DAGO-TIM PUNTO SCOOP - SICUREZZA: UN ESPERTO PER PRODI - LE VIE DEL TELEFONINO PARLANO INGLESE - MAGISTRATI FUORI DALLE CARCERI - FOLLINI SOTTO AL VESUVIO - TG5-FLASH - VENDOLA ASSUME - STORACE VS L'ACEA E VELTRONI - SUL PALIO NON SI SCOMMETTE.

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1 - DAGOSTIM.COM.
Un altro scoop, l'ennesimo, misconosciuto però dai quotidiani che lo hanno ripreso senza citarlo. Dagospia, alias Roberto D'Agostino, è stato il primo ad annunciare il piano di scorporo della società dei telefonini dalla Telecom. E lui? Siccome ci è abituato si dispiace solo un po'. E si consola a Maglie strette, la rubrica di Maria Giovanna Maglie che ha da poco debuttato sul sito di gossip più cliccato d'Italia.

2 - NOMINE DELICATE - SICUREZZA, PRODI PENSA A UN SUPERCONSIGLIERE.
A Palazzo Chigi si sdoppiano le competenze sulla sicurezza? Tra i progetti di Romano Prodi c'è la nomina di un esperto da affiancare al consigliere militare del presidente del Consiglio, il generale Alberto Ficuciello. L'incarico, più mirato sulla sicurezza interna, sarebbe stato offerto al vicecapo vicario della polizia Antonio Manganelli, che però, in corsa per la direzione del Sisde, non si sarebbe mostrato troppo disponibile. Il premier avrebbe così pensato di avvalersi dell'ex questore di Bologna Marcello Fulvi, oggi alla guida della questura di Roma. Fulvi è peraltro in corsa per essere promosso prefetto, assieme al suo collega di Milano Paolo Scarpis e a quello di Palermo Giuseppe Caruso, quest'ultimo per «meriti speciali»: la cattura di Bernardo Provenzano.

A Palazzo Chigi oltre al consigliere per la sicurezza è vacante il posto di funzionario di collegamento con i servizi segreti: Massimo Aimola, un ex ufficiale dei Carabinieri, nominato l'anno scorso, è stato trasferito all'Ucsi, l'Ufficio centrale di sicurezza. L'incarico è molto delicato e anche molto appetibile per la carriera, ma il sottosegretario alla Presidenza, Enrico Micheli, con delega sulla materia, non ha ancora chiesto un nome ai servizi segreti e alle forze di polizia.
Quanto al Sismi, il direttore Nicolò Pollari ha avviato un profondo rinnovamento della Prima divisione, che era guidata da Marco Mancini, in convalescenza e inquisito per il sequestro di Abu Omar. (Vittorugo Mangiavillani)

3 - LE VIE DEL TELEFONINO PASSANO PER LONDRA - TRE TOP MANAGER, UN SOLO DESTINO. INGLESE.
Evidentemente lavorare per la Vodafone sviluppa una spiccata esterofilia. Basta guardare dove hanno deciso di spostare il baricentro dei loro interessi i tre ex amministratori delegati della società italiana di telefonia mobile: a Londra. In ordine di trasferimento, si tratta di Francesco Caio, Silvio Scaglia e Vittorio Colao, i tre uomini che hanno trasformato la piccola società di telefonia mobile nata in casa Olivetti nella seconda azienda italiana del settore con oltre 20 milioni di abbonati, superata soltanto dalla Tim.

Il primo a sbarcare a Londra fu Caio, nel 2003, quando venne nominato numero uno mondiale della Cable & Wireless. Oggi, dopo le dimissioni, ha deciso di restare a Londra con tutta la famiglia. Dopo di lui toccò a Scaglia, che lasciò l'allora Omnitel per fondare la Fastweb della quale è ancora il maggiore azionista. Scaglia non ha ancora preso casa nella capitale britannica, ma vi trascorre la maggior parte del suo tempo ed è possibile che presto vi elegga la sua residenza. Il terzo, Colao, arriverà tra poco.

Dopo una parentesi durata due anni alla guida della Rcs Mediagroup come amministratore delegato, il manager è stato richiamato dalla Vodafone che lo ha recentemente nominato numero due della multinazionale, che ha il suo quartier generale a Londra. Colao, che vorrebbe trasferire tutta la famiglia, si sta attrezzando per cercare casa, aiutato nell'impresa dai suoi predecessori. «Siamo rimasti in rapporti non buoni, ma ottimi» racconta uno dei tre manager «e ora siamo contenti che il trio si sia finalmente riunito». (M.C.)



4 - SVOLTE EFFICIENTISTE - LE CARCERI NON SONO PER I MAGISTRATI.
Novità in vista per il Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. In nome del criterio della competenza che il governo Prodi vuole applicare a tutte le nomine, si sta valutando l'idea di affidare a un dirigente interno, e non più a un magistrato, la guida dei 205 istituti di pena. Con 2,5 miliardi di euro di bilancio, 45 mila agenti della Polizia penitenziaria e 11 mila impiegati civili, il Dap assorbe il 40 per cento del bilancio del ministero della Giustizia. Sebbene a inizio agosto il guardasigilli Clemente Mastella abbia riconfermato come direttore generale il magistrato Giovanni Tinebra (destinato alla procura generale di Catania), l'avvicendamento è atteso nel mese di ottobre.

