MODIANO PRONTO PER CAPITALIA MA I DS VOGLIONO UN SOSTITUTO DS A SANT'INTESA
GROENINK E ABN AMRO ASSEDIATI - LA LETTERA DI ARPE - L'INCONTRO BAZOLI-FASSINO
BERNABÈ VOLA ALITALIA - D'ALEMA-REVOLUTION ALLA FARNESINA - BERSANI, PUBBLICITÀ

1 - LA POSIZIONE DI GROENINK E DI ABN AMRO E' DEBOLISSIMA (E GERONZI GODE)
"Io e il signor Geronzi ci siamo parlati giovedì e venerdì di mattina e di sera. Ma le mie conversazioni sono private e quindi non commento questi colloqui. In genere noi ci parliamo alle 2 del mattino". Quando ha pronunciato queste parole forse era in uno stato confusionale ed emotivo Rijkman Groenink, il capo di Abn Amro, la banca che possiede Antonveneta e l'8,59% di Capitalia. Bisogna però capirlo perchè ieri gli è stato consegnato il Master Honoris Causa al MIB di Trieste, la business school per manager attiva dal 1988.

E' difficile credere che nella sua villa di Marino, Cesarone Geronzi si metta a dialogare in inglese nel cuore della notte con il 58enne gnomo di Amsterdam, laureato a Utrecht e innamorato della Toscana. Ma nell'euforia della cerimonia Groenink si è lasciato andare ad altre battute riconfermando che la sua banca non farà Opa ostili su Capitalia. "I take-over sono molto rari e dovrebbero restare tali. Non siamo contrari e se per primi predichiamo contro le operazioni ostili, ci comportiamo di conseguenza".

Gli hanno anche chiesto un giudizio su Arpe e qui è venuta fuori la presa di distanza che gli olandesi hanno ormai preso rispetto al banchiere di Capitalia. Ha detto Groenink lapidario: "non commento mai la qualità di un amministratore delegato". Sono parole che suonano ben diverse dagli apprezzamenti che lo stesso Groenink aveva fatto nel passato sul management del giovane Risanatore, e dimostrano che l'asse Geronzi-Groenink è talmente saldo da consentire al presidente di Capitalia di divertirsi con gli olandesi, con i francesi di Bollorè e con gli spagnoli di Santader.

Negli ambienti internazionali si ritiene peraltro che la posizione di Groenink e di Abn Amro sia debolissima - ecco perché Geronzi si è permesso di invitare l'infedele Arpe a girare i tacchi verso altri lidi. Infatti, la voce che corre è che sulle scrivanie di numerose merchant bank internazionali circolino i dossier di almeno cinque banche pronte a dare l'assalto alla roccaforte di Amsterdam. In un sexy shop della città olandese Dagospia è riuscita ad avere l'elenco di almeno cinque istituti interessati a scalare Abn Amro. Eccole nell'ordine: Unicredit, Citigroup, Barclays Bank, Bank of Scotland, Hong Kong Shanghai Bank. E per ultimo è spuntato fuori pochi giorni fa un durissimo report di Banca Ing che chiama in causa lo stesso Groenink e il top-management della banca olandese.

2 - MODIANO E' PRONTO PER CAPITALIA MA I DS VOGLIONO UN LORO SOSTITUTO A SANT'INTESA - LA LETTERA DI ARPE - L'INCONTRO SEGRETO BAZOLI-FASSINO
Mentre il presidente di Abn Amro riceveva il master a Trieste, Matteo Arpe faceva impazzire le studentesse dell'università Roma Tre. Ieri alle 14 è salito in cattedra per una lezione su Basilea 2. Al grigliato Matteo piace il rapporto con gli studenti e per questa ragione ha accolto l'invito del suo amico Carlo Mottura a tenere due lezioni l'anno di fronte ai giovani dell'università romana. Le studentesse se lo divoravano con gli occhi e se ne sono fottute altamente delle norme di Basilea 2.

