LA PAX COSSIGHIANA E LA RIVINCITA DI CIPRESSO MARANGHI
GERONZI E I FRANCESI NUOVI PADRONI DI MEDIOBANCA, EVAPORA PROFUMO
TELECOM ROMITI - SKY PIU' RUDER - GIALLO FOLLI-CIAMPI - MARCHETTI-STAR

Lunedì 11 ottobre (S.Firmino):
Diceva Quintiliano che il bugiardo dovrà avere buona memoria. Così non rimane che aspettare la prossima primavera per sapere se Silvio Berlusconi (e il suo sodale Fedele Confalonieri) ricorderà di aver sempre negato che la "sua" Mediaset sarà ceduta al magnate australiano, Rupert Murdoch.

E con i soldi incassati dalla vendita delle reti televisive a Sky Italia la rinomata ditta del Cavaliere-premier darà l'assalto (con altri investitori internazionali) alla indebitata Telecom di Marco Tronchetti Provera. Il prossimo anno il bravo e tenace Mr.Pirelli dovrà far fronte a milioni di bond in scadenza. E tra il 2006 e il 2007, in aggiunta, Telecom sarà impegnata a rinegoziare con le banche gli ingenti prestiti ricevuti. Un Calendario Pirelli, questo sì, da mozzare il fiato.

(Marco Tronchetti Provera e Walter Veltroni-U.Pizzi)


Ps. Anche quel testone di Cesare Romiti, dopo aver smentito un interessamento per Wind, si è messo in testa a una cordata di soggetti non ancora identificabili al fine di scalare Telecom Italia. Sì proprio lui, il Dottore, che una ventina di anni fa per una bega politica e sul nome di Marisa Belisario, impedì alla Fiat di entrare, via Stet-Italtel, nel mondo delle telecomunicazioni.

(Cesare Romiti-U.Pizzi)


Martedì 12 ottobre (S.Serafino):
A proposito di Sky Italia, all'hotel "Four Season" di Milano raccontano che Rupert Murdoch sia "dissatisfied" (insoddisfatto) per il risultati complessivi conseguiti dal suo uomo a Roma, Tom Mockridge. Gli abbonati al satellite non aumentano (sono fermi sulla soglia dei tre milioni); i diritti per il calcio crescono insieme agli appetiti del concorrente Mediaset; i programmi sportivi diretti da Giovanni Bruno, giudicati troppo "generalisti", farebbero rimpiangere quelli archeologici della Rai di Nando Martellini.

Infine gli ascolti di SkyTg24 non decollano. Al telegiornale potrebbe arrivare in tempi brevi Enrico Mentana. Il direttore del Tg5 sta infatti chiudendo la complessa pratica di fine lavoro con gli amministratori di Mediaset. Ma il fondatore del Tg5 è indeciso. Non sa se farsi dare una superliquidazione, contenente una clausola che gli impedirebbe di lavorare per la concorrenza, oppure rinunciare ad una parte del gruzzolo per poter restare in video.

(Rupert Murdoch con Tom Mockridge ed il figlio Lachlan-U.Pizzi)


Nell'attesa della rivoluzione, Murdoch e Mockridge hanno deciso di richiamare in Italia dall'Australia Jim Ruder. Il "pecoraio" di Camberra (così lo chiamano) adora lo champagne e le belle donne. Di fatto sarà lui, stabilitosi da poco a Milano, a gestire lo sport al posto dell'attuale capo struttura, Giovanni Bruno.

Mercoledì 13 ottobre (S.Edoardo):
Memorandum. Suggerire a Stefano Folli di prenotare il 5 novembre una stanza al Grand Hotel Baglioni di Firenze. All'incontro promosso dall'Osservatorio dei Giovani-Editori del galoppante Andrea Ceccherini (visto uscire nottetempo da piazzetta Cuccia) saliranno in cattedra, per la sua prima uscita pubblica, il vice presidente della Fiat Jaky Elkann e
il neo presidente dell'Rcs, lo sgommante Piergaetano Marchetti. Insieme, Ceccherini-Elkann-Marchetti, disegneranno il quotidiano che non c'è.

(Jaki Elkann-U.Pizzi)


Giovedì 14 ottobre (S.Callisto I):
Nel caso specifico neanche si può dire, alla maniera di William Hazlitt, che il pregiudizio sui gay del filosofo Buttiglione "sia figlio dell'ignoranza". Rocco e sua sorella (Angela) sono gente colta. Hanno studiato e pregato per andare avanti in politica e in tv.

