AMERICA OGGI: INCONTRI PELOSI PER RUTELLI - LA SANTA INTESA BAZOLI-ZALESKI
PRODI: COME VIVERE - E MALE - SENZA BERLUSCONI - LA CASIRAGHI IN MIRAQUOTA
MARINA B. VENDE IL PALAZZO DI "SORRISI E CANZONI" - RCS, DA RICUCCI A STATUTO?

1 - AMERICA OGGI: RUTELLI INCONTRA NANCY PELOSI, FESTA DANZANTE PER ELIA VALORI, GUARGUAGLINI E' "L'UOMO DELL'ANNO"
In queste ore Ciccioduro Rutelli sta dormendo in un grande albergo di Washington. E' un sonno tranquillo perchè ieri sera il leader della Margherita era molto soddisfatto degli incontri alla Casa Bianca con il vicepresidente Dick Cheney, e alla Banca Mondiale con Paul Wolfowitz. Dovrà svegliarsi presto e dedicare alla toilette qualche minuto in più. Oggi infatti incontrerà una donna che gli piace molto e che è molto fiera delle sue origini italo-americane. E' Nancy Pelosi, la 66enne cresciuta nella Little Italy di Baltimora, che da poche settimane presiede per conto dei democratici la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Dopo l'incontro a Capitol Hill, Rutelli, che ieri ha avuto anche il tempo di un incontro con la stampa nell'Ambasciata italiana, si trasferirà a Boston e domani sarà a New York per una serie di noiosi incontri di carattere culturale.

Alle 10 dovrà andare all'Istituto italiano di cultura dove il giornalista televisivo Claudio Angelini gli ha organizzato un incontro sulla politica culturale e la difesa delle zone archeologiche di Roma. Rutelli vorrebbe volare alto e parlare dei grandi temi che lo appassionano, ma i compiti istituzionali lo obbligheranno a recarsi in serata alla New York University dove, presso la casa italiana "Zerilli-Marimò", si esibirà in una dotta dissertazione su un tema che ricorda la retorica degli anni '30: "La cultura: il nostro orgoglio e la responsabilità". Appena si sarà spenta l'eco delle sue parole, la comunità di Broccolino tirerà fuori dagli armadi gli smoking cuciti a mano dai nonni emigranti, e si preparerà a festeggiare lunedì sera Pierfrancesco Guarguaglini, nominato "Uomo dell'anno". Appena il tempo di lucidare le scarpe ed ecco in arrivo per la gioia degli italo-americani, nientepopodimenochè Giancarlo Elia Valori, che durante una cena di gala danzante, sarà premiato dalla Camera di Commercio per i suoi meriti "storici". L'America gode.

2 - PRODI: COME VIVERE - E MALE - SENZA BERLUSCONI
Romano Prodi ha distillato nei confronti del Cavaliere-sincopato una goccia di umanità. L'ha fatto perchè l'idea che Berlusconi possa ritirarsi dalla politica lo terrorizza. Ieri a Milano ha sfottuto la manifestazione del 2 dicembre per la quale non si sa ancora se il Cavaliere arriverà di persona, oppure via etere e, in alternativa, con l'elicottero che cala il Risorto su piazza San Giovanni. Se dovesse ritirarsi per lasciare il posto a uno dei sette candidati più popolari alla successione, per Romano si aprirebbero scenari imprevedibili. "Lasciate riposare Silvio", scrive oggi in un patetico editoriale su "Libero" il direttore Vittorio Feltri, che una settimana fa ha rivelato i dettagli della cena in casa della marchesa Santanchè dove Berlusconi ha ripetuto il suo peana per Gianni Letta.

E "lasciate riposare Silvio" è anche il pensiero di Prodi il quale sa benissimo che l'ala centrista del suo Governo e dell'opposizione non aspettano altro che riaprire le danze per un Governo istituzionale di transizione presieduto da Franco Marini. A Milano Prodi ha partecipato ieri a un Convegno indetto dalla Provincia sul tema "Milano Globale. Competere e fare sistema". L'incontro era promosso dal presidente della Provincia, Filippo Penati e aveva come preludio la presentazione del nuovo numero della "Territorial Review" dell'Ocse. Sull'iniziativa, alla quale erano presenti 16 personalità e ministri intervistati da ben tre giornalisti (Maria Latella, Nicola Saldutti e Peppino Turani), corrono voci curiose. Sembra infatti che il presidente della Provincia, Penati, abbia ingaggiato per l'organizzazione dell'evento una società di comunicazione molto, molto "vicina" al Presidente del Consiglio. Con 200mila euro il Penati si è assicurato la partecipazione straordinaria di Prodi e degli altri ospiti, mentre altri 100mila sono stati spesi per l'organizzazione.

