ENRICO CUCCIA
IL DIARIO IMPOSSIBILE 3

Sabato 14 ottobre (S.Callisto). La "fuga" di Ilda Boccassini, detta la Rossa, sulla barca di Romiti; la cena in casa Celli tra i due Cesare, Geronzi e Romiti; lo scoop della partecipazione di Blu alla gara Umts... Il mio diario, ammonisce il boemo della scuola di Vienna, Karl Kraus, richia di fare soltanto del chiacchiericcio rispetto al devastante rullo informativo di Dagospia.

Domenica 15 ottobre (S.Teresa d'Avila). La gentile Marguerite Caetani, buona amica di Alberto Arbasino e Giorgio Bassani, mi fa omaggio della sua rivista "Botteghe Oscure", di cui è stata animatrice in Roma alla fine degli anni Cinquanta. Nel Quaderno XXIV dalla copertina povera di colore paglierino, m'imbatto in una poesia giovanile di Enzo Siciliano, dedicata "A Bernardo". Il gioco delle rime acerbe intrecciate dal futuro presidente della Rai m'intriga assai.

"Il muto rimprovero che mi fai, Bernardo della mia moralità, la mia dissoluta socievolezza, con gli occhi mesti e coscienti fugge il momento e verso un tempo più reale, la vita dello spirito, se i valori reggono alla storia, s'indirizza e coglie un mio adulto pudore di volermi e disvolermi a sangue disperare".

"Lo so, è un rischioso gioco, e per non mentire non voglio offrire scuse: per me la serenità della scelta non è se non un fioco lume tra la certezza e l'immoralità. Così col ridere o il discorrere mi perdo angoscioso nella voglia di salvarmi".

"Ma è notte, e stasera paura non ho del sonno: dalle persiane schiuse entra un sapore nuovo innervato dagli scuri odori di ginestre. Roma sapida è dimentica di sé, e io del mio corpo percepisco i limiti".

Ps. Evitare di chiedere ad Antonello Trombadori se il Bernardo omaggiato in rime da Siciliano è il regista Bertolucci, all'epoca diciottenne.

Lunedì 16 ottobre (S.Edvige). Al lumbard Bossi, adulato dal giovane La Malfa ai tempi delle crociate politiche italiane, in epoca non sospetta Oscar Wilde ebbe a dire: "E' mia forte convinzione che il futuro dell'Inghilterra risieda nell'emigrazione".

Martedì 17 ottobre (S.Ignazio). Oggi a Parigi Gianni Agnelli viene insignito della Legion d'Onore. "Come! Anche lui decorato?", avrebbe protestato Jules Renard. Tant'é. Oggi la Francia ripara al torto fatto all'Avvocato dall'impertinente Brigitte Bardot tanto tempo fa. Nella sua autobiografia "BB", la marianna nazionale, definì l'allora scavezzacollo delle Due Coste (Azzurra e Smeralda) "il famoso miliardario claudicante, padrone della Fiat".

Mercoledì 18 ottobre (S.Luca). Dopo la cena di Giuda in casa di Paolo Flores D'Arcais, ospite Massimo D'Alema, il bel libro scritto da Filippo Ceccarelli su cibo e potere andrebbe rititolato "Il voltastomaco della Repubblica" anziché "Lo stomaco della Repubblica".

Giovedì 19 ottobre (S.Isaac Jogues). Ieri sera prima di cena Alvaro Timolati, un calabrese vispo che - a sentir lui - avrebbe inventato la prima cassaforte autofunzionante, annuncia con aria grave che i giudici della Cassazione hanno confermato la pena di falso in bilancio per il dottor Cesare Romiti. Se a Torino qualcuno della Grande Famiglia piemontese avrà brindato alla notizia riguardante l'ex presidente della Fiat, in piazzetta Cuccia le lacrime di Vincenzino Maranghi non ammorbidiranno le rughe feroci sul volto di Cesare Geronzi.

Ps. Il Timolati sarebbe piaciuto a Cesare Romiti. Il presidente dell'Rcs ha avuto sempre una autentica passione per le casseforti. Ne ricordo una, modello armadio, sistemata nella camera di servizio della sua abitazione dalle parti di piazza di Spagna.

Venerdì 20 ottobre (S.Irene). Questa mattina, per dirla con le parole dei Goncourt, sui giornali, è una gara a portare materassi per attutire la caduta giudiziaria di Cesarone.

Domenica 21 ottobre (S.Donato). Dopo il mio incontro con Sandro Perrone, di cui ho dato conto nell'ultimo Diario, ricevo da suo figlio Carlino questo allusivo quanto garbato messaggio: "Mi fa piacere sapere che mio padre segue sempre con attenzione le vicende del "Messaggero", tuttavia non condivido sempre, ora come allora, le sue frequentazioni. Un caro saluto, Carlo". Al ragazzo, concedo poche righe di risposta. "Giovane e audace Carlo, tra le frequentazioni del tuo generoso padre c'era anche un certo Piero Ottone alla cui bottega giornalistica ti sei fatto le ossa. Mentre alla piccola Azzurra Caltagirone è toccato in sorte Paolo Graldi. Che la fortuna non l'abbandoni".

( a cura di Tina.A. Commotrix)

(Copyright Dagospia.com 24-10-2000)