ARIA DI CAMPAGNA ELETTORALE - SE SILVIO BLINDA MEDIASET E MONDADORI, IL PIDÌ PREPARA IL FORTINO TG1 (UN CONTENTINO SOLO ALL'UDC) - SEMPRESVEGLIO RIOTTA SFORA E BRUCIA MIMUN (MAZZA COMPRESO) - E L'EXPLOIT DI FINI LO FA LITIGARE CON IL FIDATO GIUBILO.
Marco Castoro per "Italia Oggi"
1 - Nonostante il governo Prodi faccia di tutto per non scontentare gli alleati su welfare e Finanziaria, cresce sempre di più il numero di coloro che prevedono le elezioni anticipate, addirittura in primavera. A tale scopo le coalizioni stanno preparando l'artiglieria per lo scontro. Nella Cdl l'ultimo valzer di direttori punta a rafforzare le posizioni. Maurizio Belpietro a Panorama, Mario Giordano al Giornale, Giorgio Mulè a Studio Aperto e Claudio Brachino a Videonews sono nomi che offrono tutte le garanzie per ottenere risultati ottimi. Per contro, anche il partito democratico si sta attrezzando e sta blindando il Tg1 di Gianni Riotta.
La settimana scorsa il direttore ha scelto Pino Caserta, area Margherita, per la segreteria di redazione che apparteneva a Luigi Saitta (andato in pensione), da sempre fedelissimo di Gianni Letta. Un'altra mossa politica Riotta l'ha fatta portando al Tg1 tre giornalisti esterni, Natalia Augias e Alberto Matano, provenienti dal giornale radio, e Simona Sala, dai servizi parlamentari. La Augias (figlia di Corrado) e la Sala (sponsorizzata da Silvio Sircana) sono entrambe in quota partito democratico. Matano rappresenta il contentino dato all'opposizione. Ma a quale opposizione? A quella più moderata dell'Udc.
Il partito di Casini che ha portato a casa anche un'altra nomina importante, quella di Francesco Giorgino, nuovo vicecaporedattore del Politico. L'operazione Giorgino è strategica. Il suo recupero ai vertici serve a Riotta per far vedere la sua imparzialità. Con l'unica differenza che l'ex conduttore, da quando fu messo da Mimun in un angolo, ha giurato fedeltà al partito di Casini, rinnegando la sua simpatia per Berlusconi e Forza Italia. Morale della favola: a strappare nomine sono il Pd e l'Udc. Per gli altri non c'è trippa per gatti. Né se appartieni alla sinistra di governo, né se sei in quota Forza Italia o An e neppure se sei vicino a Mastella o a Di Pietro.
2 - MAZZATA A MAZZA. Dunque Riotta sta blindando il Tg1 in attesa dello scontro elettorale. Come se non bastasse, l'edizione delle ore 20 continua a protrarsi ben oltre i tempi. Quasi ogni giorno si sforano le 20,30, probabilmente per motivi di ascolti. In quei minuti al Tg5 passa la pubblicità. Non solo: qualche maligno sostiene che così facendo Riotta brucia la partenza del Tg2 di Mauro Mazza, l'unico telegiornale rimasto al centro-destra, che parte regolarmente alle 20,30. Si tratta di una strategia aziendale per impedire al Tg5 di Clemente Mimun il sorpasso, oppure c'è qualcosa di più?
3 - LITE CON GIUBILO. Ospitare Gianfranco Fini non è stata una mossa che ha portato fieno nella cascina di Riotta. Come detto, il direttore ci tiene molto a far vedere la sua imparzialità politica, soprattutto nei confronti del centro-destra, che spesso lo accusa di dirigere un tg fazioso. L'intervento di Fini è stato preceduto da un servizio che ha ascoltato i pareri dei cittadini chiamati a commentare gli ultimi contributi decisi dal governo per le fasce economiche più deboli. Terminato il servizio, in verità un po' propagandistico per il governo, con i cittadini che si dicevano contenti per il passo in avanti, la parola è passata all'ospite, Gianfranco Fini.
