I RITAGLI-STAMPA DELLO STREGONE DI ALVITO - A RAVELLO, PROFUMO DI SCARPE DIEM
D'AMATO-GUIDI, TIRO INCROCIATO SU LUCA - ASSE DI FERRO SINISCALCO-GUARGUAGLINI
PICCOLI E ROMITI - TANGO STOCK - LEGIONARI DELLA BRIGATA MONTEZEMOLO, CARICA!

1 - D'AMATO-GUIDI, TIRO INCROCIATO SU LUCHINO
Hanno rialzato la testa ed è subito fronda. Con toni polemici e in alcuni momenti drammatici la riunione dei presidenti che si è svolta ieri in Confindustria ha visto venire allo scoperto il malessere che covava sotto le ceneri. Dopo una relazione di Andrea Pininfarina piena di delusione per le decisioni del Governo sul TFR e il DPEF ("un documento con obiettivi molto belli, ma completamente vuoto"), è iniziato il tiro incrociato sul presidente Luchino di Montezemolo. A incendiare le polveri sono stati in due: Guidalberto Guidi che con una faccia tosta incredibile ha invocato la sparizione del sindacato ("come in Cecoslovacchia dove io lavoro"), e il desaparecido Antonio D'Amato, che ha insistito sull'esigenza di una politica economica all'inglese. L'imbarazzo di Luca-Luca è apparso evidente e nonostante abbia raccontato il contenuto inedito di un colloquio con il Cavaliere che l'aveva raggiunto a Treviso con una telefonata paradossale, la vecchia guardia del tandem Guidi-D'Amato ha continuato a polemizzare. A difendere Luca-Luca sono rimasti Luigino Abete di lobby-continua, e il povero Pininfarina che ha definito visionari i "frondisti" del vecchio regime.

2 - I RITAGLI-STAMPA DELLO STREGONE DI ALVITO
I suoi più stretti collaboratori giurano che ieri Antonio Fazio si è molto divertito quando alle 16.07 l'ANSA ha battuto le focose dichiarazioni di Dieguito Della Valle. "Stregone di Alvito" non lo aveva chiamato mai nessuno. Sulla sua scrivania di legno massiccio (la stessa dove hanno lavorato gli altri Governatori), c'è una cartellina di pelle con i ritagli degli articoli più divertenti. C'è ad esempio il ritratto scritto da Filippo Ceccarelli il 4 marzo dove il Governatore viene definito "plantigrado marsicano, animale totemico potente e diffidente". Un altro ritaglio di stampa porta la data del 13 giugno quando Hugo Dixon lo ha paragonato al Re Canuto che secondo la leggenda credeva di essere abbastanza forte da respingere la marea. "Stregone di Alvito" non l'aveva scritto nessuno. Con calma il pio Governatore ha raccolto i fogli dell'ANSA e li ha sistemati nella cartellina di pelle.

3 - I LEGIONARI DELLA BRIGATA MONTEZEMOLO
"Ai soldati più eroici, a testimonianza della loro gloria". Così decise Napoleone Bonaparte il 19 maggio 1802 quando creò la Legion d'Onore, il prestigioso riconoscimento che ieri è stato conferito a Luchino di Montezemolo. La cerimonia all'ambasciata di Francia purtroppo ha coinciso con la presentazione dell'ultima fatica letteraria di Giancarlo Elia Valori, che era stata organizzata a Palazzo De Carolis. Ma a Palazzo Farnese dove l'ambasciatore di Francia Löie Hennekine ha appuntato la Legione sul gessato scuro di Luca-Luca tutti i presenti erano convinti di vivere un momento storico. Eroico è infatti il fardello di presidenze, lauree, incarichi e stipendi che il presidente della Fiat porta sulle sue spalle. Ne erano consapevoli e commossi gli invitati, Cipolletta, Pistorio, Bombassei, Mario d'Urso e Giovannino Malagò che sogna di meritare presto il premio di Napoleone.

