VUOTO DI POTERE A CATANZARO, E DE MAGISTRIS CONTINUA A INDAGARE - L'ISTAT PROMUOVE LA FINANZIARIA (PRODI RINGRAZIA) - FRANCESCHINI: AZZERAMENTO MINISTRI - WELFARE: RIPARTE LA LITE - BINDI: VELTRONI DA PRIMA REPUBBLICA, DESTABILIZZA IL GOVERNO.
1 - CASI.
Jena per "La Stampa" - Trasmissioni televisive sul caso Mastella, titoli dei giornali sul caso Mastella, dibattiti sul caso Mastella, manifestazioni sul caso Mastella, polemiche sul caso Mastella. Casualmente, qualcuno potrebbe fare uno sforzo per ricordarsi che esiste anche Prodi? Che, vedi il caso, è pure indagato.
2 - VUOTO DI POTERE A CATANZARO, E DE MAGISTRIS CONTINUA A INDAGARE.
(Roberto Chiodi per "Il Velino" - www.ilvelino.it) - Potrebbe sfiorare anche il vertice della Procura generale di Catanzaro l'indagine degli ispettori ministeriali incaricati dal Guardasigilli Clemente Mastella di verificare il rispetto delle procedure nella gestione delle inchieste Poseidone, Why not? e Toghe Lucane, condotte dal pm Luigi De Magistris. Ad attirare l'attenzione degli 007 del ministro della Giustizia sarebbero state le dichiarazioni pubbliche dello stesso De Magistris all'indomani della sua audizione dinanzi al Csm, dalle quali si poteva evincere con assoluta certezza che lo stesso magistrato aveva tranquillamente ripreso a lavorare agli stessi procedimenti per i quali era finito sotto procedimento disciplinare. Invece il codice di procedura penale, all'articolo 372, prevede che il magistrato sottoposto a procedimento disciplinare in relazione alla gestione di certe sue inchieste, debba essere sollevato dall'incarico dal capo dell'ufficio.
Ma siccome anche il procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi si trova nelle stessa posizione del sostituto, l'obbligo di avocare al proprio ufficio le inchieste in corso diventa del Procuratore generale di Catanzaro. In questo momento, però, la poltrona è ancora vacante da quando nel dicembre scorso il pg Domenico Pudia decise di andare in pensione. Il suo sostituto, in questi mesi di polemiche e di ispezioni ministeriali, è stato l'avvocato generale Dulcino Favi, che ancora non ha provveduto ad avocare nessuna inchiesta forse nel timore della prevedibile ondata di polemiche che seguirebbero a una decisione del genere, visto il consenso popolare che De Magistris ha saputo raccogliere intorno alla sua attività investigativa.
3 - ISTAT: CI SARA' MARCATO CALO INTENSITA' POVERTA'.
(Apcom) - Il 'bonus incapienti' previsto dalla manovra per il 2008 produrrà una "marcata riduzione dell'intesità di povertà". Lo ha affermato il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri, nel corso di un'audizione sulla Finanziaria davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato.
Con il taglio dell'Ici, le detrazioni per gli affittuari e il bonus incapienti, ha spiegato Biggeri, "in termini distributivi si ridurrebbero gli indici di disuguaglianza di circa 2-3 decimi di punto percentuale. Tuttavia, a differenza di precedenti interventi di riduzione delle situazioni di disagio, si avrebbe una marcata riduzione dell'intensità di povertà (pari a quasi 1 punto percentuale), grazie al rimborso forfettario alle famiglie che non pagano l'Irpef. Allo stato però - ha aggiunto - questo intervento ha natura temporanea".
4 - WELFARE: QUESTA MATTINA EPIFANI HA INCONTRATO MONTEZEMOLO.
(Adnkronos) - Incontro tra il leader della Cgil Guglielmo Epifani e il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, questa mattina all'indomani del risultato del voto sul referendum con cui la maggioranza dei lavoratori ha dato parere positivo al protocollo sul welfare. Il segretario generale della Cgil si e' recato questa mattina presso la foresteria di Confindustria, in via Veneto. Al termine dell'incontro, durato circa un'ora, non sono state rilasciate dichiarazioni.
5 - CREMASCHI: DATI REALI SOLO DAI GRANDI LUOGHI DI LAVORO.
