SOLDI "ETICI" - A WALL STREET CRESCONO IN MODO VERTIGINOSO I FONDI ETICI, CHE INVESTONO SEGUENDO RIGIDI PRINICIPI MORALI (NEL MIRINO SOPRATTUTTO IL PORNO) - PER ORA I TEOCON SBARAGLIANO L'ISLAM.

Fabio Pozzo per "La Stampa"


I teocon sbaragliano l'Islam. Almeno a Wall Street. Timothy Plan, società che si ispira ai «Conservative Christians», il movimento cristiano conservatore - soprattutto di confessione evangelica - che conta numerosi sostenitori del presidente George W. Bush, ha chiuso il 2007 con la migliore performance tra tutti i fondi d'investimento religiosi Usa. Solo secondo e terzo due strumenti finanziari ispirati al Corano, il Dow Jones IslamicIndex K e l'Amana Trust Income.

A porre Timothy Plan sulla vetta dei «faith (fede) fund» è Morningstar, società indipendente che fornisce informazioni finanziarie su oltre 250 mila strumenti d'investimento nel mondo e che monitorizza da vicino anche quest'ultima categoria: fondi che si ispirano a principi etici molto rigidi, in cui investono singoli fedeli, organizzazioni confessionali e chiese, e il cui appeal - leggi anche portafoglio - sta crescendo in maniera vertiginosa nell'ambito dei fondi socialmente responsabili, un'industria che in America vale 10 mila miliardi di dollari. Oggi i «faithfund» hanno raggiunto assets per complessivi 1,7 miliardi di dollari: erano 400 milioni dieci anni fa.

Cattolici
Il gruppo più grande, 600 milioni di dollari in dote, è quello degli Ave Maria Funds, gestiti da George Schwartz, che può contare sulla supervisione del CatholicAdvisoryBoard, in cui siede ad esempio Tom Monaghan, fondatore di Domino's pizza, una sorta di nuovo messia che ha venduto la catena di pizzerie e che sta costruendo una città a «prova di fede» in Florida. Questi fondi investono secondo i principi morali della Chiesa Cattolica: condannano l'aborto, la contraccezione, la pornografia, ma anche quelle società che concedono agevolazioni ai propri dipendenti non sposati.

Leggi Pepsi Co, 3M Company e American International Group. I fondi Ave Maria nel 2007 non hanno complessivamente brillato: se l'Ave Maria Growth ha reso l'11,61%, ed è decimo nella top ten, il Bond I si ferma al 5,14%, il RisingDividend perde lo 0,59; il CatholicValues, il più ricco e datato (lanciato nel 2001) -4,03% e l'Opportunity -8,52%.



Altri cristiani
Timothy Plan è stato lanciato nel 1994 da Arthur Alley, che considerava i fondi socialmente etici troppo «newage» e non compatibili con i principi della cristianità evangelica conservatrice, e gestisce oltre 500 milioni di dollari. Il trust promuove tolleranza zero contro pornografia (ha costretto Wal-Mart a togliere dai pubblici display le copie di Cosmopolitan, perché uno dei «più aggressivi soft corepornographicmagazines d'America»), tabacco, gioco d'azzardo e stili di vita anti-matrimonio (omosessualità).

Il Large/Mid-capValue A - campione nel 2007 con il 17,02% - è il più grande e vale circa 100 milioni di dollari. In classifica ci sono, tra gli altri, anche lo StrategicGrowth A, che ha reso il 10,45% e il Conservative Growth A (+8,85%). Al quarto e quinto posto delle best performance ci sono due fondi del gruppo Guidestone, d'ispirazione battista, che gestisce circa 10 miliardi di dollari: il GrowthEquity Gs2 ha reso il 13,99% e l'International EquityGs2 il 13,21%.

Islamici
Proibiscono d'investire su alcol, tabacco, gioco d'azzardo, pornografia, ma anche sulla carne di maiale, e devono rispettare la sharia, la legge islamica che bandisce gli interessi. Nel 2007 ha fatto meglio di tutti il Dow Jones Islamic (+15,72%), sussidiario del North American Islamic Trust, che investe principalmente in azioni del Dow Jones IslamicMarketIndex e del Dow Jones Market U.S. Index. Poi, l'Amana Trust, con l'Income (+14,12%) e il Growth (+12,24%). Sono di ispirazione islamica anche i fondi Azzard, 8 milioni di dollari, settimi in classifica con l'EthicalMid Cap.

Etici
I fondi socialmente responsabili sono oltre 200, molti non sono religiosi, ma alcuni sono ispirati dagli stessi principi, come gli IntegrityGrowth&Income, i Domini Social Equity, i CamcoInvestors. Non è un caso. Secondo l'Opinion Research Corporation otto investitori americani su dieci descrivono se stessi come religiosi, e il 56% dice di tener conto dei valori spirituali al momento di decidere come investire.


Dagospia 19 Febbraio 2008