DI SEGNI DIFENDE EUHD GOL: CANDIDARE IL PALESTINESE RASHID È UN PROBLEMA - TRAVOLTA: WHERE IS BAUDO? - SOUTH PARK CONTRO LA CHIESA MACHISTA - ODE ALL'OLIMPIADE - SILVIO SUPERSTAR - BERETTA CONNECTION.

Riceviamo e pubblichiamo:


Lettera 1

Caro Dago, stavolta mi sa che hai preso un granchio logico. Qui il problema non è l'ambasciatore d'Israele che critica una candidatura, ma chi candida un ex-diplomatico palestinese che è stato primo segretario della delegazione in Italia. Ali Rashid avrebbe chiesto solo a dicembre la cittadinanza italiana necessaria per soddisfare i requisiti formali di eleggibilità e chissà se gli sarà già stata concessa a tempo di record. Tuttavia se in ultima istanza la politica estera di un paese la determina il parlamento è ovvio che gli stessi suoi membri, anche se schierati e partigiani, dovrebbero essere almeno liberi da vincoli esterni per poter tutelare i nostri interessi nazionali.

Ora, se Rifondazione vuole dare un chiaro messaggio filo-palestinese ai suoi elettori temendo di essere stata scavalcata a sinistra dai Comunisti Italiani, è naturalmente liberissima di farlo. E' però deprecabile a mio avviso, che si cerchi di far eleggere a tal fine uno straniero ex-membro di un governo estero (seppur diciamo "provvisorio" com'è l'Autorità Nazionale Palestinese) anche se magari oggi sarà diventato anche formalmente italiano. Egli chiaramente avrà un'agenda tutta sua ed unilaterale, essendo stato rappresentante di un'organizzazione che oggi è di fatto in guerra aperta con lo Stato che Gol rappresenta e che l'Italia invece riconosce pienamente. Tutto questo poi, quando ormai i palestinesi hanno affidato la loro causa a quei pacifisti di Hamas. E se venisse eletto e fosse nominato in Commissione Esteri, a contatto con informazioni riservate? O nel Comitato Parlamentare di Controllo dei Servizi Segreti?

L'ambasciatore d'Israele fa benissimo a criticare, poiché il suo ruolo è proprio quello di fare da liaison tra il suo Stato ed il nostro e questa candidatura di un ex-diplomatico straniero allo scopo di infiltrare le istituzioni ed influenzarle dall'interno appare quasi più grottesca delle bandiere israeliane e americane bruciate in piazza o degli slogan contro i Caduti di Nassirya, durante l'happening appena organizzato da Diliberto. E poi perché allora non candidare anche un curdo, un basco, un nord-irlandese, un ceceno o un, anzi due, ciprioti? E non è paradossale che Bertinotti mandi in panchina un centravanti di sfondamento nostrano che più filo-palestinese non si può come Ferrando (non sarà perché è suo avversario nel partito?) e convochi invece uno straniero neanche fosse il Gaucci dei bei tempi con Gheddafi junior?

Se fossimo stati alla fine degli anni settanta, è come se il PCI avesse candidato un ex-diplomatico sovietico per manifestare la propria opposizione agli euromissili. Ma i comunisti di allora erano un'altra cosa. Ed è proprio da questi episodi che si vede che la sinistra di oggi ha ancora molta strada da fare per guadagnarsi una patente di credibilità, prima ancora che di affidabilità.
Stefano Di Segni

Lettera 2

Caro Dago: molto, molto divertente lo sketch tra John Travolta e Giorgio Panariello. L'attore americano al suo arrivo in conferenza stampa ha palesemente ignorato il conduttore di Sanremo, fingendo di non conoscerlo. Alla fine del siparietto si sono abbracciati tra i flash dei fotografi e Travolta ha chiesto a un Panariello ormai in deliquio: "Ok! You are very funny dude, but... where's Baudo?".
Zaneddu

Lettera 3

Caro Dago, piccola precisazione sulla notizia riguardante la puntata di South Park che vede la presenza di Papa Benedetto XVI, che mi sembra stranamente edulcorata (forse perché ripresa da una fonte un po' timida?). Le parole precise del Papa nel cartone sono "A chick bleeding out her vagina is no miracle. Chicks bleed out their vaginas all the time", che può essere tradotto come "Una pollastra che sanguina dalla vagina non è miracolo. Le pollastre sanguinano dalla vagina in continuazione". Così, credo che sia più chiara la volontà degli autori di criticare il maschilismo della Chiesa Cattolica...
ColinMcKenzie http://www.badtaste.it

Lettera 4

Caro D'Agostino, ah, le chauvinisme français. C'est moi e quello che è mio non potrà mai essere tuo; tantomeno Suez.
Francesco Vergani http://tubocattolico.ilcannocchiale.it

