CALCIOPOLI ATTO SECONDO? - GLI STRANI CONTI DI INTER E MILAN - GIOCATORI SCONOSCIUTI IPERVALUTATI, FIRME APOCRIFE - PER MORATTI IL PM IPOTIZZA IL FALSO IN BILANCIO - IL PRESIDENTE NEGA, MA L'INTER POTREBBE SUBIRE LO STESSO DESTINO DELLA JUVE.
Raffaella Calandra e Giuliano Balestreri per "Il Sole 24 Ore"
Dallo scudetto al rischio retrocessione. Dai festeggiamenti ai timori di penalizzazioni. Il doping amministrativo fa tremare l'Inter, dopo la chiusura delle indagini del pm Carlo Nocerino. Falso in bilancio l'accusa contestata al numero uno della società nerazzurra Massimo Moratti. Stessa l'ipotesi di reato per gli amministratori delegati Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro. Ma l'inchiesta milanese sui presunti bilanci truccati non risparmia l'altra metà di San Siro: uguale avviso di chiusura d'indagine è stato notificato ieri ad Adriano Galliani, vicepresidente del Milan.
secuzione di un medesimo disegno criminoso, con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico - scrive il pm - esponeva fatti materiali non rispondenti al vero». Vale a dire sia Milan che Inter avrebbero "aggiustato" i bilanci 2003 e 2004 attraverso plusvalenze fittizie per 30 milioni la prima e 54 la seconda. Obiettivo, «evitare di evidenziare perdite che avrebbero comportato l'obbligo di ripianarle» per «l'ammissione ai campionati 2004-2005 e 2005-2006». Per iscrivere cioè a bilancio plusvalenze maggiorate, le società avrebbero aumentato il valore dei giocatori, «a tavolino, senza che i calciatori - scrive il pm - ne fossero a conoscenza ».
Addirittura si parla anche «di firme apocrife degli stessi giocatori». I casi riguardano sia nomi sconosciuti che campioni affermati. Così ad esempio lo sconosciuto Salvatore Ferraro, nessuna presenza in serie A, è passato, il 26 giugno 2003, dall'Inter al Milan per 3,5 milioni. Solo 351mila euro, invece, il valore indicato nella perizia della procura. Ed è di più di 3 milioni la differenza esistente anche in almeno altre tre operazioni di scambi tra Milan e Inter (Alessandro Livi, Giuseppe Ticli e Marco Varaldi). Nel capitolo nerazzurro il pm si sofferma in particolare sulla «compravendita incrociata, realizzata con la Lazio, dei calciatori Bernardo Corradi ed Hernan Crespo. Diritti ipervalutati -secondo l'accusa - per 6.669.491,80 euro».
Accuse queste sufficienti, notano gli esperti, per far temere, in casa Inter, la revoca dell'ultimo scudetto.
E c'è chi ipotizza anche una penalizzazione per il prossimo campionato. «L'Inter potrebbe essere punita allo stesso modo delle squadra coinvolte in calciopoli, sanzionate per aver comprato partite» spiega l'avvocato Mattia Grassani che esclude per questa vicenda la prescrizione del reato.
Ma ai suoi tifosi il presidente dell'Inter assicura: «Lo scudetto non lo ridiamo, era giusto assegnarlo a noi ». «Non abbiamo mai appostato plusvalenze fittizie», precisa in una nota l'Inter.
Parte dei documenti raccolti dal pm sono stati acquisiti anche dall'ufficio indagini della Figc che a sua volta ha inviato al procuratore federale una propria relazione. Sarà ora Stefano Palazzi a dover decidere se deferire o meno le società per irregolarità contabili. Un'ipotesi di reato su cui indagano anche le procure di Messina, Genova, Bergamo e Roma.
«Nessuna società in Italia ha i bilanci in attivo», commenta l'ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara. È stato un suo esposto alla procura di Roma a far partire le indagini sul doping amministrativo.
Dagospia 21 Giugno 2007
Dallo scudetto al rischio retrocessione. Dai festeggiamenti ai timori di penalizzazioni. Il doping amministrativo fa tremare l'Inter, dopo la chiusura delle indagini del pm Carlo Nocerino. Falso in bilancio l'accusa contestata al numero uno della società nerazzurra Massimo Moratti. Stessa l'ipotesi di reato per gli amministratori delegati Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro. Ma l'inchiesta milanese sui presunti bilanci truccati non risparmia l'altra metà di San Siro: uguale avviso di chiusura d'indagine è stato notificato ieri ad Adriano Galliani, vicepresidente del Milan.
secuzione di un medesimo disegno criminoso, con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico - scrive il pm - esponeva fatti materiali non rispondenti al vero». Vale a dire sia Milan che Inter avrebbero "aggiustato" i bilanci 2003 e 2004 attraverso plusvalenze fittizie per 30 milioni la prima e 54 la seconda. Obiettivo, «evitare di evidenziare perdite che avrebbero comportato l'obbligo di ripianarle» per «l'ammissione ai campionati 2004-2005 e 2005-2006». Per iscrivere cioè a bilancio plusvalenze maggiorate, le società avrebbero aumentato il valore dei giocatori, «a tavolino, senza che i calciatori - scrive il pm - ne fossero a conoscenza ».
Addirittura si parla anche «di firme apocrife degli stessi giocatori». I casi riguardano sia nomi sconosciuti che campioni affermati. Così ad esempio lo sconosciuto Salvatore Ferraro, nessuna presenza in serie A, è passato, il 26 giugno 2003, dall'Inter al Milan per 3,5 milioni. Solo 351mila euro, invece, il valore indicato nella perizia della procura. Ed è di più di 3 milioni la differenza esistente anche in almeno altre tre operazioni di scambi tra Milan e Inter (Alessandro Livi, Giuseppe Ticli e Marco Varaldi). Nel capitolo nerazzurro il pm si sofferma in particolare sulla «compravendita incrociata, realizzata con la Lazio, dei calciatori Bernardo Corradi ed Hernan Crespo. Diritti ipervalutati -secondo l'accusa - per 6.669.491,80 euro».
Accuse queste sufficienti, notano gli esperti, per far temere, in casa Inter, la revoca dell'ultimo scudetto.
E c'è chi ipotizza anche una penalizzazione per il prossimo campionato. «L'Inter potrebbe essere punita allo stesso modo delle squadra coinvolte in calciopoli, sanzionate per aver comprato partite» spiega l'avvocato Mattia Grassani che esclude per questa vicenda la prescrizione del reato.
Ma ai suoi tifosi il presidente dell'Inter assicura: «Lo scudetto non lo ridiamo, era giusto assegnarlo a noi ». «Non abbiamo mai appostato plusvalenze fittizie», precisa in una nota l'Inter.
Parte dei documenti raccolti dal pm sono stati acquisiti anche dall'ufficio indagini della Figc che a sua volta ha inviato al procuratore federale una propria relazione. Sarà ora Stefano Palazzi a dover decidere se deferire o meno le società per irregolarità contabili. Un'ipotesi di reato su cui indagano anche le procure di Messina, Genova, Bergamo e Roma.
«Nessuna società in Italia ha i bilanci in attivo», commenta l'ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara. È stato un suo esposto alla procura di Roma a far partire le indagini sul doping amministrativo.
Dagospia 21 Giugno 2007