ABERTIS: NESSUNA DECISIONE - COLANINNO RESTA NEL PATTO CAPITALIA - CASSA DEPOSITI DICE ADDIO ALLO SPORT - COSTAMAGNA PIÙ VICINO A MITTEL - ANCHE KB HOME NELLO SCANDALO STOCK OPTION - CANCELLIERE FERROVIERE.
1 - ABERTIS: NESSUNA DECISIONE SU PROSSIMI PASSI.
(Agi) - Abertis aspetta la risposta della Commissione europea ma si tratta di "un atto formale" nel processo di fusione con Autostrade, che "non ha niente a che fare con la comunicazione dell'Anas". Per il portavoce di Abertis la pronuncia della Ue che arrivera' entro il 22 settembre non cambia la situazione, visto che, sottolinea, "sul piano della concorrenza non sembra che ci si possano aspettare problemi anche se e' la Ue a doverlo dire". A pesare invece e' ancora la bocciatura italiana rispetto alla quale, spiega il portavoce, "non c'e' ancora nessuna decisione formale sui prossimi passi da compiere". Gli spagnoli ribadiscono comunque che intendono perseguire la via del dialogo e che ad un ricorso "non si sta ancora pensando". Riguardo ad un possibile incontro con l'esecutivo italiano, ipotizzato nelle scorse settimane, secondo quanto riferisce il portavoce "al momento non ci sono contatti in corso con il governo italiano".
2 - CAPITALIA: COLANINNO, NO AUMENTO QUOTA; RESTO IN PATTO.
(Agi) - Roberto Colaninno non ha intenzione di aumentare la sua quota in Capitalia (0,86%) e intende restare nel patto di sindacato. Lo ha reso noto lo stesso Colaninno incontrando i giornalisti durante il Meeting di Comunione e Liberazione.
3 - E LA CASSA DEPOSITI DISSE ADDIO ALLO SPORT.
(S. Riz. per il "Corriere della Sera") - La Cassa depositi e prestiti dice addio allo sport. Il consiglio di amministrazione ha decretato la cessione della quota detenuta nell'Istituto per il credito sportivo. La Cassa è il socio di maggior peso della banca alla cui presidenza è arrivato qualche mese fa, designato dal governo di Silvio Berlusconi, l'attuale presidente della Banca popolare di Intra, Luigi Terzoli. La società presieduta da Salvatore Rebecchini ne controlla il 21,6%, quota identica a quella di Dexia-Crediop. Il resto è in mano alle banche e al Coni servizi (5,4%). Con l'uscita della Cassa, l'Istituto, che ha il compito di finanziare la costruzione degli impianti sportivi, perderà il suo principale socio pubblico. Chi lo sostituirà? Dipende da chi si farà avanti. Qualche giorno fa è circolata anche la voce di un possibile coinvolgimento del Mediocredito centrale.
4 - COSTAMAGNA PIÙ VICINO A MITTEL.
(S. Bo. per il "Corriere della Sera") - A questo punto i giochi sarebbero quasi fatti. Dopo tante indiscrezioni, e probabilmente dopo un negoziato piuttosto serrato, Claudio Costamagna avrebbe deciso di approdare alla Mittel, la finanziaria presieduta da Giovanni Bazoli e che ha come primo azionista Romain Zaleski, pronta a definire il cambio di «missione» avviato da qualche tempo.
L'ex top manager di Goldman Sachs, che assumerebbe la carica di amministratore delegato, sarebbe proprio l'artefice della svolta, probabilmente portando in dote non solo la professionalità, ma anche intervenendo in proprio. La Mittel, oggi più che altro cassaforte di partecipazioni, potrebbe orientarsi su private equity e investment banking, mestieri che Costamagna conosce molto bene.
Cinquant'anni, Costamagna ha lasciato a fine aprile la presidenza della divisione investment banking Europa di Goldman Sachs, lasciando dunque la società nella quale ha lavorato per diciassette anni, dopo l'esperienza fatta in Montedison. Il banchiere, che ha firmato alcune tra le grandi privatizzazioni italiane, dall'Ina al Credit, è stimato dal premier Romano Prodi. E, dopo l'uscita dalla Goldman Sachs, alcuni rumors hanno accreditato trattative relative a incarichi di vertice nel settore pubblico.