Lettera 5

Caro Dago, vivendo a Milano, sabato mattina, essendo un elettore indeciso anche se ho sempre votato a sinistra, ho deciso di andare ad ascoltare l'intervento di Silvio Berlusconi al Palamazda. Eravamo in tantissimi, ragazzi, ragazze, anziani e anziane. Vero è che c'era un po' di coreografia per il premier, bandiere, maglie con scritto Silvio for president. Ma è normale in una convention. Un esponente della Margherita tal Renzo Lusetti. afferma che il pubblico era composto da figuranti pagati. Io ero lì, non mi ha pagato nessuno, ho parlato con la gente ed erano elettori entusiasti del premier, non erano pagati ma credevano in lui, nelle cose che dice, nelle sue qualità personali indiscusse. Lusetti invece pensi ai figuranti della sua coalizione questi si pagati: mi riferisco alla moglie di Mastella, Bassolino, Fassino e compagni, che annoiate a fare le casalinghe che attendono il marito hanno deciso di fare politica. A spese degli italiani.
Luca

Lettera 6

Ieri, accendendo quella scatola isterica, mi son resa conto davvero che era finita. Ho sentito come un vuoto, un nulla assoluto, erano volti senza voce quelli che si rivolgevano a me, facce impostate senza anima.
Ti ho cercato in giro con la consapevolezza che non ti avrei trovata, ma con la speranza che qualcuno ancora mi parlasse di te, perchè tu, in due settimane, mi hai fatto emozionare immensamente, mi hai fatto piangere e gioire, imprecare ed esultare.
Perchè tu mi hai ricordato cose di cui a volte dimentico l'esistenza.

Mi hai illustrato un mondo di uguaglianza e sacrificio, di amore senza lucro, di gioie immense che ripagano una vita, senza le isterie e il divismo nei nostri tempi.
Non è un addio, bensì un arrivederci mia cara.
Ti rimpiangero' in ogni patetico e volgare palinsesto televisivo. Lunga vita a te, nei nostri cuori e nelle nostre anime, amata olimpiade.
Alessia da Gaeta.

Lettera 7
Caro Dago, ho letto ora i commenti della stampa estera e da torinese che ha vissuto i Giochi da vicino devo smentire tutte queste voci negative. La città era di una bellezza e di una magia commoventi, tutto pulito, ordinato, sicuro, la gente era contenta, torinesi e turisti che si incrociano nelle vie del centro, in una caffetteria, tutti raggianti, stupiti di una città che nulla ha da invidiare alle più blasonate capitali europee. Mi sono proprio stufato di questi stranieri saccenti e snob, sicuramente invidiosi perchè l'Italia ha fatto un'ottima figura (rode, vero??) e tra le medaglie d'oro, la più bella, è quella che moralmente ha vinto lei, Torino.
Davide

Lettera 8

Perchè riportare solo gli articoli negativi? Molti giornali stranieri (il New York Times, Le Monde e Frankfurter Zeitung) e il Cio hanno invece parlato benissimo della città e dell'organizzazione. In quanto ai commenti negativi, forse i giornali svizzeri pensavano ancora al fatto che Torino ha soffiato a Sion l'organizzazione di queste Olimpiadi; i francesi le hanno snobbate vista la penuria di medaglie; l'Olanda, oltre ad essere risentita per lo stesso motivo francese, prima di parlare pensi agli Europei di calcio di 6 anni fa quando le maschere delle stadio e i poliziotti malmenarono disabili e giornalisti italiani (fra l'altro alcuni del personale di Casa Olanda a Torino si sono comportati in maniera più o meno simile).



Inoltre ho preferito un'Olimpiade piena di poliziotti e nessun incidente o attentato...e non c'erano neanche i biglietti nominali di Pisanu, sono bastati controlli capillari e rigorosi, cosa su cui si dovrebbe meditare.
Per quanto riguarda i vuoti sugli spalti citati dai giornali inglesi, credo che la colpa sia da ascrivere a chi ha gestito la vendita dei biglietti senza alcun controllo antibagarinaggio, per alcuni eventi in effetti non erano disponibili con i canali ufficiali, salvo poi trovare bagarini in quantità fuori dai siti.