3 - IL DUPLEX BAZOLI-ZALESKI CHE HA LASCIATO IL SANPAOLO CON IL SEDERE PER TERRA
Abramo-Bazoli, il banchiere bresciano artefice della Sant'Intesa che ha fuso il SanPaolo dentro BancaIntesa, ha due amici. Il primo si chiama Prodi, un uomo che frequenta da 30 anni e rispetto al quale sente di avere un'influenza carismatica. Il secondo è un ingegnere minerario di origini polacche, francese per nascita e italiano di adozione che da 20 anni ha messo radici tra Milano e la Val Camonica. Si chiama Romain Zaleski, classe 1983, di professione finanziere e industriale. Come finanziere è stato protagonista di ricchissime speculazioni in Borsa che per la loro natura non fanno inorridire il cattolico Bazoli. Come industriale ha messo in piedi un impero dell'acciaio che comprende una galassia di società italiane e straniere. Per trovare la proprietà dei suoi beni bisogna viaggiare tra le finanziarie che si trovano in Lussemburgo e in Olanda.

L'amico di Bazoli ha però una forte passione per la musica (la moglie siede nel consiglio della Fondazione per la Scala), e arriva al punto di far diventare azionisti e consiglieri di amministrazione i dipendenti di una delle sue società. Zaleski non ama le copertine e non rilascia interviste, una scelta che lo accomuna al Cuccia-bianco di Brescia, Abramo-Bazoli. In nome dell'amicizia che li lega ieri il finanziere ha acquistato il 2% del SanPaolo, un'operazione che serve soltanto a rafforzare la presenza di Bazoli dentro la Sant'Intesa. Con i soldi messi sul piatto dall'amico di origini polacche, Bazoli ha voluto soltanto difendere se stesso, evitare colpi di scena e ribaltoni nella conduzione della superbanca che ha lasciato i torinesi del SanPaolo con il sedere per terra. "Le jeux sont faits, rien ne va plus!", e a Torino si devono mettere l'anima in pace. Non a caso sulla "Stampa" si riparla oggi della possibilità che Pietro Modiano, l'attuale direttore generale del SanPaolo Imi, possa alzare i tacchi per un'altra poltrona.



4 - MARINA B. VENDE IL PALAZZO DI "SORRISI E CANZONI"
L'indirizzo è prestigioso: corso Europa 5/7 di Milano. L'immobile è piazzato nel centro della città e i sette piani sono adibiti completamente ad uffici. Sono queste le ragioni per cui i grandi immobiliaristi come Pirelli Re, Zunino, Coppola e Statuto hanno già espresso l'intenzione di acquistarlo. Sarà una battaglia a colpi di milioni di euro e bisognerà vedersela con l'Arnoldo Mondadori Editore che ha acquistato l'edificio molti anni fa quando la "Silvio Berlusconi Editore" (SBE) acquistò l'edificio dopo aver comprato i settimanali "Tv Sorrisi e Canzoni" e "Telepiù". Adesso Marina Berlusconi ha deciso di venderlo perchè riuscirà a realizzare il sogno di concentrare tutte le testate del Gruppo nell'area di Segrate. Il sogno era già nella testa del vecchio Arnoldo quando nel 1975 divenne operativa la nuova sede disegnata dall'architetto Niemeyer alla periferia di Milano. Ma nessun successore del patriarca, a cominciare da figlio Giorgio al genero Mario Formenton e al nipote Leonardo, era riuscito a ristrutturare l'antica cascina attorno alla quale si estendono i campi e la terra acquistati dal vecchio Arnoldo.