Rumor che il top manager non ha mai confermato né smentito e che probabilmente hanno dato ragione di un negoziato che per il banchiere ha compreso diverse opzioni. Lo stesso Bazoli in giugno aveva confermato di essere «serenamente» in trattative con l'ex di Goldman Sachs: «E' una delle opzioni, ma anche la Mittel è un'opzione di Costamagna». A questo punto la riserva sarebbe sciolta e la svolta della finanziaria bresciana dovrebbe accelerare.
5 - SCANDALO STOCK OPTION COLPISCE ANCHE KB HOME (WSJ).
(Apcom) - L'ultima società a essere entrata nel mirino delle autorità federali con l'accusa di irregolarità nelle pratiche di conferimento delle stock option, è KB Home, gruppo attivo nel comparto delle costruzioni di case.
Secondo il Wall Street Journal, ben quattro stock option conferite a favore dell'amministratore delegato Bruce Karatz tra il 1998 e il 2001, sarebbero state retrodatate a momenti in cui il titolo viaggiava su valori particolarmente minimi, consentendo al numero uno di incassare profitti per un valore superiore ai 100 milioni di dollari.
Importante ricordare, a tal proposito che, la stock option è caratterizzata da uno "strike price", ossia da un prezzo che corrisponde al valore di mercato che il titolo assume, nel momento in cui viene conferita la stock option stessa. In base a quanto disciplinato dalla normativa, il detentore di una stock option si riserva il diritto di acquistare in futuro un certo numero di azioni a tale prezzo. Ovviamente, se nel frattempo le quotazioni sono salite, il beneficiario può rivendere immediatamente i titoli appena acquistati, incassando la differenza. Fin qui, tutto regolare.
La pratica illegale scatta quando la stock option viene deliberatamente retrodatata a un momento in cui il titolo ha un valore particolarmente basso, senza che ne venga fatta menzione alla Sec. Se questo avviene, nel caso in cui l'azione registri nel frattempo improvvisi rialzi, il dirigente incassa un differenziale maggiore rispetto a quello che gli spetterebbe di diritto, dal momento che paga un prezzo ancora più basso per l'acquisto dei titoli.
6 - L'EX CANCELLIERE SI VESTE DA FERROVIERE.
A. Mal. per "Il Sole 24 Ore" - L' ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder lavora quasi più adesso di quanto non facesse quando era al Governo. Dopo aver lasciato il potere ha ricevuto una serie di incarichi, alcuni controversi come quello di presidente della società russotedesca che realizzerà un gasdotto il cui contratto era stato firmato proprio da lui.
Il compito che siè assunto stavolta è più inlinea con la sua passata esperienza: farà da mediatore per conto dei sindacati dei ferrovieri tedeschi nella vertenza con la Deutsche Bahn AG, interrotta proprio ieri. Una vertenza particolarmente delicata: si discute infatti delle garanzie che i sindacati chiedono nel percorso verso la privatizzazione e quotazione in Borsa della società (che potrebbe arrivare già nel 2008). I lavoratori temono una separazione tra la rete e l'azienda che gestisce il servizio, e gli esuberi che potrebbero derivarne. Una vertenza prolungata potrebbe mettere a rischio le prime tappe della privatizzazione;toccherà al 62enne Schroeder far ripartire la discussione dal binario morto in cui è finita ieri.
7 - CAPUANO PREDICA IN BUONA COMPAGNIA.
