MAI DIRE RAI - LA RESA DEI CONTI TRA D'ALEMA E RUTELLI FINIRA' A PIAZZA MAZZINI (CDA: DAL 3 A 2 AL 4 A 1?)
Considerare, al giorno d'oggi, di infilarsi tra D'Alema e Rutelli equivale a infilare due dita in una presa elettrica: se ne può uscire carbonizzati. Da una parte, il leader della Margherita ne ha le palle piene di farsi sfanculare, ogni giorno che Berlusconi manda in terra, da D'Alema e quindi essere pregato di apparecchiare la tavola dell'Ulivo. Dall'altra, il presidente della Quercia è ridotto a tronchetti di infelicità, truciolato dalla rivalsa di Rutelli: con la nomina di Lamberto Dini alla Convenzione dell'Unione Europea, D'Alema è stato trombato, silurato, sbertucciato.
E adesso volano i coltelli, avanti con il bagno di sangue, vendetta tremenda vendetta. Una resa dei conti, tra Ulivo e Margherita, che finirà per intrufolarsi nelle nomine Rai. Il primo appuntamento nell'agenda del potere. La mossa punitiva dalemiana - in soldoni - è questa: sottrarre a quel cicciobullo di Rutelli un consigliere nel prossimo Consiglio di Amministrazione Rai. Passare dal classico 3 a 2 (tre consiglieri alla maggioranza e due alla minoranza) al masochistico 4 a 1. Con il Polo che si frega le antenne per la gioia.
Al settimo piano di viale Mazzini - secondo il piano di Max-stino - dovrebbe planare il direttore diessino di Radiorai Marcello Del Bosco e basta. Al diavolo la Margherita e i suoi candidati Albino Longhi, Franco Iseppi, Nino Rizzo Nervo e Roberto Della Seta. Risultato: 4 consiglieri per il Polo, uno all'Ulivo, "ciccia" alla Margherita. Ci riuscirà Baffino? Se si guarda al Dna democristiano della Margherita (capitanato da Arturo Parisi, che non ha ancora digerito la liquidazione del suo amato Prodi by D'Alema) e a quello del Polo (Casini, Buttiglione, Pisanu), le probabilità sono poche. I diccì non si mordono tra loro.
Ovviamente Rutelli - che opera in Rai attraverso Paolo Gentiloni - non ci sta a far il San Sebastiano. Alle frecce avvelenate di D'Alema, replica con la richiesta del Tg2 al centro-sinistra. Con Paolo Ruffini, direttore dei servizi giornalistici di radio-Rai, al posto di Clemente Mimun (dato ormai per sicuro al Tg1). Salgono intanto, per la poltrona di presidente di viale Mazzini, le quotazione di Antonio Baldassarre - sponsorizzato da Fini e Cesare Previti. Scendono quelle di Carlo Rossella - fortissimamente voluto da Berlusconi - a causa della richiesta economica: un miliardo per 12 mesi. Altro nome che fa chiasso nel toto-Rai, quello di Alfredo Meocci, membro dell'Authority per le Comunicazioni, e "casiniano"
doc.
Dagospia.com 25 Gennaio 2002
E adesso volano i coltelli, avanti con il bagno di sangue, vendetta tremenda vendetta. Una resa dei conti, tra Ulivo e Margherita, che finirà per intrufolarsi nelle nomine Rai. Il primo appuntamento nell'agenda del potere. La mossa punitiva dalemiana - in soldoni - è questa: sottrarre a quel cicciobullo di Rutelli un consigliere nel prossimo Consiglio di Amministrazione Rai. Passare dal classico 3 a 2 (tre consiglieri alla maggioranza e due alla minoranza) al masochistico 4 a 1. Con il Polo che si frega le antenne per la gioia.
Al settimo piano di viale Mazzini - secondo il piano di Max-stino - dovrebbe planare il direttore diessino di Radiorai Marcello Del Bosco e basta. Al diavolo la Margherita e i suoi candidati Albino Longhi, Franco Iseppi, Nino Rizzo Nervo e Roberto Della Seta. Risultato: 4 consiglieri per il Polo, uno all'Ulivo, "ciccia" alla Margherita. Ci riuscirà Baffino? Se si guarda al Dna democristiano della Margherita (capitanato da Arturo Parisi, che non ha ancora digerito la liquidazione del suo amato Prodi by D'Alema) e a quello del Polo (Casini, Buttiglione, Pisanu), le probabilità sono poche. I diccì non si mordono tra loro.
Ovviamente Rutelli - che opera in Rai attraverso Paolo Gentiloni - non ci sta a far il San Sebastiano. Alle frecce avvelenate di D'Alema, replica con la richiesta del Tg2 al centro-sinistra. Con Paolo Ruffini, direttore dei servizi giornalistici di radio-Rai, al posto di Clemente Mimun (dato ormai per sicuro al Tg1). Salgono intanto, per la poltrona di presidente di viale Mazzini, le quotazione di Antonio Baldassarre - sponsorizzato da Fini e Cesare Previti. Scendono quelle di Carlo Rossella - fortissimamente voluto da Berlusconi - a causa della richiesta economica: un miliardo per 12 mesi. Altro nome che fa chiasso nel toto-Rai, quello di Alfredo Meocci, membro dell'Authority per le Comunicazioni, e "casiniano"
doc.
Dagospia.com 25 Gennaio 2002