trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

DAGOREPORT

zelensky macron starmer vertice volenterosi foto lapresse

È l’era dei “predatori” (come tratteggiato dall’ultimo saggio di Giuliano da Empoli), e chi non mostra gli artigli diventa preda. Dietro all’attivismo di Francia e Regno Unito delle ultime settimane c’è questo ragionamento: siamo le uniche potenze europee nel consiglio di sicurezza dell’Onu, siamo due potenze nucleari, non possiamo lasciarci travolgere dagli eventi senza dimostrare di aver anche noi qualche carta da giocare.

 

Ecco che il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier britannico, Keir Starmer, sono stati gli unici a presentarsi in conferenza stampa con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, due giorni fa. Ed ecco, soprattutto, che Francia e Regno Unito hanno ripreso a bombardare la Siria, dieci anni dopo dal loro coinvolgimento nella coalizione anti-Isis.

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

Il raid, nell’area di Palmira, ufficialmente era diretto a colpire un deposito di armi “sospettato” di essere utilizzato dai jihadisti. Ma l’obiettivo principale era far vedere a Trump, Putin e agli altri “predatori”: ci siamo anche noi.

 

Ps. Macron e Starmer, come del resto gli altri leader europei, Ursula von der Leyen in testa, sul Venezuela sono stati molto morbidi. Pur non arrivando ai livelli della cameriera Meloni, che ha definito il raid americano a Caracas “di natura difensiva e legittimo”, sia il toyboy dell’Eliseo che il baronetto rubizzo hanno evitato accuratamente di criticare Trump, celebrando l’allontanamento del dittatore venezuelano. Londra è andata oltre ieri, partecipando attivamente all’abbordaggio e al sequestro della petroliera russa “Marinera”.

 

zelensky macron starmer vertice volenterosi foto lapresse.

Il motivo di tanta prudenza è semplice: l’Europa ha troppo bisogno di Trump per permettersi di sfancularlo. Il dossier Ucraina è tutto nelle mani del Caligola di Mar-a-Lago: se gli Stati Uniti si sfilano definitivamente dal sostegno a Kiev (già hanno smesso di dare armi, potrebbero interrompere anche la condivisione dell’intelligence) la guerra sarebbe finita.

 

L’Europa non si può permettere di mostrare i muscoli, senza irritare il padroncino americano. 

 

Diverso è il caso della Groenlandia: trattandosi di un territorio autonomo di un Paese dell’Ue (la Danimarca), i leader del Continente non potevano rimanere silenti davanti alle minacce trumpiane. E così hanno siglato il documento, insolitamente duro, con cui dicono sostanzialmente a Trump: giù le mani dall’isola.

 

Lo stesso è avvenuto oggi a Parigi, con Emmanuel Macron che ha tenuto un discorso insolitamente duro contro Trump. Ma qui c'entrano più le questioni personali: il toyboy dell'Eliseo non ha gradito la perfida presa in giro di Trump, che ha raccontato, con tanto di imitazione, una presunta telefonata in cui Macron lo avrebbe implorato di non fargli troppo male con i dazi. Oggi Macron ha detto che gli Stati Uniti "si stanno gradualmente allontanando" da alcuni alleati e "si stanno liberando dalle regole internazionali", con "un'aggressività neocoloniale" sempre più presente nelle relazioni diplomatiche.

 

keir starmer emmanuel macron vertice europeo sull ucraina foto lapresse

IN QUESTO MONDO PAZZO, TU CHE FAI, NON LO SGANCI UN MISSILE? – FRANCIA E GRAN BRETAGNA TORNANO A BOMBARDARE LA SIRIA DIECI ANNI DOPO DAL LORO COINVOLGIMENTO NELLA COALIZIONE ANTI-ISIS – PARIGI E LONDRA HANNO CONDOTTO UN RAID, NELL’AREA DI PALMIRA, CONTRO UN DEPOSITO DI ARMI “SOSPETTATO” DI ESSERE UTILIZZATO DAI JIHADISTI – L’ATTACCO NON RIENTRA SOLO IN UNA NUOVA PRESSIONE MILITARE SULL’ISIS, MAI REALMENTE SCONFITTO, NONOSTANTE OLTRE DIECI ANNI DI OPERAZIONI, MA RISPONDE ALLA VOLONTÀ DI BRITANNICI E FRANCESI DI ESPANDERE LE RISPETTIVE ZONE DI INFLUENZA IN SIRIA DOPO L'USCITA DI SCENA DI MOSCA E TEHERAN E LA DISSOLUZIONE DEL REGIME DEGLI ASSAD PIÙ DI UN ANNO FA…

https://www.dagospia.com/cronache/francia-gran-bretagna-tornano-bombardare-siria-dieci-anni-dopo-dal-459334

donald trump scherza sulla moglie di al jolani 4

 

VICINO A UN ACCORDO CON ISRAELE, AL SHARAA È PRONTO ALLA RESA DEI CONTI CON I CURDI

Estratto dell’articolo di Luca Gambardella per “il Foglio”

 

Martedì, mentre una delegazione siriana e una israeliana erano sedute allo stesso tavolo a Parigi per discutere una pace che avrebbe una portata storica, ad Aleppo si è tornati a combattere.

