PICCOLA POSTA - SILVIO CHIAMA AIDA - LUBAMBA: NON SONO LA TALPA, SONO UNA TOPA! - REGIO SCIOPERO - DAGO SERVO DI TRONCHETTI - DEPLOREVOLE SANTORO - RISPOSTA A COTRONEO - NATALINO BOIA.
Riceviamo e pubblichiamo:
Lettera 1
Roberto, ti segnalo la notizia su Repubblica, pg 8: Berlusconi aveva in memoria sul suo telefonino il numero di Aida Yespica, evidentemente cara amica di famiglia...
Stef
Lettera 2
La battuta dell'anno è della 'mitica' Lubamba: alla domanda della Perego, conduttrice del reality La Talpa, che le chiedeva di dire se era lei o no la talpa, ha così risposto: Io non sono la talpa perche' sono una topa!... micidiale..
bartolo
Lettera 3
Siamo un gruppo di coriste del Teatro Regio di Torino. Avete modo di occuparvi del problema dei tagli FUS? C'è chi tra noi ha già iniziato lo sciopero della fame e molte altre sono le iniziative di protesta. Saremmo davvero felici e grate di incontrare il sostegno di chi ha una vetrina su un pubblico vasto.
Pierina Trivero Guajardo
Lettera 4
Dago, per onestà nei confronti dei tuoi lettori, potresti chiarire quali legami di dipendenza o sudditanza economica/commerciale/pubblicitaria ti rendono così dipendente da Tronchetti Provera e così ossequioso nei suoi confronti? Trovo imbarazzante come chiudiate gli occhi solo quando guardate verso di lui. Scrivete: "Oggi per Tronchetti Provera (avversario di Wind) è una bellissima giornata"... Già, per uno che ha sul groppone un debito di 45 miliardi di euro un raggio di sole in mezzo alla tempesta è già una consolazione... Ah, per la cronaca, l'impressione degli analisti è che con l'irruzione del megamagnate egiziano sulla scena italiana attraverso l'acquisto di Wind, per il Tronchetto saranno cazzi amarissimi. All'estero i capitalisti hanno i capitali, non i debiti come il Signor Afef.
Teddy
Lettera 5
Trovo deplorevole il gesto di Michele Santoro che, pur di partecipare ad una puntata di Celentano, si dimette dal parlamento europeo.
E' una forte mancanza di rispetto verso il parlamento europeo, verso gli elettori che lo hanno votato e verso gli esclusi alle stesse elezioni.
Un altra volta prima di votare a qualsiasi elezione un giornalista di sinistra ci si penserà due volte.
Paolo 1974 da Ostia (Rm)
Lettera 6
Bravo Roberto, spiegagli tutto...cosi poi tra tre anni ci si lamenterà
perchè i 18enni votano A.N.
Comunque non è che quelli che avevano quindici anni una decade fa
erano molto diversi,ma le cose della vita,fuori da quel mondo di
professori che nelle scuole e nelle università usa la propria
identità politica nell'insegnamento, distorcendomettendoscurando parti
della materia di competenza;una politica che è solo far carriera e che
ci troviamo davanti senza averne nessuna colpa oggettiva, + o -
vaccinati dagli anni 90 resistiamo strenuamente al nuovo mondo per i
nuovi giovani fatto di una mtv che è diventata inguardabile,un calcio
che "non è + quello di una volta" (maradona giocava e non ballava), il
mondo lavorativo lo escluderei dalla dissertazione per motivi di
spazio e di scomunica pendente, se non sei finito con una testa rasata
e sei riuscito ad tutta quella serie di collettivi, sezioni, feste
dell'unità con porchetta e magari ti fai anche la compagna pugliese
che miscela la tequila bum bum e hai serpeggiato tra marce senza
finirne dentro al massimo ti ritrovi col riconoscimento di poter votar
Prodi.
Muccino non parla, perchè probabilmente il fratello continua a
frequentare sempre gli stessi amici da 9 anni , di quanti di noi se ne
sono andati dall'Italia,non siamo pochi, spesso laureati e fuggiti
all'estero, dove almeno facendo lo stesso lavoro di Roma riesci a
vivere da solo, e non hai isole contornate da un mare di parole inutili.
