POLIZIA: IL SETTENNATO "QUIRINALIZIO" DI GIANNI DE GENNARO VOLGE AL TERMINE
TELEPASS PER ABERTIS - COSA DIRA' DRAGHI ALL'ASSEMBLEA GENERALE BANKITALIA
TATÒ-ANGIOLINI SUL RING - INTERBANCA DELLE MIE BRAME - BEGHE PER LUCIO STANCA
TELEPASS PER ABERTIS - COSA DIRA' DRAGHI ALL'ASSEMBLEA GENERALE BANKITALIA
TATÒ-ANGIOLINI SUL RING - INTERBANCA DELLE MIE BRAME - BEGHE PER LUCIO STANCA
1 - COSA DIRA' DRAGHI ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLA BANCA D'ITALIA
Mancano poco più di tre settimane alla seconda volta di Mario Draghi. Il 31 maggio si tiene l'Assemblea Generale della Banca d'Italia e c'è molta attesa per discorso del Governatore nominato nel dicembre 2005. "Signori partecipanti, Autorità, Signore, Signori...", con queste parole ripetute ogni anno davanti al parterre dei banchieri e delle istituzioni, l'uomo di via Nazionale lancerà il suo messaggio. L'anno scorso le sue Considerazioni Finali si chiusero con un appello: "la priorità assoluta della politica economica è tornare alla crescita. Questo obiettivo richiede consenso sul disegno del futuro, concordia sull'azione del presente". Parole solenni pronunciate alla fine di un ragionamento articolato in 22 cartelle che partiva dallo scenario internazionale e affrontava i problemi della finanza indicando le azioni per il rilancio e la stabilità.
Negli uffici ovattati di Bankitalia è cambiato lo staff degli sherpa che stanno preparando la Relazione. Non c'è più Pierluigi Ciocca, l'economista dalla testa lucida, e non ci sono Vincenzo Desario e Angelo De Mattia, i bracci destro e sinistro di Antonio Fazio. Al loro posto stanno lavorando ventre a terra il capo ufficio studi, Salvatore Rossi, un 58enne barese, e Giancarlo Morcaldo, il direttore centrale per la ricerca economica che è uno dei massimi esperti dei problemi del bilancio pubblico.
E sarà proprio sul bilancio pubblico che, a quanto dicono gli uscieri della Banca d'Italia, Draghi vorrà pronunciare parole forti: il risanamento dei conti può mettere il Governo in un circolo di crescita virtuosa che non bisogna sprecare. E' questo in sintesi il pensiero del Governatore che fingerà di bacchettare Prodi e Padoa-Scoppia secondo uno schema dialettico che ha già applicato in occasioni recenti.
Schierati in prima fila Geronzi, Abramo-Bazoli e Alessandro Profumo ascolteranno con attenzione il capitolo dedicato alle aggregazioni bancarie. Su questo tema è prevedibile che Draghi invochi un rafforzamento del sistema in modo da sottrarre la finanza italiana agli assalti stranieri. Non dovrebbe mancare anche un richiamo ai personalismi e ai provincialismi che rischiano di paralizzare alcune banche. Allo stesso modo si aspettano parole chiare sulla polemica sollevata nei giorni scorsi da Mario Monti sul governo occulto delle banche che dominano la politica. "Ciascuno deve rimanere indipendente - dirà Draghi - non può esserci prevalenza del sistema bancario che per sua missione deve aiutare la crescita senza confusione di ruoli. E la Banca d'Italia nella sua indipendenza continuerà a vigilare".
Bravo!, grazie!, prego!
2 - TELEPASS PER ABERTIS
C'è molta euforia dentro la società Autostrade dove si dà per imminente l'accordo con gli spagnoli di Abertis. Gian Maria Gros Pietro, l'economista torinese dalla cravatta rosa che dall'inizio degli anni '90 ha collezionato un'infinità di cariche, è convinto che le barricate di Tonino Di Pietro di Montenero di Bisaccia siano ormai infrante. La nuova Convenzione tra il ministero, Anas e Autostrade rimuove il contenzioso con Bruxelles, e sullo sfondo c'è sempre quell'accordo di reciprocità siglato a Ibiza tra Prodi e Zapatero che rappresenta il telepass per passare a gran velocità il "casello" politico.
