NON SOLO AGNELLI DESNUDO, MANCA ANCHE UN'IMMAGINE DELLA FIGLIA MARGHERITA
ALLA MOSTRA, STRAGIOVANI E STRAVECCHI DEL LINGOTTO: DA DONNA MARELLA A LAPO
MORALE: L'AVVOCATO E' VIVO E SI DIVERTE ANCORA ALLE NOSTRE SPALLE (TUTTI NANI)
ALLA MOSTRA, STRAGIOVANI E STRAVECCHI DEL LINGOTTO: DA DONNA MARELLA A LAPO
MORALE: L'AVVOCATO E' VIVO E SI DIVERTE ANCORA ALLE NOSTRE SPALLE (TUTTI NANI)
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
1 - IL SECOLO DELL'AVVOCATO IN UNA MOSTRA AL VITTORIANO
(Asca) - 'Lui diceva che un Agnelli non puo' stare piu' di due mesi all'opposizione. Colpisce vederlo ritratto sotto una foto di Lenin o di Marx mentre firmava accordi in Urss. Aveva quasi la stessa qualita' di rapporti nel blocco americano e in quello russo. Diceva dei democristiani che si passavano la Presidenza del Consiglio come se fossero ad un circolo di scacchi. La cosa che temeva di piu' era la noia. Era molto bravo a non annoiarsi'.
Marcello Sorgi, che e' stato direttore de 'La Stampa' ricorda cosi' l'avvocato nel presentare le 250 fotografie allestite al Vittoriano col titolo 'Il secolo dell'Avvocato: Gianni Agnelli, una vita straordinaria'. La mostra e' articolata in diverse sezioni, e riguardano l'avvocato 'ragazzo', il 'senatore', quello che e' stato definito 'l'altro avvocato', con riferimento alle sue passioni, e poi il funerale con gli operai, che hanno voluto salutare il 'loro' avvocato. Sorgi ha curato la mostra fotografica a cinque anni dalla sua scomparsa avvenuta il 24 gennaio 2003.
Agnelli, e' stato il piu' grande industriale italiano, il piu' conosciuto all'estero, il capo di una delle maggiori dinastie imprenditoriali del mondo, tra le poche ad aver attraversato due secoli di storia. La mostra, allestita nella Gipsoteca del Vittoriano su progetto dell'architetto Susanna Nobili, e' aperta al pubblico fino al 30 gennaio, e ripercorre la vita di Agnelli sullo sfondo del Novecento, dalla nascita (1921), alla seconda guerra mondiale, durante la quale combatte' in Africa e in Russia, prendendo parte poi al fianco degli americani alla Liberazione, al lungo dopoguerra, in cui il giovene industriale s'era trovato di fronte a tutto: il capitalismo e il comunismo, la guerra fredda, il postfascismo, il regime democristiano, il terroriesmo, la globalizzazione, le grandi crisi economiche'.
All'inaugurazione ha partecipato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accompagnato dalla moglie Clio, il ministro delle Attivita' Culturali e Vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli. Presenti anche Susanna Agnelli, John e Lapo Elkann, Marella Agnelli, il presidente della Fiat e della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto.
Dentro le viscere del monumento, l'Altare della Patria, il percorso della mostra e' un excursus lungo quasi un secolo attraverso le immagini dell'avvocato 'pubblico' e 'istituzionale', arricchito anche da quattro filmati storici, con immagini dell'archivio Centro Storico Fiat e da una raccolta di immagini televisive, Teche Rai, curati dal regista Tonino Farina. A documentare 'l'altro avvocato' e le sue passioni ci ha pensato invece Marco Franzelli che ripercorre il suo rapporto con l'arte, il giornalismo, lo sport:calcio, automobilismo, vela e sci.