(Adnkronos) - Il dato vero del referendum e' quello espresso nelle grandi fabbriche. E' quanto affermato questa mattina ad 'Omnibus' su LA7 dal segretario nazionale della Fiom e leader di 'rete 28 aprile', Giorgio Cremaschi. "Da questo referendum - ha osservato - emerge un dato di fatto: una clamorosa differenza tra il voto nei grandi luoghi di lavoro e il resto del voto. Dai grandi luoghi di lavoro, infatti, e' emerso il dato vero: il Si' e il No se la sono giocata alla pari perche' e' arrivata anche l'informazione per il 'no'; nelle altre aziende, invece, tutto lo strumento era in mano al 'Si', come se il 'No' non avesse diritto di cittadinanza". "Il referendum - ha concluso Cremaschi - che e' uno strumento previsto dallo statuto dei lavoratori, non e' regolato da una legge che garantisca trasparenza. In questo caso e' stato organizzato in modo plebiscitario e in alcune realta' si e' addirittura votato per alzata di mano. Per questo parlare di brogli e' sbagliato: non ci possono essere la' dove non esistono regole".
6 - VISCO: EXTRAGETTITO DI 9 MLD IN 2007.
(Adnkronos) - 'Le stime dell'andamento del gettito erariale nel 2007 fanno ragionevolmente ipotizzare un surplus complessivo annuale, rispetto alle previsioni, di circa 9 miliardi di euro'. Lo ha affermato il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, intervenendo in commissione finanze. Il viceministro puntualizza, inoltre, che 'le spese previste con il decreto-legge sono integralmente coperte con le maggiori entrate certificate del 2007'.
7 - DINI: PROSSIME ELEZIONI SENZA LA SINISTRA ESTREMA.
(Ansa) - 'Se il centrosinistra sapra' presentarsi alle prossime elezioni rompendo la propria contiguita' con l'area della sinistra estrema, della conservazione e del 'tassa e spendi', potra' recuperare consensi proponendo quelle riforme liberali delle istituzioni, delle politiche economiche e sociali che oggi si limita a vagheggiare'. Lo affermano, in una lettera al 'Corriere della Sera', Lamberto Dini e Natale D'Amico che domenica scorsa hanno presentato la loro formazione politica: i liberaldemocratici. 'Certamente l'esito non sarebbe scontato.
Ma e' forse un esito per il quale converrebbe spendersi' sostengono i due senatori, da poco usciti dall' Ulivo, che riprendono una considerazione fatta da Michele Salvati sullo stesso quotidiano, nei giorni scorsi, sul fatto che il Pd puo' scegliere fra due diverse sconfitte: l'una legata alla coerenza con le sue attuali alleanze, che terrebbe lontani quegli elettori potenziali desiderosi di un maggior coraggio riformatore; l'altra legata alla coerenza programmatica, che farebbe mancare i consensi della sinistra radicale. Dini e D'Amico, sono meno pessimisti di Salvati e parlano di un 'potenziale di spostamento dei consensi connesso alla amplissima insoddisfazione, diffusa tanto nel centrosinistra quanto nel centrodestra, intorno al concreto funzionamento del nostro bipolarismo'. Insomma, per Dini e i suoi vale la pena di tentare di liberarsi alle prossime elezioni della 'componente antagonista' che continuerebbe ad impedire l'azione riformatrice del governo.
8 - FRANCESCHINI: D'ACCORDO CON FINOCCHIARO, DOPO LE PRIMARIE AZZERARE MINISTRI.
(Apcom) - Il capogruppo dell'Ulivo alla Camera, Dario Franceschini, si dice d'accordo con Anna Finocchiaro sull'azzeramento dei ministri Ds e Margherita e i vertici dei rispettivi gruppi parlamentari all'indomani delle primarie del Pd. Interpellato dai cronisti a Montecitorio, Franceschini osserva: "Sono assolutamente d'accordo. Dobbiamo dare il segnale che dal 15 ottobre non faremo una pigra manutenzione, ma una vera e propria rivoluzione".
9 - VELTRONI: MEGLIO REFERENDUM DELLA LEGGE ELETTORALE ATTUALE.