Ieri l'ambasciatore italiano a Madrid, Pasquale Terracino, ha confermato a "MilanoFinanza Tv" la ripresa delle trattative con Abertis e il titolo è schizzato del 3,14%. Intanto la società venerdì scorso ha cambiato nome e adesso si chiama adesso Atlantia. Con un comunicato, piuttosto incerto nella forma, si spiega che il nuovo nome si rifà al mito di Atlante "colui che secondo la mitologia greca era stato comandato da Zeus a sorreggere il peso della volta celeste". La scelta non è casuale e richiama i concetti di globalità e di forza perchè i Benetton e Gros Pietro, con la benedizione di Prodi, sono sempre più lanciati a sollevare bilanci, stipendi e stock options.
3 - TATÒ-ANGIOLINI, UNA CONVIVENZA IMPOSSIBILE
La terza età di Antonio Tatò è piena di soddisfazioni familiari e professionali. Dopo la presidenza della Treccani e del gruppo editoriale "PerLaFinanza", kaiser Franz è stato nominato amministratore delegato di Gemina, la stanza di compensazione dalla quale sono stati estromessi violentemente Cesarone Romiti e suo figlio Piergiorgio. Cesarone è terribilmente incazzato con Mediobanca, il salotto dove ai tempi di Cuccia era considerato un dio, e minaccia azioni di responsabilità contro gli azionisti di Gemina.
Più felice è invece Franchino Tatò che dovrà convivere con il nuovo presidente Guido Angiolini. E qui sorge un grosso problema perchè entrambi hanno caratteri forti e forti ambizioni. Angiolini è l'uomo che per decenni ha affiancato Enrico Bondi, il risanatore di Parmalat. La coppia si è formata alla Snia negli anni '80 quando Bondi era capo del settore chimico. Sono stati fianco a fianco in Montedison, nel Gruppo Ligresti e nel salvataggio delle aziende di Tanzi fino a quando la coppia è scoppiata per disaccordi sulla vendita del Parma Calcio.
Nel marzo 2006 le scintille tra i due manager fecero capire che il braccio destro di Bondi avrebbe avuto vita breve. Bondi aveva siglato un accordo per vendere la squadra con l'ex-presidente del Real Madrid, Lorenzo Sanz, disposto a cacciare 27,5 milioni. Non se ne fece nulla e Angiolini fu accusato come responsabile amministrativo di rallentare la vendita a causa del suo innamoramento per il calcio.
L'ex-collaboratore di Bondi è un uomo dai modi bruschi che privilegia gli obiettivi sulle strategie; kaiser Franz Tatò è un uomo dai modi forti che ha sempre privilegiato le strategie sugli obiettivi. Una convivenza impossibile.
4 - TURBATIVE PER NONNA EDOARDA
Nonna Edoarda Crociani, padrona di Vitrociset la società dei radar che ha ceduto un ramo aziendale all'Enav, si gode la sua ricchezza a Montecarlo. Non c'è party o serata di gala nella quale manchi di sfoggiare le parures di gioielli regalate dal marito defunto, un uomo generoso che regalava sterline d'oro anche agli uscieri dei ministeri. A guastare lo splendido "ritiro" di nonna Edoarda ci ha pensato nei giorni scorsi un'altra donna che si chiama Anna Maria Gregori, e svolge l'attività di magistrato.
A conclusione di un'indagine cominciata tre anni fa su appalti per un poligono dell'Aeronautica Militare in Sardegna, il pubblico ministero Gregori ha rinviato a giudizio quattro manager, tra cui il direttore generale di Vitrociset, Lorenzo D'Onghia, un 51enne sposato da poco tempo che manda avanti l'azienda. Secondo le richieste del magistrato che accusa di falso D'Onghia e altri tre personaggi tra cui il generale Riccardo Tonini, ci sarebbero gli estremi della turbativa d'asta.
5 - INTERBANCA DELLE MIE BRAME
C'è una merchant bank alla ricerca del suo destino. E' Interbanca, il braccio operativo di Antonveneta, l'istituto controllato dagli olandesi di Abn Amro, e guidato dall'amministratore delegato, Achille Mucci, e dal direttore generale Paolo Braghieri. Questi due manager hanno cercato negli anni di ritagliare un ruolo a questa merchant bank del Nord-Est. Oltre ad aver finanziato gruppi del settentrione come Coin e Tabacchi, Interbanca si è spinta anche nel Centro-Italia dove si ritrova come socio attivo del Gruppo AlmavivA, leader nell'informatica.
Adesso però Mucci e Braghieri non possono accontentarsi dei 93 milioni di utile netto registrati nel bilancio 2006, e stanno sulle spine perchè cercano di capire che cosa succederà in Antonveneta quando gli olandesi di Abn Amro avranno passato il timone a Barclays Bank oppure ad altri scalatori di Opa. Secondo il "Sole 24 Ore" i due manager starebbero pensando di mettere in piedi una soluzione di management buyout con un pool di investitori che garantiscano la continuità della loro presenza. Ma sulla merchant bank del Nord-Est si sono puntati anche gli occhi della Banca Popolare di Milano e di MontePaschi. La partita è aperta.
