LA SPIA CHE RECITAVA BENISSIMO - UNA BIOGRAFIA RIVELA CHE LAURENCE OLIVIER LAVORAVA NEGLI USA PER CONTO DEL GOVERNO INGLESE: DOVEVA CONVINCE GLI AMERICANI A ENTRARE IN GUERRA CONTRO HITLER - SUO FIGLIO PERÒ È SCETTICO: NON NE SAPEVO NULLA.
Paola De Carolis per il "Corriere della Sera"
Una celebrità che, usando la sua influenza, lavorò in incognito per conquistare i cuori e le menti degli americani. L'obiettivo: convincere una nazione scettica a entrare in guerra contro Adolf Hitler. Il mondo lo conosce come uno degli attori più importanti del ventesimo secolo, grande interprete di William Shakespeare, produttore e regista, rubacuori, marito di Vivien Leigh così come di Joan Plowright, dodici volte candidato agli Oscar, vincitore di quattro statuette d'oro.
Eppure nella vita di Laurence Olivier, morto nel 1989 all'età di 82 anni, c'era una pagina inedita che viene alla luce solo ora. All'inizio della seconda guerra mondiale, su ordine diretto di Winston Churchill, Lord Olivier divenne un agente segreto di Sua Maestà.
A rivelarlo è Michael Munn, già biografo di James Stewart, Gregory Peck, John Wayne e Frank Sinatra e ora autore di Lord Larry, in arrivo nelle librerie britanniche il mese prossimo.
Lo scrittore racconta che nel 1972 il drammaturgo Noel Coward gli confidò il ruolo di grande importanza assegnato a Olivier: «Larry ci serviva molto perché era già negli Stati Uniti. Gli chiedemmo di unirsi a noi, disse che ci avrebbe pensato, così spettò ad Alexander Korda spiegargli che Churchill non lo stava semplicemente invitando a fare il suo dovere per la patria, ma glielo stava ordinando».
Produttore e regista di origini ebraiche, Korda era la mente della sezione spettacolo dello Special Operation Executive (Soe), conosciuto anche come l'armata segreta di Churchill: 13.000 agenti sparsi per il mondo fuori dal controllo del Foreign Office, il ministero degli Esteri.
Gli uffici di Korda a Los Angeles altro non erano che una copertura, sostiene Munn, per le operazioni del Soe. Stando a Munn, Olivier non fu mai coinvolto in operazioni di grande pericolo: i suoi ordini erano di usare amici influenti come Clark Gable e Tyrone Power per perorare la causa del governo britannico. Ciononostante, racconta lo scrittore, il suo ruolo richiese un certo eroismo.
«Oggi sembra strano, ma negli Stati Uniti allora non c'era alcuna tolleranza per agenti stranieri: se le sue mansioni fossero state scoperte avrebbe sicuramente passato un brutto quarto d'ora. In più sarebbe diventato un obiettivo importante per le spie tedesche».
E pensare che per un periodo Olivier venne considerato un codardo privo di patriottismo: la decisione all'inizio della guerra di rimanere a Hollywood invece di tornare in Gran Bretagna, come fece invece David Niven, suo celebre collega, e di non arruolarsi gli costò un po' del grande amore che il pubblico ha sempre nutrito nei suoi confronti. Solo ora si scopre la verità. Lo stesso Niven, tra l'altro, confermò a Munn prima di morire il coinvolgimento di Olivier, sottolineando il suo coraggio.
La tesi di Munn ha il pieno appoggio del professor MRD Foot, considerato una delle massime autorità sullo Special Operation Executive, secondo il quale «è perfettamente plausibile». «Sappiamo per certo che il Soe - ha spiegato - era attivo negli Stati Uniti subito dopo la sua fondazione, nel luglio 1940, ed era coinvolto in operazioni propagandistiche di questo tipo attraverso l'unità Electra House, che sicuramente si è appoggiata a diversi personaggi».
La notizia che Olivier fu uno degli agenti segreti di Churchill ha stupito non solo il pubblico che ha sempre ammirato l'attore da lontano, ma anche la sua famiglia. «Mio padre - ha raccontato Tarquin Olivier, primogenito dell'attore nato dall'unione con Jill Esmond (il primo di tre matrimoni) - era un patriota convinto che appoggiò attivamente l'Occidente contro il nazismo, ma che sia stato reclutato dai servizi segreti, questo non lo so».
Le attività di Lord Olivier negli Stati Uniti, comunque, durarono pochi mesi. Nel 1941 l'attore tornò in Gran Bretagna dove entrò nel Fleet Air Arm, la flotta aerea della Marina, raggiungendo un totale di 456 ore di volo. Non abbandonò mai la professione che amava e che lo vide dirigere il National Theatre e la Royal Shakespeare Company. Interpretò il suo ultimo film nel 1989, ricoprendo il ruolo del milite ignoto in War Requiem di Derek Jarman, basato sulle poesie di guerra di Wilfred Owen.
