MUTUI LETALI: LA BORSA TREMA, RISCHIO "TSUNAMI"PER LE BANCHE - LO SCIVOLONE DI WALL STREET DEPRIME I MERCATI FINANZIARI MONDIALI: IL TITOLO DEL COLOSSO AMERICANO CITIGROUP CROLLA, E PERFINO IN SVIZZERA C'È ALLARME PER CREDIT SUISSE.

1 - PAURA IN BORSA, L'EUROPA APRE IN ROSSO.
Da "corriere.it"


Il «giovedì nero» delle Borse ha lasciato tanta paura tra gli operatori. In Europa i listini risentono delle preoccupazioni circa un riacutizzarsi della crisi finanziaria legata ai mutui «subprime» e perdono ulteriore terreno nell'ultima seduta della settimana: Londra perde lo 0,9% (con British Airways che perde il 5% dopo aver tagliato le stime), Francoforte lo 0,8%, Parigi lo 0,7%.

A livello continentale il Dj Stoxx 50 (che comprende i primi 50 titoli europei per capitalizzazione) arretra dello 0,7% e lo Stoxx 600 dello 0,8%. A Milano il Mibtel perde lo 0,44%, mentre l'S&P/Mib cede lo 0,55%. Sul listino di Piazza Affari tra i titoli migliori c'è Alitalia (+2%): secondo fonti giornalistiche Intesa Sanpaolo potrebbe entrare nel capitale della Ap Holding di Carlo Toto, che controlla Air One, in gara per la compagnia di bandiera.

BANCHE SOTTO PRESSIONE - Il comparto finanziario resta sotto pressione in tutta Europa: Fortis cede il 5,2% (Ubs ha abbassato il giudizio sul titolo). In calo Merrill Lynch a Francoforte sulla scia delle indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal secondo cui la banca Usa avrebbe stretto accordi con hedge fund per occultare alcune passività. Male anche Barclays (-3,4%) e Royal Bank of Scotland (-3%), Dexia (-3,2%), Société Générale (-2,4%) e Bnp (-2%.). A Milano Unicredito prosegue in calo (-0,33%, dopo il tracollo di giovedì: -4,8%), con Mediobanca (-0,61%), Intesa Sanpaolo (-1,60%), Montepaschi (-0,93%) e Banca Popolare di Milano (-1,25%).

WALL STREET - A New York all'indomani dell'annuncio della Fed di abbassare i tassi di 25 punti base, il Dow Jones ha accusato giovedì sera la quarta peggiore performance dell'anno, con un ribasso del 2,6%, mentre il Nasdaq ha perso il 2,25% e l'S&P 500 il 2,64%. Male le banche, sulla scia dei timori legati a Citigroup. Ma anche un colosso petrolifero come Exxon Mobil ha perso il 3,8% dopo l'annuncio di un utile netto trimestrale in calo del 10%.

ASIA - Forte ribasso generalizzato per i mercati azionari di Asia e Australia. Chiusura pesante per la Borsa di Tokyo, trascinata dallo scivolone di Wall Street e dal «giovedì nero». Il report di Cibc World Market che ipotizza tagli delle cedole per Citigroup ha creato scompiglio sui mercati finanziari. L'indice Nikkei ha chiuso con una flessione del 2,09% (a 16.517,48 punti). Durante la seduta il calo ha toccato anche il -2,94%. La Borsa di Hong Kong ha perso quasi il 3 per cento (-2,7% al termine della mattinata), Sydney cede quasi il 2 per cento. Anche in India, Cina, Singapore e Malaysia le Borse hanno registrato forti perdite.

MUTUI - Si riaccende dunque la paura per i mutui «subprime» e le Borse asiatiche archiviano la peggiore seduta degli ultimi due mesi dopo che giovedì i listini europei hanno bruciato 137 miliardi di euro e Wall Street ha chiuso con ribassi superiori al 2%. Le vendite si sono concentrate sul comparto finanziario dopo che giovedì il colosso americano Citigroup è crollato di quasi sette punti percentuali a New York sui timori che, a causa dell'esposizione in prodotti legati ai mutui, possa essere a corto di capitale. In mattinata la trimestrale di Credit Suisse, con un calo del 31% dei profitti e 1,9 miliardi di dollari di svalutazioni, aveva già contribuito a innervosire i mercati.