Nel 1991, dodici anni prima di morire era stato nominato senatore a vita. Veloce, impaziente, ironico, era a suo agio con capi di stato, premier e ministri, manager e sindacalisti. La sua infanzia fu dorata ma breve: educazione rigorosa con una governante inflessibile, miss Parker. Il padre Edoardo mori' in un incidente nel 1935, quando aveva solo 14 anni. I trenta anni alla guida della Fiat sono stati quelli che hanno fatto di Agnelli uno dei maggiori industriali europei. Diceva di lui Charlie Chaplin: 'Ha successo e il successo rende simpatici', mentre Indro Montanelli si soffermava sul suo profilo 'da antico romano'. In America l'avvocato era di casa, da Kennedy, a Clinton, aveva familiarita' con tutti i presidenti Usa. Il re di Spagna o la regina d'Inghilterra andavano volentieri a trovarlo. Ed e' sorprendente il suo rapporto con l'universo comunista e post-comunista, da Mosca alla Cina, da Kruscev a Gorbaciov a Eltsin, e in Italia da Togliatti e Berlinguer fino a D'Alema e Veltroni.
Durissimo il confronto con il terrorismo e le Brigate Rosse: una stagione a cui, da presidente della Confindustria, cerco' di porre un freno, firmando l'accordo sulla scala mobile con il segretario della Cgil Luciano Lama. Sul fronte politico italiano, ha avuto solidi rapporti con tutti i governi, la sua vita ha attraversato il fascismo, il regime democristiano, il craxismo, ha battezzato il primo governo post-comunista guidato da D'Alema e il secondo governo di centro-destra presieduto da Berlusconi. Al Quirinale e' stato di casa con tutti gli inquilini del colle, da De Nicola a Saragat, Pertini, Cossga, Ciampi, presente anche lui alla inaugurazione di oggi. Se fosse stato vivo - si legge in una nota - 'nel 2006 avrebbe applaudito all'elezione di Napolitano, che conosceva e stimava molto'.La sua vita straordinaria e' fissata nelle immagini dei piu' famosi fotografi del mondo: Newton Krieger, Harari, Lessing, Liverini che per primo ha avuto l'idea della mostra che poi si trasferira' a Torino alla Mole Antonelliana dal 12 febbraio al 16 marzo.
2 - DONNA MARELLA, LA MOSTRA MI E' PIACIUTA MOLTO
(Adnkronos) - "Mi e' piaciuta molto": e' Donna Marella Agnelli, la vedova di Gianni Agnelli, a rispondere cosi', con un sorriso, al cronista che le chiede un giudizio sulla mostra inaugurata oggi al Complesso del Vittoriano sotto il titolo 'Il secolo dell'Avvocato', che con una serie di foto ripercorre il percorso umano e professionale di Gianni Agnelli. Donna Marella, entrata insieme al nipote John Elkann, esce dalla mostra 'scortata' dall'altro nipote, Lapo, che affettuosamente la protegge dall'assalto di cameraman e fotografi e che poi si allontana in macchina con lei. All'inaugurazione della mostra, che ricostruisce la figura dell'Avvocato con una serie di foto pubbliche e tratte dall'archivio privato, con molti protagonisti del Novecento, tra di essere numerose quelle con Jackie e John Kennedy, sono intervenuti numerosi i familiari del presidente della Fiat scomparso. Dall'erede designato, John, ai fratelli Lapo e Ginevra, alla sorella Susanna, alla moglie di John Lavinia Borromeo. Presenti anche il presidente della Fiat e di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo (che un paio di foto ritraggono insieme all'Avvocato anche in momenti privati, come una passeggiata in montagna), l'amministratore delegato della casa torinese Sergio Marchionne, il presidente dell'Ifil Gianluigi Gabetti, il cognato, l'editore Carlo Caracciolo.
