peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

DAGOREPORT

peter thiel

'A Thiel, e scansate che dovemo fa una foto! Siamo sempre al ''Marziano a Roma'' di Ennio Flaiano. Peter Thiel nel suo tour europeo ha incontrato capi di Governo (Orban), ministri (a Parigi si sarebbe visto in segreto con il ministro degli esteri Barrot), poi arriva a Roma e il massimo che gli viene offerto sono la vispa Barbara Carfagna e il portaborse di Osnato. Mancavano solo Marisela Federici e Gegia!

 

Nella città del Signore e di Giulio Cesare, di Michelangelo e di Andreotti, arriva chi? Thiel? ESTICAZZI! Tra i Fori e il Colosseo, la Storia non viene mai confusa con la cronaca e i miti contemporanei durano giusto il tempo di una pernacchia che li sbatte nel girone dei mitomani. E così è stato anche per il tenebroso multimilardario considerato il Nosferatu della tecno-destra, autore di pensosi e mistici ragionamenti sull'Intelligenza Artificiale e la deficienza naturale, la messa in latino e la messa sotto l'osso sacro; pipponi che hanno riempito pagine e pagine di labirintiche analisi sul futuro (ma anche sul condizionale). 

 

ANTICRISTO

Quel diabolus di Thiel doveva essere ospite dell'Angelicum, finché non si è incazzato Papa Leone ed è finito, come fosse una delle tante e abituali feste di nozze, in un salone di Palazzo Taverna.

 

Ad ascoltarlo, una platea di ragazzi indottrinati, qualche turista americano e le quarte file dell'elite hi-tech all'amatriciana (dirigenti d’azienda,  “consulenti”, qualche giornalista, tutti con molto tempo libero a disposizione).

 

Che poi, st’Anticristo è un 'na sòla. I “pinguini” romani  sono usciti così affranti e annoiati dai primi due giorni di conferenze di Thiel a Roma da rimpiangere gli antichi fasti dell'anti-Papa Lefevre, caro all'aristocrazia nera romana.

 

PAPA LEONE XIV A PONTE MAMMOLO

Dopo l’esordio, domenica, con circa 200 ospiti, di cui la metà italiani, al secondo appuntamento a Palazzo Taverna il livello, e il numero, dei partecipanti si è abbassato drasticamente: i pochi volti noti non si sono ripresentati, sono rimasti solo giovani studenti, qualche professore e sparuti esponenti del mondo della comunicazione e della politica.

 

La sensazione comune? Una noia da far venir voglia di buttarsi fra le braccia del primo pusher di Trastevere. Al pensiero illuminante, Thiel ha indotto la “palpebra calante”, come notava ieri “Repubblica”: sbadigli, sonnolenza e la sensazione di aver perso solo tempo. Una nostra fonte che ha assistito all’evento sintetizza così: “Poche idee, ma ben confuse”.

 

Certo, come fa notare tra le righe Maurizio Crippa sul “Foglio”, tanta sorpresa…sorprende. Alle menti della presunta elite italiana sarebbe bastato aver letto uno dei molti testi di Thiel per capire che Dio, l’Anticristo, il katechon, sono metafore, schemi interpretativi con cui analizzare le sfide economiche e geopolitiche.

tweet su jd vance e thiel anticristo

 

Scrive Crippa: “Tra i suoi temi preferiti sono il negazionismo climatico, la demografia, gli orizzonti del transumanesimo. Il rapporto con la religione è de relato; dove sia la minaccia specifica per la Chiesa non si sa, aspetteremo trepidanti l’enciclica di Papa Leone sull’IA.  Ma additarlo come il capo dell’orda pronta a espugnare Roma è fuorviante.