(Adnkronos) - "Meglio della attuale legge elettorale che obbliga il Paese ad una sorta di bipolarismo coatto e' certamente il referendum". Lo ha affermato Walter Veltroni intervenendo questa mattina al 'Caffe' di Corradino Mineo su Rainews 24. "La spallata al governo -ha aggiunto il sindaco di Roma- non ci sara'. Prima si devono fare le riforme istituzionali e la nuova legge elettorale, consentire al governo di proseguire l'azione di risanamento e poi se ne riparlera'".
10 - BINDI: VELTRONI DA PRIMA REPUBBLICA, DESTABILIZZA GOVERNO.
(Apcom) - "Fin dall'inizio non è stato chiaro se la possibile segreteria Veltroni avrebbe messo in difficoltà l'esecutivo. Oggi sembra un fatto assodato. Tutte le proposte, compresa quella di dimezzare i ministri, vanno in questa direzione. L'idea di rimettere le deleghe dei ministri del partito democratico mi ricorda abitudini della prima Repubblica, quando erano i congressi della Dc e del Psi a decidere l'uscita delle delegazioni dai governi". E' questo il nuovo affondo di Rosy Bindi, ministro della Famiglia e candidata alla segreteria del Pd, intervistata da Repubblica.
"La costituzione stabilisce che i governi li fa il presidente del Consiglio, tanto più se indicato dagli elettori e scelto dai cittadini con le primarie. Ieri Finocchiaro proponeva addirittura l'azzeramento dei ministri. Beh - prosegue Bindi - queste sono veramente pratiche da prima Repubblica, atti destabilizzanti per il governo".
Nella campagna della primarie si confrontano due proposte, sottolinea Bindi: una per un Pd che sostenga Prodi, l'altra "meno interessata al partito perchè vuole soprattutto prendere l'ascensore per Palazzo Chigi. Altrimenti non si spiegano certe uscite. Prima si danno gli 8 mesi all'esecutivo, poi arriva la proposta di ritirare i ministri. E dopo? Sia chiaro: se casca Prodi si torna al voto", conclude.
11 - PD: SECONDO I SONDAGGISTI OGGI VALE TRA IL 23 E IL 27 PER CENTO.
(Adnkronos) - Quanto vale oggi il partito democratico? E quali sono le sue potenzialita' massime? Alla vigilia delle primarie del 14 ottobre, il quotidiano online Affaritaliani.it ha interpellato sei sondaggisti. Ecco le risposte. "Oggi il Pd e' tra il 25 e il 30%, mentre la potenzialita' massima e' del 40", afferma Nicola Piepoli. Secondo Alessandro Amadori, amministratore delegato di Demoskopea, "in un periodo in cui il Centrosinistra e' molto sofferente, il Pd non va oltre il 24%. Quanto alla potenzialita' teorica, dipende se il nuovo partito riuscira' ad aprirsi a quel 40% di cittadini che non appartengono a nessun schieramento. In questo caso, potrebbe arrivare intorno al 30%, forse anche qualcosa in piu'. Un 20% di ex diessini nel massimo del loro splendore e un 10% di ex diellini nella loro piena efficienza elettorale".
"Attualmente il partito democratico e' intorno al 27%", spiega Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research. "Ma la potenzialita' e' molto piu' ampia. Dipendera' dalle scelte politiche, non e' un valore matemicatico ma legato a quello che si vorra' realizzare. Sara' un partito moderato? In che modo? Quali aperture verso il Centrodestra e la sinistra estrema? Il Pd puo' avere un grande respiro e potenzialmente puo' superare il 30%, ma non dipende da un fattore numerico bensi' dalle scelte politiche".
Per Fabrizio Masia, direttore di Nexus, "in questo momento la dimensione del Pd e' intorno al 25-26%. La potenzialita' e' difficile da esprimere perche' bisognera' vedere l'evoluzione futura e anche la legge elettorale. Non escludo che possa raggiungere il 35%. Le variabili da tener presente sono molte, dalla Cosa Rossa ai socialisti, da Mastella a Di Pietro". "Attualmente il partito democratico vale il 23%, la potenzialita' massima e' del 35%", afferma Renato Mannheimer. Secondo Maurizio Pessato, amministratore delegato di Swg, "il Pd non ha un grande andamento, ma bisogna aspettare il 14 ottobre. Il dato di oggi, 24-25%, e' poco significato proprio perche' puo' cambiare tra qualche giorno. Il potenziale del partito democratico e' almeno il 35%, forse anche qualcosa di piu' pensando ai risultati che ha ottenuto l'Ulivo in passato. Puo' essere una novita' nel panorama politico italiano, ma molto dipendera' dalle scelte politiche".