Sig Cotroneo, inolte, non scriva nel prossimo articolo che una quasi
totalità della popolazione giovanile fa uso di droghe leggere se no
magari finisce che Fini la legalizza e il mio voto si sposta da
Massimo Marino a lui.
cordialmente
francesco evangelisti
Lettera 7
Che bella penna, sonora come una fanfara che richiama sciami di bambini, anime innocenti, che accorrono festanti al suono che li entusiasma.
Sentimenti nobili, infusi d'altruismo, di dedizione, gratificanti: chi l'avrebbe mai detto, decenni orsono, quando fu sparato il povero Luigi Calabresi, che quella stessa penna avrebbe inneggiato oggi come cornetta di prima fila, all'unico vincitore delle "PRIMARIE".
Operazione fortissimamente voluta dal prode che capeggerà le schiere del centrosinistra: quasi una volontà di Dio che sa come parlar agli spirti eletti.
Un tempo era d'uso - all'uscita del soprano dal teatro - che a furor di popolo la folla s'impadronisse della carrozza, tolti i cavalli, e trainasse a braccia la vettura con la divina che aveva mandato in visibilio i fan della Traviata.
Era a furor di popolo che si concedeva questo trionfo alla cantante accompagnata dal codazzo di spasimanti pronti ad ogni suo cenno. Altri tempi, oggi a volerlo fare, una berlina a sei cilindri, da 200hp, spinta a braccia, ingolferebbe il traffico con la sequela di moccoli ed imprecazione contro i derisi tifosi del melodramma.
Eppure, s'è verificato che, a furor di popolo, un Prodi è stato investito del diritto di guidare la politica del centrosinistra verso gli orizzonti di gloria immaginati dall' imbonitore.
Come chiamarlo se non imbonitore colui che promette al popolo mari e monti là dove non ci saranno mai, né mari né monti? Un burosauro di genia antica aduso a tartassare il popolo per renderlo felice e benestante: un ossimoro inconciliabile con la realtà dei fatti.
Ma l'odio, a furor di popolo, sospinto dall'invidia di coloro che avrebbero voluto essere quello che non sono, cade nella pania che rende il plutocrate Berlusconi motivo d'ogni insuccesso economico che affligge il nostro Paese. Non ci si vuol rende conto che il transatlantico Italia era in abbrivio residuo già da tempo e che la rimessa in moto delle macchine è una cosa che ha richiesto tempo e perizia da parte del nuovo equipaggio e del capitano. Sarebbe tanto di guadagnato se, "a furor di popolo", si riconoscesse questa "originale" ma elementare verità.
Anche da parte dei redenti richiamati dall'antico credo.
celestino ferraro
Lettera 8
Ne ero sicuro che avrei trovato la solita stupida lettere di tale Natalino Russo Seminara con le solite cazzate false! Comunque non mi stupisce la mancanza di rispetto del popolo di destra verso chi si è recato a votare domenica, per loro è estraneo esercitare un diritto volontariamente, essendo cosi abituati a usare i manganelli e il bastone, ma a differenza vostra noi, Popolo di sinistra conosciamo le regole della democrazia, il senso civile, e sempre al contrario di voi ci divertiamo anche nella partecipazione politica, è inutile la differenza è questa noi non siamo rancorosi, violenti moralmente come voi, ma sappiamo godere della vita, e forse è proprio questo che ci spinge ad avere rispetto degli altri, ma voi rispettate la vostra classe politica vedi l'esempio peggiore dell'affarismo italiano Berlusconi, trogloditi come Calderoli, Castelli e Bossi, smidollati come Casini. E se proprio volete esser conservatori, siatelo con voi stessi ma non venite a imporlo a noi che della vostra morale bigotta non può fregare di meno.
Massimo Gambini dalla rossa Emilia (guarda a caso la regione con la più alta qualità della vita..me lo sa spiegare come mai sig. Natalino?)
Lettera 9
Mi auguro almeno... che una parte dei proventi delle primarie...venga riservata ad una visita psichiatrica per Natalino Russo da ...non so più che cosa!
Lui stava bene solo quando c'era Lui.
stefanop
Lettera 10
Caro Natalino, visto che miei precedenti appelli sono rimasti inascoltati, deh ti prego, concedimi, almeno una volta alla settimana, di poter leggere Dagospia senza incorrere nelle tue stronzate.... Ricorda ...compiere una buona azione ogni tanto assicura il Paradiso. Grato in anticipo
Gianfranco Melone
Lettera 11
Già sento squillare le trombe: assalto alle toghe rosse, questi brutti comunisti. Questo processo passerà per somigliare molto ai processi illustri di uomini della Prima e Seconda Repubblica italica.