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - È da quando è arrivato alla guida di Borsa italiana che Massimo Capuano predica per raccogliere nuovi adepti.Ci sono cinquecento, mille, duemila società che potenzialmente sarebbero pronte per la quotazione. Ma per quanto si sgoli i risultati sono quelli che sono: tra entrate e uscite, il listino di Piazza Affari non riesce a decollare oltre quota 300. Per sbloccare la situazione ci vorrebbe un miracolo, deve aver pensato il tenace amministratore delegatodi Borsa Spa, che non si vuole arrendere. Così, tra piani concorrenti di maxiaggregazioni continentali e anche intercontinentali che ancora non quadrano, è arrivata l'illuminazione: perché non scegliere una buona Compagnia? Detto e fatto. Al Meeting dell'Amicizia di Rimini Capuano ha annunciato un intervento per sostenere le piccole e medie imprese che puntano a quotarsi in Piazza Affari: l'intesa con la Compagnia delle Opere.Una scelta,benedetta dalla convention di Cl,che potrebbe convincere gli imprenditori della bontà del mercato.
8 - PER LA «DIFESA» BAE SCEGLIE I REPUBBLICANI.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Nella classifica dei maggiori finanziatori della campagna elettorale per le elezioni Usa di metà mandato spicca un nome non statunitense. Si tratta di Bae Systems, colosso della difesa britannico, posizionato al 18esimo posto davanti a numerose e note società d'oltreatlantico. I dati, va precisato, tengono conto anche dei contributi versati da United Defense,azienda americana acquistata da Bae lo scorso anno e sono tuttavia significativi. In complesso Bae per il sostegno delle campagne elettorali ha sborsato 671.999 dollari, con una netta preferenza per i candidati repubblicani che ottengono ben i due terzi dei finanziamenti. Chiara l'intenzione del gruppo britannico di "ingraziarsi" i futuri membri del Congresso, al fine di ottenere se non la fetta principale, almeno una quota marginale delle ingenti commesse militari che Washington dovrà approvare.
9 - SONY ACQUISTERA' GROUPER NETWORKS PER 65 MILIONI DOLLARI (WSJ).
(Apcom) - Sony Pictures Entertainment, la divisione di Sony, ha annunciato che acquisterà Grouper Networks per un valore di 65 milioni di dollari circa. Grouper Networks è un gruppo con sede a Sausalito, nello stato della California, creato per consentire alla comunità online di guardare, condividere e creare video direttamente sul Web. I membri che si iscrivono al sito possono anche scaricare i contenuti sui loro computer, sull'iPod e sul Sony PSP. Oltre a riflettere il desiderio di Sony di entrare nel mercato dei video amatoriali, che potrebbe rivelarsi un'importante fonte per il giro d'affari della divisione, la transazione conferma il crescente interesse delle società di intrattenimento a fornire contenuti agli utenti di Internet. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, infatti, Sony potrebbe anche decidere di offrie parte dei propri show televisivi e film sul sito di Grouper. In questo modo, gli utenti avrebbero anche la possibilità di mixare parte dei film con i propri video amatoriali, e sbizzarrirsi nella produzione di nuovi video.
10 - ALITALIA: ACCORDO CON ISRAELE, SCONTI AI FUNZIONARI SU VOLI.
(Ansa) - Alitalia ha raggiunto un accordo con il ministro delle Finanze di Israele per il trasporto dei funzionari pubblici israeliani nelle missioni all'estero. L'intesa tra la compagnia italiana e il ministro Yaron Zalika permettera' al governo di Israele - scrive il giornale economico 'Globe on line' - un risparmio di quasi 10 milioni di Nis l'anno (circa 5 milioni di euro) e prevede una serie di sconti, agevolazioni e servizi per i dirigenti pubblici che voleranno con Alitalia, compresi biglietti a prezzi speciali e tariffe convenienti per i bagagli in eccesso. L'accordo ha la validita' di un anno con possibilita' di prolungarlo per altri due.
L'intesa con Alitalia mette fine di fatto al monopolio detenuto finora da El Al Israel Airlines, il cui Ceo Haim Romano ha reagito bruscamente alla notizia. "Il comportamento del ministro delle Finanze e' molto orinale - ha detto - una settimana fa il primo ministro Olmert ha detto che eravamo la compagnia aerea nazionale. Pochi giorni dopo il ministro delle Finanze apre agli italiani: non e' ridicolo tutto questo?". A stretto giro la risposta del ministro Zalika: i ministeriali non sono obbligati a comprare i biglietti di Alitalia, a patto che trovino offerte piu' convenienti da altre compagnie.