4 - A RAVELLO, PROFUMO DI SCARPE DIEM
Alessandro Profumo sta arrivando in queste ore a Ravello. Non è ancora la vacanza, ma un piccolo antipasto di relax offerto da alcuni amici imprenditori e banchieri con i quali si è divertito a fondare la "lobby delle qualità italiane". L'iniziativa si chiama "Symbola" che in greco voleva dire "mettere insieme", ed è nata dalla fantasia rutilante del sociologo Domenico De Masi e del presidente di Legambiente Ermete Realacci. Nulla di segreto, nessun complotto, solo il desiderio di far incontrare le tradizioni con le tecnologie, gli antichi sapori con i sapori della terra. A Villa Ruffolo dove hanno alloggiato Wagner e Greta Garbo, il banchiere di Unicredit incontrerà Dieguito Della Valle reduce dalla performance di ieri in cui ha esibito il meglio di sé stesso usando il linguaggio degli scarpari marchigiani. Sarà curioso vedere come "Symbola" riuscirà a mettere insieme la lungimiranza del banchiere con il pensiero debole e spettinato di Scarpe Diem.



5 - ASSE SINISCALCO-GUARGUAGLINI
Per Mimmo Siniscalco l'incubo e la passione hanno nomi precisi. L'incubo si chiama Giulietto Tremonti che con la tenacia di un contadino zappetta buche quotidiane per il suo ex-direttore generale al Tesoro. La passione di Mimmo è invece Pierfrancesco Guarguaglini per il quale ha un'enorme ammirazione. Poco tempo fa durante una cerimonia a Torino per ex-dipendenti dell'Avio (la società ex-Fiat acquistata nel luglio 2003 da Finmeccanica e Gruppo Carlyle) il ministro dell'Economia ha fatto uno sperticato elogio del comandante supremo del Gruppo. Adesso sul tavolo di Siniscalco c'è il dossier che il direttore per le privatizzazioni (membro anche del Consiglio Finmeccanica) Dario Scannapieco ha preparato sulla separazione delle attività civili da quelle militari. Secondo "Il Sole 24 Ore" Guarguaglini sarebbe pronto a seppellire il progetto di Fincivile. Ma prima di vendere i pezzi pregiati di Ansaldo dovrà fare i conti con i sindacati e con il ministro ligure Scajola.

6 - TANGO STOCK
L'impressione è che le abbia sbagliate tutte ma lui ci riprova e oggi annuncia una nuova iniziativa legale contro il governo argentino. Nicola Stock, capo della task-force che deve difendere i 200mila risparmiatori italiani che posseggono i vecchi Tango-bond annuncerà l'avvio di una nuova procedura con tanto di avvocati internazionali per tentare il recupero dei capitali investiti dai risparmiatori. L'ex-banchiere teutonico è da tempo sottotiro. L'11 marzo Alessandro Penati, l'economista che scrive su "Repubblica", lo ha accusato senza mezzi termini di lasciare i risparmiatori "cornuti e mazziati". L'errore decisivo sarebbe stato quello di aderire alla negoziazione offerta dal governo argentino. Le barricate di Stock si infrangono contro i tempi lunghi delle cause legali e i tempi corti della politica argentina. A ottobre ci saranno le elezioni presidenziali e il presidente Kirchner (con la benedizione del primate Borgoglio di origine piemontese) è sicuro di essere rieletto. Se così sarà i risparmiatori italiani resteranno "cornuti e mazziati". Per sempre.

7 - PICCOLI E ROMITI
Piccolo è bello. Così si diceva 20 anni fa della piccola e media industria per la quale il sociologo Giuseppe De Rita aveva inventato ricami letterari. Adesso "piccolo è bello" sembra la parola d'ordine della famiglia Romiti che dopo le disavventure industriali e finanziarie vuole ricominciare con due boutiques di private equity. La prima è stata creata da papà Cesare che insieme all'ex-presidente di Assolombarda, il berlusconiano Michele Perini, si dedicherà a far decollare piccole e medie imprese nel Mezzogiorno. La seconda boutique si dedicherà al settore del lusso e sarà guidata da Maurizio Romiti. "Panorama" spiega che il capitale della finanziaria ammonterà a 20 milioni di euro di cui 5 versati dallo stesso Maurizio Romiti grazie alla meravigliosa liquidazione ottenuta quando è uscito dalla "maison" HDP.


Dagospia 22 Luglio 2005