Il silenzio dell'aula era rotto dal brusìo dei famelici giornalisti che premevano nel corridoio in attesa di altre dichiarazioni clamorose. Sono rimasti a bocca asciutta perchè Matteuccio questa volta non ha fatto l'umanista citando Ludovico il Moro, e non ha rilasciato alcun commento. Adesso è piegato sul piano industriale e ascolta con indifferenza i complimenti e gli spifferi che arrivano dagli amici di Londra. I complimenti glieli ha fatti il "Financial Times" che l'altro ieri l'ha chiamato "gladiatore" in un articolo che nessun giornale italiano si è degnato di tradurre integralmente. Gli spifferi arrivano invece dal columnist Hugo Dixon che firma su "Repubblica" la rubrica "BreakingViews".
Dixon è un giornalista ricco e fortunato. Seduto in un pub davanti al Tamigi scrive ogni giorno opinioni che vengono lette in ginocchio dai circoli finanziari. A volte però si distrae perchè lo spettacolo di Londra vista dietro i vetri del pub è più stupefacente del risiko italiano. Così gli accade di scrivere - come fa oggi - che i guai giudiziari potrebbero interrompere per la terza volta i disegni di Geronzi per il quale sarebbe "molto meglio trovare un sempliciotto remissivo che gli tenga caldo il posto".

Anche Dagospia frequenta le taverne di Londra ed è per questa ragione che può aggiungere qualche notizia. La prima è che l'idea di trovare un "sempliciotto" al posto di Arpe è passata nella testa di Geronzi, ma è già tramontata. I candidati in pole position erano due: in primis Fabio Innocenzi, il 44enne veronese amministratore delegato della Banca di Novara e di Verona, che ha preferito dire di no. Poi è stato interpellato Auletta che ha cincischiato, quindi la scelta (politicamente corretta) di Geronzi è caduta su Pietro Modiano, il banchiere torinese che è stato recuperato sul filo di lana dai Ds al vertice della Sant'Intesa. Modiano sembra che abbia pessimi rapporti con Corrado Passera, e anche se interrogato su un suo eventuale ingresso in Capitalia ha detto che è pura follia, in realtà non vedrebbe l'ora di venire a Roma. La sua settimana ha ritmi forsennati che lo costringono a stare due giorni a Milano e il resto a Torino, lontano dalla moglie-ministro Barbara Pollastrini di cui ammira la bravura e l'abbigliamento.

Le voglie "romane" di Modiano sono state però rapidamente stroncate dai Ds e da Piero Fassino i quali hanno detto chiaramente al 56enne banchiere che non può mollare la poltrona fino a quando non sarà trovato un successore della stessa area politica. Resta il fatto che queste candidature sono cadute perchè in realtà Geronzi sarebbe orientato a trovare un direttore generale per Capitalia. Con Matteo Arpe è condannato a stare insieme in quella che appare una coabitazione forzata da "separati in banca", un equilibrio difficile che non si può rompere senza un'alternativa altrettanto forte e tale da evitare un crollo del titolo in Borsa. Così sarà per i prossimi mesi perchè il Risanatore-Arpe che piace ai mercati e che si dice (ma la notizia non trova alcuna conferma) abbia scritto una lettera per il Consiglio di amministrazione di Capitalia nella quale critica le "esternazioni" medianiche di Geronzi, non ha alcuna intenzione per adesso di sgombrare la scrivania.



PS - Che ci facevano di bello la settimana scorsa, appartati in un hotel della capitale, Bazoli e Fassino?

3 - D'ALEMA-REVOLUTION ALLA FARNESINA
Trovare una donna bella dentro l'amministrazione dello Stato è più difficile del Sudoku, il giochino che fa impazzire i lettori del "Corriere della Sera". Eppure da pochi mesi ce ne è una al vertice del Cnipa, il Centro Nazionale per l'Informatica, che potrebbe posare per un calendario serioso. Si chiama Caterina Cittadino, ha circa 40 anni e si è laureata nel '78 all'università di Messina. La bella signora ha un portamento elegante e un curriculum meritevole. Per dieci anni ha lavorato presso l'ufficio legislativo della Protezione Civile, poi è diventata dirigente a Palazzo Chigi ed è salita di ruolo fino a diventare il braccio destro del presidente del Cnipa, il triste Livio Zoffoli. Caterina insegna anche all'università Cattolica S. Pio V e questo spiega perchè sia abituata a parlare con grande proprietà. Lo ha fatto ieri intorno alle 12 davanti a una platea di ministri e ambasciatori della Farnesina, tutti molto preoccupati per gli imminenti ribaltoni che D'Alema vorrebbe fare nella struttura del ministero. Alta, con un elegante vestito nero e stivaletti di camoscio, la bella Caterina è intervenuta durante la presentazione del "Centro Servizi Firma Digitale" che il ministero ha lanciato come una delle otto priorità per l'ammodernamento della rete diplomatica.