Maria
Dagospia 19 Ottobre 2005
Lettera 1
Roberto, ti segnalo la notizia su Repubblica, pg 8: Berlusconi aveva in memoria sul suo telefonino il numero di Aida Yespica, evidentemente cara amica di famiglia...
Stef
Lettera 2
La battuta dell'anno è della 'mitica' Lubamba: alla domanda della Perego, conduttrice del reality La Talpa, che le chiedeva di dire se era lei o no la talpa, ha così risposto: Io non sono la talpa perche' sono una topa!... micidiale..
bartolo
Lettera 3
Siamo un gruppo di coriste del Teatro Regio di Torino. Avete modo di occuparvi del problema dei tagli FUS? C'è chi tra noi ha già iniziato lo sciopero della fame e molte altre sono le iniziative di protesta. Saremmo davvero felici e grate di incontrare il sostegno di chi ha una vetrina su un pubblico vasto.
Pierina Trivero Guajardo
Lettera 4
Dago, per onestà nei confronti dei tuoi lettori, potresti chiarire quali legami di dipendenza o sudditanza economica/commerciale/pubblicitaria ti rendono così dipendente da Tronchetti Provera e così ossequioso nei suoi confronti? Trovo imbarazzante come chiudiate gli occhi solo quando guardate verso di lui. Scrivete: "Oggi per Tronchetti Provera (avversario di Wind) è una bellissima giornata"... Già, per uno che ha sul groppone un debito di 45 miliardi di euro un raggio di sole in mezzo alla tempesta è già una consolazione... Ah, per la cronaca, l'impressione degli analisti è che con l'irruzione del megamagnate egiziano sulla scena italiana attraverso l'acquisto di Wind, per il Tronchetto saranno cazzi amarissimi. All'estero i capitalisti hanno i capitali, non i debiti come il Signor Afef.
Teddy
Lettera 5
Trovo deplorevole il gesto di Michele Santoro che, pur di partecipare ad una puntata di Celentano, si dimette dal parlamento europeo.
E' una forte mancanza di rispetto verso il parlamento europeo, verso gli elettori che lo hanno votato e verso gli esclusi alle stesse elezioni.
Un altra volta prima di votare a qualsiasi elezione un giornalista di sinistra ci si penserà due volte.
Paolo 1974 da Ostia (Rm)
Lettera 6
Bravo Roberto, spiegagli tutto...cosi poi tra tre anni ci si lamenterà
perchè i 18enni votano A.N.
Comunque non è che quelli che avevano quindici anni una decade fa
erano molto diversi,ma le cose della vita,fuori da quel mondo di
professori che nelle scuole e nelle università usa la propria
identità politica nell'insegnamento, distorcendomettendoscurando parti
della materia di competenza;una politica che è solo far carriera e che
ci troviamo davanti senza averne nessuna colpa oggettiva, + o -
vaccinati dagli anni 90 resistiamo strenuamente al nuovo mondo per i
nuovi giovani fatto di una mtv che è diventata inguardabile,un calcio
che "non è + quello di una volta" (maradona giocava e non ballava), il
mondo lavorativo lo escluderei dalla dissertazione per motivi di
spazio e di scomunica pendente, se non sei finito con una testa rasata
e sei riuscito ad tutta quella serie di collettivi, sezioni, feste
dell'unità con porchetta e magari ti fai anche la compagna pugliese
che miscela la tequila bum bum e hai serpeggiato tra marce senza
finirne dentro al massimo ti ritrovi col riconoscimento di poter votar
Prodi.
Muccino non parla, perchè probabilmente il fratello continua a
frequentare sempre gli stessi amici da 9 anni , di quanti di noi se ne
sono andati dall'Italia,non siamo pochi, spesso laureati e fuggiti
all'estero, dove almeno facendo lo stesso lavoro di Roma riesci a
vivere da solo, e non hai isole contornate da un mare di parole inutili.
Sig Cotroneo, inolte, non scriva nel prossimo articolo che una quasi
totalità della popolazione giovanile fa uso di droghe leggere se no
magari finisce che Fini la legalizza e il mio voto si sposta da
Massimo Marino a lui.
cordialmente
francesco evangelisti
Lettera 7
Che bella penna, sonora come una fanfara che richiama sciami di bambini, anime innocenti, che accorrono festanti al suono che li entusiasma.
