A GUANTANAMO CI DAREM LA MANO - PERCHE' TANTO UMANITARIO SCANDALO PER IL CARCERE USA? A LEGGERE I DOCUMENTI SEGRETI, IL TRATTAMENTO DEI DETENUTI E' DA 5 STELLE RISPETTO ALLE TORTURE DELL'"ISOLA DEI FAMOSI".
Francesco Semprini per "La Stampa"
Mappe del carcere, trattamento dei detenuti, manipolazione psicologica, uso dei cani e distribuzione delle razioni. Questo e molto altro è contenuto nel «Camp Delta Standard Operating Procedures», il manuale militare che descrive le procedure operative del campo di prigionia di Guantanamo, finito per errore su Internet.
Il documento di 238 pagine datato 28 marzo 2003 è un vero e proprio vademecum di gestione del prigioniero della base cubana che regola persino la libertà di accesso a strutture e detenuti da parte dei funzionari della Croce Rossa Internazionale (Cri). Sebbene non si tratti di un rapporto «coperto da segreto», esso è destinato al «solo uso ufficiale» come riporta la dicitura a piè di pagina. È per questo che il Pentagono si è rifiutato di renderlo noto nonostante sia stata presentata nell'ottobre 2003 una richiesta ufficiale da parte dell'organizzazione americana per i diritti civili Aclu.
«Nei primi 30 giorni di detenzione i sospetti terroristi non hanno diritto ad essere visitati dalla Cri né possono avere assistenza spirituale, non sono ammessi libri né lettere», spiega l'incartamento secondo cui i nuovi arrivati possono solo avere i comfort di base, ovvero un asciugamano, un dentifricio senza spazzolino e una saponetta.
Successivamente saranno distribuiti al massimo dieci fogli di carta bianca e una penna e non più di un testo alla volta tra quelli distribuiti dalla libreria con la sola condizione di non apporvi note a margine, pena il sequestro. I prigionieri sono reclusi in quattro aree a seconda del grado di cooperazione con le autorità militare americane. «Il carcere può accogliere al massimo 612 detenuti», spiega il rapporto, ma al massimo ne sono stati accolti contemporaneamente 505 sino ad oggi.
Un capitolo è interamente dedicato al trasporto super-blindato dei prigionieri che avviene per mezzo di un convoglio costituito da tre mezzi armati di scorta, due autobus di prigionieri, un'ambulanza, e un mezzo per i cani militari. Le guardie a quattro zampe definite «Military Working Dog» (Mwd) sono addestrate a tre tipologie di impieghi nella base: ricerca di esplosivi, intercettazione di narcotici e guardia ai detenuti, ovvero a impedire tentativi di fuga o di rivolta.
La toponomastica della prigione è descritta in cinque cartine dettagliate contenute nell'appendice del documento, mentre un'illustrazione grafica a pagina 90 spiega come seppellire una persona di fede musulmana. Sono previste razioni supplementari di carta igienica e di qualche genere alimentare per i detenuti più disciplinati mentre per i pasti sono previsti orari ferrei: la colazione si serve alle 6.30, il pranzo alle 12 e la cena alle 19.30.
Lo sciopero della fame viene riconosciuto solo dopo che il detenuto salta i pasti per due giorni consecutivi mentre sullo stato di salute viene utilizzato un codice a cinque colori che va dal verde dei lievi problemi (come tagli o nausea) al nero dell'avvenuto decesso.
Tra i capitoli più inquietanti tuttavia ci sono quelli sulle tecniche di manipolazione psicologica anche attraverso l'uso dei cani, e la classificazione in quattro categorie dei prigionieri ai fini delle ispezioni della Cri. «Accesso non ristretto» significa che non ci sono limitazioni, «Accesso ristretto» prevede brevi informazioni sul suo stato di salute, «Accesso visivo» consente solo l'osservazione delle condizioni fisiche, mentre «Nessun accesso», non ammette alcun contatto tra il detenuto e i rappresentanti della Cri.
«Quello che mi ha colpito è il modo di disciplinare in maniera dettagliata ogni singolo aspetto del trattamento, dall'entrata del detenuto alla sua sepoltura», spiega Jamil Dakwar, direttore del programma per i diritti umani dell'Ucla. A firmare il documento fu il generale Geoffrey Miller, colui che secondo i media americani introdusse le procedure più dure di interrogatorio che saranno utilizzate anche nel carcere di Abu Ghraib, successivamente, ovvero poco dopo la visita di Miller in Iraq nell'estate del 2003.