Dagospia 11 Ottobre 2007
Jena per "La Stampa" - Trasmissioni televisive sul caso Mastella, titoli dei giornali sul caso Mastella, dibattiti sul caso Mastella, manifestazioni sul caso Mastella, polemiche sul caso Mastella. Casualmente, qualcuno potrebbe fare uno sforzo per ricordarsi che esiste anche Prodi? Che, vedi il caso, è pure indagato.
2 - VUOTO DI POTERE A CATANZARO, E DE MAGISTRIS CONTINUA A INDAGARE.
(Roberto Chiodi per "Il Velino" - www.ilvelino.it) - Potrebbe sfiorare anche il vertice della Procura generale di Catanzaro l'indagine degli ispettori ministeriali incaricati dal Guardasigilli Clemente Mastella di verificare il rispetto delle procedure nella gestione delle inchieste Poseidone, Why not? e Toghe Lucane, condotte dal pm Luigi De Magistris. Ad attirare l'attenzione degli 007 del ministro della Giustizia sarebbero state le dichiarazioni pubbliche dello stesso De Magistris all'indomani della sua audizione dinanzi al Csm, dalle quali si poteva evincere con assoluta certezza che lo stesso magistrato aveva tranquillamente ripreso a lavorare agli stessi procedimenti per i quali era finito sotto procedimento disciplinare. Invece il codice di procedura penale, all'articolo 372, prevede che il magistrato sottoposto a procedimento disciplinare in relazione alla gestione di certe sue inchieste, debba essere sollevato dall'incarico dal capo dell'ufficio.
Ma siccome anche il procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi si trova nelle stessa posizione del sostituto, l'obbligo di avocare al proprio ufficio le inchieste in corso diventa del Procuratore generale di Catanzaro. In questo momento, però, la poltrona è ancora vacante da quando nel dicembre scorso il pg Domenico Pudia decise di andare in pensione. Il suo sostituto, in questi mesi di polemiche e di ispezioni ministeriali, è stato l'avvocato generale Dulcino Favi, che ancora non ha provveduto ad avocare nessuna inchiesta forse nel timore della prevedibile ondata di polemiche che seguirebbero a una decisione del genere, visto il consenso popolare che De Magistris ha saputo raccogliere intorno alla sua attività investigativa.
3 - ISTAT: CI SARA' MARCATO CALO INTENSITA' POVERTA'.
(Apcom) - Il 'bonus incapienti' previsto dalla manovra per il 2008 produrrà una "marcata riduzione dell'intesità di povertà". Lo ha affermato il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri, nel corso di un'audizione sulla Finanziaria davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato.
Con il taglio dell'Ici, le detrazioni per gli affittuari e il bonus incapienti, ha spiegato Biggeri, "in termini distributivi si ridurrebbero gli indici di disuguaglianza di circa 2-3 decimi di punto percentuale. Tuttavia, a differenza di precedenti interventi di riduzione delle situazioni di disagio, si avrebbe una marcata riduzione dell'intensità di povertà (pari a quasi 1 punto percentuale), grazie al rimborso forfettario alle famiglie che non pagano l'Irpef. Allo stato però - ha aggiunto - questo intervento ha natura temporanea".
4 - WELFARE: QUESTA MATTINA EPIFANI HA INCONTRATO MONTEZEMOLO.
(Adnkronos) - Incontro tra il leader della Cgil Guglielmo Epifani e il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, questa mattina all'indomani del risultato del voto sul referendum con cui la maggioranza dei lavoratori ha dato parere positivo al protocollo sul welfare. Il segretario generale della Cgil si e' recato questa mattina presso la foresteria di Confindustria, in via Veneto. Al termine dell'incontro, durato circa un'ora, non sono state rilasciate dichiarazioni.
5 - CREMASCHI: DATI REALI SOLO DAI GRANDI LUOGHI DI LAVORO.