Ed è partita subito la prima rasoiata: nonostante la presa in giro di questo servizio, ha sintetizzato il leader di An, gli italiani si sono stancati di questo governo. Con 40 centesimi in più al giorno siamo sugli stessi livelli dei lavavetri. In studio la conduttrice, Monica Maggioni, ha cercato di uscire dall'imbarazzo, ma non è stato facile. Troppo facile invece per Fini andare in gol dopo un simile assist. Finito il tg è scoppiato il finimondo. Il direttore Riotta ha inseguito il vice Andrea Giubilo, che firmava l'edizione, e gli ha urlato contro peste e corna: perché non hai visto il servizio? Perché non ti sei accorto che le opinioni erano sbilanciate? Nonostante le urla, Riotta ha perso un'altra occasione per sfoderare il suo giornalismo anglosassone.
4 - CDR E TESSERE PARLAMENTARI. I tre nuovi arrivi vorrebbero le tessere parlamentari per accedere alla camera. Nelle loro testate di provenienza le avevano. Soprattutto Simona Sala, ex conduttrice delle tribune e servizi parlamentari. Ma al servizio politico ci sono altri redattori che le aspettano da mesi. Facile pronosticare che ci sarà battaglia tra i vecchi e i nuovi. Tra l'altro la Sala, ex cdr ai parlamentari, ha incontrato i colleghi del comitato di redazione del Tg1 chiedendo una sponda per la conquista di un posto da conduttrice di qualche edizione.
5 - SKY, DI TUTTO DI PIÙ. Aria di novità nella piattaforma satellitare. Nasce Sky su misura, con il pacchetto Mondo, cinque nuovi canali (Nat geo wild, Nat geo music, Mtv gold, Mtv pulse, Vh1), e arriva nella redazione di Sky Tg24 un macchinario infernale che stravolge la rassegna stampa del mattino. Bravissimo Moreno Marinozzi per come riesce a domare il touch screen.
Di tutt'altra dimensione i telecronisti Sky del rugby mondiale. Quello che esce dai microfoni di Antonio Raimondi e Vittorio Munari ha dello stupefacente. Abbiamo sentito espressioni tipo: «più disciplina, va portato in caserma, arrestato, cassaforte chiusa, ci vuole il piede».
Sembrava di ascoltare un tentativo di rapina alla radio della polizia, invece il soggetto era il pallone e il piede non era quello di porco adatto allo scasso. Meritano una citazione anche chicche come «una gara corta di un pelo», «il Grand Canyon in Colorado non l'hanno fatto in due giorni» e, dulcis in fundo, «all'avversario devi fargli sentire il fiato che puzza d'aglio». Caro Caressa, come vedi, c'è sempre qualcosa da imparare.
Dagospia 03 Ottobre 2007
1 - Nonostante il governo Prodi faccia di tutto per non scontentare gli alleati su welfare e Finanziaria, cresce sempre di più il numero di coloro che prevedono le elezioni anticipate, addirittura in primavera. A tale scopo le coalizioni stanno preparando l'artiglieria per lo scontro. Nella Cdl l'ultimo valzer di direttori punta a rafforzare le posizioni. Maurizio Belpietro a Panorama, Mario Giordano al Giornale, Giorgio Mulè a Studio Aperto e Claudio Brachino a Videonews sono nomi che offrono tutte le garanzie per ottenere risultati ottimi. Per contro, anche il partito democratico si sta attrezzando e sta blindando il Tg1 di Gianni Riotta.
La settimana scorsa il direttore ha scelto Pino Caserta, area Margherita, per la segreteria di redazione che apparteneva a Luigi Saitta (andato in pensione), da sempre fedelissimo di Gianni Letta. Un'altra mossa politica Riotta l'ha fatta portando al Tg1 tre giornalisti esterni, Natalia Augias e Alberto Matano, provenienti dal giornale radio, e Simona Sala, dai servizi parlamentari. La Augias (figlia di Corrado) e la Sala (sponsorizzata da Silvio Sircana) sono entrambe in quota partito democratico. Matano rappresenta il contentino dato all'opposizione. Ma a quale opposizione? A quella più moderata dell'Udc.
Il partito di Casini che ha portato a casa anche un'altra nomina importante, quella di Francesco Giorgino, nuovo vicecaporedattore del Politico. L'operazione Giorgino è strategica. Il suo recupero ai vertici serve a Riotta per far vedere la sua imparzialità. Con l'unica differenza che l'ex conduttore, da quando fu messo da Mimun in un angolo, ha giurato fedeltà al partito di Casini, rinnegando la sua simpatia per Berlusconi e Forza Italia. Morale della favola: a strappare nomine sono il Pd e l'Udc. Per gli altri non c'è trippa per gatti. Né se appartieni alla sinistra di governo, né se sei in quota Forza Italia o An e neppure se sei vicino a Mastella o a Di Pietro.
