IL GOVERNO RISCRIVE NELLA NOTTE LA FINANZIARIA - PRODI NON HA SPALLATE SU CUI PIANGERE - SBOTTA ANCHE L'ARMA - DISOCCUPATI I CASCHI BLU ITALIANI IN LIBANO - LA SINISTRA PROVA A RICOMPRARE BOSSI - CHITI: 'ECCO COSA OFFRIAMO AL CARROCCIO'.
Da Il Velino.it
IL GIORNALE - In apertura: "Il governo riscrive nella notte la Finanziaria". Editoriale di Paolo Guzzanti: "Rivoluzione copernicana". Di spalla: "La bufala di teo-con sconfitti". A centro pagina: "Disoccupati i caschi blu italiani in Libano". In un riquadro: "Arrestato segretario Sdi. Rubava i soldi ai bambini africani". A fondo pagina: "L'arte del suicidio".
IL TEMPO - In apertura: "Sbotta anche l'Arma". Editoriale di Giuseppe De Filippi: "Solo i sindacati stanno zitti". "Manovra, pronta la fiducia". A centro pagina: "Bullismo, il fenomeno dilaga". "Montesilvano, sindaco e assessori in manette". A fondo pagina: "Trasporti da terzo mondo. Nuovi disagi e scioperi"
LIBERO - In apertura: "Governo ladro, carabinieri infuriati". Editoriale di Marcello Veneziani: "I miei cattivi auguri a Mortadella e alla sua banda". A centro pagina: "La sinistra prova a ricomprare Bossi". A fondo pagina: www.pandora.com: il sito che cambia la musica
IL FOGLIO - In apertura: "Prodi non ha spallate su cui piangere". "'Sul federalismi siamo pronti all'appoggio esterno al governo'". "Il governo iracheno affronta il maxisequestro e la sfida delle milizie". A fondo pagina: "Và dove ti porta la Finanziaria".
IL RIFORMISTA - In apertura: "I Ds non sanno più cos'è il Pd". "Silvio è sul banco dei sospettati". Di spalla: "Braccia rubate al socialismo" di Francesco Cossiga. A centro pagina: "I socialisti al voto per sciogliere il rebus Royal". A fondo pagina: "Perché la Napoli lazzara è cara a Bassolino e Iervolino".
LA PADANIA - In apertura: "Bossi: 'Dobbiamo crederci, il federalismo verrà'". Di spalla: "Chiti: 'Ecco cosa offriamo al Carroccio'". A centro pagina: "Castelli: sull'indulto il governo ha mentito". "Ora Violante ammetta che la Lega non è razzista". A fondo pagina: "L'ordine dei giornalisti a cosa serve".
GIORNALISTI, OGGI SCIOPERO.
Da "La Stampa"
La decisione a sorpresa è arrivata ieri sera: una giornata di sciopero dei giornalisti subito, oggi, per giornali e agenzie. Poco prima che venisse presa, il segretario della Fnsi aveva detto: «L'unica direzione è quella di reagire immediatamente al nuovo stop e alla risposta arrogante della Fieg al governo». Serventi Longhi aveva spiegato all'assemblea: «Convoco subito la Giunta per avanzare la proposta dei colleghi dei Cdr». E la proposta è stata approvata.
La giornata era stato l'ennesimo muro contro muro tra editori e giornalisti nella vertenza contrattuale aperta da 625 giorni. Dopo il «no grazie» di ieri della Fieg alla proposta formale del governo di abbinare il tavolo contrattuale con quello della riforma del sistema, la parola passava alla Fnsi; che ha annunciato la giornata odierna di sciopero e oggi, alla fine degli Stati generali, dirà una parola sul pacchetto di scioperi previsti.
Non sono bastati tre ministri (Damiano, Gentiloni, Mastella), un sottosegretario alla presidenza del consiglio (Levi) ed altri rappresentanti del governo e della maggioranza che ieri, alla manifestazione d'apertura degli stati generali dei giornalisti, hanno portato la loro solidarietà ai giornalisti. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano e il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Ricardo Franco Levi avevano annunciato la formalizzazione della richiesta di apertura di un tavolo Fieg-Fnsi, sia sulla riforma dell'editoria che sul contratto. L'appuntamento era il 22 novembre a Palazzo Chigi. «Siamo fiduciosi - avevano spiegato Levi e Damiano - che dai rappresentanti degli editori e dei giornalisti verranno risposte sollecite e positive alla nostra richiesta».
Sennonché la disponibilità è subito arrivata dal sindacato dei giornalisti. Ma non dalla Fieg: «Il problema del rinnovo contrattuale «presuppone l'intesa delle parti e comunque non può essere affrontato nel quadro di consultazioni di altra natura e destinate a tutt'altro fine». Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, aveva a sua volta spiegato: «Il governo Prodi pensa che i contratti vadano fatti e il fatto che si è a muro contro muro è un problema anche per il governo».