 

[…]  Thiel ha le sue priorità, non è detto siano buone. Ma sorprendersi, su Rep., perché “alla messa non c’è… A Roma spesso va così: si annuncia l’Apocalisse e resta solo la liturgia” fa ridere. Thiel è venuto a tenere conferenze. Per Iacopo Scaramuzzi “l’Anticristo finirà un po’ come per il marziano a Roma di Flaiano”. Ma forse erano solo i romani che aspettavano il marziano nero. E non si sono accorti che la posta in gioco è un’altra”.

 

striscione contro peter thiel a roma

Dunque, qual è la posta in gioco? Innanzitutto, va ribadito che Thiel è un gran paraguru, e i suoi pippozzi sull’anticristo sono anche una forma intelligente di marketing. (alla domanda del moderatore del Q&A: “Se il Vaticano ti avesse invitato a parlare di IA saresti andato?”, ha risposto: “Certo”). 

 

Come osserva il filosofo Mariano Croce su “Domani”, “sembra che Thiel ostenti un indecifrabile esoterismo per arrivare a molti, e che lo faccia con la fortuna tipica dei nostri tempi, in cui si è smesso di pretendere ragioni e ponderare argomenti.

 

PETER THIEL DA BAMBINO

Quello di Thiel è un linguaggio para-oracolare, fitto di contraddizioni, in cui la mistica della tecnologia incontra una concezione anabolizzata della politica, gravida di un clamore facile e confuso, specie allorché […]  i suoi spostamenti sono segnati dai marcatori tipici dei culti misterici: incertezza sui luoghi, porte chiuse, pubblico selezionato, riservatezza sui contenuti”.

 

Se non ci fosse stata una mala gestione comunicativa dei ragazzi dell’associazione Gioberti, che hanno organizzato l’evento, e le conferenze fossero state a porte aperte a tutti, trasparente, l’evento di Thiel, probabilmente, sarebbe andato deserto.

 

PETER THIEL DA RAGAZZO

Troppo superficiale per gli esperti, confuso e barboso per i non avvezzi, nella seconda giornata a Palazzo Taverna, Thiel l’ha buttata un po’ sul pop.

 

Il solito Tolkien con cui è ossessionato (al punto da chiamare tutte le sue aziende con riferimenti al Signore degli Anelli, a partire da Palantir, la pietra veggente di Saruman, trasformata in una macchina ingoia dati in grado di monitorare movimenti, persone, guerre), i “Watchmen” di Alan Moore, fino ad arrivare a “One Piece”, trentennale serie a fumetti giapponese sul viaggio del pirata "Cappello di paglia".

 

A detta di Thiel, anche quella non sarebbe che una metafora per raccontare ai giovani Gesù che sconfigge i mali del mondo (e qui ci voleva la resurrezione dei Monty Phyton di "The life of Brian").

 

Anche qui, non c’è da stupirsi. L’Anticristo e la struttura girardiana ereditata da Thiel non vanno intesi letteralmente, come in molti fanno, (pensando che il fondatore di Palantir sia una sorta di Dan Brown più inquietante), ma solo in chiave politica. E qui si arriva al vero punto: la sfida Usa vs Cina.

 

JD VANCE PETER THIEL

Per Thiel, in gioco c’è la sopravvivenza della civiltà occidentale, messa a rischio a volte dal deep state, altre dalle ong, altre ancora dalla “burocrazia” dell’Unione europea, fino al vero, grande anticristo: la Cina.

 

Su questo si è concentrato il secondo giorno di conferenze di Thiel: la sfida tra Washington e Pechino, dal punto di vista tecnologico, economico, di “narrazione”.

 

Come racconta Francesco Bei su “Repubblica”, “in questi arzigogoli pseudo-filosofici, che uno degli ascoltatori definisce ‘rozzi come quelli di un telepredicatore evangelico di provincia’, si arriva però anche su un territorio meno lisergico ed è quando Thiel inizia a parlare di qualcosa che conosce bene, ovvero l’intelligenza artificiale.

