CASETTA BIANCA/2 - ESCE DALLA TANA IL CUGINO FRANCESE DI KERRY - PREMIO NOBEL IRANIANA CITA IL GOVERNO USA: FATEMI SCRIVERE IL MIO LIBRO IN AMERICA - L'AMERICAN DREAM DI LUPE: EMIGRANTE, ISPANICA, LESBICA, ELETTA SCERIFFO IN TEXAS.
1 - DOPO L'EMBARGO ELETTORALE RISORGE IL CUGINO FRANCESE DI KERRY.
C'è qualcuno che il clan Kerry ha tenuto nascosto con successo durante tutto il periodo della campagna elettorale, e che ora può di nuovo uscire dalla tana. Si tratta del cugino francese di John Kerry, Brice Lalonde ambientalista, sindaco di una cittadina francese e ex ministro dell'ambiente.
Il candidato democratico temeva che la parentela con un francese potesse allontanare i molti elettori - anche democratici - che non hanno perdonato alla Francia l'atteggiamento tenuto durante la crisi irachena.
Lalonde era persino andato a Boston per la Convention Democratica, ma molti dei suoi parenti americani erano terrorizzati, evitando in tutti i modi di parlare francese con lui. Lo stesso Lalonde si dice abbia detto: "Percepivo chiaramente il sentimento antifrancese durante tutta la convention, è stato molto doloroso".
Ma ora che è tutto finito, Kerry potrà tornare a salutare il suo cugino d'oltralpe.
2 - SHIRIN EBADI, PREMIO NOBEL PER LA PACE, CITA IL GOVERNO AMERICANO: NON VOGLIO PUBBLICARE IL LIBRO IN IRAN.
Questione dolorosa per un presidente il cui principale vanto è quello di portare la libertà nel mondo. Il premio nobel per la pace nel 2003, l'attivista iraniana Shirin Ebadi, spesso citata da Bush per il suo impegno a favore delle democrazie ha fatto causa al governo degli Stati Uniti per avere il permesso di pubblicare le sue memorie in America.
Ebadi non ha ancora scritto il libro, ma non vuole sottoporlo ad un editore iraniano, per non incappare nelle maglie della censura. Allo stesso tempo, viste le sanzioni americane nei confronti dell'Iran, le riesce difficile lavorare con un agente letterario statunitense.
Il dipartimento del tesoro fa notare che le regole consentono ad un editore americano di riprodurre, tradurre o editare materiale che proviene da nazioni soggette a embargo. Ma l'avvocato americano Philip Lacovara, che ha accettato di seguire gratuitamente il caso della Ebadi ha spiegato che in pratica persino consigliare l'autore su come strutturare il libro potrebbe rappresentare un problema.
Dal canto suo, il premio Nobel si limita a parlare di "silenzio forzato" e si augura che "il suo nuovo libro possa essere letto negli Stati Uniti."
3 - SOGNO AMERICANO - EMIGRANTE, ISPANICA, GAY. E SCERIFFO DI DALLAS.
Non sono molti a sapere che il due novembre non si è votato solo per il presidente. Ancora in meno, sanno che negli Stati Uniti è elettivo persino il ruolo di sceriffo.
E così, gli elettori della Contea di Dallas, in Texas, hanno fatto la storia eleggendo Lupe Valdez, donna, ispanica e gay. E primo esponente democratico a vincere dagli anni settanta, proprio nello stato di Bush.
Non potrebbe essere più americana la storia di Lupe. Passata dal raccogliere fagioli quando era una ragazzina emigrante, alla guida di un ufficio con 1.900 dipendenti e un budget di 90 milioni di dollari.
Ben istruita su come rispondere alle domande sulla sua omosessualità dal Gay and Lesbian Victory Fund, che l'ha sostenuta lungo tutta la campagna elettorale, Lupe Valdez ha dichiarato subito dopo aver battuto il candidato repubblicano Danny Chandler: "Immagino mia madre che piange di gioia per quanto è successo".
Lupe dà infatti molto merito alla defunta madre, per averla spinta ad istruirsi per migliorare le condizioni di vita.
Tre lavori per pagarsi il college e dopo la laurea riesce a diventare agente federale, lavorando sotto copertura per indagini sulla droga, crimine organizzata e frode.
