CASO PLATINOTTI - "DIO CI LIBERI DA QUESTI DITTATORI DELLA MONARCHIA DELLA TOLLERANZA."
Il Manifesto lo bacchetta per la sua presenza da Vespa; Adriano Sofri lo rimprovera per usare la parola pace come un chewing-gum; da destra, poi, arriva la replica di Platinette che scambiò i guantoni con Jovanotti al Costanzo Show. Infine, un lettore se la prende con la sua demagogia canterina. Smanioso di andare da tutti, il ragazzo è rimasto solo.
JOVANOTTI IN VESPA
di Norma Rangeri per il Manifesto
E nemmeno Jovanotti (in questi giorni ossessivamente onnipresente su Rai e Mediaset per la promozione del suo disco) è voluto mancare all'appello di una comparsata da Vespa. Offrendo così il destro al facile gioco del presenzialista-sottosegretario che lo ha accusato di opportunismo («con la retorica pacifista vendi le tue canzoni a «Porta a Porta»). Naturalmente è il bue che dice cornuto all'asino visto che Sgarbi, a sua volta, usa il ruolo pubblico, peggio, istituzionale, per vendere la faccia a una marca di zucchero, in uno spot televisivo.
Tuttavia trovare Jovanotti, visibilmente a disagio, assiso su quelle poltroncine come una starlet qualunque metteva tristezza. Da un tipo come lui che, stando a quel che predica, non pare uno pronto a giustificare il fine (fosse pure quello di vendere la sua arte) con ogni mezzo (peregrinare da un programma all'altro), sarebbe lecito aspettarsi una scelta più attenta dei luoghi da non frequentare. Ma una cosa giusta Jovanotti l'ha fatta: osare criticare, in un verso della canzone, Oriana Fallaci, impertinenza che ha fatto saltare la mosca al naso all'onorevole dello zucchero, che ormai si fa male da solo.
PACE DA MASTICARE
di Adriano Sofri per Il Foglio
A Jovanotti raccomanderei di non trattare la parola: pace, con troppa confidenza, che non somigli a un chewing-gum. Quanto al maschilismo, ha ragione lui: gli eroi sono tutti giovani e belli".
PLATINETTE: DIO CI LIBERI DA QUESTI DITTATORI DELLA TOLLERANZA
Francesco Specchia per Libero
Colpirne uno (Jovanotti) per educarne cento (antinterventisti per vocazione). «Cavolo, io ci ho messo vent'anni per scrollarmi di dosso l'ideologia comunista e poi arriva uno che si crede Bob Dylan, si fa il giro delle 38 tv con una canzoncina che offende una signora e ci viene a fare l'apologia del pacifismo? Dio ci liberi da questi dittatori della monarchia della tolleranza. ..». Favolosa. Platinette è la drag queen più vistosa d'Italia; è l'unico personaggio dello spettacolo ad aver contrastato la tremenda e ubiqua pippata in tv contro la guerra di Jovanotti; ed è scossa. Da caldane ideologiche. Gliele riattizziamo.
Platinette, sa che dopo aver attaccato apertamente Jovanotti sull'intervento in Afghanistan l'hanno già giudicata «l'unico uomo di destra con le palle»?
«Uau. Sia su "uomo" che su "di destra" potremmo discutere. Certo è che Lorenzo va raddrizzato. Troppo facile fare l'apologia del pacifismo per vendere un disco. Perché non dice che Saddam spende il 60% in armamenti? O perché non canta in onore degli innocenti morti sotto le torri, invece di insultare la "giornalista che ama la guerra perché le ricorda quand'era giovane e bella"? »
Non so. Onestamente a me pare soltanto marketing. E, per il resto, è solo una cafonata nei confronti di una signora che, guardacaso, è anche una grande giornalista...