 

Il presidente siriano Ahmed al Sharaa si ritrova in queste ore in una situazione che ha del paradossale: un accordo con lo stato ebraico alla portata e al tempo stesso il rischio concreto che le relazioni con i curdi finiscano per spaccare la Siria.

 

L’accordo siglato il 10 marzo dello scorso anno fra al Sharaa e Mazloum Abdi, comandante delle Forze democratiche siriane (Sdf) a guida curda, che prevede tra le altre cose l’integrazione dei curdi nelle nuove Forze armate del paese, resta ancora lettera morta. Il termine era stato fissato alla fine del 2025, ma restano alcune sacche di resistenza all’interno delle Sdf.

 

Così nei quartieri settentrionali di Aleppo controllati dai curdi si è ripreso a sparare in quella che somiglia a una resa dei conti.

 

zelensky macron starmer foto lapresse

[…]  Ora, il fatto che gli scontri di Aleppo siano iniziati a ridosso degli storici incontri di Parigi fra le autorità di Damasco e gli israeliani sembrerebbe tutto fuorché casuale.

 

L’impressione condivisa da molti osservatori è che le frange più oltranziste dei curdi, in particolare quelle legate al gruppo terroristico del Pkk, le Unità di protezione popolare (Ypg), tentino di mettere pressione ad al Sharaa perché non vogliono né una normalizzazione delle relazioni fra la Siria e Israele né un accordo nazionale con le Sdf.

 

Nel frattempo, mentre l’Amministrazione americana si dà da fare per trovare un’intesa ardua con Israele, resta in silenzio sulla situazione dei curdi.

bombardamenti israeliani su damasco 5

 

Gli accordi di marzo e aprile dello scorso anno fra Damasco e le Sdf sono arrivati sempre grazie alla mediazione americana e non è da escludere che il silenzio mantenuto finora dagli Stati Uniti su quanto sta accadendo ad Aleppo sia uno strumento di pressione su al Sharaa per accelerare un accordo con Israele.

 

Al di là delle speculazioni, la linea sottile che lega in queste ore gli scontri di Sheikh Maqsoud ad Aleppo alle trattative in corso a Parigi non ridimensiona la portata dell’accordo con Israele.

 

volodymyr zelensky emmanuel macron e keir starmer - vertice dei volenterosi all eliseo - parigi

Con la mediazione dell’ambasciatore Tom Barrack, di Steve Witkoff e di Jared Kushner, gli americani si ritrovano a fare da arbitri a quella che potrebbe essere una delle pietre miliari della strategia trumpiana in medio oriente, la premessa per una normalizzazione delle relazioni fra Siria e Israele, che sono  due paesi in guerra da quasi 80 anni.

 

[…] L’intesa fra israeliani e siriani parte dalla prospettiva inedita di una zona demilitarizzata di cooperazione economica fra lo stato ebraico e la Siria. “Questa zona economica includerà parchi eolici, attività agricole, la migliore montagna sciistica del medio oriente e la comunità drusa, rinomata per la sua eccellenza nell’ospitalità”, ha detto ad Axios un funzionario americano.

 

Curiosamente, un’idea analoga era stata avanzata da Trump – senza successo –  per trovare un accordo di pace in Donbas fra ucraini e russi o nel caso del mirabolante piano per la ricostruzione di Gaza. Secondo le indiscrezioni raccolte da Axios, ci sarebbero anche in questo caso dei finanziatori nella regione mediorientale interessati al progetto, rimasti però anonimi.

benjamin netanyahu

 

Al di là dei toni sin troppo trionfalistici propri dell’Amministrazione Trump, è certo che dopo l’ultimo viaggio a Mar-a-Lago alla fine del mese scorso, Benjamin Netanyahu sembrerebbe essersi convinto a siglare un accordo con al Sharaa. […]

 

Ma il vero cuore dell’intesa sta nella creazione di una “cellula di comunicazione” con sede ad Amman, in Giordania, composta da ufficiali siriani e israeliani ma sotto lo stretto controllo degli americani. Una prospettiva ambiziosa, non solo perché creerebbe  un inedito forum di dialogo tra ex qaidisti e militari dell’Idf, ma anche perché, solo negli ultimi due mesi, gli israeliani hanno condotto oltre 200 incursioni militari nel sud della Siria.

donald trump riceve al jolani alla casa bianca AL JOLANI AI BEI TEMPI DELL ISIS bombardamenti israeliani su damasco 4AL JOLANI AI BEI TEMPI DELL ISISbombardamenti israeliani su damasco 2donald trump regala un profumo al presidente siriano al jolani AL JOLANI QUANDO ERA ANCORA CONSIDERATO UN TERRORISTA ahmed al shaara gioca a basket 3siriani sotto i barili bomba 3bombardamenti israeliani su damasco 1emmanuel macron e volodymyr zelensky - vertice dei volenterosi all eliseo - parigi

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO