RTI RANDELLA VODAFONE: FUORI I SOLDI! - JOHN PEPPER PRESIDENTE DISNEY DAL 2007 - MALGARA RICONFERMATO - ALITALIA + 8 E AEROFLOT PENSA AD UN'ALLEANZA - FUSIONE ABERTIS CONDIZIONATA A OK GOVERNO - ELICOTTERI USA: FINMECCANICA SPERA NEL COLPACCIO.

1 - ELLISON BENEFATTORE MA NON PER HARVARD.
M. Val. per "Il Sole 24 Ore"
Non sia mai detto che Larry Ellison ceda le luci della ribalta al rivale Bill Gates, nel software come nella filantropia. Nè il fondatore di Oracle si tira indietro davanti all'Oracolo di Omaha, Warren Buffett, quando si tratta di fare notizia: Ellison ha platealmente cancellato una donazione da 115 milioni di dollari alla prestigiosa Università di Harvard, dove avrebbe finanziato un nuovo istituto di ricerca medica. E ha annunciato di voler invece distribuire i fondi a un'associazione, per ora anonima, impegnata a battersi per l'istruzione nei Paesi in via di sviluppo. Il tutto nella settimana in cui Gates e Buffett hanno forgiato un'alleanza filantropica senza precedenti, che trasformerà la Bill and Melinda Gates Foundation in un gigante da 60 miliardi di dollari dedito a campagne per la salute e l'educazione scolastica. La donazione di Ellison, però, ha una storia meno edificante, che serve soprattutto di lezione sulle polemiche che a volte scuotono anche il mondo della beneficienza. Il magnate dell'hi tech ha fatto sapere che Harvard sarebbe stata punita per l'incertezza al vertice dopo la recente estromissione del rettore Larry Summers. Proprio Summers, ex Segretario al Tesoro di Bill Clinton, era un grande sostenitore dell'iniziativa sponsorizzata da Ellison: la Global Health Initiative, un istituto per studiare il rapporto tra costi e efficacia delle campagne sanitarie mondiali ( tra cui quelle targate Gates). Il 61enne leader di Oracle, inoltre, nei conti della filantropia resta distante dalla coppia Gates Buffett: con un patrimonio da almeno 16 miliardi di dollari è quindicesimo nella classifica dei più ricchi al mondo, ma ha donato " solo" 175 milioni alla propria Ellison Medical Foundation. Un'altra donazione da 100 milioni di dollari, sempre alla sua fondazione, è stata prescritta da accordi extragiudiziali con cui ha archiviato un caso di insider trading.

2 - CONTROCANTO MORGAN SULL'ACQUISIZIONE TORO.
A.. Grass. per "Il Sole 24 Ore"

Morgan Stanley, a sorpresa, ha confermato ieri il rating " underweight" sul titolo Generali, sostenendo che il corrispettivo pagato da Trieste per l'acquisizione di Toro è troppo elevato. Una voce fuori dal coro che non modifica i giudizi positivi sull'acquisizione: Carlo Salvatori, vice presidente di UniCredit, azionista di Generali ( 3,65%), ha parlato di « una bella operazione » che « va nel senso di rafforzare la presenza di Generali in Italia ed in Europa » . Diego Della Valle, che siede nel consiglio di Mediobanca ( advisor del Leone nell'operazione Toro), e che l'anno prossimo dovrà essere confermato come amministratore indipendente nel consiglio delle Generali, ha spiegato che l'operazione « è un'ottima cosa » , ed « è anche un modo per dimostrare che quando ci sono buone opportunità in Italia, gli italiani seri le fanno » . Il presidente del Sanpaolo, Enrico Salza, è d'accordo con il presidente di Mediobanca, Gabriele Galateri di Genola, sulla definizione di « ottima operazione » .

Magari anche in ragione di quei 4,69 milioni di titoli Toro, pari al 2,5% del capitale sociale, con cui il Sanpaolo si è presentato all'assemblea dell'assicurazione torinese; partecipazione che è stata più che valorizzata (+ 25% nell'ultima settimana) dall'offerta di Generali. Quanto, infine, all'amministratore delegato di Toro Sandro Salvati che con l'Opa di Generali sulla compagnia potrà esercitare con largo anticipo le proprie stock option con un guadagno di circa 6 milioni di euro la vicenda, nel suo complesso, « è stata la più importante creazione di valore nel mercato assicurativo messa a segno in soli quindici mesi » .

3 - RISCHIO MATRICOLE SUI PIANI DI CAPUANO.
Mo. D. per "Il Sole 24 Ore"

Doveva essere l'anno d'oro delle matricole per la Borsa Italiana. Ma se, nonostante qualche defezione, il primo semestre ha rispettato le stime ( undici debutti), il secondo sembra nascere sotto una cattiva stella. In questo primo scorcio d'estate sono state rinviate ben quattro quotazioni.
Ultima in ordine di tempo quella di Pm Group che in attesa del via libera di Consob e Borsa ha fatto sapere ieri di voler attendere un momento di mercato migliore. Al conto va aggiunta anche 3 Italia, che nel febbraio scorso fece marcia indietro e non certo per le condizioni di mercato.

Ma mentre gli uffici competenti di Consob e Borsa Italiana si affannano nel caldo e nell'affollamento dei filing, sul mercato ci si chiede se le defezioni non rischino di aumentare. Le società in attesa del via libera prima dell'estate sono poco meno di una decina, mentre per Piaggio e Pirelli Tyre sono già in corso le offerte. Nessun tentennamento per queste ultime come confermato sia da Roberto Colaninno sia da Marco Tronchetti Provera. Sulle altre non ci sono indicazioni, ma qualcuno inizia a dire a mezza voce che se si andasse troppo in là con i nulla osta si andrebbe troppo a ridosso della pausa estiva, con un conseguente calo dei volumi di scambi. Un inconveniente che tutto sommato potrebbe anche giocare a favore delle matricole, considerato che le debuttanti di quest'anno non hanno certo beneficiato della volatilità dell'ultimo mese e mezzo: sette su undici presentano un saldo negativo dal debutto. Dato poco incoraggiante per le 21 matricole annunciate per il 2006 e il 2007 e per « le 1.200 pmi quotabili » in giro per l'Italia, a detta del presidente di Borsa Italiana Massimo Capuano.

4 - YVES CONFALONIERI RANDELLA VODAFONE: FUORI I SOLDI!...
E sui diritti per la neonata Tv Mobile arrivarono randellate: sono quelle che elegantemente Yves Confalonieri, direttore di RTI New Media, ha assestato su Vodafone durante la tavola rotonda 'Telco e Media', organizzata a Milano dal Politecnico. Pensando all'imminente avvio dei saldi, Vodafone ha chiesto ad RTI uno sconto sui diritti delle trasmissioni RTI. Richiesta respinta con una risata, la De Filippi sui Tivufonini costa: "Il mercato vale un miliardo di euro, volete tirare fuori i soldi o no?" ha replicato Confalonieri a Vodafone. L'ingranaggio RTI schiaccia anche Vodafone dopo aver già tritato Tim: usando la rete DVB-H di Mediaset, il pizzardone De Sica deve accontentarsi per ora di vedere Emilio Fede e non Bruno Vespa. Rete4 meglio di Rai1? Tra i tre litiganti, ride Vincenzo Novari: la sua 3 Italia è l'unica ad avere una rete di proprietà per trasmettere la Tv in movimento, con accordi già siglati per RAI, Mediaset e Sky.

5 - DISNEY ANNUNCIA NOMINA PRESIDENTE, DAL 2007 SARA' JOHN PEPPER.
(Apcom)
- Disney ha annunciato che, a partire dagli inizi del 2007, John Pepper, ex numero uno di Procter&Gamble, diventerà il presidente non esecutivo dell'azienda, al posto di George Mitchell.
Mitchell era stato nominato numero uno del colosso dell'intrattenimento nel 2004, successivamente alla rivolta degli azionisti che portò l'ex amministratore delegato Michael Eisner a rinunciare alla posizione di presidente. In questi ultimi due anni, il compito di Mitchell è stato principalmente quello di trovare un sostituto di Eisner alla presidenza.
L'attuale amministratore delegato di Disney è invece Bob Iger, che ha preso le redini della società nove mesi fa, e che ha guidato la maxi acquisizione di 7,4 miliardi di dollari di Pixar.

6 - UPA: MALGARA RICONFERMA A... 40 GRADI.
Nel classico clima arroventato delle grandi occasioni l'Assemblea UPA, la Confindustria della pubblicità, ha celebrato la piena riconferma del presidente-sacerdote Giulio Malgara alla sua presidenza noché l'arrivo alla Direzione Generale della bella Valeria Monti. Di fronte ad un parterre d'eccellenza (in prima fila Fedele Confalonieri, Gina Nieri, Paolo Gentiloni, - che poco dopo ha tratto le conclusioni - , Beborah Bergamini, Tom Mockeridge, Mario Bianchi di Sipra, Eduardo Giliberti e Urbano Cairo), l'inventore del Gatorade ha letto il suo discorso in una sala resa incandescente anche dal difettoso impianto dell'aria condizionata che ha indotto molti presenti a farsi aria con il folder del discorso dello stesso Malgara. Tuttavia nessuno ha osato scappare dalla fornace. Anche perché all'ingresso vigilava il cerbero Klaus Davi (consulente UPA e fautore della visita del Ministro) che marcava stretto chi entrava e chi usciva...

7 - ALITALIA: RAFFORZA BALZO A PIAZZA AFFARI (+8,45%).
(Agi) - Il titolo Alitalia rafforza il forte rialzo con cui sta conducendo la seduta sin dalle primissime fasi della giornata. Alle 16, il titolo della compagnia di bandiera cresce dell'8,45% a quota 0,931 euro per azione.
Tanta, spiega un analista, la carne al fuoco per spiegare il consistente balzo di oggi a Piazza Affari: la conferma del 'buy' da parte di Deutsche Bank, le trattative per la cessione di 50 ettari di terreno nei pressi dell'aeroporto di Fiumicino per circa 120 milioni di euro, l'interesse, riportato dal settimanale L'Espresso, per Alitalia da parte della compagnia russa Aeroflot.

8 - ALITALIA: L'ESPRESSO, AEROFLOT INTERESSATA AD ALLEANZA
(Agi)
- Alitalia potrebbe essere nelle mire della compagnia russa di bandiera Aeroflot che starebbe pensando ad un'alleanza e "forse a qualcosa di piu'". E' l'ipotesi che appare su 'L'Espresso'. Per ora si tratterebbe "soltanto di voci" ma - secondo il settimanale - "negli ambienti moscoviti circolano da tempo sia pure tra smentite ufficiali". "Durante la visita di Romano Prodi a Mosca - continua l'Espresso -, il presidente di Zao Banca Intesa, Antonio Fallico, ha auspicato l'appoggio del nuovo governo all'operazione". Ad avvalorare la tesi, secondo il settimanale, l'andamento del titolo in Borsa che negli ultimi giorni e' "schizzato' sulla scia delle voci di una vendita. "La societa' - continua il settimanale - presieduta da Valery Okulov avrebbe dato la sua disponibilita' gia' tre mesi fa e l'avrebbe confermata piu' recentemente, auspicando un'alleanza tra le due societa'. Il primo passo di avvicinamento dei russi e' stato fatto l'aprile scorso, quando Aeroflot e' entrata a far parte della Sky Team, l'alleanza mondiale tra le compagnie , di cui Alitalia e' parte insieme a noi come Air France , l'olandese Klm e l'americana Delta". Secondo l'Espresso "l'ex compagnia russa e' oggi uno dei fiori all'occhiello della Federazione russa" con un fatturato che e' cresciuto nello scorso anno del 18%, a 2,5 miliardi di dollari e profitti netti per quasi 200 mln di dollari. Quando la compagnia, controllata al 51% dallo stato russo, completera' la fusione con compagnie aeree regionali - evidenzia il settimanale - "Aeroflot si presenterebbe come un partner di tutto rispetto per Alitalia" e "a beneficiarne -conclude l'Espresso - sarebbero sicuramente in due"

9 - FUSIONE ABERTIS AL VOTO, MA CONDIZIONATA A OK GOVERNO.
(Apcom)
- L'ok del governo può aspettare. Il via libera alla fusione tra Autostrade e Abertis spetta domani alle assemblee straordinarie degli azionisti delle due società.
L'operazione tra le due holding finanziarie private coinvolge anche la controllata Aspi (Autostrade per l'Italia) assegnataria di una concessione pubblica. Per questo l'ok alla fusione sarà condizionato non solo all'autorizzazione dell'Antitrust, ma anche a quella del governo italiano che ha chiesto garanzie sul rispetto della tutela dell'interesse pubblico.



A fissare dei paletti precisi è stato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Il ministro ha chiesto una fideiussione di due miliardi sugli investimenti gia' programmati e non ancora realizzati, garanzie sugli investimenti futuri le cui risorse siano dirottate in un fondo vincolato se non c'è la possibilità di realizzarli, una rivisitazione del sistema tariffario e garanzie sul conflitto di interessi (presenza dei costruttori fra gli azionisti). Queste prescrizioni dovranno essere sottoscritte in un quinto atto aggiuntivo alla convenzione siglata tra Autostrade e Anas. La scadenza è l'atto di fusione che dovrebbe essere stipulato in autunno.