6 - BEGHE IN FAMIGLIA PER LUCIO STANCA
Lucio Stanca ha l'aria infastidita. A rendere tristi le sue giornate è l'assenza di quell'afrodisiaco che si chiama potere. Il senatore foggiano ha 66 anni e rimpiange con nostalgia la poltrona del governo e l'epoca gloriosa dell'IBM (la madre di tutti gli ingegneri) che gli ha consentito di acquisire l'esperienza per diventare ministro con Berlusconi. A rendere più noiosa la sua vita, spezzata da qualche uscita nel mare di Ponza con gli ex-amici dell'IBM, è arrivata adesso una furibonda polemica familiare che vede in campo la moglie Francesca e le di lei sorelle.
E' noto che la signora Francesca (di cognome Canepa) è titolare, insieme alle sorelle Elisabetta e Giovanna, di un'azienda tessile che produce tra l'altro le cravatte di seta regalate al Cavaliere di Arcore. L'impresa fattura 80 milioni, ha 600 dipendenti ed è controllata con quote paritetiche dalle tre sorelle. Secondo una gustosa ricostruzione pubblicata da "Il Mondo" una delle tre sister, Elisabetta, vorrebbe comprare le altre quote per un valore di 35 milioni. Ad assisterla in questo tentativo è lo studio di Roberto Poli, il presidente dell'Eni. La moglie di Lucio Stanca e l'altra sorella Giovanna hanno ritenuto l'offerta inaccettabile e il povero ex-ministro si trova alle prese con una bega che rischia di finire in tribunale.
7 - IL SETTENNATO "QUIRINALIZIO" DI DE GENNARO VOLGE AL TERMINE
"Avviso ai navigati". Venerdì, in una piazza del Popolo tutta impennacchiata, si celebrerà la Festa della Polizia. Ma si celebrerà anche l'addio a Gianni De Gennaro, a capo del dipartimento dal 26 maggio 2000. Un settennato quirinalizio, dunque. Che il Ministro degli Interni Giuliano Amato giudica sufficienti. E pare che il Dottor Sottile voglia dare un segno di discontinuità con la gestione De Gennaro, quindi il suo vice Manganelli - destinato da sempre a prendere il suo posto - potrebbe ricevere una brutta sorpresa. Da parte sua - dicono - De Gennaro sogna la presidenza del Coni. Dicono.
Dagospia 08 Maggio 2007
Mancano poco più di tre settimane alla seconda volta di Mario Draghi. Il 31 maggio si tiene l'Assemblea Generale della Banca d'Italia e c'è molta attesa per discorso del Governatore nominato nel dicembre 2005. "Signori partecipanti, Autorità, Signore, Signori...", con queste parole ripetute ogni anno davanti al parterre dei banchieri e delle istituzioni, l'uomo di via Nazionale lancerà il suo messaggio. L'anno scorso le sue Considerazioni Finali si chiusero con un appello: "la priorità assoluta della politica economica è tornare alla crescita. Questo obiettivo richiede consenso sul disegno del futuro, concordia sull'azione del presente". Parole solenni pronunciate alla fine di un ragionamento articolato in 22 cartelle che partiva dallo scenario internazionale e affrontava i problemi della finanza indicando le azioni per il rilancio e la stabilità.
Negli uffici ovattati di Bankitalia è cambiato lo staff degli sherpa che stanno preparando la Relazione. Non c'è più Pierluigi Ciocca, l'economista dalla testa lucida, e non ci sono Vincenzo Desario e Angelo De Mattia, i bracci destro e sinistro di Antonio Fazio. Al loro posto stanno lavorando ventre a terra il capo ufficio studi, Salvatore Rossi, un 58enne barese, e Giancarlo Morcaldo, il direttore centrale per la ricerca economica che è uno dei massimi esperti dei problemi del bilancio pubblico.
E sarà proprio sul bilancio pubblico che, a quanto dicono gli uscieri della Banca d'Italia, Draghi vorrà pronunciare parole forti: il risanamento dei conti può mettere il Governo in un circolo di crescita virtuosa che non bisogna sprecare. E' questo in sintesi il pensiero del Governatore che fingerà di bacchettare Prodi e Padoa-Scoppia secondo uno schema dialettico che ha già applicato in occasioni recenti.