2 - MAZZATA A MAZZA. Dunque Riotta sta blindando il Tg1 in attesa dello scontro elettorale. Come se non bastasse, l'edizione delle ore 20 continua a protrarsi ben oltre i tempi. Quasi ogni giorno si sforano le 20,30, probabilmente per motivi di ascolti. In quei minuti al Tg5 passa la pubblicità. Non solo: qualche maligno sostiene che così facendo Riotta brucia la partenza del Tg2 di Mauro Mazza, l'unico telegiornale rimasto al centro-destra, che parte regolarmente alle 20,30. Si tratta di una strategia aziendale per impedire al Tg5 di Clemente Mimun il sorpasso, oppure c'è qualcosa di più?
3 - LITE CON GIUBILO. Ospitare Gianfranco Fini non è stata una mossa che ha portato fieno nella cascina di Riotta. Come detto, il direttore ci tiene molto a far vedere la sua imparzialità politica, soprattutto nei confronti del centro-destra, che spesso lo accusa di dirigere un tg fazioso. L'intervento di Fini è stato preceduto da un servizio che ha ascoltato i pareri dei cittadini chiamati a commentare gli ultimi contributi decisi dal governo per le fasce economiche più deboli. Terminato il servizio, in verità un po' propagandistico per il governo, con i cittadini che si dicevano contenti per il passo in avanti, la parola è passata all'ospite, Gianfranco Fini.
Ed è partita subito la prima rasoiata: nonostante la presa in giro di questo servizio, ha sintetizzato il leader di An, gli italiani si sono stancati di questo governo. Con 40 centesimi in più al giorno siamo sugli stessi livelli dei lavavetri. In studio la conduttrice, Monica Maggioni, ha cercato di uscire dall'imbarazzo, ma non è stato facile. Troppo facile invece per Fini andare in gol dopo un simile assist. Finito il tg è scoppiato il finimondo. Il direttore Riotta ha inseguito il vice Andrea Giubilo, che firmava l'edizione, e gli ha urlato contro peste e corna: perché non hai visto il servizio? Perché non ti sei accorto che le opinioni erano sbilanciate? Nonostante le urla, Riotta ha perso un'altra occasione per sfoderare il suo giornalismo anglosassone.
4 - CDR E TESSERE PARLAMENTARI. I tre nuovi arrivi vorrebbero le tessere parlamentari per accedere alla camera. Nelle loro testate di provenienza le avevano. Soprattutto Simona Sala, ex conduttrice delle tribune e servizi parlamentari. Ma al servizio politico ci sono altri redattori che le aspettano da mesi. Facile pronosticare che ci sarà battaglia tra i vecchi e i nuovi. Tra l'altro la Sala, ex cdr ai parlamentari, ha incontrato i colleghi del comitato di redazione del Tg1 chiedendo una sponda per la conquista di un posto da conduttrice di qualche edizione.
5 - SKY, DI TUTTO DI PIÙ. Aria di novità nella piattaforma satellitare. Nasce Sky su misura, con il pacchetto Mondo, cinque nuovi canali (Nat geo wild, Nat geo music, Mtv gold, Mtv pulse, Vh1), e arriva nella redazione di Sky Tg24 un macchinario infernale che stravolge la rassegna stampa del mattino. Bravissimo Moreno Marinozzi per come riesce a domare il touch screen.
Di tutt'altra dimensione i telecronisti Sky del rugby mondiale. Quello che esce dai microfoni di Antonio Raimondi e Vittorio Munari ha dello stupefacente. Abbiamo sentito espressioni tipo: «più disciplina, va portato in caserma, arrestato, cassaforte chiusa, ci vuole il piede».
Sembrava di ascoltare un tentativo di rapina alla radio della polizia, invece il soggetto era il pallone e il piede non era quello di porco adatto allo scasso. Meritano una citazione anche chicche come «una gara corta di un pelo», «il Grand Canyon in Colorado non l'hanno fatto in due giorni» e, dulcis in fundo, «all'avversario devi fargli sentire il fiato che puzza d'aglio». Caro Caressa, come vedi, c'è sempre qualcosa da imparare.
Dagospia 03 Ottobre 2007