Sentimenti nobili, infusi d'altruismo, di dedizione, gratificanti: chi l'avrebbe mai detto, decenni orsono, quando fu sparato il povero Luigi Calabresi, che quella stessa penna avrebbe inneggiato oggi come cornetta di prima fila, all'unico vincitore delle "PRIMARIE".
Operazione fortissimamente voluta dal prode che capeggerà le schiere del centrosinistra: quasi una volontà di Dio che sa come parlar agli spirti eletti.
Un tempo era d'uso - all'uscita del soprano dal teatro - che a furor di popolo la folla s'impadronisse della carrozza, tolti i cavalli, e trainasse a braccia la vettura con la divina che aveva mandato in visibilio i fan della Traviata.
Era a furor di popolo che si concedeva questo trionfo alla cantante accompagnata dal codazzo di spasimanti pronti ad ogni suo cenno. Altri tempi, oggi a volerlo fare, una berlina a sei cilindri, da 200hp, spinta a braccia, ingolferebbe il traffico con la sequela di moccoli ed imprecazione contro i derisi tifosi del melodramma.
Eppure, s'è verificato che, a furor di popolo, un Prodi è stato investito del diritto di guidare la politica del centrosinistra verso gli orizzonti di gloria immaginati dall' imbonitore.
Come chiamarlo se non imbonitore colui che promette al popolo mari e monti là dove non ci saranno mai, né mari né monti? Un burosauro di genia antica aduso a tartassare il popolo per renderlo felice e benestante: un ossimoro inconciliabile con la realtà dei fatti.
Ma l'odio, a furor di popolo, sospinto dall'invidia di coloro che avrebbero voluto essere quello che non sono, cade nella pania che rende il plutocrate Berlusconi motivo d'ogni insuccesso economico che affligge il nostro Paese. Non ci si vuol rende conto che il transatlantico Italia era in abbrivio residuo già da tempo e che la rimessa in moto delle macchine è una cosa che ha richiesto tempo e perizia da parte del nuovo equipaggio e del capitano. Sarebbe tanto di guadagnato se, "a furor di popolo", si riconoscesse questa "originale" ma elementare verità.
Anche da parte dei redenti richiamati dall'antico credo.
celestino ferraro
Lettera 8
Ne ero sicuro che avrei trovato la solita stupida lettere di tale Natalino Russo Seminara con le solite cazzate false! Comunque non mi stupisce la mancanza di rispetto del popolo di destra verso chi si è recato a votare domenica, per loro è estraneo esercitare un diritto volontariamente, essendo cosi abituati a usare i manganelli e il bastone, ma a differenza vostra noi, Popolo di sinistra conosciamo le regole della democrazia, il senso civile, e sempre al contrario di voi ci divertiamo anche nella partecipazione politica, è inutile la differenza è questa noi non siamo rancorosi, violenti moralmente come voi, ma sappiamo godere della vita, e forse è proprio questo che ci spinge ad avere rispetto degli altri, ma voi rispettate la vostra classe politica vedi l'esempio peggiore dell'affarismo italiano Berlusconi, trogloditi come Calderoli, Castelli e Bossi, smidollati come Casini. E se proprio volete esser conservatori, siatelo con voi stessi ma non venite a imporlo a noi che della vostra morale bigotta non può fregare di meno.
Massimo Gambini dalla rossa Emilia (guarda a caso la regione con la più alta qualità della vita..me lo sa spiegare come mai sig. Natalino?)
Lettera 9
Mi auguro almeno... che una parte dei proventi delle primarie...venga riservata ad una visita psichiatrica per Natalino Russo da ...non so più che cosa!
Lui stava bene solo quando c'era Lui.
stefanop
Lettera 10
Caro Natalino, visto che miei precedenti appelli sono rimasti inascoltati, deh ti prego, concedimi, almeno una volta alla settimana, di poter leggere Dagospia senza incorrere nelle tue stronzate.... Ricorda ...compiere una buona azione ogni tanto assicura il Paradiso. Grato in anticipo
Gianfranco Melone
Lettera 11
Già sento squillare le trombe: assalto alle toghe rosse, questi brutti comunisti. Questo processo passerà per somigliare molto ai processi illustri di uomini della Prima e Seconda Repubblica italica.
Maria
Dagospia 19 Ottobre 2005