Dagospia 15 Novembre 2007
Mappe del carcere, trattamento dei detenuti, manipolazione psicologica, uso dei cani e distribuzione delle razioni. Questo e molto altro è contenuto nel «Camp Delta Standard Operating Procedures», il manuale militare che descrive le procedure operative del campo di prigionia di Guantanamo, finito per errore su Internet.
Il documento di 238 pagine datato 28 marzo 2003 è un vero e proprio vademecum di gestione del prigioniero della base cubana che regola persino la libertà di accesso a strutture e detenuti da parte dei funzionari della Croce Rossa Internazionale (Cri). Sebbene non si tratti di un rapporto «coperto da segreto», esso è destinato al «solo uso ufficiale» come riporta la dicitura a piè di pagina. È per questo che il Pentagono si è rifiutato di renderlo noto nonostante sia stata presentata nell'ottobre 2003 una richiesta ufficiale da parte dell'organizzazione americana per i diritti civili Aclu.
«Nei primi 30 giorni di detenzione i sospetti terroristi non hanno diritto ad essere visitati dalla Cri né possono avere assistenza spirituale, non sono ammessi libri né lettere», spiega l'incartamento secondo cui i nuovi arrivati possono solo avere i comfort di base, ovvero un asciugamano, un dentifricio senza spazzolino e una saponetta.
Successivamente saranno distribuiti al massimo dieci fogli di carta bianca e una penna e non più di un testo alla volta tra quelli distribuiti dalla libreria con la sola condizione di non apporvi note a margine, pena il sequestro. I prigionieri sono reclusi in quattro aree a seconda del grado di cooperazione con le autorità militare americane. «Il carcere può accogliere al massimo 612 detenuti», spiega il rapporto, ma al massimo ne sono stati accolti contemporaneamente 505 sino ad oggi.
Un capitolo è interamente dedicato al trasporto super-blindato dei prigionieri che avviene per mezzo di un convoglio costituito da tre mezzi armati di scorta, due autobus di prigionieri, un'ambulanza, e un mezzo per i cani militari. Le guardie a quattro zampe definite «Military Working Dog» (Mwd) sono addestrate a tre tipologie di impieghi nella base: ricerca di esplosivi, intercettazione di narcotici e guardia ai detenuti, ovvero a impedire tentativi di fuga o di rivolta.
La toponomastica della prigione è descritta in cinque cartine dettagliate contenute nell'appendice del documento, mentre un'illustrazione grafica a pagina 90 spiega come seppellire una persona di fede musulmana. Sono previste razioni supplementari di carta igienica e di qualche genere alimentare per i detenuti più disciplinati mentre per i pasti sono previsti orari ferrei: la colazione si serve alle 6.30, il pranzo alle 12 e la cena alle 19.30.
Lo sciopero della fame viene riconosciuto solo dopo che il detenuto salta i pasti per due giorni consecutivi mentre sullo stato di salute viene utilizzato un codice a cinque colori che va dal verde dei lievi problemi (come tagli o nausea) al nero dell'avvenuto decesso.
Tra i capitoli più inquietanti tuttavia ci sono quelli sulle tecniche di manipolazione psicologica anche attraverso l'uso dei cani, e la classificazione in quattro categorie dei prigionieri ai fini delle ispezioni della Cri. «Accesso non ristretto» significa che non ci sono limitazioni, «Accesso ristretto» prevede brevi informazioni sul suo stato di salute, «Accesso visivo» consente solo l'osservazione delle condizioni fisiche, mentre «Nessun accesso», non ammette alcun contatto tra il detenuto e i rappresentanti della Cri.
«Quello che mi ha colpito è il modo di disciplinare in maniera dettagliata ogni singolo aspetto del trattamento, dall'entrata del detenuto alla sua sepoltura», spiega Jamil Dakwar, direttore del programma per i diritti umani dell'Ucla. A firmare il documento fu il generale Geoffrey Miller, colui che secondo i media americani introdusse le procedure più dure di interrogatorio che saranno utilizzate anche nel carcere di Abu Ghraib, successivamente, ovvero poco dopo la visita di Miller in Iraq nell'estate del 2003.
Dagospia 15 Novembre 2007