UNA TRIADE (DIVISA) PER USCIRE DAL PASTICCIO ALITALIA: TPS, BERSANI E LETTA - E INTANTO TOTO MINACCIA RICHIESTE DI RISARCIMENTO - QUANDO PADOA-SCHIOPPA ANNUNCIAVA UNA GARA "MODELLO PER EFFICACIA E RAPIDITÀ".

Gennaro Sangiuliano per "L'Indipendente"


Romano Prodi, occupato come è nelle trattative sulle pensioni, ha affidato a una triade (ma guai a dirlo agli altri) la gestione delle complicata faccenda della gara Alitalia. I tre incaricati sono il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, il collega Pier Luigi Bersani ed Enrico Letta. Tocca a loro trovare una via d'uscita da questo pasticcio. Anche perché, come anticipato dall'Indipendente, è arrivato il nuovo rinvio, la prima proroga è stata dal 2 al 12 luglio, la seconda al 23. Mentre sono scolpite nel marmo le dichiarazioni di Padoa-Schioppa e del premier su quella che sarebbe stata una gara «modello per efficacia e rapidità».



Ieri, due novità: la nascita informale della triade e il movimento degli agguerriti avvocati di Carlo Toto, patron di Air One, che hanno fatto arrivare a via XX settembre un secondo avvertimento nel quale si richiama la necessità di rispettare le procedure in corso, anche se di fatto è rimasto un solo concorrente. L'alternativa sarebbe una causa milionaria che vedrebbe lo Stato soccombere a favore dell'imprenditore abruzzese, il quale potrebbe vantare quello che in dottrina si chiama «il venir meno dell'aspettativa». Intanto tra Padoa-Schioppa, Bersani e Letta le posizioni sembrano distanti.

Il ministro dell'Economia vorrebbe ampliare la gara, promuovendo nuove aggregazioni e magari riportando dentro gli americani del fondo Mattlin Patterson. A Bersani andrebbe bene Toto con un ruolo forte del Monte dei Paschi di Siena: non a caso Egidio Pedrini, dell'Italia dei Valori, faceva maliziosamente notare che la Cgil non ha sparato sul suo piano di lacrime e sangue. Enrico Letta - e in parte anche Rutelli - invece propendono per un commissariamento breve, tre mesi, per muoversi con meno vincoli. Ogni decisione avverrebbe, formalmente, in capo al commissario che ha una posizione meno impegnativa del governo.


Dagospia 10 Luglio 2007