RIVOLUZIONE AL TG3: LA DIVINA BIANCA LASCIA L'EDIZIONE DELLE 19? - CAPPON-LEONE VORREBBERO ANTICIPARE IL PENSIONAMENTO DI SACCA' (SCHIZZATO ANCHE DA PIERSILVIO) - MARIO GIORDANO SU L'ARRIVO DELL'IMAN TORSELLO - POMERIGGIO CON RISENTIMENTO.

1 - RIVOLUZIONE AL TG3 (IL PIU' AMATO DAL FOGLIO): LA BERLINGUER LASCIA L'EDIZIONE DELLE 19
Il Tg3 di Antonio Di Bella, che porta a casa importanti risultati d'ascolto nelle edizioni delle 14.20 (media di share del 12%) e delle 19.00 (media di share del 15%), subisce, si sussurra nei corridoi di viale Mazzini, una piccola rivoluzione: l'icona scollata Bianca Berlinguer lascerà la conduzione dell'edizione delle 19.00 per acquisire un ruolo di punta a Primo Piano.
Tra le papabili sostitute al posto della divina Bianca sono in ascesa le quotazioni della curvacea Maria Rosaria De Medici.
Intanto il prode Antonio riceve il plauso del Foglio che sentenzia: un tg di sinistra, ma non per questo asservito al nuovo Governo.

2 - CAPPON-LEONE VORREBBERO ANTICIPARE IL PENSIONAMENTO DI SACCA'
Aggiornamento Saccà. Perché si fa così impellente per il direttore di Rai Fiction - che sta inanellando un successo dopo l'altro su Canale5 - il trasloco da viale Mazzini? Sembra che la coppia Cappon-Leone - dopo aver segato la fiction "Sottocasa" - stia spingendo per agevolare il pensionamento anticipato di Agostino, previsto per il 2008. Dall'altra parte, vale a dire a Cologno Monzese, Piersilvio ha messo una bella croce su Saccà. Troppo ingombrante per Salem e compagnia.

3 - MARIO GIORDANO: NON MI PARE CHE L'ARRIVO DI TORSELLO FOSSE UN EVENTO TALE DA FAR SALTARE UNA FASCIA PUBBLICITARIA
Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Dago,
A proposito di Studio chiuso. Ognuno è libero di avere i giudizi che vuole sul Tg. A noi basta essere un telegiornale sempre più seguito, anche quando gli altri calano (+2 per cento nelle ultime rilevazioni). Anche Dagospia, del resto, ha molti critici, ma poi alla fine tutti lo leggono. E' quello che conta, no?

Ciò che mi stupisce è che fra tante intelligenti e motivate critiche che avreste potuto rivolgerci, è che ve la prendiate con l'edizione di sabato, quella dell'arrivo di Torsello. Per vari motivi. Ne riassumo qualcuno.
a) perché non è vero che eravamo l'unico tg con il segnale aperto. Il segnale era aperto per tutti, se avessero voluto andare in onda;
b) perché la fascia pubblicitaria (chi critica dovrebbe saperlo) va forzatamente scaricata entro le 13 e non mi pare che l'arrivo di Torsello fosse un evento tale da far saltare una fascia pubblicitaria (in effetti l'abbiamo mandato in onda subito dopo: pochi secondi di sfilata giù dall'aereo. Ma ti pare un evento da suonare le trombe e i tromboni?);

c) e a proposito di tromboni. E' piuttosto bizzarro che Dagospia consideri un evento così straordinario ed esclusivo il ritorno in Italia di Torsello, già per altro abbondantemente intervistato e raccontato il giorno prima, cioè il giorno della liberazione.Sinceramente, apprezzando lo spirito di Dagospia credevo che rimaneste piuttosto colpiti dal nostro titolo della sera: "Bentornato Torsello, ma adesso rivestiti" con il commento che diceva: "Di Vispe Terese ne abbiamo avute fin troppe". Ma evidentemente anche i siti migliori sbagliano...

