LAPO TORNA PER IL LANCIO DELLA 500 - BANKITALIA CHIUDE DELEGAZIONI ESTERE - AUTOSTRADE PREOCCUPATE - ARPE: OPA SANTANDER GIÀ SMENTITA - TOTI AL 2% DI CAPITALIA - CATANIA: CONTI FS COLPA DEI POLITIC - QUOTIDIANI USA: È CRISI.

1 - FT: PER LANCIARE NUOVA CINQUECENTO SI PUNTA SU LAPO ELKANN.
(Apcom) - Per lanciare la nuova Cinquecento Fiat punta su Lapo Elkann. Lo scrive oggi il Financial Times, citando fonti vicine all'operazione, e precisando che per l'ex responsabile del brand Fiat non si tratterebbe di un "rientro ufficiale", ma piuttosto di "assumere la guida di una squadra esterna per lavorare su alcuni dei progetti a maggiore visibilità". No comment ufficiale da parte del Lingotto, aggiunge il quotidiano, secondo cui sulla nuova Cinquecento il gruppo punta molto, un'operazione su cui "gli uffici del marketing discutono da mesi". "Il ritorno di Lapo può esser visto come una scommessa per il gruppo industriale italiano". Se la sua immagine personale e quella della casa torinese sono rimaste danneggiate a seguito dell'overdose in cui ha rischiato la vita, "Lapo Elkann viene considerato come un 'trendsetter' da riviste del calibro di Vanity Fair". Fiat, conclude l'Ft, spera che il ritorno della Cinquecento si riveli altrettanto cruciale quanto lo è stato per Bmw la nuova Mini.

2 - BANKITALIA: VIA FILIALI PERIFERICHE E DELEGAZIONI ALL'ESTERO.
(Agi) - Via le filiali periferiche, chiusura delle delegazioni all'estero, l'Uic assorbito in via Nazionale. La riorganizzazione della Banca d'Italia messa punto dal direttorio prevede un istituto piu' snello, meno articolato sul territorio sebbene rafforzato a livello regionale. E' questo in sintesi il contenuto del documento consegnato questa mattina ai sindacati che gia' annunciano battaglia. "Non ci presenteremo all'incontro e proclamiamo lo stato di agitazione", annuncia il segretario generale della Falbi, Luigi Leone. "Il progetto", aggiunge, "assomiglia a una soluzione superficiale, semplicistica che appare l'esecuzione di un ordine imposto dall'alto. E' un progetto che mortifica la professionalita' dei dipendenti dell'istituto e le sue stesse funzioni". In particolare, l'intervento sulla periferia, che oggi conta su 99 filiali, prevede tre passaggi. Innanzitutto il potenziamento delle filiali regionali, in cui saranno concentrate "anche le attivita' di vigilanza svolte dalle rimanenti filiali". Quindi, la progressiva chiusura, "in un contenuto arco temporale predefinito, della "restante rete periferica". Infine, la creazione di "un numero ristretto di filiali specializzate per la gestione del contante prelevato o riversato da banche e societa' di servizio". All'estero, il progetto punta alla soppressione delle sei delegazioni che svolgono anche la funzione di rappresentanza dell'Uic. La chiusura, viene spiegato, "non implicherebbe la rinuncia a presidiare" alcune piazza importanti "ma piuttosto l'adozione di forme di presenza piu' leggere e flessibili". Ad esempio, "attivando posizioni di addetto finanziario presso le ambasciate italiane nei Paesi interessati". La Banca d'Italia si impegna comunque a non adottare interventi "traumatici per il personale". Via Nazionale, rileva il piano, "intende adottare gli ordinari strumenti gestionali: turn-over, avanzamenti, part-time, richieste di trasferimento". E se fossero necessari "ulteriori strumenti" viene promesso che saranno "concordati con le organizzazioni sindacali". Il progetto non indica quanti saranno i lavoratori ancora alle dipendenze di palazzo Koch alla fine del processo, ma si limita a sottolineare che sono 2.640 i dipendenti che potrebbero lasciare l'istituto tra il 2006 e il 2013 e di questi 1.551 cesseranno d'ufficio.

3 - CASTELLUCCI (AUTOSTRADE): ARTICOLO 12 CONCESSIONI PREOCCUPA CONFINDUSTRIA SE NE E' PARLATO IN COMITATO PRESIDENZA.
(Ansa) - 'Abbiamo condiviso le preoccupazioni di Autostrade sugli effetti a breve e a lungo termine dell'articolo 12' del Dl fiscale che rivede il sistema di concessioni autostradali. Lo ha detto l'amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci, esprimendo, all'uscita dal comitato di presidenza dell'associazione degli industriali, il parere degli imprenditori. Al comitato, ha spiegato Castellucci, 'si e' parlato in generale dell'articolo 12. E' un tema che in questo momento genera preoccupazione trasversalmente alle istituzioni'. Sul fronte societario l'amministratore delegato ha precisato che 'oggi non ci sono novita' circa la fusione' tra Autostrade e Abertis.

4 - ARPE: OPA SANTANDER IPOTESI GIA' SMENTITA.
(Ansa)
- 'Non c'e' materia per commentare quello che e' gia' stato smentito'. Cosi' l'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, commenta i rumors sul destino della banca romana nel risiko bancario. Ieri voci di un'opa del Santander su Capitalia hanno fatto crescere di oltre il 4% i titoli di Via Minghetti. Arpe, a margine della giornata mondiale del risparmio, ha inoltre sottolineato come 'ovviamente faccia piacere' l'apprezzamento che e' stato ribadto ieri dall'azionista Abn Amro per il management di Capitalia.