L'accordo tra Autostrade e Abertis prevede un fusione tra eguali, governance paritetica, con un consiglio di amministrazione di durata triennale, composto da 23 membri, di cui 11 proposti da Abertis e 11 da Autostrade. Di comune accordo l'attuale amministratore delegato di Abertis, Salvador Alemany Mas, sara' nominato a.d. della nuova societa'. Il cda avra' due presidenti e due vice presidenti. Dopo la fusione effettiva in autunno, i principali azionisti di Abertis, che avrà sede a Barcellona, saranno l'italiana Schemaventotto (24,9%) e le spagnole ACS (12,5%) e la Caixa (11,7%). Dall'operazione da 25 miliardi di euro nascerà il leader mondiale della gestione delle infrastrutture con un valore combinato di aziende di oltre 45 miliardi di euro. La fusione, così come approvata dal cda di Autostrade del 2 maggio scorso, prevede un rapporto di concambio di 1,05 azioni Abertis di nuova emissione per ogni azione Autostrade, previo il pagamento - prima dell'efficacia della fusione, nella data che sarà comunicata al mercato - agli azionisti di Autostrade, che non avranno esercitato il diritto di recesso che a loro competerà, di un dividendo straordinario di 3,75 euro per ogni azione Autostrade, mediante corrispondente utilizzo di riserve straordinarie disponibili.

L'operazione è stata subito apprezzata dal mercato, ma molto meno da politici e sindacati, che hanno espresso dubbi verso una operazione giudicata piu' una "vendita mascherata" che una "fusione tra eguali". Il governo Prodi, dopo aver criticato i vertici di Autostrade per un'operazione annunciata proprio nel momento del passaggio delle consegne da un governo all'altro, ha dettato le condizioni per dare il nullaosta alla fusione che, a una sola settimana dall'annuncio ha portato alla rottura con l'a.d. di Autostrade Vito Gamberale che, contrario all'operazione, si e' dimesso.

10 - EADS: PRESENTATA DENUNCIA CONTRO PUBBLICAZIONE DOCUMENTI INTERNI.
(Ap)
- Eads, la casa madre di Airbus ha presentato una denuncia contro ignoti per la pubblicazione di documenti riservati relativi a una riunione del comitato di sorveglianza. Lo ha reso noto la stessa società che ha anche annunciato l'avvio di un'indagine interna.
La denuncia è stata depositata ieri e, ha spiegato la società, "riguarda il furto e la diffusione non autorizzata di documentazione interna riservata e di proprietà della compagnia".

In un comunicato, Eads, ha riferito di essere rimasta "scioccata" per aver visto la documentazione pubblicata sulla stampa questa nei giorni scorsi. La documentazione sembrerebbe far riferimento alle tensioni interne alla compagnia dopo le ultime vicende relative ai ritardi nelle consegne dell'A380, al successivo crollo del titolo in Borsa e alle accuse di insider trading che hanno colpito l'Ad Noel Forgeard.

In questi giorni, i principali azionisti di Eads, la francese Lagardere e la tedesca Daimler Chrysler starebbero cercando di correre ai ripari e sono in corso colloqui per arrivare a definire un ricambio dei vertici. Un ricambio a cui Forgeard non mostra affatto di voler favorire. Ieri infatti, nel corso di un'audizione a porte chiuse di fronte a una commissione parlamentare, il manager aveva dichiarato che non intendeva dimettersi.

11 - FINMECCANICA: DOMANI ESITO GARA PER 322 ELICOTTERI ESERCITO USA.
(Apcom)
- Domani dopo la chiusura del mercato, sarà reso noto l'esito di una gara d'appalto per una commessa miliardaria di elicotteri all'aviazione dell'esercito statunitense, che vede in corsa anche AgustaWestland, società di Finmeccanica leader mondiale nel settore elicotteristico.
L'appalto riguarda 322 elicotteri leggeri per un valore complessivo di almeno due miliardi di dollari.

Tre le cordate che si contendono l'appalto, oltre a quella di Finmeccanica, che in partnership con L-3 Communications Holdings e Honeywell, produce una variante del AB-139. Qualora la cordata si aggiudicasse l'appalto gli elicotteri verrebbero assemblati a Waco, in Texas.

Il più agguerrito concorrente di Finmeccanica è lo UH-145 prodotto da American Eurocopter (società del consorzio franco-tedesco EADS) in team con Sikorsky Aircraft (di United Technologies) che assemblerebbe gli elicotteri nei propri impianti del Mississippi.
In corsa sono anche la canadese Textron di Bell Helicopter e MD Helicopter, una piccola compagnia controllata da una società di investimenti privata. MD aveva stretto in un primo momento una partnership con Lockheed per l'appalto, ma l'alleanza è stata sciolta.

Restano aperti altri contratti importanti, oltre a quello dei 322 elicotteri per l'esercito. Ricordiamo quello per il C-27J, un aereo per il trasporto delle truppe, e l'AgustaWestland H-101, elicottero per operazioni di soccorso,lo stesso modello scelto l'anno scorso per il "Marine One", la nuova generazione degli elicotteri della flotta presidenziale.


Dagospia 29 Giugno 2006