QUI SI SANA, QUI SI LITIGA

Potere grigio, Confindustria in fiamme. Al convegno annuale dei "giovani industriali" - che si è svolto a Capri nel salone dell'hotel Quisisana - ha trionfato un settantenne modello di fascino economico, che se ne sbatte della riforma pensionistica e della Carta d'Argento. Il Forever Young Cesare Romiti.
Il presidente dell'Rcs si è sorbito, pazientemente, nel pomeriggio di sabato, la tisana orale del Ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini; ma quando è stata la volta di trangugiare il brodino vegetale di Massimo D'Alema, Cesarone non ce l'ha fatta a trattenere un digrignignare di mascella.
L'ex skipper di palazzo Chigi, infatti, ha espresso a pelo di baffo il rimpianto per le riforme e i progetti che non si sono realizzati: "Se abbiamo fallito, è colpa di Berlusconi. In Bicamerale le votò, dicendo "è bello essere qui", ma il giorno dopo si rimangiò tutto".

Dopodiché raggiunge il microfono Romiti e soffia come un mantice un crescendo rossiniano: "Ma che mondo viene D'Alema? Deve attribuire a se stesso, e non al fato, il fatto di non aver realizzato i suoi programmi. Chi ha la maggioranza deve fare le cose, se non le fa, nel consuntivo di fine legislatura, deve accettare le conseguenze che nel voto popolare si danno a chi non ha risolto i problemi".

Succede il finimondo, e il Quisisana cambia insegna in Quisilitiga. Bassanini va dai giornalisti e annuncia, senza tanti giri di bla-bla, che Romiti è sceso in campo a fianco del Polo, futuro ministro di Berlusconi.
Il più incazzato, D'Alema, intanto è scomparso: non partecipa alla cena, dicono che è partito per una regata in quel di Trieste. Resta a Capri - meglio Anacapri, dove ha una casa - l'ex capo-staff di D'Alema, Claudio Velardi.

Domenica mattina, in jeans e maglietta, come un Nino D'Angelo qualsiasi, un agitatissimo Velardi raggiunge il bar del Quisisana, intercetta la Faraona di Capri, al secolo Marilù Farone Mennella, compagna-"marito" del presidente della Confindustria, Antonio D'Amato.
Una volta messa in un angolo del bar, Velardi sbotta come una Piedigrotta: Romiti di qui, D'Amato di là, D'Alema di sopra, sgambetti di sotto. Dunque, aver scalettato il "comizio" di Romiti in chiusura di giornata è un evidente gesto di ostilità. Ecco il punto dolens: la mancata possibilità di replica alle mitragliate di Romiti da parte dell'ex premier.
Per Velardi, insomma, trattasi di un trappolone: non si invita un ex presidente del Consiglio per farlo insultare da Romiti.

(Copyright Dagospia.com 09-10-2000)