IL DALAI LAMA ALLA FESTA DEL CINEMA 2008? - LA "POLIZZIA" BUTTA GLI ABITI CONFEZIONATI IN ROMANIA - DAMIANO E IL PORTAVOCE GHIOTTONE - FERRERO IN TOUR COL SUO LIBRO - CAPEZZONE A TUTTO "VELINO".

Da "Italia Oggi"

1 - CAPEZZONE AL "VELINO" PASSANDO DA "MARKETTE".
Daniele Capezzone è il nuovo direttore del "Velino". Prende l'incarico da domani. Un prestigioso riconoscimento per un opinionista che si è fatto apprezzare molto come politico in questi anni. Presente spesso in tv, si è saputo ritagliare spazi importanti nella comunicazione del nostro paese. Tra i primi che hanno capito il suo talento c'è Piero Chiambretti che l'ha ospitato spesso a "Markette" su La7. Tra l'altro da quando ha lasciato il partito radicale, al quale ha dedicato diversi anni della sua carriera politica, un periodo che porterà sempre con sè come un prezioso valore aggiunto alla sua formazione, Capezzone ha moltiplicato gli sforzi e i punti di popolarità.

Le sue adesioni a "Decidere.net" proseguono a tamburo battente. Le sue idee trasversali agli schieramenti piacciono sia a destra sia a sinistra. E piacciono soprattutto agli editori, vista la sua continua crescita professionale. Succede a Stefano De Andreis, che lascia per motivi di salute. Il "Velino" vanta un originale sistema informativo fra le agenzie di stampa a carattere nazionale. Capezzone, 35 anni, deputato e presidente della commissione attività produttive, avrà al suo fianco Maurizio Marchesi, direttore responsabile. (Marco Castoro)

2 - LA POLIZIA BUTTA GLI ABITI VENUTI DALLA ROMANIA.
«Certo che appaltare gli abiti per la Polizia di Stato in Romania è stata davvero una bella pensata», si sente dire ironicamente dai rappresentanti sindacali delle forze di pubblica sicurezza. Sì, perché il costo sostenuto sarà stato pure basso, ma i prodotti che sono arrivati in Italia pare siano da buttare nei cesti della spazzatura.

Oltre alla qualità ritenuta bassissima degli abiti, agli uomini guidati da Antonio Manganelli sono giunti dei giubbetti in goretex che esibivano una singolare scritta: «Polizzia». Con due «zeta». Inevitabile il ricorso al cassonetto, perché è impossibile rimediare al danno. Nemmeno un regista di un film comico ha mai pensato di storpiare il nome della nostra polizia. E fosse solo questo il problema: dicono che le scarpe sono inadatte ai lavoratori della Polizia, perché le misure delle calzature sono diverse tra la Romania e Italia.

Così le richieste che erano state fatte hanno prodotto un risultato davvero particolare: migliaia di scatole di scarpe giacciono nei magazzini. Tanto che qualcuno vorrebbe cogliere l'occasione e far tornare a Bucarest camion carichi di abiti e calzature insieme agli immigrati romeni: ma prima bisognerebbe trovare il carburante, che manca anche per le automobili destinate al controllo del territorio.

3 - FERRERO DI NOTTE ALLA RAI: PER IL SUO LIBRO.
La speranza mai confessata in pubblico è quella di vedere centinaia di immigrati nelle librerie, per comprare il suo volumetto. Il ministro Paolo Ferrero ha appena pubblicato la sua fatica editoriale, «Immigrazione. Fa più rumore l'albero che cade che la foresta che cresce», e ha iniziato il suo «tour» di interviste e presentazioni.
Ieri nello stesso giorno dello spazio riservato al suo libro dal "Corriere della Sera" diretto da Paolo Mieli c'era l'appuntamento alla facoltà di teologia dei valdesi, nella romana piazza Cavour. Ma è apparso in televisione anche alle due di notte, su Raidue, per spiegare alle masse (per la verità, poche a quell'ora) il contenuto del suo impegno libresco.



E dai a spiegare la storia di sua nonna, emigrata negli Stati Uniti: ragazza madre, in anni nei quali le donne che vivevano questa esperienza erano «caldamente convinte» a lasciare il paese natale. «Per il buon nome della famiglia», come si diceva un tempo: perché nessun clan familiare poteva sopportare la presenza di una donna non sposata, con prole a carico.
E Ferrero «cavalca» questa vicenda familiare. A fini politici, ovviamente. Come quando dice che «negli anni Settanta c'era poco razzismo, dopo è tornato, perché operai e sindacati sono stati sconfitti». E il terrorismo?

4 - A TAVOLA C'È SEMPRE IL GHIOTTONE DI DAMIANO.
Di enogastronomi ce ne sono, nei dintorni dei politici italiani. A cominciare dagli assessorati capitolini del comune guidato da Walter Veltroni, dove non mancano i gourmet che partecipano assiduamente a degustazioni di vini e cibi vari, vantando collaborazioni con note guide (quelle che stilano le classifiche dei migliori ristoranti e delle aziende vinicole più «in»).

Il «top» però si raggiunge con i rappresentanti del governo presieduto da Romano Prodi: nello staff di un ministro «in prima linea», ovvero dell'uomo che deve difendere la classe operaia e i lavoratori dipendenti, Cesare Damiano, c'è un assiduo frequentatore di banchetti, noto come «ghiottone errante»: si tratta del portavoce Cosimo Torlo.

L'altra sera non ha mancato la presentazione la «premiere romana» di una delle grandi etichette delle bollicine italiane, il Franciacorta Vittorio Moretti, dell'azienda Bellavista. L'annata 2001 era oggetto di un incontro riservato in via dei Giubbonari (a pochi passi dalla storica sezione del vecchio Partito comunista), nell'antico forno Roscioli, ricco di ogni tipo di leccornia. Torlo c'era: e pensare che un attore amato dal grande pubblico come Raoul Bova non è stato riconosciuto all'ingresso, tanto che non ha potuto accedere alla sceltissima degustazione.

5 - E NELLA CAPITALE ARRIVA L'ARMATA ROSSA.
A fine anno a Roma arriverà l'Armata Rossa. Tutta colpa degli spettacoli che si svolgono nella capitale in occasione delle festività di Capodanno, e che avranno tra i protagonisti anche i gruppi «folk» dell'ex Unione Sovietica, per la gioia di chi aveva sempre avuto la tessera del Partito comunista italiano.

Ma nell'Auditorium governato dall'ex senatore Goffredo Bettini si sta vivendo uno psicodramma legato alla scelta di annoverare il Dalai Lama tra i partecipanti «vip» della prossima Festa del cinema: sarà anche una mossa per portare a Roma gli attori legati al buddismo, però si rischia davvero molto con la superpotenza cinese.
Già, perché il cartellone della struttura romana prevede dal 23 maggio all'8 giugno dell'anno prossimo la manifestazione «Cinavicina festival», da realizzare in collaborazione con il ministero della cultura della Repubblica popolare cinese.



Dagospia 19 Dicembre 2007