Dagospia 16 Novembre 2006
IL GIORNALE - In apertura: "Il governo riscrive nella notte la Finanziaria". Editoriale di Paolo Guzzanti: "Rivoluzione copernicana". Di spalla: "La bufala di teo-con sconfitti". A centro pagina: "Disoccupati i caschi blu italiani in Libano". In un riquadro: "Arrestato segretario Sdi. Rubava i soldi ai bambini africani". A fondo pagina: "L'arte del suicidio".
IL TEMPO - In apertura: "Sbotta anche l'Arma". Editoriale di Giuseppe De Filippi: "Solo i sindacati stanno zitti". "Manovra, pronta la fiducia". A centro pagina: "Bullismo, il fenomeno dilaga". "Montesilvano, sindaco e assessori in manette". A fondo pagina: "Trasporti da terzo mondo. Nuovi disagi e scioperi"
LIBERO - In apertura: "Governo ladro, carabinieri infuriati". Editoriale di Marcello Veneziani: "I miei cattivi auguri a Mortadella e alla sua banda". A centro pagina: "La sinistra prova a ricomprare Bossi". A fondo pagina: www.pandora.com: il sito che cambia la musica
IL FOGLIO - In apertura: "Prodi non ha spallate su cui piangere". "'Sul federalismi siamo pronti all'appoggio esterno al governo'". "Il governo iracheno affronta il maxisequestro e la sfida delle milizie". A fondo pagina: "Và dove ti porta la Finanziaria".
IL RIFORMISTA - In apertura: "I Ds non sanno più cos'è il Pd". "Silvio è sul banco dei sospettati". Di spalla: "Braccia rubate al socialismo" di Francesco Cossiga. A centro pagina: "I socialisti al voto per sciogliere il rebus Royal". A fondo pagina: "Perché la Napoli lazzara è cara a Bassolino e Iervolino".
LA PADANIA - In apertura: "Bossi: 'Dobbiamo crederci, il federalismo verrà'". Di spalla: "Chiti: 'Ecco cosa offriamo al Carroccio'". A centro pagina: "Castelli: sull'indulto il governo ha mentito". "Ora Violante ammetta che la Lega non è razzista". A fondo pagina: "L'ordine dei giornalisti a cosa serve".
GIORNALISTI, OGGI SCIOPERO.
Da "La Stampa"
La decisione a sorpresa è arrivata ieri sera: una giornata di sciopero dei giornalisti subito, oggi, per giornali e agenzie. Poco prima che venisse presa, il segretario della Fnsi aveva detto: «L'unica direzione è quella di reagire immediatamente al nuovo stop e alla risposta arrogante della Fieg al governo». Serventi Longhi aveva spiegato all'assemblea: «Convoco subito la Giunta per avanzare la proposta dei colleghi dei Cdr». E la proposta è stata approvata.
La giornata era stato l'ennesimo muro contro muro tra editori e giornalisti nella vertenza contrattuale aperta da 625 giorni. Dopo il «no grazie» di ieri della Fieg alla proposta formale del governo di abbinare il tavolo contrattuale con quello della riforma del sistema, la parola passava alla Fnsi; che ha annunciato la giornata odierna di sciopero e oggi, alla fine degli Stati generali, dirà una parola sul pacchetto di scioperi previsti.
Non sono bastati tre ministri (Damiano, Gentiloni, Mastella), un sottosegretario alla presidenza del consiglio (Levi) ed altri rappresentanti del governo e della maggioranza che ieri, alla manifestazione d'apertura degli stati generali dei giornalisti, hanno portato la loro solidarietà ai giornalisti. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano e il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Ricardo Franco Levi avevano annunciato la formalizzazione della richiesta di apertura di un tavolo Fieg-Fnsi, sia sulla riforma dell'editoria che sul contratto. L'appuntamento era il 22 novembre a Palazzo Chigi. «Siamo fiduciosi - avevano spiegato Levi e Damiano - che dai rappresentanti degli editori e dei giornalisti verranno risposte sollecite e positive alla nostra richiesta».
Sennonché la disponibilità è subito arrivata dal sindacato dei giornalisti. Ma non dalla Fieg: «Il problema del rinnovo contrattuale «presuppone l'intesa delle parti e comunque non può essere affrontato nel quadro di consultazioni di altra natura e destinate a tutt'altro fine». Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, aveva a sua volta spiegato: «Il governo Prodi pensa che i contratti vadano fatti e il fatto che si è a muro contro muro è un problema anche per il governo».
Dagospia 16 Novembre 2006