John Elkann dice che la mostra e' "bellissima, un bellissimo contributo in ricordo di un italiano da parte di un paese a cui era molto legato. Mi ha colpito -aggiunge il vicepresidente della Fiat conversando con i giornalisti- l'enorme vitalita' che viene fuori, vitalita' che ha determinato tutta la sua vita: non e' solo un ricordo di Gianni Agnelli, ma uno stimolo a guardare il futuro". E' una "bellissima mostra" anche a giudizio di Luca Cordero di Montezemolo che ne elogia il "percorso emotivo e storico. Sono molto, molto contento", conclude.
Dagospia 10 Gennaio 2008
1 - IL SECOLO DELL'AVVOCATO IN UNA MOSTRA AL VITTORIANO
(Asca) - 'Lui diceva che un Agnelli non puo' stare piu' di due mesi all'opposizione. Colpisce vederlo ritratto sotto una foto di Lenin o di Marx mentre firmava accordi in Urss. Aveva quasi la stessa qualita' di rapporti nel blocco americano e in quello russo. Diceva dei democristiani che si passavano la Presidenza del Consiglio come se fossero ad un circolo di scacchi. La cosa che temeva di piu' era la noia. Era molto bravo a non annoiarsi'.
Marcello Sorgi, che e' stato direttore de 'La Stampa' ricorda cosi' l'avvocato nel presentare le 250 fotografie allestite al Vittoriano col titolo 'Il secolo dell'Avvocato: Gianni Agnelli, una vita straordinaria'. La mostra e' articolata in diverse sezioni, e riguardano l'avvocato 'ragazzo', il 'senatore', quello che e' stato definito 'l'altro avvocato', con riferimento alle sue passioni, e poi il funerale con gli operai, che hanno voluto salutare il 'loro' avvocato. Sorgi ha curato la mostra fotografica a cinque anni dalla sua scomparsa avvenuta il 24 gennaio 2003.
Agnelli, e' stato il piu' grande industriale italiano, il piu' conosciuto all'estero, il capo di una delle maggiori dinastie imprenditoriali del mondo, tra le poche ad aver attraversato due secoli di storia. La mostra, allestita nella Gipsoteca del Vittoriano su progetto dell'architetto Susanna Nobili, e' aperta al pubblico fino al 30 gennaio, e ripercorre la vita di Agnelli sullo sfondo del Novecento, dalla nascita (1921), alla seconda guerra mondiale, durante la quale combatte' in Africa e in Russia, prendendo parte poi al fianco degli americani alla Liberazione, al lungo dopoguerra, in cui il giovene industriale s'era trovato di fronte a tutto: il capitalismo e il comunismo, la guerra fredda, il postfascismo, il regime democristiano, il terroriesmo, la globalizzazione, le grandi crisi economiche'.
All'inaugurazione ha partecipato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accompagnato dalla moglie Clio, il ministro delle Attivita' Culturali e Vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli. Presenti anche Susanna Agnelli, John e Lapo Elkann, Marella Agnelli, il presidente della Fiat e della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto.
Dentro le viscere del monumento, l'Altare della Patria, il percorso della mostra e' un excursus lungo quasi un secolo attraverso le immagini dell'avvocato 'pubblico' e 'istituzionale', arricchito anche da quattro filmati storici, con immagini dell'archivio Centro Storico Fiat e da una raccolta di immagini televisive, Teche Rai, curati dal regista Tonino Farina. A documentare 'l'altro avvocato' e le sue passioni ci ha pensato invece Marco Franzelli che ripercorre il suo rapporto con l'arte, il giornalismo, lo sport:calcio, automobilismo, vela e sci.
