MEDIA QUOTIDIANO - BERLUSCONI, CAMPAGNA FINALE: FAR SALTARE LA PAR CONDICIO E BLINDARE TUTTI I TG - IL CULO DI PRODI - LA LINGUA ABRASIVA DELLA MUSSOLINI: AN FA SALTARE "XXII ROUND" (ATTACCO A STORACE: "CHI LO PAGA?").
Mario Adinolfi per www.mediaquotidiano.it
1. Quanto durerà la direzione editoriale di Chicco Mentana a Mediaset? Certamente, non molto. Anzi, probabilmente su quella poltrona l'ormai ex direttore del Tg5 non si siederà mai. Nel comunicato di Mediaset, diramato subito dopo i cinque minuti dell'addio televisivo di Mentana ai suoi telespettatori, si afferma che Chicco assumerà il nuovo incarico a partire dal 15 novembre. Ma Mentana ha preteso garanzie sui contenuti di quel ruolo e in video ha messo sul tavolo le sue richieste: "Per quel che potrò, vigilerò". Vigilare su Rossella? Viene da ridere. Per Chicco è tempo di valigie. Con dentro, comunque, i tre milioni di euro di liquidazione.
2. Resta la questione politica legata al licenziamento di Mentana, avvenuto venerdì scorso. L'ex direttore del Tg5 lo dice chiaramente: "A Palazzo Chigi volevano la mia testa". Ed è ovviamente chiaro come il sole che Silvio Berlusconi ha fatto partire la campagna finale: far saltare la par condicio e blindare tutti i telegiornali nazionali che ora, con l'eccezione del Tg3 e del timidissimo tg della 7, sono sotto il diretto controllo suo e della sua maggioranza. Il Cavaliere, come al solito, sottovaluta il rischio boomerang di queste mosse autoritarie. E sopravvaluta il peso delle tv.
3. Ma quand'è che le vicende sono precipitate? Media Quotidiano vi ha anticipato tutto mercoledì scorso: la decisione di portare Antonio Di Rosa alla direzione della Gazzetta dello Sport è stato il segnale d'intesa che ha fatto partire il più importante valzer delle poltrone giornalistiche della recente storia d'Italia. Non era mai successo che cambiassero in un'unica ondata le direzioni del principale telegiornale privato, del principale settimanale (Pietro Calabrese firmerà il numero di Panorama della prossima settimana) e del principale quotidiano sportivo. Ora, ottenuto tutto l'ottenibile, il Cavaliere darà un infastidito via libera anche al cambio del direttore del principale quotidiano economico: Luckino Cordero di Montezemolo potrà festeggiare il taglio dell'Irap con Ferruccio De Bortoli al timone del Sole 24 Ore.
4. Edmondo Berselli, cantore ufficiale e inginocchioso del prodismo d'antan, ha lanciato lo spin il giorno in cui Barroso fu costretto a rimandare la propria nomina a presidente della Commissione Ue: il culo di Prodi. E così il fondoschiena del Professore ha colpito ancora. Stavolta la botta di fortuna è un po' macabra, ma il senso è immutato. A causa della morte finalmente ufficiale di Arafat, gran parte dei leader del centrosinistra oggi si recherà al Cairo per i funerali. E così è stato annullato il vertice con zio Romano per decidere i candidati delle regionali. Ancora un po' di quiete prima della tempesta (i valorosi condottieri della Gad sono tuttora divisi su buona parte delle regioni, a partire da Piemonte, Abruzzo, Puglia, Calabria e Basilicata).
5. Dopo la tirata di Marcello Veneziani contro il direttore Flavio Cattaneo, per un presunto appiattimento dei programmi di informazione Rai sulle posizioni di Forza Italia, Alleanza nazionale si toglie una piccola soddisfazione. Senza tante storie ha fatto cancellare una trasmissione ("Dodicesimo Round", che sarebbe dovuto andare in onda ieri sera) solo perché aveva come ospite Alessandra Mussolini, schierata contro la margheritina Flavia Vento. La Nipotina peraltro non aveva fatto una gran figura, meritandosi addirittura la bocciatura finale del giudice.
