rassegnati congressmen a dare il tutto per tutto per le elezioni di metà mandato: se cado io, cadete anche voi, perderete la poltrona che scaldate con il vostro sederino a Capitol Hill.

 

La scommessa di Trump è che la minaccia di impeachment aumenterà l'affluenza alle elezioni di medio termine, e che, sommata all’interventismo in politica estera (Venezuela, Groenlandia, paci tentate e fragili tregue raggiunte), possa convincere gli americani a sostenerlo.

 

Se la storia insegna che l’impeachment può dare una spintarella alle elezioni di midterm, dovrebbe anche ricordare a Trump che le elezioni non si vincono mai con la politica estera, tantomeno in un Paese isolazionista come gli Stati Uniti.

 

DONALD TRUMP - CHI VUOL ESSERE BOMBARDATO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

A contare è soprattutto l’economia, e quella, nonostante i roboanti annunci di Trump, non è entusiasmante: l’inflazione resta alta, la creazione di posti di lavoro rallenta, e la crescita è trainata soprattutto dalla bolla dell’intelligenza artificiale.

 

Gli investimenti in intelligenza artificiale hanno contribuito all’1,1% della crescita del prodotto interno lordo nel primo semestre del 2025, superando i consumi domestici come motore principale dell’economia.

 

Senza considerare che si sta aggravando la forbice delle diseguaglianze tra ricchi, che diventano ricchissimi, e i “forgotten men” che Trump si era proposto di salvare nel 2016. Nel secondo mandato, il tycoon non finge nemmeno più di pensare ai disperati della “Deep America”, mentre si attovaglia con i paperoni di Big tech che lo finanziano e gli promettono investimenti faraonici.

 

jd vance marco rubio pete hegseth alla casa bianca per il liberation day

Una situazione potenzialmente esplosiva: l’America profonda del Midwest, dove il declino industriale non è stato mai compensato e Big Tech si vede con il cannocchiale, è un altro paese rispetto alla luccicante California della Silicon Valley, o dal Texas dove Elon Musk progetta il futuro con razzi, chip neurali e robot.

 

A proposito di deindustrializzazione e buzziconi della Rust Belt: il vicepresidente americano, JD Vance, ex “hillbilly” dell’Ohio, che ha raccontato la sua storia di degrado familiare e rivalsa nel libro (e film) “Elegia americana”, nelle ultime settimane sembra essere stato messo un po’ da parte da Trump.

 

Anche in questo caso, si tratta di una strategia elettorale: Vance è inviso alla vecchia guardia del partito repubblicano, che lo considera un pericoloso parvenu che scherza con il fuoco, appoggiando acriticamente le battaglie delle frange più radicali del mondo “Maga”.

 

ERIKA KIRK E JD VANCE

Trump stesso sarebbe diventato molto freddo con il suo vice, soprattutto dopo che la vedova di Charlie Kirk, Erika, l’ha sostanzialmente proclamato prossimo candidato della destra alla presidenza.

 

L’umorale egomane Donald non vuole sentire parlare del futuro del suo partito senza di lui: quando ha visto gli sbaciucchiamenti sul palco della conferenza di “Turning Point”, è andato fuori di sé.

 

Parallelametne al declino di Vance, a Washington si sta assistendo all’ascesa apparentemente inesorabile di Marco Rubio, segretario di Stato e architetto del blitz americano in Venezuela.

 

meme su marco rubio dopo l attacco americano in venezuela

Rubio è l’unico esponente del “vecchio” mondo repubblicano nell’amministrazione Usa, e si vede: spesso si comporta come l’unico “adulto nella stanza”, e la sua lunga esperienza politica gli permette di vincere facile sui bellimbusti trumpiani come Pete Hegseth (ex anchorman di Fox news), la fatalona Pam Bondi o gli scarti del complottismo Maga come il capo dell’Fbi, Kash Patel o la direttrice dell’intelligence nazionale, la filo-russa Tulsi Gabbard (non a caso esclusa, come Vance, dal dossier Venezuela).