Dagospia 23 Agosto 2006
(Agi) - Abertis aspetta la risposta della Commissione europea ma si tratta di "un atto formale" nel processo di fusione con Autostrade, che "non ha niente a che fare con la comunicazione dell'Anas". Per il portavoce di Abertis la pronuncia della Ue che arrivera' entro il 22 settembre non cambia la situazione, visto che, sottolinea, "sul piano della concorrenza non sembra che ci si possano aspettare problemi anche se e' la Ue a doverlo dire". A pesare invece e' ancora la bocciatura italiana rispetto alla quale, spiega il portavoce, "non c'e' ancora nessuna decisione formale sui prossimi passi da compiere". Gli spagnoli ribadiscono comunque che intendono perseguire la via del dialogo e che ad un ricorso "non si sta ancora pensando". Riguardo ad un possibile incontro con l'esecutivo italiano, ipotizzato nelle scorse settimane, secondo quanto riferisce il portavoce "al momento non ci sono contatti in corso con il governo italiano".
2 - CAPITALIA: COLANINNO, NO AUMENTO QUOTA; RESTO IN PATTO.
(Agi) - Roberto Colaninno non ha intenzione di aumentare la sua quota in Capitalia (0,86%) e intende restare nel patto di sindacato. Lo ha reso noto lo stesso Colaninno incontrando i giornalisti durante il Meeting di Comunione e Liberazione.
3 - E LA CASSA DEPOSITI DISSE ADDIO ALLO SPORT.
(S. Riz. per il "Corriere della Sera") - La Cassa depositi e prestiti dice addio allo sport. Il consiglio di amministrazione ha decretato la cessione della quota detenuta nell'Istituto per il credito sportivo. La Cassa è il socio di maggior peso della banca alla cui presidenza è arrivato qualche mese fa, designato dal governo di Silvio Berlusconi, l'attuale presidente della Banca popolare di Intra, Luigi Terzoli. La società presieduta da Salvatore Rebecchini ne controlla il 21,6%, quota identica a quella di Dexia-Crediop. Il resto è in mano alle banche e al Coni servizi (5,4%). Con l'uscita della Cassa, l'Istituto, che ha il compito di finanziare la costruzione degli impianti sportivi, perderà il suo principale socio pubblico. Chi lo sostituirà? Dipende da chi si farà avanti. Qualche giorno fa è circolata anche la voce di un possibile coinvolgimento del Mediocredito centrale.
4 - COSTAMAGNA PIÙ VICINO A MITTEL.
(S. Bo. per il "Corriere della Sera") - A questo punto i giochi sarebbero quasi fatti. Dopo tante indiscrezioni, e probabilmente dopo un negoziato piuttosto serrato, Claudio Costamagna avrebbe deciso di approdare alla Mittel, la finanziaria presieduta da Giovanni Bazoli e che ha come primo azionista Romain Zaleski, pronta a definire il cambio di «missione» avviato da qualche tempo.
L'ex top manager di Goldman Sachs, che assumerebbe la carica di amministratore delegato, sarebbe proprio l'artefice della svolta, probabilmente portando in dote non solo la professionalità, ma anche intervenendo in proprio. La Mittel, oggi più che altro cassaforte di partecipazioni, potrebbe orientarsi su private equity e investment banking, mestieri che Costamagna conosce molto bene.
Cinquant'anni, Costamagna ha lasciato a fine aprile la presidenza della divisione investment banking Europa di Goldman Sachs, lasciando dunque la società nella quale ha lavorato per diciassette anni, dopo l'esperienza fatta in Montedison. Il banchiere, che ha firmato alcune tra le grandi privatizzazioni italiane, dall'Ina al Credit, è stimato dal premier Romano Prodi. E, dopo l'uscita dalla Goldman Sachs, alcuni rumors hanno accreditato trattative relative a incarichi di vertice nel settore pubblico.