5 - SI.TO FINANCIERE (TOTI) DETIENE 2% CAPITALE CAPITALIA.
(Apcom)
- La Si.To. Financiere, facente capo al costruttore romano Toti, detiene dallo scorso 26 ottobre il 2,001% del capitale di Capitalia. Lo si apprende dalle comunicazioni odierne della Consob sulle partecipazioni rilevanti. La quota è detenuta indirettamente tramite la società Cinecittà Centro Commerciale.



6 - CATANIA (FERROVIE): CONTI IN ROSSO PER COLPA DELLA POLITICA - BERSANI, RISULTATI NON GIUSTIFICANO LIQUIDAZIONE DA 7 MILIONI.
(Ansa) - 'Non intendo commentare le modalita' della mia uscita. Il mio rapporto, come tutti i manager pubblici e privati, era regolato da un contratto. Non c'e' stata alcuna negoziazione, come e' stato detto piu' volte'. L'ex presidente ed amministratore delegato del gruppo Ferrovie, Elio Catania, lo scrive in una lettera a Repubblica, 'con riferimento - spiega - alle dichiarazioni del ministro Bersani' riportate dal quotidiano il 26 ottobre. Catania parla di 'significativi miglioramenti' sul piano operativo sotto la sua gestione, dimostrati da 'dati inconfutabili', e rileva che 'la criticita' della situazione finanziaria riflette principalmente interventi precisi della politica', blocco delle tariffe e tagli ai trasferimenti, 'in assenza dei quali il bilancio gia' nel 2005 avrebbe riportato utili'. Per il manager 'c'e' un solo modo per riportare realmente in bonis le Fs, senza penalizzare il servizio: allenare le tariffe all'Europa e ripristinare i trasferimenti. E' una occasione - dice - che mi auguro il ministro Bersani, al quale va la mia profonda stima, non vorra' mancare'. Intanto il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani replica ad un'altra lettera di Elio Catania, pubblicata ieri dall'Unita': 'Nella lettera Catania non smentisce l'entita' della liquidazione, pari a 7 milioni di euro, evidentemente prevista dal suo contratto. Se tutto cio' e' poco giustificabile in via assoluta - dice il ministro - lo e' ancora di piu' in relazione ai risultati ottenuti che mostrano una azienda in una situazione assolutamente critica. Siamo i primi a sottolineare che in questi anni l'azionista sia venuto meno ai propri impegni, tuttavia e' difficile da esentare da responsabilita' i massimi dirigenti che avrebbero comunque potuto far sentire la loro voce ed agire, ad esempio, in campo tariffario, laddove erano in condizione di intervenire anche di fronte a comportamenti opportunistici del precedente governo'.

7 - CROLLANO LE VENDITE DEI QUOTIDIANI USA, E' COLPA DI INTERNET.
(Apcom) - Le vendite dei quotidiani metropolitani negli Stati Uniti stanno crollando. Lo sottolinea l'Audit Bureau of Circulations, organismo che monitora la distribuzione delle testate americane, nel suo rapporto semestrale per il periodo fino a settembre 2006. Si tratta del quarto rapporto semestrale consecutivo che registra una significativa diminuzione nel numero di copie vendute, sia nei giorni feriali che la domenica. In generale, il crollo nelle vendite durante la settimana ha toccato il 2,8 percento, ma è soprattutto il 3,4 percento perso alla domenica a preoccupare gli addetti ai lavori. Le edizioni della domenica, solitamente più corpose e costose, sono considerate un salvagente decisivo in un mercato in crisi, grazie anche alle entrate pubblicitarie che assicurano.
Principali responsabili del calo di vendite sarebbero la crescente popolarità dell'informazione via internet e la riduzione nell'acquisto di copie all'ingrosso da parte di hotel, compagnie aeree ed altre istituzioni. Le conseguenze hanno investito quotidiani nazionali del calibro del New York Times, che ha perso il 3,5 percento durante la settimana scendendo a 1.086.798 copie vendute. Il quotidiano registra la stessa perdita percentuale anche di domenica (1.623.697 copie vendute). Perde un drammatico 6,7 percento (e addirittura il 9,9 la domenica) anche il Boston Globe, a sua volta di proprietà della New York Times Company.

Non va meglio al Washington Post, che perde il 3,3 percento durante la settimana (scendendo a 656.297 copie vendute) e il 3,6 alla domenica (930.619 copie) Il Los Angeles Times perde ancora di più, con una circolazione crollata dell'otto percento durante la settimana (775.766 copie vendute) e del sei la domenica (1.172.005 copie).

Resiste invece abbastanza bene il Wall Street Journal, le cui perdite da lunedì a sabato si mantengono nella media (1,9 percento, con 2.043.235 copie vendute). La domenica, invece, è nera anche per il Journal: 6,7 percento in meno e solo 1.945.830 copie vendute, meno che durante la settimana.

In un contesto di perdite generalizzate che colpiscono testate grandi e piccole, i giornali più popolari sembrano far fronte alla crisi con più successo. Usa Today ha perso "solo" l'1,3 percento, scendendo a 2.269.509 copie vendute. A New York, l'eterna battaglia delle vendite fra i tabloid Daily News e New York Post ha visto quest'ultimo superare il rivale, grazie a un'inconsueta crescita del 5,1 percento che lo colloca al quinto posto nella classifica dei più venduti con 704.011 copie giornaliere, davanti anche al Washington Post. Il Daily News è invece davanti la domenica, quando le copie vendute passano dalle 693.000 dei feriali a 780.196. In questo caso, la crescita è dell'uno percento durante la settimana e dello 0,1 alla domenica, quando il New York Post vende solo 427.624 copie (più 0,4 percento).


Dagospia 31 Ottobre 2006