«Massì, ha ragione lei. È una una gran cafonata. Jovanotti ha svenduto il suo svaporato talento probabilmente per un recondito complesso di colpa. Invece di fare una canzoncina sedante, che allieta gli animi, ci ha rifilato la solita menata ideologica antiamericana. Oddio, lo capisco: un tempo lo ero anch'io: negli anni'70 se non eri marxista non ti filavano: per esistere mi costringevo a vedere Angelopulos e Pina Bausch, che passava il tempo a spostare quelle sedie sul palco. Faceva molto intellettuale, ma a me piaceva tanto la Mina...»
Ho capito. Anche lei con la solita storia che da giovani si è comunisti, poi si cresce...
«Non proprio. Io non mi intruppo. Nel mio caso è vero che quando mi esibivo da ragazza quelli di sinistra mi coprivano di cicche accese sul palco; però anche Gasparri mi ha censurata su Stream, e An non mi ha mai fatto partecipare a un suo congresso. In realtà rivendico il diritto a cambiare idea ogni quindici minuti, e a schierarmi con l'unico partito apartitico per i diritti civili, liberale, liberista e libertario».
...Radicale?...
«Esatto. Mi batto per i diritti di tutti. Pensi che Oriana Fallaci (che, paradossalmente, è sempre stata antiamericana) non mi piaceva nemmeno. La leggevo solo perché "Un uomo" era molto engagé a sinistra. Io preferivo Suor Germana che mi insegnava a fare i rognoni trifolati. Al massimo, la Cederna che scriveva di sciurette altoborghesi, almeno finché non si è occupata di anarchici che volavano dalle finestre. Poi divenne engagè pure lei».
LETTERA SU PLATINOTTI
Caro Dago,
tra Platinette e Jovanotti starei istintivamente con quest'ultimo, ma ragionandoci sopra "non ci sto" perché:
1) Jovanotti e con lui Fazio, Benigni, Grillo, Luttazzi, Pelù, Bocca, Scalfari, Biagi e potrei continuare per pagine e pagine, prima dovrebbero cominciare a ridistribuire il loro di reddito, che non deve essere esiguo. Demagogia ? E la loro cos'è?
2) Quali interessi avrebbe sacrificato Jovanotti per difendere le sue idee? Di sacrificio si sarebbe potuto parlare se, posto davanti all'aut-aut "appari in Tv, ma senza parlare di politica" lui avesse rinunciato alla passerella in ben 15 programmi, battuto solo da Zaccaria (e meno male che le TV sono di Berlusca).
3) Per l'ennesima volta: contro la guerra, contro la pena di morte, contro la fame, contro i ricchi che sfruttano i poveri, contro le dittature e contro il terrorismo possono elevare la loro sacrosanta ed apprezzata protesta coloro che aborrono (mughineggio) tutte le guerre, tutte le esecuzioni, tutti gli affamatori e gli sfruttatori e tutti i dittatori, non quelli che urlano solo se e quando implicati ci sono gli odiati (perché poi? perché ci hanno liberato e sfamato?) americani e perdono la parola e la voglia di piazza di fronte a Russia e Cina che massacrano ceceni e tibetani; a Cina, Libia, Iran ed Irak che giustiziano migliaia di persone anche per piccoli reati; a sceicchi straricchi, Ras, Mullah e Talebani che tiranneggiano ed affamano molti Paesi Asiatici ed Africani ed ai dittatori rossi, tipo Castro ed il NordCoreano.
4) Credo che il motivo, con le dovute eccezioni per i puri di cuore, di certi atteggiamenti sia uno solo: aver capito che buttandosi a sinistra la qualifica di grande attore/cantante/regista/scrittore,filosofo e vip in genere è assicurata anche a mediocri e nullità, figurarsi a chi (come Jovanotti ed i suddetti) è anche professionalmente valido.Almeno fino ad oggi.
Una prova ? Eccola:quando Jovanotti cantava e basta; Michele Serra lo chiamava "L'Idiota". Appena inserì il Che in un testo ed ancor di più dopo il rap sanremese pro D'Alema, divenne un mito, che scivolata povera sinistra: "Da Dostoevskij agli 883" in un Fiat voluntas Lenin.