 

barbara carfagna a palazzo taverna per la conferenza di peter thiel

E qui suona la sveglia agli europei: ‘A me non interessa se siete più favorevoli all’IA woke di Anthropic o quella non-woke di Elon Musk che preferisco io. L’importante è non finire tutti con l’IA totalitaria dei cinesi’.

 

E in questo passaggio il tecno-guru ha messo finalmente i piedi nel piatto della campagna elettorale americana. ‘Quello che è davvero in ballo nelle elezioni di midterm di novembre - ha spiegato - è il futuro dell’Occidente: se vincono i democratici che vogliono limitare l’IA perché dicono che consuma troppa energia, metteranno gli Stati Uniti fuori dalla competizione globale con la Cina’.

 

donald trump peter thiel

 

Per Thiel la corsa dell’intelligenza artificiale vale almeno due punti di Pil, ma non è solo una questione di soldi: ‘Bloccare il progresso, con la scusa del climate change o con i limiti all’IA, vuol dire distruggere l’idea stessa di Occidente, non solo la sua ricchezza.

 

Significa che l’unico vincitore sarà la Cina, che nega l’idea di libertà su cui ci basiamo noi’. Ma la domanda è: ‘noi’ chi?”

 

In compenso, Thiel conferma tutti i peggiori luoghi comuni sui paperoni della Silicon Valley: zero consigli, zero interazione umana con gli “adepti”. Entra in sala quando sono tutti seduti, esce subito e non parla con nessuno.

 

Parafrasando un suo libro (“From zero to…one”), da zero a…zero! Thiel non ha accettato alcuna interazione sociale o networking: come un (anti)Cristo sceso in terra, vuole che i suoi adepti lo ascoltino come un Dio, e si ciuccino la sua verità rivelata come un dogma, senza osare porre  dubbi o fare domande…

 

l editoriale di peter thiel sul financial times

BRUXELLES, LA CINA, GRETA E LE ONG I VOLTI DELL’ANTICRISTO SECONDO THIEL

Estratto dell'articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

 [...] Politici in sala non se ne vedono, la destra continua a smentire incontri e al governo tutto tace. Gli invitati presenti alla seconda lezione sono gli stessi professori, economisti, manager, e seminaristi, quest'ultimi attesi questa sera a una cena riservata organizzata dal Cluny Institute, affiliato alla Catholic University of America.

 

Ogni ospite ha una ragione personale per ascoltare Thiel. Per esempio, quando parla dei bitcoin: in platea c'è Guido Maria Brera, finanziare e uomo d'azienda, che ha un legame societario in Chora - gruppo di editoria digitale - con Tether, società di criptovalute fondata da Giancarlo Devasini (l'uomo più ricco d'Italia: 89 miliardi di patrimonio) e Paolo Ardoini (Ardoino, ndDago), a sua volta investitori in Plasma, progetto di stablecoin sostenuto dal guru della tecnodestra americana.

 

striscione al colosseo per l arrivo a roma di peter thiel

Le sue origini tedesche (Thiel è nato in Germania) lo portano a riflettere sulla storia del partito cristiano democratico (katéchon) contrapposto all'Ue (Anticristo). La Cdu, dice, ha perso i suoi valori nel 2005. È l'anno in cui sale al potere Angela Merkel.

 

Non cita mai l'ex cancelliera me è chiaro che per Thiel è colei che ha contribuito alla costruzione dell'Europa e delle sue regole, troppo rigide. Al punto che azzarda un paragone inimmaginabile con la catena fast food Kfc: «Nessuno si ricorda che quella K sta per Kentucky, come nessuno pensa alla C di Cdu come cristiano».

 

La difesa dell'Occidente e dell'Europa cristiana - il sottinteso - è stata indebolita da Merkel e da leader come lei. Non vi sembra di averlo già sentito da JD Vance?