5 - HARRY POTTER FA LA MAGIA. SOTTO IL VESUVIO.
La data è fissata, il luogo pure: «La nascita del partito avverrà il 21 ottobre a Napoli» annuncia Stefano Graziano, che insieme a Franco Smurro sta coordinando per conto di Marco Follini il congresso costitutivo dell'Italia di mezzo. Rinviata per qualche mese, la scissione dall'Udc, spiega Graziano, coinvolgerà «molti centristi delusi da Pier Ferdinando Casini», ma non Bruno Tabacci, che ha ricucito i rapporti con l'ex presidente della Camera. Follini, poi, continua a rimproverare a Casini la mancata rottura con la Cdl per fondare un polo autonomo di centro. «Provenienti da tutta Italia, saremo un migliaio» prevede Graziano «compresi un centinaio di amministratori locali, una cinquantina di consiglieri provinciali e una decina di consiglieri regionali».

Tra questi, l'abruzzese Giorgio De Matteis, il lucano Antonio Flovilla e il pugliese Angelo Cera. A fare da padrone di casa sarà il campano Antonio Milo, che porta in dote l'attuale segretario regionale dell'Udc, Arturo Iannaccone, oltre che un consistente pacchetto di voti. «Ci vediamo al teatro Mediterraneo» chiude Graziano. Là dove Clemente Mastella convocò a gennaio l'ultimo congresso dell'Udeur. (Carlo Puca)

6 - NEWS IN TV - IL «TG5» DIVENTA FLASH.
Grafica nuova, ritmo incalzante nelle immagini e nel linguaggio. È lo stile delle breaking news di Tg5 Minuti, nuova edizione in versione flash del Tg5 guidato da Carlo Rossella. Dopo quelli alle 8, 13, 20 e quello della notte, il quinto appuntamento andrà in onda alle 17, dal lunedì al venerdì. «Si è voluto colmare il vuoto tra le 13 e le 20, un segno di grande sensibilità della rete verso l'informazione» spiega Annalisa Spiezie, responsabile con Gianluigi Gualtieri. Da lunedì 18 settembre si alterneranno quattro conduttori: Gualtieri, Luca Rigoni, Maria Luisa Cocozza e Laura Cannavò, che inaugura. In caso di grandi eventi, l'edizione sarà monotematica. (D.M.)

7 - ACQUEDOTTO DELLE ASSUNZIONI.
Nella Puglia di Vendola si prepara un'ondata di contratti a tempo indeterminato.
Saranno 201 i nuovi assunti nell'acquedotto più grande d'Europa. Arriveranno tramite una società di lavoro interinale al posto dei 36 precari «cacciati» perché assunti dal centrodestra. È la «rivoluzione» del governatore pugliese Nichi Vendola di Rifondazione. Un anno fa, appena nominato Riccardo Putrella come nuovo presidente dell'Acquedotto pugliese, si denunciò la presenza di 36 raccomandati dai cognomi famosi, assunti dai precedenti vertici dell'azienda proprio alla vigilia della sostituzione. Erano contratti a termine di un anno che non sono stati rinnovati. Con buona pace di quanti a sinistra predicano sui precari da regolarizzare. Adesso, però, i vertici dell'Acquedotto, in sintonia con Vendola, scoprono di aver bisogno di 201 nuovi dipendenti che saranno assunti per la maggior parte a tempo indeterminato. Nessun concorso pubblico, ma selezioni per non subire pressioni, ha sostenuto Vendola con i consiglieri regionali (di entrambi i poli) che lo contestano. E la prima parte delle selezioni sarà affidata alla Manpower, uno dei leader del lavoro interinale che Rc vedeva come il nemico da abbattere. (Antonio Calitri)

8 - IMPIANTI CONTROVERSI.
Una centrale elettrica in piena Roma fa litigare Francesco Storace e Walter Veltroni. L'ex governatore del Lazio ha presentato un'interrogazione in Senato per segnalare l'emissione di polveri sottili (pari a 1/4, accusa, di quella di tutte le auto romane) prodotta da una piccola centrale Acea, la Montemartini, nel quartiere Ostiense. La centrale, dice l'esponente di An, dovrebbe servire come rinforzo solo nei periodi di maggiore richiesta energetica. E invece va a tutto gas. Anzi a tutto gasolio. Storace, con i residenti, ne chiede la chiusura o lo spostamento. Per Veltroni risponde l'Acea: la centrale non emette tonnellate di polveri sottili, ma solo 240 kg nel 2005. E nel 2003, quando ci fu il black- out, permise a mezza città di riavere presto la luce. La battaglia continua. (M.Z.)

9 - INIZIATIVE SGRADITE - SUL PALIO NON SI GIOCA.
Scherza con i fanti ma lascia stare il Palio. La pensa così un drappello di deputati ds toscani che ha fatto fuoco e fiamme per impedire ai Monopoli di lanciare le scommesse sul Palio agostano dell'Assunta.
La decisione dell'Agenzia dei giochi di raccogliere le puntate e di chiuderle dopo poche ore era nota. Panorama ha scoperto che dietro il piccolo giallo c'è una levata di scudi dei Ds toscani, i quali non hanno esitato a tempestare di telefonate il viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco. Il primo ad adontarsi per l'apertura delle scommesse è stato il sindaco ds di Siena, Maurizio Cenni, seguito dal magistrato delle contrade, dai rappresentanti del Consorzio per la tutela del Palio e infine dai parlamentari ulivisti toscani Franco Ceccuzzi e Rolando Nannicini.
Di fronte a una protesta così Visco si è piegato imponendo ai Monopoli di annullare le giocate. (D.M.)


Dagospia 14 Settembre 2006