Nulla da eccepire sulla posizione del casto divo Buttiglione. Nel giorno del D-Gay di Rocco fa invece una certa tristezza leggere sul Corriere la difesa del professore da parte dello storico Ernesto Nostradamus Della Loggia. Che invita i lettori a "non svicolare" sul quesito: esiste ancora per un cattolico la possibilità di ricoprire l'incarico di Commissario europeo?
Grazie allora alla Signora in Rosso Miriam Mafai che sulla Repubblica di oggi gli replica con una battuta sferzante, degna del suo ex compagno Giancarlo Pajetta: "La domanda è risibile".

(Rocco Buttiglione-U.Pizzi)


Venerdì 15 ottobre (S.Teresa d'Avila):
La nomina a senatore a vita del maestro Mario Luzi da parte del toscano Carlo Azeglio Ciampi non mi ha colto di sorpresa. Il poeta novantenne di Sesto Fiorentino da tempo aspirava al Nobel. Per adesso il compassato artista delle rime dovrà accontentarsi dello scranno a palazzo Madama. A differenza da quanto scrivono le gazzette, la scelta obbligata del capo dello Stato ha lasciato una sola persona con l'amaro in bocca, Eugenio Scalfari. Essì che il fondatore di Repubblica avrebbe meritato la carica di parlamentare a vita. Già, maledetti toscani!

(Carlo Azeglio Ciampi-U.Pizzi)


Sabato 16 ottobre (S. Edvige):
Debbo chiedere al fotografo ufficiale della Presidenza della Repubblica, lo scattante Oliviero, cosa davvero è accaduto tra il direttore del Corriere, Stefano Folli, e il quirinalista del giornale, Marzio Breda, in occasione dell'intervista concessa tempo fa da Carlo Azeglio Ciampi al quotidiano di via Solferino. A Milano si racconta che prima dell'appuntamento finale con il capo dello Stato (l'intervista di Breda ha avuto una lunga e complessa gestazione) Folli avrebbe chiesto al suo redattore di poterlo accompagnare sul Colle più alto.

Di fronte alla richiesta del Sior Direttor Breda non avrebbe battuto ciglio. Dopo due ore di colloquio con il capo dello Stato, presente l'inappuntabile Paolo Peluffo, il duo Folli-Breda ha abbandonato (senza foto di rito) il Quirinale per recarsi all'aeroporto di Fiumicino. A questo punto, secondo voci di corridoio, Stefano Folli avrebbe chiesto al Breda di poter firmare lui l'intervista con Ciampi. Un colpo nello stomaco del povero Marzio. Incassato con dolore. Ma la sorpresa sarebbe stata un'altra. Il giorno dopo l'intervista è uscita soltanto con la firma di Breda.



Ps. L'autore di questo Journal non è interessato a cercare a tutti i costi il peluffo nell'uovo, ma è pronto a registrare eventuali smentite da parte dei protagonisti del piccolo, ma appassionante giallo redazionale.

Domenica 17 ottobre (S.Ignazio d'Antiochia):
C'è posta per me. Una cartolina illustrata speditami da Barcellona dal mio amico Franceschiello Cossiga. Poche righe per anticiparmi quanto sarebbe successo l'altro giorno (venerdì) nella mia Mediobanca. Con il presidente di Unicredito, il banchiere ciociaro Carlo Salvatori, finito in minoranza al momento di votare l'aumento della partecipazione dei francesi nell'istituto di piazzetta Cuccia.

(Francesco Cossiga-U.Pizzi)


Di mio aggiungo che dietro l'intera operazione per mettere nell'angolo Alessando Profumo intravedo la manina del mio ex allievo prediletto, Cipresso Maranghi. Buttato fuori in malo modo da Mediobanca dall'insolito asse Profumo-Geronzi, adesso Vincenzino - grazie all'abile lavoro di mediazione di Cossiga - è riuscito a prendersi una bella rivincita.

E tutto lascia prevedere che la prossima vittima del nuovo asse Maranghi-Geronzi-Bolloré-Fazio sia il presidente di Mediobanca, il fragile Gabriellino Galateri di Genola. Se la pax cossighiana reggerà fino alla prossima estate il mio prossimo successore in Mediobanca sarà il numero uno di Capitalia. Geronzi libererebbe la poltrona di palazzo Minghetti per far posto all'esuberante Giampiero Fiorani (Popolare di Lodi).

(Cesare Geronzi-U.Pizzi)


Ps. Ultime sulla dottrina del pio (tutto) Fazio. Gli olandesi di ABN AMRO (presenti sia in Capitalia sia nell'Antonveneta) posso aumentare la loro quota nelle due banche italiane (fino al 15%) purché al momento della loro fusione a presiedere SuperCapitalia sia Giampiero Fiorani.

(a cura di Tina A.Commotrix)



Dagospia 18 Ottobre 2004