(Adnkronos) - Il dato vero del referendum e' quello espresso nelle grandi fabbriche. E' quanto affermato questa mattina ad 'Omnibus' su LA7 dal segretario nazionale della Fiom e leader di 'rete 28 aprile', Giorgio Cremaschi. "Da questo referendum - ha osservato - emerge un dato di fatto: una clamorosa differenza tra il voto nei grandi luoghi di lavoro e il resto del voto. Dai grandi luoghi di lavoro, infatti, e' emerso il dato vero: il Si' e il No se la sono giocata alla pari perche' e' arrivata anche l'informazione per il 'no'; nelle altre aziende, invece, tutto lo strumento era in mano al 'Si', come se il 'No' non avesse diritto di cittadinanza". "Il referendum - ha concluso Cremaschi - che e' uno strumento previsto dallo statuto dei lavoratori, non e' regolato da una legge che garantisca trasparenza. In questo caso e' stato organizzato in modo plebiscitario e in alcune realta' si e' addirittura votato per alzata di mano. Per questo parlare di brogli e' sbagliato: non ci possono essere la' dove non esistono regole".
6 - VISCO: EXTRAGETTITO DI 9 MLD IN 2007.
(Adnkronos) - 'Le stime dell'andamento del gettito erariale nel 2007 fanno ragionevolmente ipotizzare un surplus complessivo annuale, rispetto alle previsioni, di circa 9 miliardi di euro'. Lo ha affermato il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, intervenendo in commissione finanze. Il viceministro puntualizza, inoltre, che 'le spese previste con il decreto-legge sono integralmente coperte con le maggiori entrate certificate del 2007'.
7 - DINI: PROSSIME ELEZIONI SENZA LA SINISTRA ESTREMA.
(Ansa) - 'Se il centrosinistra sapra' presentarsi alle prossime elezioni rompendo la propria contiguita' con l'area della sinistra estrema, della conservazione e del 'tassa e spendi', potra' recuperare consensi proponendo quelle riforme liberali delle istituzioni, delle politiche economiche e sociali che oggi si limita a vagheggiare'. Lo affermano, in una lettera al 'Corriere della Sera', Lamberto Dini e Natale D'Amico che domenica scorsa hanno presentato la loro formazione politica: i liberaldemocratici. 'Certamente l'esito non sarebbe scontato.
Ma e' forse un esito per il quale converrebbe spendersi' sostengono i due senatori, da poco usciti dall' Ulivo, che riprendono una considerazione fatta da Michele Salvati sullo stesso quotidiano, nei giorni scorsi, sul fatto che il Pd puo' scegliere fra due diverse sconfitte: l'una legata alla coerenza con le sue attuali alleanze, che terrebbe lontani quegli elettori potenziali desiderosi di un maggior coraggio riformatore; l'altra legata alla coerenza programmatica, che farebbe mancare i consensi della sinistra radicale. Dini e D'Amico, sono meno pessimisti di Salvati e parlano di un 'potenziale di spostamento dei consensi connesso alla amplissima insoddisfazione, diffusa tanto nel centrosinistra quanto nel centrodestra, intorno al concreto funzionamento del nostro bipolarismo'. Insomma, per Dini e i suoi vale la pena di tentare di liberarsi alle prossime elezioni della 'componente antagonista' che continuerebbe ad impedire l'azione riformatrice del governo.
8 - FRANCESCHINI: D'ACCORDO CON FINOCCHIARO, DOPO LE PRIMARIE AZZERARE MINISTRI.
(Apcom) - Il capogruppo dell'Ulivo alla Camera, Dario Franceschini, si dice d'accordo con Anna Finocchiaro sull'azzeramento dei ministri Ds e Margherita e i vertici dei rispettivi gruppi parlamentari all'indomani delle primarie del Pd. Interpellato dai cronisti a Montecitorio, Franceschini osserva: "Sono assolutamente d'accordo. Dobbiamo dare il segnale che dal 15 ottobre non faremo una pigra manutenzione, ma una vera e propria rivoluzione".
9 - VELTRONI: MEGLIO REFERENDUM DELLA LEGGE ELETTORALE ATTUALE.
(Adnkronos) - "Meglio della attuale legge elettorale che obbliga il Paese ad una sorta di bipolarismo coatto e' certamente il referendum". Lo ha affermato Walter Veltroni intervenendo questa mattina al 'Caffe' di Corradino Mineo su Rainews 24. "La spallata al governo -ha aggiunto il sindaco di Roma- non ci sara'. Prima si devono fare le riforme istituzionali e la nuova legge elettorale, consentire al governo di proseguire l'azione di risanamento e poi se ne riparlera'".