Inoltre, come diceva già Aldo Cazzullo sul Corriere in occasione di Atene 2004, e vedrete che sarà una cosa che si ripeterà sempre di più, gli sponsor e il Cio si accaparrano biglietti nelle migliori posizioni, ma poi molti non vengono usati perchè i signori preferiscono restare nelle suite degli alberghi davanti alla tv con champagne e bellona di turno, tanto appunto pagano sponsor e Cio.
Il Paro

Lettera 9

Caro Dago, leggo l'articolo sulla partita di Beretta ritirate e rivendute pubblicato dall'Espresso e mi chiedo se l'ansia da prestazione sia riconosciuta tra le malattie professionali dei cosiddetti giornalisti. Innanzitutto perché pare ovvio a qualsiasi persona dotata di cervello che chi fabbrica armi sia anche in grado di ripararle, a meno di pensare che, ad esempio, la Fiat non sia in grado di riparare le macchine che vende. Sui modi e metodi del legiferare italico di qualsiasi governo si potrebbero scrivere ben altre analisi, e sulle armi poi, il dilettantismo sfocia spesso nel ridicolo. Uno scoop vero sarebbe proprio quello di analizzare e rendere pubblici tutti i casi di "fischi inseriti nei fiaschi" (trova tu l'espressione giusta) della storia della Repubblica.

Per mettere fuori uso migliaia di pistole presumibilmente sparse in decine di armerie ci vogliono altrettante dichiarazioni di fuori uso ad opera dei corrispondenti responsabili di dette armerie oltre a quelle dei poliziotti che le hanno usate. Un po' troppe per pensare che "bastava un po' di grasso.". Il fatto che vengano rinvenute pistole Beretta in mano a degli insorti in un posto come l'Iraq, non può destare stupore che alle "vergini dai candidi manti" di goliardica memoria (che peraltro scrivono del "caos del dopo Saddam": la Beretta doveva forse girare casa per casa in Iraq per riprendersi le armi ?), soprattutto se poi consideriamo l' "importanza strategica" del tipo di arma in quel contesto.

Infiliamoci una gestione di magazzino apparentemente da suicidio economico per una ditta, l'immancabile dipendente infedele, la pistola dei servizi segreti, condiamo il tutto con le triangolazioni internazionali e spariamo la cifra : duemilioniquattrocentomila euro!!! 70 euro a pistola con carrello di ricambio. Un affarone, altro che saldi. A momenti costano di più le munizioni. Mah, bene fa comunque la magistratura a controllare, ci mancherebbe. Quantomeno per verificare il potenziale danno all'azienda di una tale svendita. Anche se sembra più la vicenda di una azienda in crisi che cerca disordinatamente di sopravvivere, che un intrigo internazionale.

Ai nostri valenti giornalisti avrei però da chiedere di risolvere uno dei più grandi misteri della Repubblica, di ben altra importanza ed importo. Perché a fronte di 244 euro di "materia prima" consumata e di 63 euro di "corrispettivi di vendita", mi si addebitano ben 162 euro di accise e addizionali regionali, e, sul tutto, pago il 20% di IVA, per un totale di 564 euro (di cui quindi 256 di tasse)? Sto parlando della bolletta del gas da riscaldamento, noto bene di lusso, per il quale paghiamo l'IVA sulle tasse, e neanche un'aliquota ridotta, come quella sui libri o sui lavori edili!!! Moltiplicate per milioni di utenze. Sapete quante pistole ci si comprano con tutti quei soldi ? Spiegateci questo, se siete capaci. E, soprattutto, spiegateci perché nessun politicante, di nessun partito politico si sia mai (demopopulisticamente, s'intende) impegnato almeno a non farci pagare le tasse sulle tasse o, a scelta, a ridurre l'aliquota (tutte e due è già Utopia). Così, tanto per sapere. Dopo, ma soltanto dopo, che me lo avrete spiegato, sarò disposto a rimanere a bocca aperta per il "panem et circenses" giornalistico a proposito di un'inchiesta vecchia di un anno su 20.000 pistole in grado, evidentemente, di cambiare il volto al Medio Oriente. O forse solo una scusa per lanciare qualche "avvertimento" pre-elettorale, sotto forma di scoop: a furia di leggervi si diventa un po' dietrologi.
Colonnello Chabert

Lettera 10

Caro Dago,
Uno convinto che dietro ad Agca ci fossero i Lupi Destri e non il KGb, quando Wojtyla era odiatissimo dall'Urss perché stava contribuendo a farla crollare, non si dovrebbe firmare Meticcio, bensì Alticcio.

La costruzione di asili nido compete alle regioni e la tassazione Ici ai comuni. Per caso Prodi si candida a Governatore e/o Sindaco ?

Maglietta e Maometto, Leghista perfetto.

A Luca Cordero di Montezemolo stanno simpatcici Ferrando e Ferrante. In fondo sono voci del verbo Ferrari.

Ma a Caruso hanno messo la museruola o il bavaglio ?

Per il Cavaliere, con la primavera inizierà il periodo più brutto dell'anno. E' allergico al Pool..line.
Natalino Russo Seminara


Dagospia 28 Febbraio 2006