Nel 1991, dodici anni prima di morire era stato nominato senatore a vita. Veloce, impaziente, ironico, era a suo agio con capi di stato, premier e ministri, manager e sindacalisti. La sua infanzia fu dorata ma breve: educazione rigorosa con una governante inflessibile, miss Parker. Il padre Edoardo mori' in un incidente nel 1935, quando aveva solo 14 anni. I trenta anni alla guida della Fiat sono stati quelli che hanno fatto di Agnelli uno dei maggiori industriali europei. Diceva di lui Charlie Chaplin: 'Ha successo e il successo rende simpatici', mentre Indro Montanelli si soffermava sul suo profilo 'da antico romano'. In America l'avvocato era di casa, da Kennedy, a Clinton, aveva familiarita' con tutti i presidenti Usa. Il re di Spagna o la regina d'Inghilterra andavano volentieri a trovarlo. Ed e' sorprendente il suo rapporto con l'universo comunista e post-comunista, da Mosca alla Cina, da Kruscev a Gorbaciov a Eltsin, e in Italia da Togliatti e Berlinguer fino a D'Alema e Veltroni.
Durissimo il confronto con il terrorismo e le Brigate Rosse: una stagione a cui, da presidente della Confindustria, cerco' di porre un freno, firmando l'accordo sulla scala mobile con il segretario della Cgil Luciano Lama. Sul fronte politico italiano, ha avuto solidi rapporti con tutti i governi, la sua vita ha attraversato il fascismo, il regime democristiano, il craxismo, ha battezzato il primo governo post-comunista guidato da D'Alema e il secondo governo di centro-destra presieduto da Berlusconi. Al Quirinale e' stato di casa con tutti gli inquilini del colle, da De Nicola a Saragat, Pertini, Cossga, Ciampi, presente anche lui alla inaugurazione di oggi. Se fosse stato vivo - si legge in una nota - 'nel 2006 avrebbe applaudito all'elezione di Napolitano, che conosceva e stimava molto'.La sua vita straordinaria e' fissata nelle immagini dei piu' famosi fotografi del mondo: Newton Krieger, Harari, Lessing, Liverini che per primo ha avuto l'idea della mostra che poi si trasferira' a Torino alla Mole Antonelliana dal 12 febbraio al 16 marzo.
2 - DONNA MARELLA, LA MOSTRA MI E' PIACIUTA MOLTO
(Adnkronos) - "Mi e' piaciuta molto": e' Donna Marella Agnelli, la vedova di Gianni Agnelli, a rispondere cosi', con un sorriso, al cronista che le chiede un giudizio sulla mostra inaugurata oggi al Complesso del Vittoriano sotto il titolo 'Il secolo dell'Avvocato', che con una serie di foto ripercorre il percorso umano e professionale di Gianni Agnelli. Donna Marella, entrata insieme al nipote John Elkann, esce dalla mostra 'scortata' dall'altro nipote, Lapo, che affettuosamente la protegge dall'assalto di cameraman e fotografi e che poi si allontana in macchina con lei. All'inaugurazione della mostra, che ricostruisce la figura dell'Avvocato con una serie di foto pubbliche e tratte dall'archivio privato, con molti protagonisti del Novecento, tra di essere numerose quelle con Jackie e John Kennedy, sono intervenuti numerosi i familiari del presidente della Fiat scomparso. Dall'erede designato, John, ai fratelli Lapo e Ginevra, alla sorella Susanna, alla moglie di John Lavinia Borromeo. Presenti anche il presidente della Fiat e di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo (che un paio di foto ritraggono insieme all'Avvocato anche in momenti privati, come una passeggiata in montagna), l'amministratore delegato della casa torinese Sergio Marchionne, il presidente dell'Ifil Gianluigi Gabetti, il cognato, l'editore Carlo Caracciolo.
John Elkann dice che la mostra e' "bellissima, un bellissimo contributo in ricordo di un italiano da parte di un paese a cui era molto legato. Mi ha colpito -aggiunge il vicepresidente della Fiat conversando con i giornalisti- l'enorme vitalita' che viene fuori, vitalita' che ha determinato tutta la sua vita: non e' solo un ricordo di Gianni Agnelli, ma uno stimolo a guardare il futuro". E' una "bellissima mostra" anche a giudizio di Luca Cordero di Montezemolo che ne elogia il "percorso emotivo e storico. Sono molto, molto contento", conclude.
Dagospia 10 Gennaio 2008