 

Scriveva ieri Mario Platero sul “Corriere della Sera”: “Se ha celebrato Charlie Kirk a settembre, corteggiando l’ala fondamentalista cristiana del partito, Rubio ha saggiamente lasciato il campo a Vance alla conferenza annuale di dicembre di ‘Turning Point’, il movimento di Kirk.

 

DONALD TRUMP E NICOLAS MADURO

È l’emblema del vecchio Maga, oggi diviso in varie fazioni, con frange neonaziste, contro i neri, gli ebrei e le minoranze in genere, guidate da Nick Fuentes. Possibile isolarle? Al convegno Fuentes ha definito Vance ‘grasso, gay e un traditore della razza’.

 

E Vance? invece di reagire (non sopporta Fuentes) appunto marcando una linea rossa e isolandoli, per la prima volta ha aperto alla destra estrema: ‘Non ho portato una mia lista di conservatori da denunciare o da espellere dalla piattaforma…il movimento ha cose ben più importanti da fare che non cancellarsi a vicenda’. Una scelta pericolosa e debole, in nome dell’unità del Maga ma non del partito. E non eviterà la sconfitta repubblicana alla Camera alle elezioni del midterm a novembre”.

 

Anche il prudente e capace Rubio ha però una macchia, bella grossa, sul suo curriculum. Come ricorda Roberto Livi sul “manifesto”, “ha usato, fin dai tempi in cui nella Little Habana di Miami gettava le fondamenta alla sua carriera, l’anticastrismo come leva politica.

 

Per ‘fare carriera’ nel partito repubblicano si era anche costruito – un esempio ante litteram delle balle di Trump – una storia familiare di resistenza a Fidel Castro: aveva infatti dichiarato che il padre era fuggito dall’isola ‘dopo la vittoria dei barbudos’. Il Washington Post lo rimise a posto rivelando che il padre era emigrato negli Usa nel 1956, in piena dittatura a Cuba di Fulgencio Batista”.

 

donald trump - groenlandia

Rubio evita di ricordare questo suo “peccato originale” e aspetta proprio le midterm per scendere direttamente in campo con vista presidenziali 2028.

 

Scrive ancora Platero: “se da qui a un anno avrà raccolto successi di politica estera, Rubio potrà riallacciare con la politica interna: ha ottimi rapporti con la comunità ebraica, è fedele a Trump e allineato con la base conservatrice, ma tiene rapporti con i vecchi centristi, soprattutto conta sulla sua base elettorale latino americana.

 

Basteranno i tre eventi attesi — successo in politica estera, sconfitta Trump/Vance a novembre, la forza della sua base politica interna - a renderlo credibile per la Casa Bianca del 2028? Di certo in Europa è preferibile a Vance. Ma la sua corsa resta in salita. Anche perché fra Rubio e Vance c’è un terzo ingombrante incomodo: Donald Trump Jr. il figlio maggiore del presidente…”

 

VENEZUELA, RAID 'SPINGE' RUBIO SU VANCE: MA PER CASA BIANCA 'FALSO VEEP ESCLUSO'

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

Estratto dell'articolo di Iacopo Luzi per www.adnkronos.com

 

[....] Vance è rimasto al margine dell’operazione, senza nemmeno essere presente a Mar-a-Lago quella notte o alla conferenza stampa della mattina successiva. “JD è arrabbiato. Si sente messo da parte.

 

Mentre tutti gli occhi sono per Rubio che, da sempre ha avuto un ruolo centrale sul tema Venezuela, e ora porta avanti le trattative con Caracas. Vance non è affatto felice della situazione”, afferma David Alandete, corrispondente spagnolo alla Casa Bianca per il quotidiano ABC.

 

DONALD TRUMP E IL VENEZUELA - MEME BY VUKIC

[...] Vance non era presente a Mar-a-Lago prima e durante l’operazione per questioni di sicurezza nazionale americana e, soprattutto, per non dare indizi al governo venezuelano che qualcosa di grosso stesse bollendo in pentola quella sera. Se Caracas avesse fiutato qualcosa, infatti, avrebbe potuto trasferire Maduro prima della missione.

