CAFONALINO - LETTA, VELTRONI, STORACE IN GINOCCHIO DA RUINI - I 50 ANNI DI SACEDORZIO DEL CARDINALE SI TRASFORMANO IN UNA GRANDE PROVA DI POTERE TEMPORALE DELLA CHIESTA APOSTOLICA ROMANA.
Reportage di Umberto Pizzi
Valerio Bonolo per Il Tempo
Un vincolo perenne con la Chiesa e un legame speciale con la città di Roma. Ieri il Cardinale Camillo Ruini ha celebrato i cinquant'anni di sacerdozio con una messa nella basilica di San Giovanni in Laterano, gremita di fedeli e di autorità.
L'8 dicembre di mezzo secolo fa, al momento di essere ordinato nella cappella dell'Almo Collegio Capranica di Roma, era ancora il giovane diacono di Sassuolo che un giorno sarebbe diventato presidente della Cei e Vicario del Papa per la diocesi della città caput mundi. Ieri, tra gli addobbi di rose bianche e gialle, l'incenso e le autorità schierate in prima fila nella basilica che è stata affidata dal Papa alle sue cure nel 1991, Ruini ha ritrovato anche un compagno di seminario, Don Mario Cipolletti, oggi parroco al Torrino.
C'era anche lui tra le decine di prelati che lo hanno accompagnato in processione, accolti dal coro della diocesi di Roma diretto da mons. Marco Frisina. Nel banco delle autorità il sindaco Walter Veltroni, il presidente della Provincia Enrico Gasbarra, quello della Regione Francesco Storace, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il prefetto Achille Serra.
Tanti i parroci romani presenti, insieme ai cardinali Angelo Sodano, Joseph Ratzinger, Giovanni Battista Re, Bernard Low, Crescenzio Sepe, l'arcivescovo Luigi Moretti, che ha rivolto un saluto a nome della comunità cattolica romana e il Segretario Generale della Cei mons. Giuseppe Betori.
Per festeggiare l'anniversario, la diocesi di Roma ha donato a Ruini un prezioso calice e un antico busto di S. Giuseppe, che già ieri si poteva ammirare in una cappella laterale e che troverà la sua definitiva collocazione nella basilica il 19 marzo, festa del santo.
Il cardinale ha ringraziato e, nella sua omelia, ha indirizzato un pensiero a Giovanni Paolo II: «Una gratitudine grande verso il Santo Padre, per avermi chiamato, ormai 14 anni fa, ad essere il suo vicario in questa diocesi, che, come mi scrisse, è quanto egli ha di più suo e di più caro». Oggi invece Ruini è atteso dalla celebrazione della festa dell'Immacolata in piazza di Spagna. Ritroverà il Papa, che nella sua lettera di auguri ha ringraziato il cardinale «per la dedizione con cui svolge il compito di Vicario della Diocesi di Roma senza risparmiare fatiche». E una città che ieri, in mezzo al gregge dei suoi fedeli, ha definito "meravigliosa e unica al mondo".
Dagospia 09 Dicembre 2004
Valerio Bonolo per Il Tempo
Un vincolo perenne con la Chiesa e un legame speciale con la città di Roma. Ieri il Cardinale Camillo Ruini ha celebrato i cinquant'anni di sacerdozio con una messa nella basilica di San Giovanni in Laterano, gremita di fedeli e di autorità.
L'8 dicembre di mezzo secolo fa, al momento di essere ordinato nella cappella dell'Almo Collegio Capranica di Roma, era ancora il giovane diacono di Sassuolo che un giorno sarebbe diventato presidente della Cei e Vicario del Papa per la diocesi della città caput mundi. Ieri, tra gli addobbi di rose bianche e gialle, l'incenso e le autorità schierate in prima fila nella basilica che è stata affidata dal Papa alle sue cure nel 1991, Ruini ha ritrovato anche un compagno di seminario, Don Mario Cipolletti, oggi parroco al Torrino.
C'era anche lui tra le decine di prelati che lo hanno accompagnato in processione, accolti dal coro della diocesi di Roma diretto da mons. Marco Frisina. Nel banco delle autorità il sindaco Walter Veltroni, il presidente della Provincia Enrico Gasbarra, quello della Regione Francesco Storace, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il prefetto Achille Serra.
Tanti i parroci romani presenti, insieme ai cardinali Angelo Sodano, Joseph Ratzinger, Giovanni Battista Re, Bernard Low, Crescenzio Sepe, l'arcivescovo Luigi Moretti, che ha rivolto un saluto a nome della comunità cattolica romana e il Segretario Generale della Cei mons. Giuseppe Betori.
Per festeggiare l'anniversario, la diocesi di Roma ha donato a Ruini un prezioso calice e un antico busto di S. Giuseppe, che già ieri si poteva ammirare in una cappella laterale e che troverà la sua definitiva collocazione nella basilica il 19 marzo, festa del santo.
Il cardinale ha ringraziato e, nella sua omelia, ha indirizzato un pensiero a Giovanni Paolo II: «Una gratitudine grande verso il Santo Padre, per avermi chiamato, ormai 14 anni fa, ad essere il suo vicario in questa diocesi, che, come mi scrisse, è quanto egli ha di più suo e di più caro». Oggi invece Ruini è atteso dalla celebrazione della festa dell'Immacolata in piazza di Spagna. Ritroverà il Papa, che nella sua lettera di auguri ha ringraziato il cardinale «per la dedizione con cui svolge il compito di Vicario della Diocesi di Roma senza risparmiare fatiche». E una città che ieri, in mezzo al gregge dei suoi fedeli, ha definito "meravigliosa e unica al mondo".
Dagospia 09 Dicembre 2004