CAFONALINO - COME TI CONCIO L'ERCOLE FARNESE IN UN CONTADINO CON TANTO DI CAPPELLACCIO IN TESTA, TRA COVONI DI FIENO E SPIGHE DI GRANO - E' IL CARNEVALE ROMANO DELL'AMBASCIATA DI FRANCIA, BELLEZZA.

Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo
Valerio Bonolo per Il Tempo


Il carnevale è finito, ma qualcuno ancora aspettava il momento di tirare fuori le maschere più belle e originali per presentarsi a Palazzo Farnese. Così l'altra sera, sotto gli occhi dei passanti incuriositi, dame agghindate con estrose architetture floreali e accompagnatori travestiti anch'essi varcavano la soglia dell'ambasciata francese per il gran ballo di beneficenza.



Ogni due anni l'Unione dei Francesi di Roma chiama a raccolta connazionali e italiani per la serata più allegra e festosa. Balli, poesie e coreografie che trasformano Palazzo Farnese in un sontuoso scrigno, una bolla di sapone dai mille colori.

Il tema stavolta era Chants et Camps, Canti e Campi e gli invitati, circa trecento, hanno contribuito a sostenere l'associazione Peter Pan, con la presidente Marisa Barracano Fasanelli, che col ricavato della serata spera di poter aprire una nuova stanza della struttura che, accanto al Bambino Gesù, ospita i bambini oncologici e le loro famiglie.

Un intero piano del cinquecentesco palazzo risuonava di musica, mentre da un salone all'altro si muovevano gli ospiti mascherati, accolti dall'ambasciatore Loic Hennekinne, in smoking, mascherina nera e papillon tricolore creato dello stilista Issey Miyake. Al suo fianco la consorte Marie, in corpetto fiorato e mascherina da farfalla.

I primi convenevoli nel Salone d'Ercole, trasformato in un campo circondato da covoni di fieno e spighe di grano, dove perfino la colossale statua dell'eroe appariva con un look campagnolo, con tanto di cappellaccio in testa. Fatine con ghirlande e mazzi di fiori porgevano il braccio ad aitanti fattori cinti di alloro, mentre le acconciature floreali facevano pensare a una festa campestre in cui, di tanto in tanto, si mescolavano intrusi vestiti da Napoleone, maschere di Elton John e improbabili frati e cardinali.

Si riconosceva la fata azzurrina Alessandra Necci con mascherina e fiore tra i capelli, al braccio del fratello Giulio in smoking. Il fotografo del mare Alberto Luca Recchi, spiritosamente trasformato in un campagnolo con tanto di stivaloni, porgeva un imbuto all'ambasciatore francese e insieme alla moglie Caterina Stagno si avviava verso il Salon Rouge, dove si susseguivano musiche jazz e recital di poesia con la compagnia teatrale dei Tessitori di Sogni.

Si vedevano il presidente del Rotary Gian Carlo Casati e la moglie Giovanna, la creatrice di gioielli Marcella de Donato, la contessa Krystyna Maria Wilczec ed Eleonora Vallone, in uno strizzatissimo corpetto rosa. Qualcuno ricordava che anche lo scomparso Dado Ruspoli era spesso presente all'ambasciata in feste come questa.

Si attraversava la grandiosa galleria dei Carracci e affacciandosi a una finestra, si vedeva in cortile un'enorme cornucopia ricavata da una siepe. «Questa serata è frutto di un'organizzazione molto complessa e attenta», spiegava il presidente dell'Unione Francesi di Roma e del Lazio, Francois Mazaud. «Abbiamo voluto invitare tanti giovani e ci sono molti italiani. Il Carnevale è più sentito qui che in Francia. Da noi è famoso soprattutto quello di Lille»


Dagospia 14 Febbraio 2005