 

Tuttavia, JD Vance sarebbe rimasto contrariato e, dopo la cattura di Maduro, è subito corso sui social per rivendicare il suo ruolo in questa missione. A conferma delle presunta marginalità dell’ex senatore dell’Ohio, un rapporto dettagliato del Wall Street Journal sui mesi di pianificazione che hanno portato all’attacco non ha menzionato il nome del vicepresidente una sola volta.

 

donald trump 3

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha escluso che Vance sia stato messo da parte e ritiene che la voce messa in giro dalla stampa americana sia falsa: “Cerca di seminare sfiducia nella visione del Presidente e del suo team. Voglio essere molto chiara: il vicepresidente è stato coinvolto in tutte le politiche.

 

È il braccio destro del presidente su tutte le questioni politiche, inclusa quella sul Venezuela. Naturalmente, era informato e profondamente coinvolto in questa operazione fin dall'inizio, ed era presente la notte dell'operazione tramite una comunicazione sicura in un luogo diverso per non compromettere la segretezza operativa di questa missione, che era così incredibilmente importante per garantire che questa missione potesse essere portata a termine con successo senza di lui”.

 

DONALD TRUMP SEGUE IN DIRETTA LA CATTURA DI NICOLAS MADURO

Al di là della versione ufficiale, dietro le quinte, l'esclusione di Vance potrebbe essere dovuta in parte alla sua dura posizione anti-interventista americana, da sempre sostenuta. [...]

 

Nel frattempo, l’operazione in Venezuela è sembrato il momento perfetto per un falco dell’amministrazione come Rubio. La visione del segretario di Stato è chiara: il gesto di sabato è stato in ottica anticomunista. [...]

 

[...]

jd vance travestito dal suo meme ad halloween

 

Guardando ai prossimi mesi, specie considerando che la prossima campagna presidenziale potrebbe iniziare già nel 2027, il dualismo fra Rubio e Vance potrebbe ampliarsi ancora di più. "Chi sarà in grado di rispecchiare maggiormente i desideri e le inclinazioni di Trump, da qui in avanti, potrebbe ricevere l’endorsement del presidente e avere la strada spianata verso le primarie repubblicane”, afferma Israel Ortega, analista politico con una lunga esperienza nel mondo degli elettori latini.

 

“La rimozione di Maduro è stata vista molto positivamente fra i latinos negli Stati Uniti. Specie in Florida, uno stato dove a Miami ha appena vinto - in maniera allarmante e sorprendentemente - un democratico per le comunali del 2025. L’operazione del 3 gennaio potrebbe far pendere nuovamente la bilancia verso i repubblicani, assicurandosi i voti per le presidenziali tra tre anni”, spiega Ortega. E Rubio, ora, agli occhi degli elettori latini è visto come l’eroe che ha convinto Trump a rimuovere Maduro dal potere, secondo Ortega.

 

Nei sondaggi Vance rimane ancora ampiamente avanti come possibile candidato repubblicano nel 2028 con un 31% dei consensi ma, dopo i bombardamenti statunitensi in Venezuela, il sito Polymarket ha subito aumentato le probabilità di Rubio di vincere la presidenza dal 4% al 7%.

pete hegseth e marco rubio nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

 

Vance è visto come una colomba, almeno in termini relativi nel mondo di Trump, mentre la cattura di Maduro è stata un'operazione per i falchi. E per un presidente che si sta mostrando sempre più intervenzionista, minacciando altri paesi e valutando l’acquisizione di territori come la Groenlandia, un falco come Rubio potrebbe essere visto la presidente come colui con le carte giuste per essere il suo vero erede politico. (di)

MEME SULL ARRESTO DI NICOLAS MADURO MEME SULL ARRESTO DI MADURO meme su jd vance che fa sesso con un divano 7 MEME SULL ARRESTO DI NICOLAS MADURO ali khamenei come nicolas maduro - meme meme su jd vance che fa sesso con un divano 2khamenei come maduro - meme by dagospia meme fat jd vance ricciojd vance travestito dal suo meme ad halloween. sergei lavrov marco rubio anchorage, alaska foto lapresse

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