Schierati in prima fila Geronzi, Abramo-Bazoli e Alessandro Profumo ascolteranno con attenzione il capitolo dedicato alle aggregazioni bancarie. Su questo tema è prevedibile che Draghi invochi un rafforzamento del sistema in modo da sottrarre la finanza italiana agli assalti stranieri. Non dovrebbe mancare anche un richiamo ai personalismi e ai provincialismi che rischiano di paralizzare alcune banche. Allo stesso modo si aspettano parole chiare sulla polemica sollevata nei giorni scorsi da Mario Monti sul governo occulto delle banche che dominano la politica. "Ciascuno deve rimanere indipendente - dirà Draghi - non può esserci prevalenza del sistema bancario che per sua missione deve aiutare la crescita senza confusione di ruoli. E la Banca d'Italia nella sua indipendenza continuerà a vigilare".
Bravo!, grazie!, prego!
2 - TELEPASS PER ABERTIS
C'è molta euforia dentro la società Autostrade dove si dà per imminente l'accordo con gli spagnoli di Abertis. Gian Maria Gros Pietro, l'economista torinese dalla cravatta rosa che dall'inizio degli anni '90 ha collezionato un'infinità di cariche, è convinto che le barricate di Tonino Di Pietro di Montenero di Bisaccia siano ormai infrante. La nuova Convenzione tra il ministero, Anas e Autostrade rimuove il contenzioso con Bruxelles, e sullo sfondo c'è sempre quell'accordo di reciprocità siglato a Ibiza tra Prodi e Zapatero che rappresenta il telepass per passare a gran velocità il "casello" politico.
Ieri l'ambasciatore italiano a Madrid, Pasquale Terracino, ha confermato a "MilanoFinanza Tv" la ripresa delle trattative con Abertis e il titolo è schizzato del 3,14%. Intanto la società venerdì scorso ha cambiato nome e adesso si chiama adesso Atlantia. Con un comunicato, piuttosto incerto nella forma, si spiega che il nuovo nome si rifà al mito di Atlante "colui che secondo la mitologia greca era stato comandato da Zeus a sorreggere il peso della volta celeste". La scelta non è casuale e richiama i concetti di globalità e di forza perchè i Benetton e Gros Pietro, con la benedizione di Prodi, sono sempre più lanciati a sollevare bilanci, stipendi e stock options.
3 - TATÒ-ANGIOLINI, UNA CONVIVENZA IMPOSSIBILE
La terza età di Antonio Tatò è piena di soddisfazioni familiari e professionali. Dopo la presidenza della Treccani e del gruppo editoriale "PerLaFinanza", kaiser Franz è stato nominato amministratore delegato di Gemina, la stanza di compensazione dalla quale sono stati estromessi violentemente Cesarone Romiti e suo figlio Piergiorgio. Cesarone è terribilmente incazzato con Mediobanca, il salotto dove ai tempi di Cuccia era considerato un dio, e minaccia azioni di responsabilità contro gli azionisti di Gemina.
Più felice è invece Franchino Tatò che dovrà convivere con il nuovo presidente Guido Angiolini. E qui sorge un grosso problema perchè entrambi hanno caratteri forti e forti ambizioni. Angiolini è l'uomo che per decenni ha affiancato Enrico Bondi, il risanatore di Parmalat. La coppia si è formata alla Snia negli anni '80 quando Bondi era capo del settore chimico. Sono stati fianco a fianco in Montedison, nel Gruppo Ligresti e nel salvataggio delle aziende di Tanzi fino a quando la coppia è scoppiata per disaccordi sulla vendita del Parma Calcio.
Nel marzo 2006 le scintille tra i due manager fecero capire che il braccio destro di Bondi avrebbe avuto vita breve. Bondi aveva siglato un accordo per vendere la squadra con l'ex-presidente del Real Madrid, Lorenzo Sanz, disposto a cacciare 27,5 milioni. Non se ne fece nulla e Angiolini fu accusato come responsabile amministrativo di rallentare la vendita a causa del suo innamoramento per il calcio.
L'ex-collaboratore di Bondi è un uomo dai modi bruschi che privilegia gli obiettivi sulle strategie; kaiser Franz Tatò è un uomo dai modi forti che ha sempre privilegiato le strategie sugli obiettivi. Una convivenza impossibile.
