CONSOB: CARDIA RESTA FINO A LUGLIO 2008 - FORZA ITALIA: TUTTI IN COLONIA PER SILVIO - TRA RIPA DI MEANA E LEGA (GIOVANNI) È ADDIO DEFINITIVO - YACHT ROMANI MOLTO BRITISH - TELECOM? GENTILONI SONDA CALTAGIRONE.

Da "Il Mondo"

1 - CARDIA RESTA FINO A LUGLIO 2008.
Lavori in corso al ministero dell'Economia per scegliere il nome di chi prenderà il posto del commissario Consob Carla Rabitti Bedogni, il cui incarico è terminato. Con l'occasione della nomina potrebbe alzarsi il velo anche sulla scadenza del mandato del presidente Lamberto Cardia, 73 anni. La questione è conosciuta anche se da tempo accantonata: Cardia è in Consob dall'aprile del 1997, quando vi entrò come commissario. Secondo la normativa primaria sulla Commissione di Piazza Verdi, il mandato quinquennale può essere rinnovato una sola volta: quindi la permanenza massima è di dieci anni. Cardia, però, è diventato presidente nel luglio 2003, al termine del mandato di Luigi Spaventa.

La questione: per Cardia vale la regola dei dieci anni o il mandato di presidente ha una durata di cinque anni? Il testo della legge non è chiaro e così nei mesi scorsi è stato lo stesso presidente della Consob a chiedere alcuni pareri interpretativi, anche al Consiglio di Stato. Pareri che sono favorevoli alla seconda ipotesi. Il governo non si è ancora pronunciato ufficialmente anche se, stando a quanto raccolto dal Mondo, in via XX settembre e a Palazzo Chigi sono intenzionati a lasciare Cardia sino all'estate 2008. Per quanto riguarda il quinto commissario, un nome che circola a Milano è quello di Roberto Tedeschi, ex segretario generale Assosim (solo omonimo dell'ex capo divisione Consob Fabrizio Tedeschi).

Tra le altre nomine che il ministero dell'Economia varerà a maggio, dopo i consigli di amministrazione di Fs e Cassa depositi e prestiti, ci sono Sace e Poligrafico. Alla Sace si va verso la riconferma di Ignazio Angeloni (Tesoro) alla presidenza e la promozione di Alessandro Castellano da direttore generale ad amministratore delegato (va in pensione l'ad uscente Giorgio Tellini). Al Poligrafico l'intenzione è quella di snellire il board, da 11 a sette membri. In uscita l'ad Massimo Ponzellini, al suo posto salirà l'attuale direttore generale, Lamberto Gabrielli. (Mar. San.)

2 - IN COLONIA PER SILVIO.
Colonia estiva per i futuri dirigenti di Forza Italia. Il partito fondato da Silvio Berlusconi ha organizzato tre corsi di perfezionamento destinati a laureati e laureandi italiani e stranieri dal pomposo titolo Summer school di alta formazione politica. Si tratta di quattro giornate di studio full time destinate a 150 giovani di età non superiore a 30 anni, suddivisi per aree geografiche (Nord, Centro e Sud). Chi supererà le selezioni (per le quali è necessario versare un contributo di 300 euro) sarà ammesso a partecipare alle lezioni e ai dibattiti della Summer school. È ormai finito il tempo del reclutamento tra le fila di Publitalia per le nuove leve azzurre.

3 - TRA RIPA DI MEANA E LEGA È ADDIO DEFINITIVO.
Ormai restano pochi dubbi: il romano Vittorio Ripa di Meana e i colleghi milanesi Giovanni Lega e Paolo Colucci hanno scelto di divorziare. Troppe incomprensioni e soprattutto reciproche contenstazioni di aver disatteso le aspettative annunciate ai tempi della fusione. Per Lega e Colucci (noti anche per essere tra i proprietari del locale di jazz Blue note) non è la prima volta che devono fare marcia indietro e ricominciare daccapo. Gli è capitato già con Freshfields (dopo un lunga fase di incertezze) e poi, subito dopo, con il commercialista Stefano Morri, partner che ha preferito mettersi in proprio. (Franco Stefanoni)



4 - AGLI INGLESI PIACCIONO GLI YACHT ROMANI.
Da St. James street, nella City londinese, a Ostia Tevere. I motoryachts della Canados sono finiti così a Balmoral capital, fondo promosso da un team di exmanager Csfb tra cui Richard Winckles, Alexander D'Janoeff e il partner italiano Agostino Ascani. Il fondo ha rilevato il 100% delle società Canados international, Cantieri di Ostia e Canados work (ex- Officine navali Tevere). Prezzo pattuito dall'acquirente, attraverso la società veicolo Cobalt waterline, assistita dallo studio legale Pedersoli, è 67 milioni per l'equity (coperti in parte da finanziamenti di Unicredito per 43 milioni).

A vendere sono state le società Hopan e Seabond che fanno indirettamente capo alla famiglia De Pierro, con i fratelli Mirko e Ivan. Il primo è un personaggio in Costa Smeralda, dove organizza da cinque anni, allo Yacht club, il concorso Bateau gourmand- Canados che premia i cuochi migliori delle barche dei vip. Fondati nel 1947, i cantieri romani producono yacht in vetroresina tra 72 e 116 piedi nella fascia alta di mercato, con oltre 20 unità varate all'anno. (D.P. e C.T.)

5 - TELECOM? GENTILONI SONDA CALTAGIRONE.
Si fa presto a dire: la politica non invada il campo della finanza (e dell'impresa). La vicenda Telecom, scandita dai colpi di scena e dai colpi bassi sta lì a dimostrare che sotto la bandiera dell'italianità delle nostre imprese si stanno muovendo tanto i partiti di governo quanto quelli dell'opposizione. Con Silvio Berlusconi, invitato a far parte della cordata tricolore, che va alle assise fiorentine dei diesse con tanto di ramoscello d'ulivo da portare in dono a Massimo D'Alema e Piero Fassino. Un vero e proprio spariglio si sarebbe detto una volta con il pensiero rivolto all'ex leader dc Ciriaco De Mita.

Ma neppure palazzo Chigi se ne sta con le mani in mano. Il dossier Telecom è in bella vista sulla scrivania del sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta. Nei giorni scorsi anche il neo presidente dell'ex monopolista della telefonia, Pasquale Pistorio, ha incontrato il numero uno della Margherita Francesco Rutelli. E in gran segreto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni (stessa parrocchia politica di Rutelli) ha sondato Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore-editore romano appena entrato nel board delle Generali, per sapere se è interessato a far parte dei Cavalieri bianchi chiamati al capezzale di Telecom. La risposta non sarebbe stata del tutto negativa. Il cherivela che la partita sull'italianità di Telecom è ancora tutta aperta. Come dice un proverbio irlandese: chi ha gli assi in mano non chiede carte. (Fernando Proietti)




Dagospia 27 Aprile 2007