ESPRESSO RISERVATO - GOVERNATORI CONTRO SILVIO - TOP MODEL ONOREVOLI - IL NON EQUO LIGRESTI - ANCHE SCAPAGNINI JR. NON FA INVECCHIARE - TIVELLI SVOLTA A DESTRA?

Da L'espresso

1 - GOVERNATORI RIBELLI

Toscana, Campania, Umbria e Valle d'Aosta si sono schierate contro il governo, sollevando una delicata questione dinanzi alla Corte Costituzionale: i giudici supremi, tra breve, dovranno stabilire se è giusto che il governo tagli a colpi di mannaia «l'autonomia finanziaria, di bilancio e di spesa costituzionalmente garantita alle Regioni», entrando nel merito delle spese.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso tra l'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi e i governatori del centrosinistra Claudio Martini (Toscana), Antonio Bassolino (Campania), Maria Rita Lorenzetti (Umbria) e Carlo Perrin (Valle d'Aosta) è stata un decreto emanato in piena estate (e trasformato in legge) che, con retroattività dall'inizio dei 2004, riduce al lumicino i fondi che le Regioni avevano liberamente destinato «alle spese per missioni all'estero e per il funzionamento degli uffici all'estero, nonché quelle di rappresentanza, relazioni pubbliche e convegni», ma anche «per studi e incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione, inclusi quelli ad alto contenuto di professionalità ».

Nel mirino del governo sono entrati soprattutto i conti relativi alla gestione delle sedi che molte Regioni hanno aperto a New York. Ma anche sulle consulenze non si scherza: al punto che l'articolo 11 della legge afferma che «l'affidamento di incarichi esterni costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale».

Ora, prima di mettere mano alle casse pubbliche, le Regioni debbono «darne comunicazione preventiva agli organi di controllo e a quelli di revisione di ciascun ente». Alla faccia della devolution. (M.F.)

2 . L'ONOREVOLE TOP MODEL
Daniela Santanché ha detto subito di sì, con Gabriella Carlucci non c'è problema, acconsentirà al volo, così come con Alessanda Mussolini, non nuova a simili esperienze. Il problema sono le altre nove: dove trovare tante parlamentari pronte a sfilare davanti a un pubblico sceltissimo il 26 gennaio prossimo nel salone di rappresentanza di palazzo Wedekind a Roma?

Nel reclutare le aspiranti onorevoli mannequin, Franco Bechis, direttore del "Tempo", quotidiano che ha sede nel palazzo in questione, era partito dal ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo. Ricevuto un cortese "no" dalla ministra, Bechis ha ripiegato su altre sue colleghe meno titolate, ma altrettanto prestanti.



Senza molta fortuna, pare. L'unica possibilità per trasformare i no in sì, a questo punto, è che scenda in campo Gianni Letta, autorevole sponsor della serata (titolo: "Denim e gioielli") insieme al presidente della Camera della Moda, Mario Boselli.
(M.G.P.)

3 - LIGRESTI NON È EQUO
Il Comune di Milano nel 1984 gli ha concesso di costruire un intero quartiere, Le Terrazze, ma a patto che tutti i futuri inquilini potessero godere di 12 anni di equo canone, quali che fossero gli acquirenti dei singoli palazzi.

Ora si scopre che, tra i vari padroni di casa, compresi l'Enasarco e l'Inpgi, quello che più ha ignorato questa clausola è proprio il costruttore: Salvatore Ligresti. La sua Lombarda Immobiliare possiede infatti nel quartiere un centinaio di appartamenti negli immobili tuttora invenduti. Gli inquilini hanno messo in piedi, assieme a quelli dell'Enasarco, un comitato per farsi restituire i quattro milioni di euro di affitto pagati in più del dovuto.

«Siamo pronti ad andare in massa dal magistrato», spiega l'avvocato e inquilino Alessio Straniero, «a meno che gli appartamenti ce li vendano». II Comune di recente ha messo tutti i proprietari con le spalle al muro, chiarendo per iscritto che, anche dopo la sua abolizione per legge, l'equo canone avrebbe dovuto restare in vigore a Le Terrazze per un totale di 12 anni. (G.N.)

4 - MI MANDA PAPÀ
Il padre, Umberto Scapagnini, eurodeputato di Forza Italia e sindaco di Catania, neurofarmacologo, si preoccupa soprattutto dell'invecchiamento (lentissimo, pressoché inesistente) del suo leader Silvio Berlusconi. Il figlio, Giovanni, neurobiologo e coautore con il genitore del fondamentale "La felicità in pillole", si preoccupa dell'invecchiamento delle grandi masse e offre i suoi consigli dalla popolare tribuna Rai di "Uno Mattina", una bella pubblicità per un ricercatore non ancora quarantenne. Gli invidiosi si chiedono: «Chi lo manda?». (L.Q.)

5 - SVOLTA A DESTRA
Tra i grand commis dello Stato, Luigi Tivelli è uno dei più quotati. Consigliere della Camera, saggista, lavora da anni con il ministro Carlo Giovanardi (Udc), di cui è capo di gabinetto: Tivelli ha appena pubblicato il suo nono libro ("Verso una nuova amministrazione, un passaggio complesso) dove, oltre a esperti come Antonio Catricalà, segretario della presidenza del Consiglio, compaiono con altrettanti saggi due soli politici. Esponenti del partito dell'amato ministro? Macché: si tratta di Alfredo Mantovano e Cesare Cursi, ambedue sottosegretari e ambedue di An. Una semplice svista, quella di Tivelli, o dietro c'è un ripensamento politico? (P.D.N.)


Dagospia 20 Dicembre 2004