In realtà la cascina finora era rimasta fuori dal recinto della sede perchè secondo gli accordi iniziali spettava al Comune di Segrate deciderne la destinazione e il ripristino. Cosa mai avvenuta. Dopo un contenzioso di oltre 35 anni, la Mondadori ne è tornata finalmente in possesso e l'ha completamente recuperata con un risultato pratico e un risultato d'immagine (ancora più importante). L'obiettivo concreto è di avervi ricavato gli uffici per ospitare la divisione pubblicità e per portare all'inizio del 2007 tutta la divisione delle testate Tv. Con il trasferimento nella cascina la direzione periodici Mondadori di Briglia e Vallardi potrà "normalizzare" la redazione di "Sorrisi" che dall'alto delle sue tirature ha sempre goduto di una straordinaria autonomia fino al punto di mal sopportare le esigenze di razionalizzazione della casa madre. Il risultato di immagine si lega invece alla sua inaugurazione perchè sarà il preludio simbolico alle iniziative che Marina Berlusconi sta già studiando per celebrare il centenario della nascita del Gruppo editoriale. Era il marzo 1907 quando Arnoldo Mondadori si mise in proprio rilevando a Ostilia di Mantova la tipografia dei fratelli Manzoli, e prese a stampare il suo primo periodico che chiamò "Luce!".

5 - A CHI IL PACCHETTO RCS EX RICUCCI? SI MUOVE STATUTO?
Sarebbe un errore pensare che alcuni degli "ex-furbetti del quartierino" pensino soltanto a comprare palazzi e alberghi. Danilo Coppola, ad esempio, è entrato dentro il Gruppo "PerlaFinanza" che pubblica tra l'altro il quotidiano "Finanza&Mercati" e si sta divertendo come un pazzo a far venire il mal di pancia al direttore Osvaldo De Paolini. Anche un altro immobiliarista, Giuseppe Statuto, smania dalla voglia di mettere i piedi dentro l'editoria. Dopo aver acquistato alberghi di lusso a Venezia e a Milano, il 39enne finanziere di Aversa ha voglia di entrare in un salotto buono. Tempo fa ha dichiarato di non sentirsi escluso da nessun salotto e di considerare un nonsenso la distinzione tra capitalisti buoni e capitalisti brutti, sporchi e cattivi.

Secondo le ultime notizie che girano a Milano il giovane titolare della "Michele Amari" avrebbe messo gli occhi sul pacchetto di azioni Rcs che la banca BPI (ex-Popolare di Lodi) dovrà collocare presto sul mercato. Si tratta di una quota pari a circa il 5,9% del capitale ordinario di via Rizzoli proveniente dalla vicenda Magiste che ha fulminato il furbettone Stefano Ricucci. Poichè non è immaginabile che i 15 soci del Patto di sindacato che attualmente governa Rcs Mediagroup si distribuiscano questo pacchetto, si apre la strada all'ingresso di nuovi azionisti, e cominciano a girare le voci che vorrebbero il giovane Statuto fremente e ansioso di entrare nel salotto buono che governa il "Corriere della Sera".

6 - CASIRAGHI IN MIRAQUOTA MUCCHETTI-SANTA INTESA
Chi è quella bella bionda che sorride a pagina 28 del quotidiano "La Stampa"? E' Rosalba Casiraghi, la sorella di Stefano Casiraghi, il marito di Carolina di Monaco che morì nel 1990 in una gara di offshore. La bella Rosalba vive un momento di gloria ed esce finalmente dall'anonimato. La gloria le deriva dal fatto che venerdì prossimo entrerà, unica donna, a far parte dei 15 consiglieri del Consiglio di sorveglianza di Sant'Intesa. Il suo nome è stato indicato dai soci di minoranza per la forte competenza tecnica che ha dimostrato in questi anni. Purtroppo questa competenza non ha mai avuto l'onore del palcoscenico perchè la bella Rosalba ha sempre firmato le sue analisi finanziarie dietro il paravento della società Miraquota.

E' stato Dagospia - che per le donne ha un debole storico - a rivelare sei mesi fa il nome di chi si nascondeva dietro la sigla Miraquota, la stessa sigla con la quale il giornalista-scrittore, Massimo Mucchetti, firma le sue analisi tecniche pubblicate ogni domenica sul "Corriere della Sera". E guarda caso Mucchetti è l'autore del libro sui vermi informatici che si sono intrufolati nei computer del quotidiano di via Solferino. Su questo libro, che è stato presentato ieri sera a Milano, si continua a discutere perché c'è chi lo considera ispirato dal tandem Bazoli-Colao. Con immensa malignità il "Foglio" di Ferrara è arrivato a scrivere che la nomina di Rosalba Miraquota-Casiraghi sarebbe un riconoscimento allo sforzo letterario e fantaeconomico di "Mucca pazza" Mucchetti. Una tesi niente male.


Dagospia 28 Novembre 2006