AL TETRO ARGENTINA ALBERTAZZI FA ADRIANO, BERLUSCONI FA L'IMPERATORE
SILVIO ARRIVA CON SEXY FIORELLA RUBINO, LELLA BERTINOTTI COL BADANTE D'URSO
BATTUTE ALLEGRE CON FABIO MUSSI: "SI SA CHE ALL'OPPOSIZIONE NON SI FA NIENTE"
SILVIO ARRIVA CON SEXY FIORELLA RUBINO, LELLA BERTINOTTI COL BADANTE D'URSO
BATTUTE ALLEGRE CON FABIO MUSSI: "SI SA CHE ALL'OPPOSIZIONE NON SI FA NIENTE"
Roberta Petronio per "Il Messaggero"
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
Tutti pazzi per Albertazzi-Adriano. Ennesimo debutto affollato e repliche già esaurite a furor di popolo, per lo spettacolo culto "Memorie di Adriano", dall'autobiografia immaginaria che Marguerite Yourcenar ha dedicato all'uomo che governò Roma dal 117 al 138 d.C, messa in scena con la regia di Maurizio Scaparro. Per ascoltare il monologo dell' "imperatore" Giorgio Albertazzi, vicino al traguardo delle 600 rappresentazioni, al Teatro Argentina ieri sera si è mobilitato un parterre diviso fra politica e spettacolo.
Dopo la presenza del vicepremier Francesco Rutelli alle prove generali, c'è attesa per l'annunciata presenza nelle poltronissime di due "mister B" eccellenti: il presidente della Camera Fausto Bertinotti, poi rappresentato dalla moglie Lella, e l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha a lungo applaudito l'attore, al termine dello spettacolo.
La lista degli amministratori della Res Publica interessati alle riflessioni di chi ha esercitato il potere a lungo, annota i ministri Fabio Mussi e Luigi Nicolais, il sottosegretario Nando Dalla Chiesa, l'assessore capitolino alla Cultura Silvio Di Francia, il presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco e il senatore Furio Colombo.
Convergono sotto il palcoscenico, dove il fondale nero fa da quinta rigorosa alla tunica bianca e ai pensieri del protagonista, anche tanti colleghi sensibili al richiamo della "parola": Alessandro Preziosi, Maruska Albertazzi e Mariangela D'Abbraccio, Giulio Scarpati, Serena Autieri. Un'ora e un quarto, tanto dura il miracolo della simbiosi fra l'artista e Adriano: assistono lo stilista Renato Balestra, Jacopo Gassman, Paola Saluzzi, i registi Pasquale Squitieri e Luigi Squarzina.
ALLA PRIMA DI ALBERTAZZI: BERLUSCONI, MUSSI E LE DUE SIGNORE.
Da "l'Unità"
«Avrei di meglio da fare, ma sono costretto a restare perché non sono fungibile e per farli restare assieme». Così Silvio Berlusconi, risponde al ministro Fabio Mussi, al teatro Argentina dove è in programma la prima di «Memorie di Adriano» con Giorgio Albertazzi, Berlusconi ha indicato come esempio Giolitti: «governava, poi lo facevano cadere ma alla fine tornava al governo...».
Nello scambio di battute, Berlusconi ha trovato il tempo anche di una galanteria nei confronti della signora Mussi, alla quale era caduta la borsetta. Il Cavaliere si è inginocchiato e, di fronte alle resistenze della signora che era seduta ha risposto: «Stia, stia pure seduta, e poi per uno dell'opposizione...».
E ancora: «Si sa che all'opposizione non si fa niente». «E sì, è più facile», ha risposto Mussi. E Berlusconi: «È più facile perché si dice nero quando voi dite bianco e si dice bianco quando voi dite nero». L'improvvisato faccia a faccia si è concluso con strette di mano ed un saluto di Berlusconi alla signora Lella Bertinotti: «Mi saluti tanto Fausto».
Dagospia 12 Gennaio 2007
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
Tutti pazzi per Albertazzi-Adriano. Ennesimo debutto affollato e repliche già esaurite a furor di popolo, per lo spettacolo culto "Memorie di Adriano", dall'autobiografia immaginaria che Marguerite Yourcenar ha dedicato all'uomo che governò Roma dal 117 al 138 d.C, messa in scena con la regia di Maurizio Scaparro. Per ascoltare il monologo dell' "imperatore" Giorgio Albertazzi, vicino al traguardo delle 600 rappresentazioni, al Teatro Argentina ieri sera si è mobilitato un parterre diviso fra politica e spettacolo.
Dopo la presenza del vicepremier Francesco Rutelli alle prove generali, c'è attesa per l'annunciata presenza nelle poltronissime di due "mister B" eccellenti: il presidente della Camera Fausto Bertinotti, poi rappresentato dalla moglie Lella, e l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha a lungo applaudito l'attore, al termine dello spettacolo.
La lista degli amministratori della Res Publica interessati alle riflessioni di chi ha esercitato il potere a lungo, annota i ministri Fabio Mussi e Luigi Nicolais, il sottosegretario Nando Dalla Chiesa, l'assessore capitolino alla Cultura Silvio Di Francia, il presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco e il senatore Furio Colombo.
Convergono sotto il palcoscenico, dove il fondale nero fa da quinta rigorosa alla tunica bianca e ai pensieri del protagonista, anche tanti colleghi sensibili al richiamo della "parola": Alessandro Preziosi, Maruska Albertazzi e Mariangela D'Abbraccio, Giulio Scarpati, Serena Autieri. Un'ora e un quarto, tanto dura il miracolo della simbiosi fra l'artista e Adriano: assistono lo stilista Renato Balestra, Jacopo Gassman, Paola Saluzzi, i registi Pasquale Squitieri e Luigi Squarzina.
ALLA PRIMA DI ALBERTAZZI: BERLUSCONI, MUSSI E LE DUE SIGNORE.
Da "l'Unità"
«Avrei di meglio da fare, ma sono costretto a restare perché non sono fungibile e per farli restare assieme». Così Silvio Berlusconi, risponde al ministro Fabio Mussi, al teatro Argentina dove è in programma la prima di «Memorie di Adriano» con Giorgio Albertazzi, Berlusconi ha indicato come esempio Giolitti: «governava, poi lo facevano cadere ma alla fine tornava al governo...».
Nello scambio di battute, Berlusconi ha trovato il tempo anche di una galanteria nei confronti della signora Mussi, alla quale era caduta la borsetta. Il Cavaliere si è inginocchiato e, di fronte alle resistenze della signora che era seduta ha risposto: «Stia, stia pure seduta, e poi per uno dell'opposizione...».
E ancora: «Si sa che all'opposizione non si fa niente». «E sì, è più facile», ha risposto Mussi. E Berlusconi: «È più facile perché si dice nero quando voi dite bianco e si dice bianco quando voi dite nero». L'improvvisato faccia a faccia si è concluso con strette di mano ed un saluto di Berlusconi alla signora Lella Bertinotti: «Mi saluti tanto Fausto».
Dagospia 12 Gennaio 2007