Il dipartimento che va a guidare negli ultimi anni è stato al centro di diversi scandali che hanno costretto alle dimissioni il precedente sceriffo Jim Bowles.
Dagospia 04 Novembre 2004
C'è qualcuno che il clan Kerry ha tenuto nascosto con successo durante tutto il periodo della campagna elettorale, e che ora può di nuovo uscire dalla tana. Si tratta del cugino francese di John Kerry, Brice Lalonde ambientalista, sindaco di una cittadina francese e ex ministro dell'ambiente.
Il candidato democratico temeva che la parentela con un francese potesse allontanare i molti elettori - anche democratici - che non hanno perdonato alla Francia l'atteggiamento tenuto durante la crisi irachena.
Lalonde era persino andato a Boston per la Convention Democratica, ma molti dei suoi parenti americani erano terrorizzati, evitando in tutti i modi di parlare francese con lui. Lo stesso Lalonde si dice abbia detto: "Percepivo chiaramente il sentimento antifrancese durante tutta la convention, è stato molto doloroso".
Ma ora che è tutto finito, Kerry potrà tornare a salutare il suo cugino d'oltralpe.
2 - SHIRIN EBADI, PREMIO NOBEL PER LA PACE, CITA IL GOVERNO AMERICANO: NON VOGLIO PUBBLICARE IL LIBRO IN IRAN.
Questione dolorosa per un presidente il cui principale vanto è quello di portare la libertà nel mondo. Il premio nobel per la pace nel 2003, l'attivista iraniana Shirin Ebadi, spesso citata da Bush per il suo impegno a favore delle democrazie ha fatto causa al governo degli Stati Uniti per avere il permesso di pubblicare le sue memorie in America.
Ebadi non ha ancora scritto il libro, ma non vuole sottoporlo ad un editore iraniano, per non incappare nelle maglie della censura. Allo stesso tempo, viste le sanzioni americane nei confronti dell'Iran, le riesce difficile lavorare con un agente letterario statunitense.
Il dipartimento del tesoro fa notare che le regole consentono ad un editore americano di riprodurre, tradurre o editare materiale che proviene da nazioni soggette a embargo. Ma l'avvocato americano Philip Lacovara, che ha accettato di seguire gratuitamente il caso della Ebadi ha spiegato che in pratica persino consigliare l'autore su come strutturare il libro potrebbe rappresentare un problema.
Dal canto suo, il premio Nobel si limita a parlare di "silenzio forzato" e si augura che "il suo nuovo libro possa essere letto negli Stati Uniti."
3 - SOGNO AMERICANO - EMIGRANTE, ISPANICA, GAY. E SCERIFFO DI DALLAS.
Non sono molti a sapere che il due novembre non si è votato solo per il presidente. Ancora in meno, sanno che negli Stati Uniti è elettivo persino il ruolo di sceriffo.
E così, gli elettori della Contea di Dallas, in Texas, hanno fatto la storia eleggendo Lupe Valdez, donna, ispanica e gay. E primo esponente democratico a vincere dagli anni settanta, proprio nello stato di Bush.
Non potrebbe essere più americana la storia di Lupe. Passata dal raccogliere fagioli quando era una ragazzina emigrante, alla guida di un ufficio con 1.900 dipendenti e un budget di 90 milioni di dollari.
Ben istruita su come rispondere alle domande sulla sua omosessualità dal Gay and Lesbian Victory Fund, che l'ha sostenuta lungo tutta la campagna elettorale, Lupe Valdez ha dichiarato subito dopo aver battuto il candidato repubblicano Danny Chandler: "Immagino mia madre che piange di gioia per quanto è successo".
Lupe dà infatti molto merito alla defunta madre, per averla spinta ad istruirsi per migliorare le condizioni di vita.
Tre lavori per pagarsi il college e dopo la laurea riesce a diventare agente federale, lavorando sotto copertura per indagini sulla droga, crimine organizzata e frode.
Il dipartimento che va a guidare negli ultimi anni è stato al centro di diversi scandali che hanno costretto alle dimissioni il precedente sceriffo Jim Bowles.
Dagospia 04 Novembre 2004