IN QUESTI TEMPI SPIETATI, C’È SEMPRE UNA CERTEZZA: MELONI DA UNA PARTE, SALVINI DALL’ALTRA. L'UNO CONTRO L'ALTRO ARMATI, PRONTI A GIRARE NELLE SALE DI PALAZZO CHIGI, "LA SORA CECIONI CONTRO MACISTE" - PER AVERE UN’IDEA DI QUANTO STIANO GIRANDO I MELONI AL SEGRETARIO DELLA LEGA, BASTA DARE UNA SBIRCIATINA AL VIDEO POSTATO DURANTE LE SUE VACANZE A NEW YORK. MANCO MEZZA PAROLA SULLO SCONCIO BLITZ DI TRUMP A CARACAS. ALTRIMENTI, SAREBBE STATA UNA PAROLACCIA: DURANTE IL SOGGIORNO NEWYORKESE, IL POVERINO LE AVREBBE PROVATE TUTTE PUR DI AVERE INCONTRI CON QUALCHE TIRAPIEDI DELL’ENTOURAGE DELLA CASA BIANCA, INUTILMENTE - AL DI LÀ DELLA GEOPOLITICA, IL PIÙ BOMBASTICO CAMPO DI BATTAGLIA SARÀ LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE. E QUI LO SFRENATISSIMO SALVINI POTREBBE FINIRE DI NUOVO SOTTO L'INFLUSSO DEL "PIANETA PAPEETE" SFANCULANDO L'ARMATA BRANCA-MELONI (PER INFORMAZIONI, CHIEDERE A GIUSEPPE CONTE)
DAGOREPORT
GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI
Massì, è bello sapere che, di questi tempi spietati, con un Trumpone che non ci dà pace, almeno una cosa è rimasta salda al suo posto: Meloni da una parte, Salvini dall’altra. L'uno contro l'altro armati, pronti a girare nelle sale di Palazzo Chigi, "La Sora Cecioni contro Maciste".
Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, Salvini che abbaia ma non morde, che si è sempre accodato e ha votato tutti i decreti sulle armi a Kiev non facendo mai mancare il voto della Lega alla maggioranza di governo a Montecitorio: Giorgia e Matteo sono così amici che se fossero in una piscina con uno squalo, lo squalo avrebbe una crisi di identità.
VIDEO MESSAGGIO DI MATTEO SALVINI DA NEW YORK
Per avere un’idea a che velocità stanno girando i meloni a Salvini, basta dare una sbirciatina al video postato su Instagram durante le sue vacanze natalizie a New York. Addobbato come una maranza delle periferie, sotto l'effetto di un'overdose di hot-dog, il trucibaldo leader del Carroccio, nonché vicepremier, ci informa che “in questi ultimi giorni avrò preso due o tre chili mangiando”.
Nel pieno della crisi internazionale scatenata dal golpe di Trump in Venezuela, con la Melona dei Due Mondi che perde il controllo dei neuroni, farneticando di ‘’legittimo intervento di natura difensiva’’, il vicepremier in quota Lega ciancia di “food, profumi, sapori” e arrivando a farneticare che “molti qui mi dicono di fare il ponte sullo Stretto…”.
Ma dello sconcio blitz di Trump a Caracas, manco mezza parola. Altrimenti, sarebbe stata una parolaccia: durante il soggiorno newyorkese, il poverino le avrebbe provate tutte pur di avere incontri con qualche tirapiedi dell’entourage trumpiano, a partire da quel Maga del vicepresidente Jd Vance. Inutilmente. Porte chiuse. A Washington basta il filo diretto che fa muovere come un burattino la Trumpetta de’ noantri (finché a Trump gli conviene, of course).
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL VERTICE DI SHARM EL-SHEIKH
Consapevole di essere ormai escluso da ogni “special relationship” con Trump, a Salvini ci sono volute infatti ben 36 ore di duro travaglio mentale per prendere le distanze dalla Meloni con l’elmetto in testa e moschetto in mano che blatera di “azione militare” e di “intervento legittimo”.