10 - BINDI: VELTRONI DA PRIMA REPUBBLICA, DESTABILIZZA GOVERNO.
(Apcom) - "Fin dall'inizio non è stato chiaro se la possibile segreteria Veltroni avrebbe messo in difficoltà l'esecutivo. Oggi sembra un fatto assodato. Tutte le proposte, compresa quella di dimezzare i ministri, vanno in questa direzione. L'idea di rimettere le deleghe dei ministri del partito democratico mi ricorda abitudini della prima Repubblica, quando erano i congressi della Dc e del Psi a decidere l'uscita delle delegazioni dai governi". E' questo il nuovo affondo di Rosy Bindi, ministro della Famiglia e candidata alla segreteria del Pd, intervistata da Repubblica.
"La costituzione stabilisce che i governi li fa il presidente del Consiglio, tanto più se indicato dagli elettori e scelto dai cittadini con le primarie. Ieri Finocchiaro proponeva addirittura l'azzeramento dei ministri. Beh - prosegue Bindi - queste sono veramente pratiche da prima Repubblica, atti destabilizzanti per il governo".
Nella campagna della primarie si confrontano due proposte, sottolinea Bindi: una per un Pd che sostenga Prodi, l'altra "meno interessata al partito perchè vuole soprattutto prendere l'ascensore per Palazzo Chigi. Altrimenti non si spiegano certe uscite. Prima si danno gli 8 mesi all'esecutivo, poi arriva la proposta di ritirare i ministri. E dopo? Sia chiaro: se casca Prodi si torna al voto", conclude.
11 - PD: SECONDO I SONDAGGISTI OGGI VALE TRA IL 23 E IL 27 PER CENTO.
(Adnkronos) - Quanto vale oggi il partito democratico? E quali sono le sue potenzialita' massime? Alla vigilia delle primarie del 14 ottobre, il quotidiano online Affaritaliani.it ha interpellato sei sondaggisti. Ecco le risposte. "Oggi il Pd e' tra il 25 e il 30%, mentre la potenzialita' massima e' del 40", afferma Nicola Piepoli. Secondo Alessandro Amadori, amministratore delegato di Demoskopea, "in un periodo in cui il Centrosinistra e' molto sofferente, il Pd non va oltre il 24%. Quanto alla potenzialita' teorica, dipende se il nuovo partito riuscira' ad aprirsi a quel 40% di cittadini che non appartengono a nessun schieramento. In questo caso, potrebbe arrivare intorno al 30%, forse anche qualcosa in piu'. Un 20% di ex diessini nel massimo del loro splendore e un 10% di ex diellini nella loro piena efficienza elettorale".
"Attualmente il partito democratico e' intorno al 27%", spiega Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research. "Ma la potenzialita' e' molto piu' ampia. Dipendera' dalle scelte politiche, non e' un valore matemicatico ma legato a quello che si vorra' realizzare. Sara' un partito moderato? In che modo? Quali aperture verso il Centrodestra e la sinistra estrema? Il Pd puo' avere un grande respiro e potenzialmente puo' superare il 30%, ma non dipende da un fattore numerico bensi' dalle scelte politiche".
Per Fabrizio Masia, direttore di Nexus, "in questo momento la dimensione del Pd e' intorno al 25-26%. La potenzialita' e' difficile da esprimere perche' bisognera' vedere l'evoluzione futura e anche la legge elettorale. Non escludo che possa raggiungere il 35%. Le variabili da tener presente sono molte, dalla Cosa Rossa ai socialisti, da Mastella a Di Pietro". "Attualmente il partito democratico vale il 23%, la potenzialita' massima e' del 35%", afferma Renato Mannheimer. Secondo Maurizio Pessato, amministratore delegato di Swg, "il Pd non ha un grande andamento, ma bisogna aspettare il 14 ottobre. Il dato di oggi, 24-25%, e' poco significato proprio perche' puo' cambiare tra qualche giorno. Il potenziale del partito democratico e' almeno il 35%, forse anche qualcosa di piu' pensando ai risultati che ha ottenuto l'Ulivo in passato. Puo' essere una novita' nel panorama politico italiano, ma molto dipendera' dalle scelte politiche".
Dagospia 11 Ottobre 2007