I NAPOLETANI DOC DI ALTRANAPOLI CONVINCONO CLINTON A SALVARE IL RIONE SANITA' - MARCHIONNE E GHOSN, MEZZ'ORA DI THRILLING - ANCHE VIVIEN WEISSMAN FESTEGGIA FRANCA COIN - CAPROTTI (ESSELUNGA) SI SCORDA L'"AVVENIRE" (E BOFFO S'OFFENDE).

Federico De Rosa e Raffaella Polato per il "CorrierEconomia" del "Corriere della Sera"


1 - È una lobby trasversale. Senza orientamenti politici, né fini economici. Ha un unico interesse: Napoli. E i componenti, ça va sans dir, sono tutti napoletani. Non qualunque: partenopei «eccellenti» che Ernesto Albanese ha riunito in Altranapoli. Il direttore generale del Coni Servizi ha chiamato a raccolta Franzo Grande Stevens, Mario Greco, Federico Imbert, Giuseppe Tesauro, Dario Scannapieco, Rosario Bifulco e altri duecento partenopei «doc» per fare qualcosa per la città. E loro non si sono tirati indietro. Mano al portafogli, hanno appena tirato fuori quasi 2 milioni di euro per finanziare il recupero del Rione Sanità. Albanese è riuscito a convincere anche Bill Clinton. La fondazione dell'ex presidente americano darà un contributo per il recupero di palazzi, piazze e giardini del quartiere.

2 - Una conferenza stampa convocata con urgenza per la mattina dopo. All'alba, praticamente: le 8. Che erano poi la stessa ora fissata da Sergio Marchionne per il clou dei due Fiat days, quello finito con 250 analisti in insolita standing ovation. Ma il pomeriggio precedente, mercoledì 8 novembre, dietro le quinte dell'Auditorium del Lingotto tutti per un attimo hanno visto aggirarsi un fantasma. Quello di Carlos Ghosn, che da Parigi preannunciava grosse novità. Agitati gli investitori: fosse che alla fine il gran capo Renault-Nissan ha deciso per l'accordo con Gm? O Ford? E agitazione, pur se per motivi diversi, anche nello staff Fiat: fosse che è meglio ritardare, e dar modo ai 250 di seguire la conferenza stampa? Il dubbio è durato mezz'ora. Il tempo di scoprire che il grande annuncio era un'estensione dell'intesa con il partner indiano Mahindra. Notizia che a Ghosn, anziché la scena, tra gli analisti ha assicurato solo un commento: «Dura perdere lo scettro di golden man dell'auto mondiale».



3 - Dagli States è arrivata Vivien Weissman , rappresentante del Congresso Ebraico all'Onu. Anche lei per festeggiare - con Cesare Rimini, Giustina Destro, Paolo Cantarella e gli altri del board - Franca Coin. Perché quello dell'altro ieri non è stato un qualsiasi consiglio, per la Venice Foundation. È il cda che ha rieletto nuovamente presidente la lady veneziana. È alla guida ormai dal 1996, ossia da quando la Fondazione è nata, e si è guadagnata anche una laurea ad honorem in «strategie, gestione e comunicazione dei beni culturali». Prossimo progetto, in partenza con il 2007, il restauro della Cupola della Creazione a San Marco. Nel frattempo, dopo il board , «piccola colazione» (così la definisce la signora) a casa Coin. Ovviamente sul Canal Grande, dove Palazzo Barbaro si affaccia.

4 - Una dimenticanza, forse voluta, ha creato qualche imbarazzo a Bernardo Caprotti. Per protestare contro le Coop, il patron di Esselunga ha comprato paginate su "Corriere della Sera", "La Gazzetta dello Sport", "Repubblica", "Stampa", "Giornale", "Messaggero", "Sole" e tanti altri quotidiani nazionali. Non sull'"Avvenire". E Dino Boffo c'è rimasto male. Il direttore del quotidiano dei vescovi ha alzato il telefono e chiesto spiegazioni. Caprotti, un po' sorpreso, ha promesso che la prossima volta non succederà.


Dagospia 20 Novembre 2006