6. A confermare che non è stato il contenuto a condannare "Dodicesimo Round" ma solo la sua ospite scomoda per l'ossequiosa dirigenza Rai è stato uno degli autori del programma, Vittorio Zincone. Da Maria Giovanna Maglie all'Utopista, Zincone ha detto: "E' grottesco che la puntata sia stata bloccata sul girato e non sul montato. Gli avvocati lo hanno deciso in base a 42 minuti di girato che dovevano diventare 28 minuti di trasmissione. Quindi tutte le espressioni che magari ritenevano disdicevoli, noi le avremmo tagliate".
7. La Mussolini, che in trasmissione riguardo a Francesco Storace si è chiesta la cosa più banale (ovvero: "Ma dove ha trovato i soldi per inondare Roma con tutti quei manifesti rossi della sua lista?"), si è auto-censurata quando le è stato domandato dei suoi rapporti con Daniela Santanché. Cosa avrebbe potuto dire? Intanto una cosa è chiara: se Epurator non riesce a bloccare la candidatura della bionda Alessandra (che peraltro non sembra aver alcuna intenzione di lasciarsi fermare) rischia seriamente di essere stroncato dal buon Piero Marrazzo, che osserva inespressivo in attesa della grazia.
8. A Civitavecchia nella regata d'esordio del Campionato Invernale di Vela il nuovo Ikarus, la barca miliardaria e supertecnologica di Massimo D'Alema, è arrivata solo ventottesima in classifica generale in quello che in gergo si chiama tempo compensato, che cioè tiene conto della dimensione e dell'efficienza delle barche. Battuta forse da altri megayacht già rodati e messi a punto? No, anche da comunissime barche di serie, come My Fair Lady e Santa Pazienza, per di più quest'ultima con un equipaggio di sole donne a bordo. Che insieme al verde ed al menù di coniglio è il massimo della disgrazia per gli scaramantici della marineria.
Dagospia 12 Novembre 2004
1. Quanto durerà la direzione editoriale di Chicco Mentana a Mediaset? Certamente, non molto. Anzi, probabilmente su quella poltrona l'ormai ex direttore del Tg5 non si siederà mai. Nel comunicato di Mediaset, diramato subito dopo i cinque minuti dell'addio televisivo di Mentana ai suoi telespettatori, si afferma che Chicco assumerà il nuovo incarico a partire dal 15 novembre. Ma Mentana ha preteso garanzie sui contenuti di quel ruolo e in video ha messo sul tavolo le sue richieste: "Per quel che potrò, vigilerò". Vigilare su Rossella? Viene da ridere. Per Chicco è tempo di valigie. Con dentro, comunque, i tre milioni di euro di liquidazione.
2. Resta la questione politica legata al licenziamento di Mentana, avvenuto venerdì scorso. L'ex direttore del Tg5 lo dice chiaramente: "A Palazzo Chigi volevano la mia testa". Ed è ovviamente chiaro come il sole che Silvio Berlusconi ha fatto partire la campagna finale: far saltare la par condicio e blindare tutti i telegiornali nazionali che ora, con l'eccezione del Tg3 e del timidissimo tg della 7, sono sotto il diretto controllo suo e della sua maggioranza. Il Cavaliere, come al solito, sottovaluta il rischio boomerang di queste mosse autoritarie. E sopravvaluta il peso delle tv.