4 - BERSANI, "LENZUOLATE" DI PUBBLICITA'
C'è un ministro che più di altri fa godere il mondo della pubblicità. E' Pier Luigi Bersani che tutte le agenzie vorrebbero ingaggiare perchè buca il video e con il suo linguaggio verace può vendere anche un'automobile usata. Il politico piacentino gode di calde simpatie negli ambienti pubblicitari ed è probabile che Giulio Malgara, lo storico presidente dell'Upa (Utenti Pubblicità Associati) lo inviti alla prossima assemblea annuale. Bersani fa godere il mondo della pubblicità soprattutto per i suoi decreti sulla liberalizzazione dei servizi che stanno creando effervescenza sul mercato dell'advertising.

Grazie alle sue lenzuolate, le lobby che stanno dentro le associazioni colpite dai provvedimenti si stanno attrezzando per rilanciare la loro immagine e si accingono a investire milioni di euro per nuove campagne promozionali. A muoversi per prima è l'Ania, l'Associazione delle compagnie assicurative che sovvertendo la sua tradizione ha indetto una gara per aggiudicare il budget 2007. L'obiettivo della lobby assicurativa è "comunicare le tematiche fondamentali legate all'assicurazione auto". Il budget se l'è aggiudicato l'agenzia Pubblicis che ha battuto sul filo di lana Oghilvy e Colnaghi&Manciani. Non si conosce l'entità dell'investimento, ma gli assicuratori non baderanno a spese e saranno seguiti a ruota dai petrolieri e dai costruttori incazzati per le scelte del Governo. Oltre all'Ania anche le Assicurazioni Generali hanno deciso di incrementare la loro presenza pubblicitaria su stampa, tv, radio e web. Per la creatività dei nuovi messaggi la Compagnia di Trieste ha messo in competizione Leo Burnett, Euro Rscg e De Beef.

5 - "CON VALORI È MEGLIO ESSERE AMICO CHE NEMICO" (IPSE DIXIT)
Sono ore febbrili per Giancarlo Elia Valori, il pluridecorato presidente di Sviluppo Lazio. In ballo c'è il piano che Piero Marrazzo ha intenzione di varare per ridurre da 26 a 3 il numero delle società controllate dalla Holding di Valori. La cura dimagrante è fortemente voluta dai politici della Margherita, e dovrebbe consentire alla Camera di Commercio di avere più peso nella gestione della società. L'obiettivo finale è di rilanciare sui mercati internazionali e di dare a Sviluppo Lazio un forte impulso internazionale e un migliore accesso al credito per le imprese. Barricato nel suo studio ai Parioli di via Bellini, dove una montagna di carte sommerge la scrivania, Valori fa telefonate bollenti ai principali leader del centrosinistra. Al termine di ogni telefonata ricorda il suo leit-motiv: "con Valori è meglio essere amico che nemico". Poi si tira soddisfatto le bretelle colorate che ha comprato in Cina.

6 - CROFF CHIAMA E BERNABE' VOLA ALITALIA
Mentre Padoa-Scoppia si dedica a un'inutile e patetica commemorazione di Giancarlo Cimoli, si comincia a capire chi ha veramente i soldi per comprare l'Alitalia. Non li ha certamente Carlo Toto, dietro il quale c'è il sostegno di Passera e Miccichè di Sant'Intesa. Il costruttore di Chieti può però contare sull'appoggio di D'Alema e di Bersani che potrebbe tornargli molto utile nel rush finale. Se Lufthansa scoprirà le sue carte i soldi arriveranno da Unicredit di Alessandro Profumo, sempre più interessato a rafforzare la sua avanzata nell'Est europeo.

La convinzione diffusa degli analisti è che però i quattrini più abbondanti stiano nelle mani del Fondo Texas Pacific che potrebbe mettere sul piatto 1,3 miliardi di euro (più altri 2 miliardi) senza battere ciglio. Il Fondo ha una liquidità immensa e comprare l'Alitalia vorrebbe dire per gli americani comprare un sacchetto di peanuts. L'uomo che li rappresenta in Italia è Davide Croff, l'ex-indossatore delegato di BNL che adesso indossa lo smoking bianco al Festival del Cinema di Venezia. Ma chi è il manager che Texas Pacific e Croff hanno in tasca per risollevare le sorti della Compagnia? Dagospia ha parlato con le hostess di Fiumicino ed è riuscito a strappare il nome di Franco Bernabè, l'ex-capo dell'Eni e di Telecom che piace a Palazzo Chigi e ha le carte in regola per il dopo-Cimoli.


Dagospia 15 Febbraio 2007