Con simpatia
Mario Giordano



4 - POMERIGGIO CON RISENTIMENTO
Paolo Martini per La Stampa

Non deve stupire nessuno «il pomeriggio con risentimento» che sta andando in onda nelle tv di questi tempi. E va molto aldilà della querelle sollevata a sorpresa da Claudio Lippi, il mite perdente del parco divi di Canale 5. C'era una volta la guerra televisiva post-meridiana all'insegna del sentimentale, ora la volgarità è insopportabile: lo proclama persino l'orsacchiotto ferito Lippi. Certo Buona domenica, messa sotto accusa anche nei giornali di famiglia berlusconiani, rischia di vincere il primo premio trash della tv copia e incolla di questa difficile stagione di Canale 5, segnata dai programmi del clan Bonolis. Ma il pomeriggio è in assoluto il più strano teatro di guerra tra le grandi reti, anche di guerra civile, intestina agli stessi imperi Rai e Mediaset.

Sotto l'assalto incessante delle reti specializzate via satellite, che conquistano sempre più spettatori, si sta scatenando con un'incredibile crescendo il nuovo pomeriggio appunto «con risentimento». Pochi giorni prima del caso Lippi si era consumata una prova di forza senza precedenti tra potentati Rai a proposito dei polpettoni pomeridiani, con il direttore di Raifiction Agostino Saccà che ha cercato di salvare Sotto casa dalla scure impugnata insieme da Fabrizio Del Noce di Raiuno e dal nuovo vice direttore generale Giancarlo Leone.

Ed era appena passata sotto silenzio la retromarcia innestata dagli improbabili neo-seriosi Cucuzza and co.: per riacciuffare un decoroso 26 %, La vita in diretta è tornata al gossip e alla Vipperia da strapazzo, ma tanto per non farsi subito ammonire dal cda, solo nella «prima» parte. Soffre un po' anche l'altra trasmissione invincibile del pomeriggio, Uomini e Donne, nonostante Maria De Filippi stia provando la formula del racconto quasi a «reality» dell'harem postmoderno: un giovane belloccio può scegliere di flirtare liberamente con tante corteggiatrici. Nessun ateo devoto si è ancora svegliato a protestare, e i teo-con la De Filippi l'hanno data per persa da tempo.

Ma gli ascolti non sono più clamorosi e da lunedì prossimo la De Filippi dovrà vedersela per un buon quarto d'ora con la guerra in casa di Rita Dalla Chiesa. Visto il rinnovato successo di Forum nella fascia di mezzogiorno, che dà ormai filo da torcere persino a Raiuno, i vertici di Retequattro hanno pensato bene di prevedere un bis tutti i giorni, alle 14. «Parleremo ai giovani di sentimenti, separazioni, divorzi, affidamenti, liti in famiglia», promette la risorgente Rita.

Il raddoppio di Forum è anche una mossa di controffensiva preventiva. Si sa che il direttore di Raidue ha pensato un nuovo format per sostituire lo sfracello pomeridiano di Wild west, che non ha fatto un baffo al solito Uomini e donne. Titolo di lavoro - ma data l'originalità assoluta sarà facile che diventi definitivo - è Donne. Si vocifera che potrebbe trattarsi di televisione sociale hard. Metà reality-show, con tanto di votazioni ad eliminazione, metà tv dei miracoli: i casi umani femminili (anoressiche, bulimiche, emarginate, ecc.) dovrebbero risolversi positivamente nel racconto tv.

C'è grande attesa, anche perché Donne dovrebbe avere un'appendice in otto show di prima serata ed è stato affidato per la produzione alla fabbrica del Grande fratello e ad autori navigati, che si vocifera abbiano per primi manifestato perplessità. Così, dai piani alti della Rai, dove il nuovo re Leone si muove sulle programmazioni di concerto con un vivace gruppo di lavoro (Agnese, Teodoli e altri), escono voci preoccupate. «Basta che non si riduca tutto alla spettacolarizzazione del disagio sociale femminile», si sente dire. Si vogliono garanzie che per Donne non riparta contro la Rai l'inevitabile polemica sul degrado trash della tv. Soprattutto ora che la querelle-spettacolo di Lippi ha distolto un po' di tensioni polemiche dal facile bersaglio dell'Isola dei famosi.


Dagospia 06 Novembre 2006