2 - DA CITIGROUP A CREDIT SUISSE, RISCHIO "TSUNAMI" PER LE BANCHE.
Ettore Livini per "la Repubblica"



L´onda lunga della crisi dei subprime ha già spazzato via 30 miliardi di dollari dai conti delle banche mondiali. Malgrado le rassicurazioni di Bush, le ciambelle di salvataggio del Tesoro Usa e i tagli ai tassi della Fed, infatti, gli americani che non riescono a pagare le rate dei mutui sono sempre di più. E i loro problemi finanziari, moltiplicati dalle alchimie dei derivati e trasferiti nei portafogli di banche e risparmiatori in tutto il mondo, sono diventati una valanga di proporzioni inattese.

«La crisi potrebbe costare 150-200 milioni di dollari», aveva buttato lì il Governatore della Fed Ben Bernanke nello scetticismo generale (tutti pensavano a cifre molto inferiori) a inizio settembre. Quella stima, invece, a giudicare dai primi conti del sistema creditizio, rischia di essere approssimata per difetto. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il numero delle banche costrette a mettere a bilancio perdite miliardarie legati ai mutui a rischio sta crescendo vertiginosamente. E, come si temeva, lo tsunami non è rimasto confinato al mondo dorato della finanza Usa.

L´ultimo campanello d´allarme, ad esempio, è suonato a Zurigo, sede del Credit Suisse, a migliaia di miglia dall´epicentro della crisi. Nell´era della finanza globale, però, le distanze non contano. I traballanti mutui americani viaggiano per conto loro, nascosti dai maghi della finanza strutturata nel calderone di bond esotici e cartolarizzazioni miliardarie.

Per poi esplodere - com´è successo ieri - in piena Svizzera, in una città dove a memoria d´uomo si fatica a ricordare una rata immobiliare in sofferenza. Il conto per la banca elvetica è stato altissimo: nel bilancio del terzo trimestre sono stati contabilizzati in perdita 1,9 miliardi di dollari. Una misura necessaria per far fronte «alle condizioni estreme dei mercati», come ha detto ieri senza andar troppo per il sottile il numero uno del gruppo Brady Dougan.

Il Credit Suisse è solo l´ultimo esempio di una catena di Sant´Antonio planetaria di perdite. Se la Fed riesce con accanimento terapeutico a tenere a galla i mercati, Bernanke & C. possono far ben poco per salvare i conti del credito. E in qualche caso le voragini aperte dai subprime sono da capogiro.

L´Oscar del rosso spetta a Merrill Lynch, costretta a sobbarcarsi 8,4 miliardi di passivo, costati la poltrona al numero uno Stanley O´Neal, uscito di scena senza puntare troppo i piedi grazie a una buonuscita (malgrado tutto) di 161 milioni. Tra le banche d´affari - che pure continuano a essere macchine da soldi - piangono anche Morgan Stanley (1 miliardo) e Bear Stearns (0,4) mentre nel mondo del credito pagano un pedaggio salato Citigroup (3,5 miliardi) e Bank of America (3,5 pure lei).

Al di qua dell´Atlantico, Northern Rock a parte, la svizzera Ubs ha già contabilizzato una perdita di 4,4 miliardi («non basterà, rischia di arrivare a 8», ha detto ieri Merrill Lynch) mentre in Germania, dove il Governo ha salvato dal collasso SachsenLb e Ikb, la gloriosa Deutsche Bank ha perso sui mutui 3,1 miliardi.

Dove arriverà il conto finale del buco in banca? Per ora siamo a quota 30 miliardi. Ma - avvertono gli esperti - è solo all´inizio. Le autorità monetarie, anche in Italia, hanno abbandonato gli slogan ottimistici dei primi giorni e iniziano ad ammettere che qualche problema, anche se limitato, potrebbe spuntare. Il contagio subprime, del resto, ha già attraversato anche il Pacifico con la giapponese Nomura che ha bruciato 1,2 miliardi.


Dagospia 02 Novembre 2007