Dagospia 16 Luglio 2007
Una celebrità che, usando la sua influenza, lavorò in incognito per conquistare i cuori e le menti degli americani. L'obiettivo: convincere una nazione scettica a entrare in guerra contro Adolf Hitler. Il mondo lo conosce come uno degli attori più importanti del ventesimo secolo, grande interprete di William Shakespeare, produttore e regista, rubacuori, marito di Vivien Leigh così come di Joan Plowright, dodici volte candidato agli Oscar, vincitore di quattro statuette d'oro.
Eppure nella vita di Laurence Olivier, morto nel 1989 all'età di 82 anni, c'era una pagina inedita che viene alla luce solo ora. All'inizio della seconda guerra mondiale, su ordine diretto di Winston Churchill, Lord Olivier divenne un agente segreto di Sua Maestà.
A rivelarlo è Michael Munn, già biografo di James Stewart, Gregory Peck, John Wayne e Frank Sinatra e ora autore di Lord Larry, in arrivo nelle librerie britanniche il mese prossimo.
Lo scrittore racconta che nel 1972 il drammaturgo Noel Coward gli confidò il ruolo di grande importanza assegnato a Olivier: «Larry ci serviva molto perché era già negli Stati Uniti. Gli chiedemmo di unirsi a noi, disse che ci avrebbe pensato, così spettò ad Alexander Korda spiegargli che Churchill non lo stava semplicemente invitando a fare il suo dovere per la patria, ma glielo stava ordinando».
Produttore e regista di origini ebraiche, Korda era la mente della sezione spettacolo dello Special Operation Executive (Soe), conosciuto anche come l'armata segreta di Churchill: 13.000 agenti sparsi per il mondo fuori dal controllo del Foreign Office, il ministero degli Esteri.
Gli uffici di Korda a Los Angeles altro non erano che una copertura, sostiene Munn, per le operazioni del Soe. Stando a Munn, Olivier non fu mai coinvolto in operazioni di grande pericolo: i suoi ordini erano di usare amici influenti come Clark Gable e Tyrone Power per perorare la causa del governo britannico. Ciononostante, racconta lo scrittore, il suo ruolo richiese un certo eroismo.
«Oggi sembra strano, ma negli Stati Uniti allora non c'era alcuna tolleranza per agenti stranieri: se le sue mansioni fossero state scoperte avrebbe sicuramente passato un brutto quarto d'ora. In più sarebbe diventato un obiettivo importante per le spie tedesche».
E pensare che per un periodo Olivier venne considerato un codardo privo di patriottismo: la decisione all'inizio della guerra di rimanere a Hollywood invece di tornare in Gran Bretagna, come fece invece David Niven, suo celebre collega, e di non arruolarsi gli costò un po' del grande amore che il pubblico ha sempre nutrito nei suoi confronti. Solo ora si scopre la verità. Lo stesso Niven, tra l'altro, confermò a Munn prima di morire il coinvolgimento di Olivier, sottolineando il suo coraggio.
La tesi di Munn ha il pieno appoggio del professor MRD Foot, considerato una delle massime autorità sullo Special Operation Executive, secondo il quale «è perfettamente plausibile». «Sappiamo per certo che il Soe - ha spiegato - era attivo negli Stati Uniti subito dopo la sua fondazione, nel luglio 1940, ed era coinvolto in operazioni propagandistiche di questo tipo attraverso l'unità Electra House, che sicuramente si è appoggiata a diversi personaggi».
La notizia che Olivier fu uno degli agenti segreti di Churchill ha stupito non solo il pubblico che ha sempre ammirato l'attore da lontano, ma anche la sua famiglia. «Mio padre - ha raccontato Tarquin Olivier, primogenito dell'attore nato dall'unione con Jill Esmond (il primo di tre matrimoni) - era un patriota convinto che appoggiò attivamente l'Occidente contro il nazismo, ma che sia stato reclutato dai servizi segreti, questo non lo so».
Le attività di Lord Olivier negli Stati Uniti, comunque, durarono pochi mesi. Nel 1941 l'attore tornò in Gran Bretagna dove entrò nel Fleet Air Arm, la flotta aerea della Marina, raggiungendo un totale di 456 ore di volo. Non abbandonò mai la professione che amava e che lo vide dirigere il National Theatre e la Royal Shakespeare Company. Interpretò il suo ultimo film nel 1989, ricoprendo il ruolo del milite ignoto in War Requiem di Derek Jarman, basato sulle poesie di guerra di Wilfred Owen.
Dagospia 16 Luglio 2007