Rumor che il top manager non ha mai confermato né smentito e che probabilmente hanno dato ragione di un negoziato che per il banchiere ha compreso diverse opzioni. Lo stesso Bazoli in giugno aveva confermato di essere «serenamente» in trattative con l'ex di Goldman Sachs: «E' una delle opzioni, ma anche la Mittel è un'opzione di Costamagna». A questo punto la riserva sarebbe sciolta e la svolta della finanziaria bresciana dovrebbe accelerare.
5 - SCANDALO STOCK OPTION COLPISCE ANCHE KB HOME (WSJ).
(Apcom) - L'ultima società a essere entrata nel mirino delle autorità federali con l'accusa di irregolarità nelle pratiche di conferimento delle stock option, è KB Home, gruppo attivo nel comparto delle costruzioni di case.
Secondo il Wall Street Journal, ben quattro stock option conferite a favore dell'amministratore delegato Bruce Karatz tra il 1998 e il 2001, sarebbero state retrodatate a momenti in cui il titolo viaggiava su valori particolarmente minimi, consentendo al numero uno di incassare profitti per un valore superiore ai 100 milioni di dollari.
Importante ricordare, a tal proposito che, la stock option è caratterizzata da uno "strike price", ossia da un prezzo che corrisponde al valore di mercato che il titolo assume, nel momento in cui viene conferita la stock option stessa. In base a quanto disciplinato dalla normativa, il detentore di una stock option si riserva il diritto di acquistare in futuro un certo numero di azioni a tale prezzo. Ovviamente, se nel frattempo le quotazioni sono salite, il beneficiario può rivendere immediatamente i titoli appena acquistati, incassando la differenza. Fin qui, tutto regolare.
La pratica illegale scatta quando la stock option viene deliberatamente retrodatata a un momento in cui il titolo ha un valore particolarmente basso, senza che ne venga fatta menzione alla Sec. Se questo avviene, nel caso in cui l'azione registri nel frattempo improvvisi rialzi, il dirigente incassa un differenziale maggiore rispetto a quello che gli spetterebbe di diritto, dal momento che paga un prezzo ancora più basso per l'acquisto dei titoli.
6 - L'EX CANCELLIERE SI VESTE DA FERROVIERE.
A. Mal. per "Il Sole 24 Ore" - L' ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder lavora quasi più adesso di quanto non facesse quando era al Governo. Dopo aver lasciato il potere ha ricevuto una serie di incarichi, alcuni controversi come quello di presidente della società russotedesca che realizzerà un gasdotto il cui contratto era stato firmato proprio da lui.
Il compito che siè assunto stavolta è più inlinea con la sua passata esperienza: farà da mediatore per conto dei sindacati dei ferrovieri tedeschi nella vertenza con la Deutsche Bahn AG, interrotta proprio ieri. Una vertenza particolarmente delicata: si discute infatti delle garanzie che i sindacati chiedono nel percorso verso la privatizzazione e quotazione in Borsa della società (che potrebbe arrivare già nel 2008). I lavoratori temono una separazione tra la rete e l'azienda che gestisce il servizio, e gli esuberi che potrebbero derivarne. Una vertenza prolungata potrebbe mettere a rischio le prime tappe della privatizzazione;toccherà al 62enne Schroeder far ripartire la discussione dal binario morto in cui è finita ieri.
7 - CAPUANO PREDICA IN BUONA COMPAGNIA.
A. Ol. per "Il Sole 24 Ore" - È da quando è arrivato alla guida di Borsa italiana che Massimo Capuano predica per raccogliere nuovi adepti.Ci sono cinquecento, mille, duemila società che potenzialmente sarebbero pronte per la quotazione. Ma per quanto si sgoli i risultati sono quelli che sono: tra entrate e uscite, il listino di Piazza Affari non riesce a decollare oltre quota 300. Per sbloccare la situazione ci vorrebbe un miracolo, deve aver pensato il tenace amministratore delegatodi Borsa Spa, che non si vuole arrendere. Così, tra piani concorrenti di maxiaggregazioni continentali e anche intercontinentali che ancora non quadrano, è arrivata l'illuminazione: perché non scegliere una buona Compagnia? Detto e fatto. Al Meeting dell'Amicizia di Rimini Capuano ha annunciato un intervento per sostenere le piccole e medie imprese che puntano a quotarsi in Piazza Affari: l'intesa con la Compagnia delle Opere.Una scelta,benedetta dalla convention di Cl,che potrebbe convincere gli imprenditori della bontà del mercato.