3. Ma quand'è che le vicende sono precipitate? Media Quotidiano vi ha anticipato tutto mercoledì scorso: la decisione di portare Antonio Di Rosa alla direzione della Gazzetta dello Sport è stato il segnale d'intesa che ha fatto partire il più importante valzer delle poltrone giornalistiche della recente storia d'Italia. Non era mai successo che cambiassero in un'unica ondata le direzioni del principale telegiornale privato, del principale settimanale (Pietro Calabrese firmerà il numero di Panorama della prossima settimana) e del principale quotidiano sportivo. Ora, ottenuto tutto l'ottenibile, il Cavaliere darà un infastidito via libera anche al cambio del direttore del principale quotidiano economico: Luckino Cordero di Montezemolo potrà festeggiare il taglio dell'Irap con Ferruccio De Bortoli al timone del Sole 24 Ore.
4. Edmondo Berselli, cantore ufficiale e inginocchioso del prodismo d'antan, ha lanciato lo spin il giorno in cui Barroso fu costretto a rimandare la propria nomina a presidente della Commissione Ue: il culo di Prodi. E così il fondoschiena del Professore ha colpito ancora. Stavolta la botta di fortuna è un po' macabra, ma il senso è immutato. A causa della morte finalmente ufficiale di Arafat, gran parte dei leader del centrosinistra oggi si recherà al Cairo per i funerali. E così è stato annullato il vertice con zio Romano per decidere i candidati delle regionali. Ancora un po' di quiete prima della tempesta (i valorosi condottieri della Gad sono tuttora divisi su buona parte delle regioni, a partire da Piemonte, Abruzzo, Puglia, Calabria e Basilicata).
5. Dopo la tirata di Marcello Veneziani contro il direttore Flavio Cattaneo, per un presunto appiattimento dei programmi di informazione Rai sulle posizioni di Forza Italia, Alleanza nazionale si toglie una piccola soddisfazione. Senza tante storie ha fatto cancellare una trasmissione ("Dodicesimo Round", che sarebbe dovuto andare in onda ieri sera) solo perché aveva come ospite Alessandra Mussolini, schierata contro la margheritina Flavia Vento. La Nipotina peraltro non aveva fatto una gran figura, meritandosi addirittura la bocciatura finale del giudice.
6. A confermare che non è stato il contenuto a condannare "Dodicesimo Round" ma solo la sua ospite scomoda per l'ossequiosa dirigenza Rai è stato uno degli autori del programma, Vittorio Zincone. Da Maria Giovanna Maglie all'Utopista, Zincone ha detto: "E' grottesco che la puntata sia stata bloccata sul girato e non sul montato. Gli avvocati lo hanno deciso in base a 42 minuti di girato che dovevano diventare 28 minuti di trasmissione. Quindi tutte le espressioni che magari ritenevano disdicevoli, noi le avremmo tagliate".
7. La Mussolini, che in trasmissione riguardo a Francesco Storace si è chiesta la cosa più banale (ovvero: "Ma dove ha trovato i soldi per inondare Roma con tutti quei manifesti rossi della sua lista?"), si è auto-censurata quando le è stato domandato dei suoi rapporti con Daniela Santanché. Cosa avrebbe potuto dire? Intanto una cosa è chiara: se Epurator non riesce a bloccare la candidatura della bionda Alessandra (che peraltro non sembra aver alcuna intenzione di lasciarsi fermare) rischia seriamente di essere stroncato dal buon Piero Marrazzo, che osserva inespressivo in attesa della grazia.
8. A Civitavecchia nella regata d'esordio del Campionato Invernale di Vela il nuovo Ikarus, la barca miliardaria e supertecnologica di Massimo D'Alema, è arrivata solo ventottesima in classifica generale in quello che in gergo si chiama tempo compensato, che cioè tiene conto della dimensione e dell'efficienza delle barche. Battuta forse da altri megayacht già rodati e messi a punto? No, anche da comunissime barche di serie, come My Fair Lady e Santa Pazienza, per di più quest'ultima con un equipaggio di sole donne a bordo. Che insieme al verde ed al menù di coniglio è il massimo della disgrazia per gli scaramantici della marineria.
Dagospia 12 Novembre 2004