Il capoccione della Lega ha rilasciato una imbarazzante nota informale in cui ha farfugliato che ‘’nessuno avrà nostalgia di Maduro’’ e di aver “sempre espresso sostegno” all’Idiota in Chief della Casa Bianca, per trovare infine il coraggio di aggiungere che l’operazione in Venezuela ha fatto “emergere parecchie perplessità” e che ‘’la cosiddetta esportazione della democrazia non è una soluzione né prudente, né saggia”.
Quindi il più filo-putiniano del reame si è addirittura attaccato alle dure parole di condanna pronunciate da Papa Leone (“I popoli devono poter decidere del proprio futuro”) e travestito da paladino del diritto internazionale ha concluso: “Possa prevalere la diplomazia, in un momento internazionale delicato dove l’uso della forza va circoscritto il più possibile”. Amen.
Aveva ben detto Marcello Sorgi quando su “La Stampa” aveva sottolineato che la venezuelata americana ‘’paradossalmente, è destinata ad aprire più problemi nella maggioranza che all'opposizione”.
IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI
Infatti, al di là della geopolitica, prossimamente Salvini può mettere in seria difficoltà la Ducetta a livello domestico. Il più bombastico campo di battaglia sarà la riforma della legge elettorale proposta da FdI, che mira al superamento dell’attuale sistema Rosatellum (misto di proporzionale e collegi uninominali) in favore di un sistema proporzionale puro con il premio di maggioranza oltre una certa soglia.
Se la proposta di Fratellini di Meloni di scrivere sulla scheda il nome del candidato premier è finita nel cestino davanti alla netta opposizione degli altri due partiti di maggioranza, che non hanno nessuna intenzione di farsi cannibalizzare dal melonismo senza limitismo, l’abolizione dei collegi uninominali penalizzerebbe la Lega (e Forza Italia) a favore del partito della Fiamma, che ha in tasca il 30% dei consensi.
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
E qui vengono i dolori: Salvini, che sarà ingrassato ma non è ancora demente, per far passare la riforma elettorale in modalità proporzionale puro pretende un meccanismo di salvaguardia per i candidati leghisti da posizionare per la vittoria. Infatti, ad oggi, non c’è ancora una proposta della maggioranza.
Il fu Truce del Papeete non ci pensa proprio di portare acqua con la bocca alla gloria di Lady Giorgia: vuole un accordo scritto che venga deciso prima del voto in Parlamento della nuova legge elettorale. Insomma, “Vedere moneta, pagare cammello”. Come è già successo alle politiche del 2022, quando la Lega ottenne, attraverso il voto uninominale, un numero di seggi parlamentari superiore ai consensi ottenuti.
Succede che il duo Mantovano-Fazzolari ha una fretta del diavolo per far approvare a Montecitorio la riforma elettorale, dato che a fine marzo è in agenda il referendum sulla giustizia. Se il governo vince la battaglia sulla separazione delle carriere (e del Csm), come ha ben scritto oggi su “La Stampa”, Alessandro De Angelis, frulla l’ideona di andare al voto anticipato e fare bingo!
VIDEO MESSAGGIO DI MATTEO SALVINI DA NEW YORK
Ma anche stavolta la “Chica caliente” (copy Santiago Abascal) ha davvero paura di giocare a poker con lo sfrenatissimo Salvini. Alle sue smargiassate, infatti, non va mai a “vedere”. Sa benissimo che il “momento Papeete” potrebbe impadronirsi di nuovo dei fragili neuroni dell’erede di Bossi e fargli partire quell’embolo che già in passato ha fatto cadere un governo (per informazioni chiedere a Giuseppe Conte).
giorgia meloni guida una mini a madrid con santiago abascal
MATTEO SALVINI E PUTIN
alfredo mantovano matteo salvini voto al senato sulla riforma della corte dei conti foto lapresse 2
LA PREVALENZA DEL CREMLINO - VIGNETTA DI ELLEKAPPA
FAZZOLARI DIRETTORE DEL TG1 - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA
VIDEO MESSAGGIO DI MATTEO SALVINI DA NEW YORK
giorgia meloni guida una mini a madrid con santiago abascal
VIDEO MESSAGGIO DI MATTEO SALVINI DA NEW YORK
DONALD TRUMP - MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI
giorgia meloni a madrid con santiago abascal e il figlio
VIDEO MESSAGGIO DI MATTEO SALVINI DA NEW YORK