8 - PER LA «DIFESA» BAE SCEGLIE I REPUBBLICANI.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Nella classifica dei maggiori finanziatori della campagna elettorale per le elezioni Usa di metà mandato spicca un nome non statunitense. Si tratta di Bae Systems, colosso della difesa britannico, posizionato al 18esimo posto davanti a numerose e note società d'oltreatlantico. I dati, va precisato, tengono conto anche dei contributi versati da United Defense,azienda americana acquistata da Bae lo scorso anno e sono tuttavia significativi. In complesso Bae per il sostegno delle campagne elettorali ha sborsato 671.999 dollari, con una netta preferenza per i candidati repubblicani che ottengono ben i due terzi dei finanziamenti. Chiara l'intenzione del gruppo britannico di "ingraziarsi" i futuri membri del Congresso, al fine di ottenere se non la fetta principale, almeno una quota marginale delle ingenti commesse militari che Washington dovrà approvare.
9 - SONY ACQUISTERA' GROUPER NETWORKS PER 65 MILIONI DOLLARI (WSJ).
(Apcom) - Sony Pictures Entertainment, la divisione di Sony, ha annunciato che acquisterà Grouper Networks per un valore di 65 milioni di dollari circa. Grouper Networks è un gruppo con sede a Sausalito, nello stato della California, creato per consentire alla comunità online di guardare, condividere e creare video direttamente sul Web. I membri che si iscrivono al sito possono anche scaricare i contenuti sui loro computer, sull'iPod e sul Sony PSP. Oltre a riflettere il desiderio di Sony di entrare nel mercato dei video amatoriali, che potrebbe rivelarsi un'importante fonte per il giro d'affari della divisione, la transazione conferma il crescente interesse delle società di intrattenimento a fornire contenuti agli utenti di Internet. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, infatti, Sony potrebbe anche decidere di offrie parte dei propri show televisivi e film sul sito di Grouper. In questo modo, gli utenti avrebbero anche la possibilità di mixare parte dei film con i propri video amatoriali, e sbizzarrirsi nella produzione di nuovi video.
10 - ALITALIA: ACCORDO CON ISRAELE, SCONTI AI FUNZIONARI SU VOLI.
(Ansa) - Alitalia ha raggiunto un accordo con il ministro delle Finanze di Israele per il trasporto dei funzionari pubblici israeliani nelle missioni all'estero. L'intesa tra la compagnia italiana e il ministro Yaron Zalika permettera' al governo di Israele - scrive il giornale economico 'Globe on line' - un risparmio di quasi 10 milioni di Nis l'anno (circa 5 milioni di euro) e prevede una serie di sconti, agevolazioni e servizi per i dirigenti pubblici che voleranno con Alitalia, compresi biglietti a prezzi speciali e tariffe convenienti per i bagagli in eccesso. L'accordo ha la validita' di un anno con possibilita' di prolungarlo per altri due.
L'intesa con Alitalia mette fine di fatto al monopolio detenuto finora da El Al Israel Airlines, il cui Ceo Haim Romano ha reagito bruscamente alla notizia. "Il comportamento del ministro delle Finanze e' molto orinale - ha detto - una settimana fa il primo ministro Olmert ha detto che eravamo la compagnia aerea nazionale. Pochi giorni dopo il ministro delle Finanze apre agli italiani: non e' ridicolo tutto questo?". A stretto giro la risposta del ministro Zalika: i ministeriali non sono obbligati a comprare i biglietti di Alitalia, a patto che trovino offerte piu' convenienti da altre compagnie.
Dagospia 23 Agosto 2006