"LEFT": VIA FERRIGOLO E PURGATORI, REDAZIONE SCIOPERA - "DIECI" NON HA MAI SBORSATO UN EURO: SOSPESE LE PUBBLICAZIONI - "WSJ" SALE DI PREZZO, FAMIGLIA BANCROFT RESPINGE IL PIANO SALVAGUARDIA INDIPENDENZA - ISCHIA: PREMI PER GROSSMAN E MANFELLOTTO.

1 - "DIECI": SOSPESE LE PUBBLICAZIONI.
Tre mesi fa, al momento del debutto in edicola, l'ambizione era quella di "dare fastidio" ai tre quotidiani sportivi già editati in Italia. Oggi, "Dieci" nelle edicole non c'è più e da tre giorni non ha più nemmeno un direttore. Ivan Zazzaroni, infatti, si è dimesso dopo un lungo braccio di ferro con gli editori Alberto Donati (capo delegazione Fieg per il rinnovo del contratto nazionale giornalistico) e Gian Gaetano Caso.
I quali, ai ferri corti fra di loro, pur di fronte al buon successo raggiunto da "Dieci" nelle edicole anche grazie ad alcuni "panini" (era arrivato vicino alle 90mila copie) non hanno mai praticamente pagato nulla. Né gli stipendi dei trenta giornalisti, fra collaboratori e assunti, né i poligrafici, né i fornitori. Così dapprima sono stati staccati i telefoni in redazione, poi sono spariti anche i giornali delle mazzette. Così la scorsa settimana i giornalisti hanno fatto quattro giorni di sciopero in attesa di rassicurazioni e impegni concreti. Che non sono arrivati. Ad arrivare, invece, è stato il comunicato che sospende (temporaneamente, si spera) le pubblicazioni.

2 - "LEFT" OGGI NON È IN EDICOLA, FERRIGOLO E PURGATORI FUORI: È SCIOPERO.
Non c'è pace nella redazione del settimanale "Left", che oggi non è in edicola per uno sciopero indetto dopo l'annuncio dato dall'editore di un piano di ristrutturazione e dell'avvicendamento alla direzione. Via Alberto Ferrigolo, insediatosi all'inizio dell'anno, e il condirettore Andrea Purgatori. Al loro posto, da due giorni, Pino Di Maula (di ritorno) e Luca Bonaccorsi, amministratore delegato della cooperativa che edita "Left" e fino a due giorni fa anche direttore editoriale.
Cambi motivati con esigenze economiche ma che ricordano invece la vicenda che portò all'allontanamento, a febbraio dello scorso anno, dell'allora direttore Adalberto Minucci e del condirettore Giulietto Chiesa entrati in contrasto con le idee politiche e giornalistiche del "rubrichista" Massimo Fagioli. E il timore, anche in questo caso, è che l'allontanamento dei direttori preluda ad una normalizzazione della linea editoriale. Ma preoccupazione c'è anche per i tagli annunciati: il 30% ai costi della struttura e un minacciato (dopo lo sciopero) intervento anche sul corpo redazionale.

3 - "WSJ", RIVOLUZIONE IN ATTESA DI MURDOCH.
Da "Italia Oggi" -
In attesa di Rupert Murdoch, sempre più lanciato nella trattativa con la famiglia Bancroft che controlla la società editrice Dow Jones, dal 16 luglio il Wall Street Journal passerà in edicola da 1 a 1,50 dollari (1,13 euro), in controtendenza rispetto a molti quotidiani statunitensi, che avevano ridotto il prezzo. È la novità dopo l'annunciato rimpasto delle redazioni carta e web del quotidiano che dovrà consentire un'integrazione effettiva fra le due edizioni. Nel frattempo lo Iape, il sindacato dei dipendenti di Dow Jones, si dice preoccupato da eventuali tagli al personale che il presidente di News Corp. potrà attuare, nonostante il veto degli attuali proprietari.

Il sospetto sarebbe nato dopo che i dipendenti hanno saputo dell'intenzione da parte di Murdoch di vendere nove televisioni di sua proprietà. Peraltro, ´le ragioni strategiche' di cui News Corp. parla per giustificare questa mossa, potrebbero rispondere all'esigenza di liquidità per l'operazione Dow Jones. Tornando alla decisione di aumentare il prezzo del giornale in edicola, il rincaro sarà sostanzioso, del 50%, a partire dal 16 luglio. Il prezzo non aumentava dal 2001. Da sottolineare, però, che l'aumento non riguarderà le copie in abbonamento, che costituiscono il 90% delle vendite del Wsj. La misura si è resa necessaria dopo il calo dei ricavi pubblicitari (-3,4% a maggio rispetto a un anno prima) che sta pesando fortemente sull'industria della carta stampata.



4 - "NYT": FAMIGLIA BANCROFT RESPINGE PIANO SALVAGUARDIA "WSJ".
(Adnkronos) -
La famiglia Bancroft ha respinto la bozza preparata dai suoi legali sul piano di salvaguardia dell'indipendenza del 'Wall Street Journal'. E' quanto scrive oggi il 'New York Times', secondo cui la proposta avanzata dai legali di Bancroft, in trattative con Rupert Murdoch per la cessione della Dow Jones, non proteggerebbe al meglio l'integrita' giornalista del quotidiano finanziario Usa. In base alla proposta, si sarebbe dovuto creare un comitato con il potere di assumere e licenziare direttore, capi redattori e massimi dirigenti del Wsj. La proposta verteva anche nell'inserire una moratoria di due anni sui tagli al personale della Dow Jones.

5 - MANFELLOTTO VA A ISCHIA.
Da "L'espresso" -
Andrà all'israeliano David Grossman l'alloro internazionale del Premio Ischia di giornalismo edizione 2007. Fra i vincitori italiani: Emilio Rossi (alla carriera), Mario Orfeo, Barbara Parodi Delfino e Aldo Forbice. La giuria, presieduta da Biagio Agnes, il 7 luglio assegnerà anche un riconoscimento speciale al direttore Bruno Manfellotto per i 130 anni de 'Il Tirreno'.




Dagospia 15 Giugno 2007