Ciao
Natalino Russo-Seminara
P.S.Naturalmente lodi illimitate a chi è davvero (e di più a chi fa davvero qualcosa) per la Pace e gli altri valori succitati.
P.P.S..Dì la verità:chi è contro Sgarbi automaticamente è con te, vero?
Dagospia.com 15 Gennaio 2002
JOVANOTTI IN VESPA
di Norma Rangeri per il Manifesto
E nemmeno Jovanotti (in questi giorni ossessivamente onnipresente su Rai e Mediaset per la promozione del suo disco) è voluto mancare all'appello di una comparsata da Vespa. Offrendo così il destro al facile gioco del presenzialista-sottosegretario che lo ha accusato di opportunismo («con la retorica pacifista vendi le tue canzoni a «Porta a Porta»). Naturalmente è il bue che dice cornuto all'asino visto che Sgarbi, a sua volta, usa il ruolo pubblico, peggio, istituzionale, per vendere la faccia a una marca di zucchero, in uno spot televisivo.
Tuttavia trovare Jovanotti, visibilmente a disagio, assiso su quelle poltroncine come una starlet qualunque metteva tristezza. Da un tipo come lui che, stando a quel che predica, non pare uno pronto a giustificare il fine (fosse pure quello di vendere la sua arte) con ogni mezzo (peregrinare da un programma all'altro), sarebbe lecito aspettarsi una scelta più attenta dei luoghi da non frequentare. Ma una cosa giusta Jovanotti l'ha fatta: osare criticare, in un verso della canzone, Oriana Fallaci, impertinenza che ha fatto saltare la mosca al naso all'onorevole dello zucchero, che ormai si fa male da solo.
PACE DA MASTICARE
di Adriano Sofri per Il Foglio
A Jovanotti raccomanderei di non trattare la parola: pace, con troppa confidenza, che non somigli a un chewing-gum. Quanto al maschilismo, ha ragione lui: gli eroi sono tutti giovani e belli".
PLATINETTE: DIO CI LIBERI DA QUESTI DITTATORI DELLA TOLLERANZA
Francesco Specchia per Libero
Colpirne uno (Jovanotti) per educarne cento (antinterventisti per vocazione). «Cavolo, io ci ho messo vent'anni per scrollarmi di dosso l'ideologia comunista e poi arriva uno che si crede Bob Dylan, si fa il giro delle 38 tv con una canzoncina che offende una signora e ci viene a fare l'apologia del pacifismo? Dio ci liberi da questi dittatori della monarchia della tolleranza. ..». Favolosa. Platinette è la drag queen più vistosa d'Italia; è l'unico personaggio dello spettacolo ad aver contrastato la tremenda e ubiqua pippata in tv contro la guerra di Jovanotti; ed è scossa. Da caldane ideologiche. Gliele riattizziamo.
Platinette, sa che dopo aver attaccato apertamente Jovanotti sull'intervento in Afghanistan l'hanno già giudicata «l'unico uomo di destra con le palle»?
«Uau. Sia su "uomo" che su "di destra" potremmo discutere. Certo è che Lorenzo va raddrizzato. Troppo facile fare l'apologia del pacifismo per vendere un disco. Perché non dice che Saddam spende il 60% in armamenti? O perché non canta in onore degli innocenti morti sotto le torri, invece di insultare la "giornalista che ama la guerra perché le ricorda quand'era giovane e bella"? »
Non so. Onestamente a me pare soltanto marketing. E, per il resto, è solo una cafonata nei confronti di una signora che, guardacaso, è anche una grande giornalista...
«Massì, ha ragione lei. È una una gran cafonata. Jovanotti ha svenduto il suo svaporato talento probabilmente per un recondito complesso di colpa. Invece di fare una canzoncina sedante, che allieta gli animi, ci ha rifilato la solita menata ideologica antiamericana. Oddio, lo capisco: un tempo lo ero anch'io: negli anni'70 se non eri marxista non ti filavano: per esistere mi costringevo a vedere Angelopulos e Pina Bausch, che passava il tempo a spostare quelle sedie sul palco. Faceva molto intellettuale, ma a me piaceva tanto la Mina...»