 

L’ANTICRISTO DI PETER THIEL? BRUXELLES E LE ONG

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

PETER THIEL

[…] Thiel è venuto nella capitale mondiale del cattolicesimo e ha convocato in gran segreto, a palazzo Taverna, un centinaio di adepti scelti con l’impegno di non rivelare nulla ai profani.

 

Come nei misteri eleusini, solo gli iniziati - invitati uno a uno dall’associazione neoguelfa Gioberti di Brescia - hanno potuto abbeverarsi alla saggezza del vate della Silicon Valley, gran burattinaio del vicepresidente JD Vance.

 

peter thiel 2

[…]  a palazzo Taverna la lectio di Thiel finisce su una slide fondamentale.  Da una parte della lavagna ci sono i buoni, il katéchon, ovvero quelli che secondo Paolo di Tarso trattengono e frenano l’opera dell’Anticristo. Per San Thiel tra questi ci sono naturalmente Trump e i suoi amici dei social network, ma anche entità che non ti aspetteresti come «il Deep State».

 

Mentre nel lato dei cattivi, dell’Anticristo, ecco la sorpresa: le ong che aiutano i migranti e l’odiata Bruxelles, che ha messo dei limiti all’onnipotenza dei social e dell’intelligenza artificiale.

 

daniele capezzone a palazzo taverna per la conferenza di peter thiel

Sempre nella colonna dei buoni, anche il Ppe e la Cdu, ma solo fino al 2015, anno in cui Angela Merkel decise di aprire le porte a un milione di siriani.

 

E i liberal Usa? Può apparire strano che un destro come il proprietario di Palantir, la misteriosa società onnipresente ogni volta che si parla di contratti con il Pentagono, non li abbia inseriti nel suo personale asse del male.

 

Ma la spiegazione è venuta ieri dallo stesso interessato: non sono un avversario alla sua altezza.

 

Seppure affetti da quella che ha definito «anti Trump Derangement Syndrome», ovvero una malattia mentale che fa giudicare negativamente ogni cosa che fa il presidente Usa, non hanno il coraggio di individuarlo come il male assoluto, quindi non si meritano nemmeno di essere odiati. «Ben diverso - ha detto Thiel - il caso di Georg Elser, il falegname cattolico che attentò alla vita di Hitler. Lui sì che lo considerava l’Anticristo e fece di tutto per fermarlo».

 

peter thiel, elon musk fondatori di paypal

In questi arzigogoli pseudo-filosofici, che uno degli ascoltatori definisce «rozzi come quelli di un telepredicatore evangelico di provincia», si arriva però anche su un territorio meno lisergico ed è quando Thiel inizia a parlare di qualcosa che conosce bene, ovvero l’intelligenza artificiale.

 

E qui suona la sveglia agli europei: «A me non interessa se siete più favorevoli all’IA woke di Anthropic o quella non-woke di Elon Musk che preferisco io.

 

L’importante è non finire tutti con l’IA totalitaria dei cinesi». E in questo passaggio il tecno-guru ha messo finalmente i piedi nel piatto della campagna elettorale americana.

 

PETER THIEL E LA PAYPAL MAFIA - FOTO DI FORTUNE

«Quello che è davvero in ballo nelle elezioni di midterm di novembre - ha spiegato - è il futuro dell’Occidente: se vincono i democratici che vogliono limitare l’IA perché dicono che consuma troppa energia, metteranno gli Stati Uniti fuori dalla competizione globale con la Cina».

 

Per Thiel la corsa dell’intelligenza artificiale vale almeno due punti di Pil, ma non è solo una questione di soldi:

 

«Bloccare il progresso, con la scusa del climate change o con i limiti all’IA, vuol dire distruggere l’idea stessa di Occidente, non solo la sua ricchezza. Significa che l’unico vincitore sarà la Cina, che nega l’idea di libertà su cui ci basiamo noi». Ma la domanda è: “noi” chi?

PETER THIEL - ARTICOLO SULL ANTICRISTO - FIRST THINGS tweet su jd vance anticristo vladimir soloviev

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