ESPRESSO RISERVATO - PREVEDINI, IL SOPRAVVISSUTO DEL NAUFRAGIO PARMALAT - UNA MANGUSTA PER COPPOLA - TUTTI PAZZI PER HARING - I FURBETTI TELECOM E ALICE FREE - ELEZIONI, VINCERE È UNA FAVOLA - FO IL SINDACO.

A cura di Paolo Forcellini per "L'espresso"


1 - CASO PARMALAT - DIRETTORE INAFFONDABILE.

Sommersi e salvati nel latte. Il crack Parmalat è costato caro a buona parte della vecchia dirigenza. Al di là dei casi di responsabilità accertate, anche per gli altri dirigenti l'arrivo dell'amministratore straordinario Enrico Bondi ha portato a un ribaltone con cambi nelle caselle chiave. Si segnalano però alcuni 'salvati' di livello elevato. Il più importante è Carlo Prevedini, direttore generale di Parmalat ai tempi di Calisto Tanzi, nominato dal Gran Lattaio in persona nel lontano aprile 2002, ben prima del crack.

Nella lettera di nomina, Tanzi gli affidava "tutte le funzioni operative di Parmalat Spa in Italia". A Prevedini dovevano riportarsi i dirigenti dei settori più delicati, compresa la finanza e l'amministrazione. Tante cose sono accadute con Prevedini direttore generale, eppure lui è stato prima confermato e poi promosso alla direzione di tutto il gruppo. Per Bondi, probabilmente, le cause del crack non riguardavano la gestione operativa di Parmalat. (M.L.)

2 - UNA MANGUSTA PER COPPOLA.

La nuova barca dovrebbe essere pronta per la prossima stagione estiva. Barca è una definizione assolutamente riduttiva, perché il Mangusta 145 ordinato dall'immobiliarista romano Danilo Coppola, è un vero e proprio gioiello della nautica, un panfilo degno di uno sceicco arabo, lungo 43 metri, con un costo che varia a seconda degli accessori, ma dovrebbe aggirarsi sui 18 milioni di euro (circa 30 miliardi di vecchie lire).

Coppola, uno dei più attivi protagonisti delle agitate cronache finanziarie degli ultimi tempi, già possiede un Mangusta 108 di 30 metri, del costo di 7 milioni di euro, parcheggiato, si fa per dire, in Costa Azzurra. Secondo indiscrezioni, le ultime vicende del risiko bancario potrebbero aver indotto l'imprenditore a soprassedere, a sospendere la mega-commessa almeno per il momento, a rinviare insomma il salto di qualità, in lunghezza e costo, nella nuova barca. Visti i tempi, per motivi d'immagine, 30 metri potrebbero bastare. (G.S.)

3 - TRIENNALE - TUTTI PER KEITH.

Gli americani portano bene. Sono oltre 100 mila i visitatori alla Triennale per la coloratissima mostra su Keith Haring, l'artista americano morto nel 1990 a 32 anni. Per l'istituzione milanese, che non sempre riesce a coniugare qualità e botteghino, il 'Keith Haring Show' (fino al 29 gennaio) è un gran successo. Non eguaglierà il record del 2004, quando Andy Warhol staccò 150 mila biglietti, ma il presidente della Triennale, Davide Rampello, che non sempre gode di buona stampa, segna un punto a suo favore. (L.Q.)



4 - ALICE NEL PAESE DEI FURBACCHIONI.

A migliaia fra gli abbonati 'fissi' Telecom stanno ricevendo una letterina: "Gentile cliente, siamo lieti di confermarle che, come da sua richiesta (bugia, ndr.), abbiamo attivato il nuovo servizio Alice free a partire da (qui compare una data precedente di svariate settimane a quella della comunicazione)". Il cliente si gratta la testa, perplesso: "Quando mai ho chiesto questo servizio?". Diventa arrabbiato quando adocchia due pagine di obblighi contrattuali in 'corpo sei' e le 'condizioni economiche' applicate, retroattivamente, al servizio mai richiesto: 154,80 euro per l'attivazione; 28 di contributo una tantum; 3,34 cent per ogni minuto di collegamento adsl; altre somme per noleggio modem. Chissà se l'Autorità garante della concorrenza ha qualcosa da dire su questo modo di vendere servizi. (P.F.)

5 - CAMPAGNE ELETTORALI - LA FIABA VINCENTE.
Piaci alle élites? Cambia messaggio. Così, provocatoriamente, il massmediologo Klaus Davi nel suo libro 'I contaballe', in libreria a giorni, azzarda un decalogo per vincere le elezioni. Sfidando le vecchie teorie del grande Seguéla (lo spin doctor di François Mitterrand), indica altri punti chiave per conquistare consenso, come ad esempio "si vota per un uomo, compreso il suo privato"; "si vota la speranza alimentata dalla paura (purtroppo)"; "si vota per uno di noi e non per uno snob"; "ogni donna vale doppio. Il ruolo delle first lady è diventato decisivo".

Insomma 256 pagine dense dedicate al tema della manipolazione in politica e alla contaminazione fra linguaggio favolistico e campagne elettorali. Il libro, frutto di ricerche e interviste ai più famosi esperti di comunicazione politica americana - da Pippa Norris a Ken Goldstein a Glenn J. Hansen - mette a confronto l'indice di sincerità di chi promette in fase elettorale (fase favolistica) e analizza poi quanto di ciò che è stato promesso viene mantenuto (fase prosaica) durante l'azione di governo. E rivela come le campagne elettorali di maggior successo - anche quelle di Prodi nel '96 ('Il brutto anatroccolo') e di Berlusconi nel 2001 ('Biancaneve' e altre storie) - abbiano attinto dal linguaggio delle favole. (T.M.)

6 - VE LA FO VEDERE IO!

"Se divento sindaco studierò cosa fare contro i datori di lavoro che se ne fregano delle sentenze della magistratura che ordinano la riassunzione di chi è stato licenziato ingiustamente". La promessa è di Dario Fo, tra i candidati a primo cittadino di Milano espressi dall'Unione. Secondo i consiglieri del famoso uomo di teatro e premio Nobel, impedire il ritorno al lavoro di un licenziato significa, tra l'altro, privare gli enti locali delle tasse prelevabili dal suo stipendio.

Su questa base stanno studiando la possibilità di citare in giudizio i datori di lavoro sordi alle pronunzie del magistrato del lavoro, chiedere loro i danni e togliere eventuali finanziamenti pubblici. L'interesse di Fo per questo argomento è nato dall'apprendere che il quotidiano milanese 'Italia Oggi' si rifiuta di dar seguito a una sentenza emessa lo scorso luglio a favore del giornalista Ugo Degl'Innocenti, ingiustamente licenziato più di quattro anni fa. Fo si chiede: "Com'è possibile che un giornale che si comporta così continui a incassare milioni di euro di sovvenzioni pubbliche per la stampa?". (G.N.)


Dagospia 20 Gennaio 2006