Ho capito. Anche lei con la solita storia che da giovani si è comunisti, poi si cresce...
«Non proprio. Io non mi intruppo. Nel mio caso è vero che quando mi esibivo da ragazza quelli di sinistra mi coprivano di cicche accese sul palco; però anche Gasparri mi ha censurata su Stream, e An non mi ha mai fatto partecipare a un suo congresso. In realtà rivendico il diritto a cambiare idea ogni quindici minuti, e a schierarmi con l'unico partito apartitico per i diritti civili, liberale, liberista e libertario».
...Radicale?...
«Esatto. Mi batto per i diritti di tutti. Pensi che Oriana Fallaci (che, paradossalmente, è sempre stata antiamericana) non mi piaceva nemmeno. La leggevo solo perché "Un uomo" era molto engagé a sinistra. Io preferivo Suor Germana che mi insegnava a fare i rognoni trifolati. Al massimo, la Cederna che scriveva di sciurette altoborghesi, almeno finché non si è occupata di anarchici che volavano dalle finestre. Poi divenne engagè pure lei».
LETTERA SU PLATINOTTI
Caro Dago,
tra Platinette e Jovanotti starei istintivamente con quest'ultimo, ma ragionandoci sopra "non ci sto" perché:
1) Jovanotti e con lui Fazio, Benigni, Grillo, Luttazzi, Pelù, Bocca, Scalfari, Biagi e potrei continuare per pagine e pagine, prima dovrebbero cominciare a ridistribuire il loro di reddito, che non deve essere esiguo. Demagogia ? E la loro cos'è?
2) Quali interessi avrebbe sacrificato Jovanotti per difendere le sue idee? Di sacrificio si sarebbe potuto parlare se, posto davanti all'aut-aut "appari in Tv, ma senza parlare di politica" lui avesse rinunciato alla passerella in ben 15 programmi, battuto solo da Zaccaria (e meno male che le TV sono di Berlusca).
3) Per l'ennesima volta: contro la guerra, contro la pena di morte, contro la fame, contro i ricchi che sfruttano i poveri, contro le dittature e contro il terrorismo possono elevare la loro sacrosanta ed apprezzata protesta coloro che aborrono (mughineggio) tutte le guerre, tutte le esecuzioni, tutti gli affamatori e gli sfruttatori e tutti i dittatori, non quelli che urlano solo se e quando implicati ci sono gli odiati (perché poi? perché ci hanno liberato e sfamato?) americani e perdono la parola e la voglia di piazza di fronte a Russia e Cina che massacrano ceceni e tibetani; a Cina, Libia, Iran ed Irak che giustiziano migliaia di persone anche per piccoli reati; a sceicchi straricchi, Ras, Mullah e Talebani che tiranneggiano ed affamano molti Paesi Asiatici ed Africani ed ai dittatori rossi, tipo Castro ed il NordCoreano.
4) Credo che il motivo, con le dovute eccezioni per i puri di cuore, di certi atteggiamenti sia uno solo: aver capito che buttandosi a sinistra la qualifica di grande attore/cantante/regista/scrittore,filosofo e vip in genere è assicurata anche a mediocri e nullità, figurarsi a chi (come Jovanotti ed i suddetti) è anche professionalmente valido.Almeno fino ad oggi.
Una prova ? Eccola:quando Jovanotti cantava e basta; Michele Serra lo chiamava "L'Idiota". Appena inserì il Che in un testo ed ancor di più dopo il rap sanremese pro D'Alema, divenne un mito, che scivolata povera sinistra: "Da Dostoevskij agli 883" in un Fiat voluntas Lenin.
Ciao
Natalino Russo-Seminara
P.S.Naturalmente lodi illimitate a chi è davvero (e di più a chi fa davvero qualcosa) per la Pace e gli altri valori succitati.
P.P.S..Dì la verità:chi è contro Sgarbi automaticamente è con te, vero?
Dagospia.com 15 Gennaio 2002