4 - TURBATIVE PER NONNA EDOARDA
Nonna Edoarda Crociani, padrona di Vitrociset la società dei radar che ha ceduto un ramo aziendale all'Enav, si gode la sua ricchezza a Montecarlo. Non c'è party o serata di gala nella quale manchi di sfoggiare le parures di gioielli regalate dal marito defunto, un uomo generoso che regalava sterline d'oro anche agli uscieri dei ministeri. A guastare lo splendido "ritiro" di nonna Edoarda ci ha pensato nei giorni scorsi un'altra donna che si chiama Anna Maria Gregori, e svolge l'attività di magistrato.
A conclusione di un'indagine cominciata tre anni fa su appalti per un poligono dell'Aeronautica Militare in Sardegna, il pubblico ministero Gregori ha rinviato a giudizio quattro manager, tra cui il direttore generale di Vitrociset, Lorenzo D'Onghia, un 51enne sposato da poco tempo che manda avanti l'azienda. Secondo le richieste del magistrato che accusa di falso D'Onghia e altri tre personaggi tra cui il generale Riccardo Tonini, ci sarebbero gli estremi della turbativa d'asta.
5 - INTERBANCA DELLE MIE BRAME
C'è una merchant bank alla ricerca del suo destino. E' Interbanca, il braccio operativo di Antonveneta, l'istituto controllato dagli olandesi di Abn Amro, e guidato dall'amministratore delegato, Achille Mucci, e dal direttore generale Paolo Braghieri. Questi due manager hanno cercato negli anni di ritagliare un ruolo a questa merchant bank del Nord-Est. Oltre ad aver finanziato gruppi del settentrione come Coin e Tabacchi, Interbanca si è spinta anche nel Centro-Italia dove si ritrova come socio attivo del Gruppo AlmavivA, leader nell'informatica.
Adesso però Mucci e Braghieri non possono accontentarsi dei 93 milioni di utile netto registrati nel bilancio 2006, e stanno sulle spine perchè cercano di capire che cosa succederà in Antonveneta quando gli olandesi di Abn Amro avranno passato il timone a Barclays Bank oppure ad altri scalatori di Opa. Secondo il "Sole 24 Ore" i due manager starebbero pensando di mettere in piedi una soluzione di management buyout con un pool di investitori che garantiscano la continuità della loro presenza. Ma sulla merchant bank del Nord-Est si sono puntati anche gli occhi della Banca Popolare di Milano e di MontePaschi. La partita è aperta.
6 - BEGHE IN FAMIGLIA PER LUCIO STANCA
Lucio Stanca ha l'aria infastidita. A rendere tristi le sue giornate è l'assenza di quell'afrodisiaco che si chiama potere. Il senatore foggiano ha 66 anni e rimpiange con nostalgia la poltrona del governo e l'epoca gloriosa dell'IBM (la madre di tutti gli ingegneri) che gli ha consentito di acquisire l'esperienza per diventare ministro con Berlusconi. A rendere più noiosa la sua vita, spezzata da qualche uscita nel mare di Ponza con gli ex-amici dell'IBM, è arrivata adesso una furibonda polemica familiare che vede in campo la moglie Francesca e le di lei sorelle.
E' noto che la signora Francesca (di cognome Canepa) è titolare, insieme alle sorelle Elisabetta e Giovanna, di un'azienda tessile che produce tra l'altro le cravatte di seta regalate al Cavaliere di Arcore. L'impresa fattura 80 milioni, ha 600 dipendenti ed è controllata con quote paritetiche dalle tre sorelle. Secondo una gustosa ricostruzione pubblicata da "Il Mondo" una delle tre sister, Elisabetta, vorrebbe comprare le altre quote per un valore di 35 milioni. Ad assisterla in questo tentativo è lo studio di Roberto Poli, il presidente dell'Eni. La moglie di Lucio Stanca e l'altra sorella Giovanna hanno ritenuto l'offerta inaccettabile e il povero ex-ministro si trova alle prese con una bega che rischia di finire in tribunale.
7 - IL SETTENNATO "QUIRINALIZIO" DI DE GENNARO VOLGE AL TERMINE
"Avviso ai navigati". Venerdì, in una piazza del Popolo tutta impennacchiata, si celebrerà la Festa della Polizia. Ma si celebrerà anche l'addio a Gianni De Gennaro, a capo del dipartimento dal 26 maggio 2000. Un settennato quirinalizio, dunque. Che il Ministro degli Interni Giuliano Amato giudica sufficienti. E pare che il Dottor Sottile voglia dare un segno di discontinuità con la gestione De Gennaro, quindi il suo vice Manganelli - destinato da sempre a prendere il suo posto - potrebbe ricevere una brutta sorpresa. Da parte sua - dicono - De Gennaro sogna la presidenza del Coni. Dicono.
Dagospia 08 Maggio 2007